RONA JAFFE.
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Riunione di classe.
Parte 2.
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Titolo originale: Class Reunion.
Traduzione di: Maria Grazia Prestini.
2018. Neri Pozza Editore, Vicenza.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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5.

Prima di passare la dogana e di arrivare al suo albergo di Parigi si erano fatte le dieci e mezzo del mattino ora locale, ma le quattro e mezzo di notte nella testa di Chris. In aereo non era riuscita a chiudere occhio. In quel momento si sentiva sporca e intontita, ma troppo eccitata per dormire. Era a Parigi! Come era possibile non eccitarsi a quel pensiero? La cosa principale era la vicinanza di Alexander e il fatto che quella sera gli avrebbe parlato.
Il Saint-Simon, l'albergo suggeritole da Max, era in un'elegante palazzina stile Direttorio, con un alto muro di cinta che lo proteggeva dalla frenetica vita che pulsava all'esterno. Chris aveva una camera con bagno, prima colazione e cena comprese, per soli sei dollari al giorno. Aveva scelto la cena piuttosto che il pranzo per praticit, sebbene si augurasse di cenare il pi possibile con Alexander. Max le aveva raccontato che nelle stanze c'erano pezzi antichi autentici. Chris non vedeva la differenza fra un pezzo autentico e un'imitazione, se non che appartenevano a un'epoca diversa dalla sua. Ci nonostante si rendeva conto di trovarsi in un ambiente estremamente raffinato. Si poteva sempre fare affidamento sul buon gusto di Max.
Disfece la valigia, si lav e usc a dare un'occhiata in giro. Era una giornata grigia e fredda, ma tutto le sembr stupendo. I vecchi edifici con i balconcini di ferro battuto, i caff con i tavolini all'aperto, le minuscole macchine straniere guidate a folle velocit, le buffe stradine tortuose, i selciati irregolari, i chioschi di giornali tappezzati di annunci pubblicitari... tutte caratteristiche di Parigi che aveva pi volte visto al cinema... solo che finalmente erano realt. Vide persino un uomo in carne e ossa che andava in bicicletta con il classico baschetto e una donna che portava un lungo sfilatino di pane senza carta.
Prima di partire Chris si era procurata una piantina della citt e una guida, cos punt senza difficolt verso il palazzo nel quale viveva Alexander. C'era un cortile attorno al quale si raccoglievano tre palazzine che avrebbero benissimo potuto fare parte dello stesso edificio. Guard in su, chiedendosi quale di quelle finestre fosse la sua, poi se ne and di corsa prima che qualcuno la notasse e le chiedesse che cosa volesse. Prosegu il suo cammino e dopo un po' si ferm in un caff per un panino e una tazza di caff francese, forte e scuro. Faceva talmente freddo che le uniche persone che avevano il coraggio di sedere sulla terrazza erano i giovanissimi o i turisti. Lei era entrambe le cose. Non si sentiva pi come la potenziale vecchia zitella, ma come una per la quale la vita stava per cominciare.
Dopo essersi rifocillata attravers un ponte in direzione della Rive Droite, dove lavorava Alexander. Per qualche istante rest in contemplazione delle acque grigie della Senna sferzate dal vento e si chiese che cosa si provasse a vivere in un posto come quello. Era tutto cos bello, vecchio e pulito. Capiva perch mai Alexander avesse deciso di restare. Cammin fino alla American Bank e la guard a lungo. Per un attimo consider l'opportunit di entrare a cambiare un assegno, ma non ne fece nulla. Alexander non stava al banco, ma non voleva correre il rischio che lui uscisse dal suo ufficio e la incontrasse cos. Voleva che il loro primo incontro fosse magari per un aperitivo. Intendeva giocare tutte le sue carte, secondo il copione che si era preparata: essere fredda, controllata, fingere di essere solo grandi amici e riconquistarlo piano piano.
Improvvisamente si sent sfinita e prese un taxi per tornare all'albergo. Mise la sveglia e si addorment.
Quando la suoneria squill la stanza era immersa nell'oscurit e per un attimo Chris non si raccapezz. Poi ricord e si tir a sedere, il cuore che le batteva all'impazzata. Accese la luce, bevve un sorso di acqua minerale e fece il numero di Alexander.
Il telefono squill cinque volte, tanto che pens che lui non fosse in casa. Poi sent la sua voce, cos cara e familiare che le venne la pelle d'oca per l'emozione e lacrime di sollievo le riempirono gli occhi mentre il cuore le batteva forte.
Alexander? disse.
S?
Si costrinse ad assumere un tono calmo e indifferente; solo la vecchia amica di un tempo. Sono Christine Spark.
Chris! Pi che sorpreso sembrava felicissimo di sentirla. Max mi ha scritto che saresti venuta. Come stai?
Sto bene. E tu?
Magnificamente. Era la voce di un uomo felice. Le sembr strano sentire quel nuovo Alexander che in un certo senso pareva pi sicuro di s. Ma naturalmente avevano entrambi qualche anno di pi, ormai. Quanto tempo pensi di fermarti?
Un paio di settimane. Sono le mie vacanze. Cos lui sapeva che era solo di passaggio, non una seccatura, ma qualcuno che meritava di essere festeggiato.
Allora dobbiamo cenare insieme le disse Alexander. Che progetti hai fatto?
Oh... sono appena arrivata e ancora non ne ho. Come preferisci tu. Troppo sfacciato? Avrebbe dovuto mentire?
Che cosa ne dici di domani, allora?
Sarebbe magnifico. Non vedo l'ora di rivederti. Affettuosa, ma distante, amichevole al punto giusto. Si morse le labbra.
Ti passo a prendere in albergo alle sette. Dove stai?
Al Saint-Simon.
So dove si trova.  vicino a casa mia.
Chris sorrise. Come se non lo sapesse! A domani, allora.
Il giorno seguente and al Louvre, ma a malapena si rese conto di ci che le passava sotto gli occhi. Non vedeva che Alexander. Si chiese se lo avrebbe trovato molto cambiato e se anche lui l'avrebbe trovata diversa. Portava ancora i capelli allo stesso modo e aveva i medesimi abiti, ma quello che a New York sembrava dimesso in un certo senso era perfetto per Parigi. Somigliava a una piccola scolaretta francese. Non era esattamente l'immagine che avrebbe preferito per sedurre Alexander, ma almeno gli sarebbe stata familiare.
Doveva attendere nell'atrio o in camera sua? Sedette sul bordo del letto torcendosi le mani. Non era pi a Briggs Hall. Meglio aspettare nell'atrio come una persona adulta. Scese di sotto e proprio mentre arrivava vide Alexander entrare dalla porta.
Rest senza fiato. Era pi bello che mai; in quei sei anni dal ragazzo che era si era trasformato in un uomo. Portava un completo grigio scuro di flanella di taglio perfetto e i capelli neri gli si arricciavano sopra le orecchie. Heathcliff, pens subito Chris. Sarebbe potuto essere un attore del cinema oppure un giovane diplomatico o quello che era, un promettente banchiere. Si sent sciatta e a disagio.
Chris! le and incontro a grandi passi decisi e le strinse la mano sorridendo. Poi si rese conto di ci che stava facendo e scoppi a ridere. Forse faceva ridere stringere la mano alla tua ex amante. La baci lievemente sulla guancia. Ecco le disse. Cos  pi francese.
Sembri un uomo di successo comment Chris.
Oh, grazie. E tu sei molto graziosa.
Era diventato un altro. Eppure era sempre lo stesso. Chris dovette sforzarsi per non discostarsi dal copione stabilito. Si avviarono a piedi.
Andremo alla Brasserie Lipp le disse Alexander.  un locale famoso. Tutti gli intellettuali ci vanno a mangiare e a fare interminabili, dotte discussioni.
Strada facendo le indic dei posti interessanti e Chris pens che in fondo non si erano parlati molto in tutti quegli anni in cui avevano fatto coppia fissa. Si comportava come se lei fosse una cara, vecchia amica dalla quale si era separato nelle circostanze pi cordiali, anzich la ragazza che aveva amato e abbandonato. Chris si chiese che cosa gli passasse per la testa in quel momento. Meglio attendere che fosse lui a lanciarle qualche segnale.
La port in un ristorante affollatissimo, dall'aria qualunque, con scomodi tavolini disposti uno vicino all'altro. Era in stile inizio secolo, ma certamente non era n romantico, n tranquillo, n buio, come lei si era augurata che fosse.
Sei sempre astemia? le chiese lui. Erano seduti di fronte ed erano circondati da altri clienti vocianti. Indubbiamente gli intellettuali che disquisivano.
Sempre.
Alexander ordin una caraffa di rosso per s e una Coca per lei. Come se la passa il vecchio Max? le chiese. Lo vedi spesso?
Non proprio. Ci siamo fatti una bella chiacchierata al telefono prima che partissi.  un uomo di successo, ormai; sono sicura che lo sai anche tu. Mi fa tanto piacere per lui. Vado a vedere tutte le sue commedie. Invece si incontra ancora con Annabel, la ricordi?
Certo disse Alexander.
Sai, lei  sposata e vive ad Atlanta. Ha una figlia, ma viene a New York due volte l'anno e pranziamo sempre insieme. Max la porta a tutti gli spettacoli di Broadway. Sono sempre amici per la pelle. Vorrei che avesse sposato lui anzich quel Rusty Buchanan. Ma la vita  piena di misteri, immagino.
Proprio cos ribatt Alexander. Vedi ancora nessun altro dei vecchi compagni?
Non proprio. E tu?
No. E tu non sei sposata?
Io? esclam Chris. No. Sollev la mano priva di anelli.
E tu?
No.
Ho un lavoro molto interessante al Ladies' Home Journal. Spesso vado a discussioni letterarie e a proiezioni private, quel genere di cose, insomma. Ci sono talmente tante cose da fare a New York! Qualche avventura galante, ma niente di serio. Non sono ancora pronta per sistemarmi.
Molto coraggioso da parte tua comment Alexander. Ma tu sei sempre stata estremamente autonoma, fin dai tempi della scuola.
Immagino che tu sia felice qui a Parigi replic lei, dal momento che ci sei rimasto.
 una citt stupenda. Conosci qualcuno qui?
Max mi ha dato alcuni nomi.
Fammeli vedere.
Prese la lista dalla borsa e gliela porse. Lui annu pi volte. Benone. S. Gente simpatica disse infine restituendogliela. Chris bevve un sorso di Coca. E tua madre come sta?
Bene. Cucciolo si laureer alla Barnard il prossimo anno. Incredibile come voli il tempo!
Incredibile davvero gli fece eco Chris. E Throckmorton?
Pi di l che di qua. Ma regge ancora.
E tuo padre?
Sfortunatamente lui  pi di qua che di l. E anche lui regge bene.
Chris scoppi a ridere. Da quando lo conosceva era la prima volta che Alexander mostrava la giusta dose di irriverenza filiale nei riguardi del suo austero genitore. Chris si immagin che essere a migliaia di chilometri di distanza e con un oceano di mezzo, per di pi, fosse salutare per l'armonia dei rapporti domestici.
Lascia che ordini per tutti e due, va bene? propose lui.
Fu cos: choucroute alsacienne, una specie di salsiccia bollita con cavolo che a sentire lui era una delle specialit della casa. Chris giocherell con il cibo, fingendo di mangiare. Guardava le sue ciglia scure, i lineamenti di quel volto cos familiari eppure cos impercettibilmente diversi e tutto l'amore che aveva provato per lui la sopraffece fino a esserle quasi insopportabile. Era mille volte meglio di quanto fosse mai stato! Forse quella volta sarebbe riuscito ad amarla davvero e le cose avrebbero funzionato. Si rese conto che non lo avrebbe mai dimenticato. Non pi. Il vero Alexander che aveva davanti era ancora meglio dell'immagine che si era costruita con la fantasia e che l'aveva tenuta in vita tutti quegli anni. Avrebbe fatto attenzione quella volta, sarebbe stata abile, scaltra e in un modo o nell'altro sarebbe riuscita a farsi desiderare di nuovo da lui.
Mi piacerebbe vedere casa tua disse Chris in tono noncurante. Non sono mai stata in una casa francese.
Perch non vieni per un aperitivo mercoled prossimo la invit lui.  il giorno in cui non c' la cameriera, l'unico in cui sia presentabile.
Con piacere.
Nel frattempo telefona a quella gente nella tua lista e organizzati per vederla. I francesi programmano i loro impegni con settimane di anticipo.
Va bene disse Chris.
Voglio che tu ti goda Parigi.  pi bello quando si conosce qualcuno!
Magari anche tu potresti presentarmi i tuoi amici propose lei. Le sue parole la fecero quasi restare senza fiato. Che attrice meravigliosa sono, pens stringendo i pugni sotto il tavolo.
Sar un piacere replic lui.
Sei molto gentile e te ne sono grata disse Chris.
Gentile? ribatt Alexander. Sei un'amica e sono felice di vederti. Perch mai non dovrei essere gentile con te?
Gi, perch no? Si accese una sigaretta e lo gratific della perfetta imitazione di un sorriso noncurante. Ricord l'espressione spensierata e un po' indifferente che aveva sempre Annabel e cerc di appiccicarsela al viso.
Alexander guard l'ora. Sar meglio che ti accompagni a casa. Sarai ancora sballata per il cambio di fuso orario.
Niente affatto.
Te lo ritroverai tutto addosso domani mattina. Dammi retta. Pag e l'accompagn a casa.
Chris divent triste quando vide apparire in fondo alla strada il muro di cinta dell'albergo. Non voleva che Alexander la lasciasse. Voleva che salisse con lei, che facesse l'amore con lei, o almeno che stesse l a chiacchierare, ma sapeva che non doveva assolutamente proporgli neppure di bere qualcosa al bar. Non doveva umiliarsi a nessun costo.
Sulla soglia dell'albergo lui la baci leggermente su entrambe le guance. Finiscila di essere cos ridicolmente francese, pens lei infuriata. Bastardo! Scommetto che dopo di me hai baciato un sacco di ragazze.
Ci vediamo mercoled gli disse soavemente. A che ora?
Alle sei e mezzo? E se non avrai altri impegni ti porter a cena.
Va bene. Buona notte e grazie per la bella serata!
And subito a letto. Improvvisamente si sentiva di nuovo sfinita. Forse Alexander aveva ragione e il cambio di fuso orario l'aveva stancata pi di quanto pensasse. Oppure, pi semplicemente, giocare a quella specie di gioco era spossante per qualcuno cos pazzamente innamorato e cos disperatamente solo. Ma sentiva che stava funzionando. In fondo lui le aveva detto: Sono felice di vederti. Le aveva anche detto che era sua amica. La situazione non era molto cambiata. Lo avrebbe riconquistato. Lo sapeva.
Il giorno seguente non telefon a nessuno perch ci avrebbe significato impegnarsi e lei voleva essere libera nel caso lui le avesse chiesto di uscire. Preferiva essere sola che rischiare di non essere disponibile per Alexander. Poi avrebbe visto. Nel frattempo and a vedere la Torre Eiffel, il museo Rodin e la mostra degli impressionisti al Jeu de Paume. Cerc di concentrarsi su ci che stava facendo per avere qualcosa di cui parlare con Alexander mercoled sera.
Arriv a casa sua alle sei e mezzo precise, in piena forma. Quando Alexander apr la porta, lei prov di nuovo quella fitta di amore e di stupore che sentiva sempre il primo momento che lo vedeva. Lui le prese il soprabito e le fece fare il giro dell'appartamento. L'interno era una sorpresa, dopo avere visto la rispettabile facciata borghese dell'esterno. Il soggiorno era elegante, sexy e lussuoso con un divano di pelle scura, un paravento laccato, un tappeto orientale e un tavolino basso con un ripiano di vetro ingombro di delicati oggetti di cristallo. C'era anche un mobiletto bar zeppo di ogni genere di bottiglie. Sul soggiorno si apriva una piccola sala da pranzo con un tavolo, sei sedie e un lampadario di cristallo. Dalle alte finestre pendevano due pesanti tende di seta tirate e legate con un fiocco. La cucina era spaziosa, con un arredamento vecchio stile e il bagno immenso, con un'enorme vasca di marmo.
E questa  la camera da letto disse infine Alexander.
Caspita. Credevo che fosse la cucina!
Alexander sorrise. Si dice sempre cos, non  vero? E questo  l'armadio a muro.
Nel mio appartamento  difficile distinguere la camera da letto dall'armadio a muro comment Chris.
La camera di Alexander somigliava pi a uno studio che a una camera da letto. Due delle pareti erano interamente ricoperte da librerie fatte su misura; la terza parete e i due divani letto erano rivestiti di lino marrone. C'era un'enorme scrivania di legno scuro e la stanza era fiocamente illuminata e piuttosto austera. I due lettini angusti le ricordarono il letto che lei e Alexander avevano usato nella sua stanza ad Harvard e gli occhi le si riempirono di lacrime.
Ecco, questo  tutto le disse Alexander. Usc in corridoio e Chris lo segu.
E quella stanza che cos'? chiese Chris. In fondo al corridoio c'era una porta sbarrata.
Oh rispose Alexander in tono misterioso, quella  la stanza di Alexander.
Chris lo guard. C'era uno strano sorriso sul suo viso, un sorriso quasi maligno che non gli aveva mai visto prima. Posso? chiese dirigendosi verso la porta chiusa.
No.
No? Il tono di lei era stato leggero, ma il cuore le batteva all'impazzata. Si infil le mani in tasca. Una di quelle mani si era gi protesa verso la maniglia della porta proibita. Si sent invadente, vergognosa, respinta.
Nessuno entra nella stanza di Alexander tranne Alexander spieg lui. Il suo tono indifferente era simile a quello di lei. Ricordi la storia di Barbabl? Chiunque si avventuri nella stanza proibita avr la testa tagliata.
Non voglio ritrovarmi senza testa. Beviamo qualcosa piuttosto!
Che cosa diavolo c'era di cos intimo e speciale in quella stanza segreta? Quel mistero era perfettamente in tono con Alexander e con la loro lunga relazione. Lui l'aveva sempre esclusa da una parte di s, impedendole di avvicinarsi completamente. Era stato sempre cos sfuggente, avvertendola con sottili, muti messaggi che se avesse cercato di violare la sua intimit lui avrebbe preso il volo.
Sedettero vicini sul divano del soggiorno. Alexander beveva qualcosa che si chiamava kir e Chris la solita Coca. Lo stereo diffondeva una musica discreta. Le sembrava che sarebbe potuta restare l per sempre.
Mi piace casa tua.
Grazie.
In un certo senso  una sorpresa. Voglio dire, non ti somiglia affatto. Cio,  come sei adesso, sofisticato ed elegante, ma non me lo sarei mai aspettato.
Perch no? Pensi che tutti quei posti nei quali ho vissuto prima mi somigliassero in qualche modo? Mi somigliava forse quello squallido pensionato di Harvard? Oppure l'appartamento di mia madre? E quel vecchio mausoleo nel quale vive mio padre somiglia per caso a qualcuno?
No, immagino di no.
I ragazzi vivono dove li mettono gli altri. Questo appartamento, invece,  davvero espressione di me stesso.
S replic a bassa voce Chris. Pieno di segreti. Che cosa c' nella stanza di Alexander?
Sei riuscita a trovare qualcuno di quelli che erano nella tua lista?
E va bene, Alexander, ho capito! pens Christine. Ho chiamato due di loro e non erano in casa ment. E allora ho pensato che tanto valeva fare un po' di turismo per conto mio. Diligentemente gli raccont tutto ci che aveva visto. Lui sembrava approvare.
Peccato che tu non vada anche a Londra le disse. Anche per un week-end.  talmente vicina e dovresti proprio vederla.
Non voglio fare come quei turisti che saltano qua e l replic Chris. Preferisco vedere bene Parigi. E poi voglio anche fare qualche spesetta.
Probabilmente hai ragione.
Una vera fortuna che abbiamo frequentato quel corso di francese, non ti pare?
Ricordi ancora il francese?
Certo!
Bene, stasera ce ne andremo in un ristorantino da queste parti. Non sapevo se tu saresti stata libera, quindi non ho prenotato in nessun locale chic o alla moda. In certi ristoranti bisogna fissare il tavolo con una settimana di anticipo.
Oh. Comunque non ho il vestito adatto replic lei.
Lui guard l'orologio. Ti accorgerai che i francesi mangiano tardi. Alle nove, a volte anche pi tardi. Ma a me non piace.
Detesto mangiare alle dieci gli rispose titubante.
Me lo ricordo disse lui. Ma qui la maggior parte degli uffici chiudono alle sette. La gente si prende un lungo intervallo a colazione.
Potrei abituarmici, pens Chris. Potrei abituarmi a qualunque cosa pur di stare con lui.
Andiamo, allora? Alexander si alz. Le prese il soprabito prima di darle il tempo di chiedere di andare in bagno. Bene, ci sarebbe andata al ristorante.
Mentre Chris si abbottonava il soprabito Alexander fece il giro dell'appartamento spegnendo tutte le luci. Attraverso le alte porte-finestre giungevano i raggi della luna, subito catturati dai ninnoli di cristallo sul tavolino che, a loro volta, mandavano tenui bagliori nella stanza in penombra.
Mentre si dirigevano verso l'ingresso Chris lanci un'ultima occhiata alle sue spalle. In fondo al corridoio c'era la stanza di Alexander, sbarrata, misteriosa, proibita, ma da sotto la porta chiusa le sembr di scorgere una sottile lama di luce.
Quella sera Alexander la riaccompagn in albergo con la promessa di prendere due biglietti per la Comdie-Franaise per il venerd sera. Il mattino seguente Chris telefon ai Laurent, la coppia che a sentire Max parlava perfettamente inglese. Agnes Laurent, che dalla voce sembrava giovane e cordiale, per quella domenica invit Chris ad andare con lei e suo marito a pranzo in una locanda di campagna, una vecchia tradizione di famiglia. Naturalmente non avrebbero portato i bambini, sarebbero stati una seccatura per tutti, e avrebbero invitato anche Alexander perch era un pezzo che non lo vedevano e ne sentivano la mancanza. Chris prov un'istintiva simpatia per Agnes. Decise che sarebbe stata un'ottima cosa avere un'amica l a Parigi e una coppia era addirittura perfetta per potere uscire in quattro insieme con Alexander.
Non telefon a nessuno degli uomini della lista. Da quando era arrivata aveva visto Alexander una sera s e una no. Indubbiamente un grosso passo avanti. Gli altri uomini potevano aspettare. Si rese conto che da quando era arrivata a Parigi pensava in termini di un futuro non tanto prossimo, come se le vacanze non avessero rappresentato che una debole scusa ai suoi stessi occhi. Quel pomeriggio, dopo una passeggiata per il Bois de Boulogne, Chris chiese al portiere dell'albergo se la camera sarebbe stata disponibile nel caso avesse deciso di restare pi a lungo.
Naturalmente! Abbiamo ospiti che restano anche per mesi, per anni addirittura! Vuole la stessa stanza oppure preferisce un appartamentino?
No, no si affrett a dire Chris. La stanza andr benone.
Quel venerd sera, dopo il teatro, Chris invit Alexander a bere qualcosa al bar dell'albergo. Lui sembr felice di accettare e, mentre cincischiava con la solita Coca, Chris si chiese se fosse il caso di invitarlo a salire di sopra. La stanza era sua, dunque l'iniziativa toccava a lei. Ma ad Alexander era sempre piaciuto fare lui la prima mossa. Si domand se anche in quello fosse cambiato.
Adoro questo albergo disse, ho una stanza deliziosa.
Ne sono felice.
Volle pagare lui a ogni costo le consumazioni sebbene fosse ospite di Chris che aveva pensato di fare mettere tutto in conto. Decise che era di buon augurio lasciare che fosse Alexander a stabilire di riallacciare o meno il rapporto con lei.
All'ascensore Alexander la baci delicatamente sulle labbra; per la prima volta. Dormi bene le disse, ci vediamo domenica.
Il mattino seguente Chris si alz presto e si rec a una boutique dove aveva visto, su un cartello, che cercavano una commessa. C'era ancora. Furono felici che Chris fosse bilingue e le offrirono quanto le bastava per vivere e, naturalmente, lo sconto sugli abiti. Accett e disse che avrebbe cominciato a lavorare luned. Cos, pens, se proprio non lo sopporto posso sempre tornare a casa.
La colazione in campagna, quella domenica, fu incantevole. Agnes aveva pi o meno l'et di Chris ed era incredibilmente chic con lunghi capelli scuri, una mantella nera, jeans di ottimo taglio e stivaletti da cow-boy. Jean-Paul, suo marito, era cordiale e molto bello. Erano entrambi giornalisti.
Appena due settimane? chiese Agnes. Che peccato. Potresti restare di pi.
Devo tornare al lavoro rispose Chris. Sorrise ad Alexander che le lanci un'occhiata soave.
Ma Chris adora Parigi, non  vero, Chris? replic Alexander.
Oh, certo! Vuole che resti di pi, pens trionfante. Davvero!
Il nuovo lavoro alla boutique non era troppo difficile, malgrado la difficolt di Chris di cambiare mentalmente la valuta americana in franchi francesi. La sera era esausta, eppure pensava che avrebbe potuto avere una vita perfettamente normale con il suo lavoro, Alexander e tutti i luoghi magnifici che ancora le restavano da vedere. Non avrebbe certo avuto il tempo di annoiarsi. Il rientro a casa le sembrava sempre meno allettante. Marted sera andarono fuori a cena tutti e quattro insieme in un piccolo caff-ristorante di cui dimentic immediatamente il nome e dove mangiarono la tipica bouillabaisse. Chris volle parlare francese per tutta la sera e tutti convennero che ci riusciva molto bene. Quando le chiesero come avesse passato la giornata ment e rispose che aveva vagato senza meta, alla scoperta di nuove stradine e facendo qualche acquisto.
All'ascensore Alexander torn a baciarla e le disse: Visto che sappiamo entrambi di aglio fino alla punta dei capelli non c' niente di male. Dormi bene e io penser a qualche cosa di molto speciale da fare prima che tu parta.
Non sopportava l'idea di andarsene. Non poteva risolversi a lasciarlo di nuovo, si sentiva come un blocco di ghiaccio. Quella sera scrisse al suo capoufficio una lettera per dare le dimissioni e poi una seconda, pi difficile, a suo padre.
Caro pap,
quaggi  tutto stupendo e mi auguro che tu stia bene almeno quanto me. Sai anche tu che prima d'oggi non ti ho mai chiesto favori, ma questa volta devo forzarti la mano perch non ho nessun altro a cui rivolgermi. Mi  stato offerto un lavoro stupendo qui a Parigi, come redattrice di una rivista. Sai bene che non ne potevo pi di correggere bozze e che ho sempre desiderato fare un lavoro redazionale. Proprio non ho potuto rifiutare. Vogliono che cominci immediatamente. Ho ancora sei mesi prima che scada il contratto di affitto, ma credo che il padrone di casa non far difficolt a riprendersi l'appartamento perch cos potr aumentare subito la pigione. In caso contrario puoi provvedere tu a pagare i mesi che restano a titolo di prestito che io ti rimborser non appena potr? Al momento non ce la faccio a pagare due affitti. I lavori di prestigio rendono poco. Quanto alla mia roba  quasi tutta da buttar via. Per favore, porta i dischi e i libri a casa tua e da' i mobili all'Esercito della Salvezza, tanto  da l che vengono! Un'ultima cosa: puoi essere cos gentile da spedirmi i miei vestiti? Te ne sar eternamente grata. Tutto il mio affetto a te e alla mamma.
Chris
Imbucate le due lettere si sent subito meglio. Disse al portiere che sarebbe rimasta a tempo indeterminato e improvvisamente il Saint-Simon non fu pi un albergo, ma casa sua. Tornando dal lavoro comper dei fiori e un vaso di vetro per metterceli dentro.
Per la prima volta dopo sei anni la sua vita aveva di nuovo uno scopo.
Alexander le telefon il gioved sera. Dar un party di addio in tuo onore sabato sera le annunci. Cocktail a casa mia. Dopo tu e io ce ne andremo soli soli a cena da Maxim's. Dovrai metterti qualcosa di molto elegante.
Oh...
A che ora parte il tuo aereo domenica?
Non parto domenica.
Oh, devo avere capito male. Luned allora?
Resto ancora un po' annunci Chris.
La linea era disturbata e non le riusc di capire se fosse felice oppure no. Ma al Journal non ti dicono nulla?
No. A questo punto non  necessario che tu spenda una fortuna da Maxim's... possiamo andare in un posto pi alla mano concluse Chris.
Segu una pausa impercettibile. Sar felice di portarti comunque da Maxim's, Chris. Passo a prenderti alle nove.
Mise l'unico vestito nero elegante che avesse, augurandosi che fosse all'altezza. Alexander indossava un vestito nero estremamente raffinato. Maxim's era tutto art nouveau, piante, colori soffusi che si rimandavano da uno specchio all'altro. Chris si sent sciatta e grigia. Gli altri clienti avevano tutta l'aria di gente che possiede yacht e casseforti rigurgitanti di gioielli. Alexander ordin un kir per s e una Coca per lei.
 magnifico, Alexander. Grazie.
 un piacere. E adesso dimmi, quanto tempo intendi restare ancora?
Che cosa dirgli? Che sarebbe rimasta per sempre? No, avrebbe potuto traumatizzarlo. Ebbene disse sforzandosi di assumere il tono di quel genere di persona che trova naturale vivere alla giornata, mi  venuta voglia di restare ancora qualche mese da queste parti. Finch non ne avr abbastanza, cio. Te l'avevo detto che non mi sento ancora pronta a sistemarmi! Il lavoro che avevo stava cominciando ad annoiarmi e New York non regge il paragone con Parigi quanto a divertimenti.
Qualche mese? Ma come pensi di sopravvivere?
Mi sono trovata un lavoro.
Che lavoro? le chiese allarmato, guardandola perplesso.
In una boutique.
Cristo! esclam Alexander.
Chris sollev il bicchiere: Brindiamo a che cosa, Alexander?
A... a te rispose lui.
Quando, alla fine della serata, la ricondusse a casa le disse che le avrebbe telefonato, cos Chris attese. Ogni sera, rientrando dal lavoro, si precipitava alla sua cassetta delle lettere per vedere se ci fossero messaggi e poi aspettava in camera fino all'ultimo momento prima di decidersi a scendere al ristorante per consumare la cena compresa nel prezzo della mezza pensione. Lui non si fece vivo per tutta la settimana finch, il venerd, Chris si decise a chiamarlo. Non rispose nessuno. Ritelefon il sabato e poi ancora la domenica. Finalmente, la domenica sera, Alexander rispose.
Ciao Alexander, sono Chris.
Come stai?
Benone e tu?
Un po' stanco. Sono stato in campagna questo week-end.
Quando si va in campagna ci si dovrebbe riposare, non stancare.
I miei amici temevano che mi sarei annoiato.
Ed  stato cos?
No.
Ci vediamo questa settimana? chiese infine Chris.
 una settimana un po' problematica rispose lui. Sono pieno di impegni.
Oh, volevo dire che potremmo bere un aperitivo dopo il lavoro si affrett a precisare Chris. Non avrebbe dovuto fargli credere che voleva essere invitata fuori. Doveva avere speso una fortuna per farla divertire quelle due settimane. Potresti fare un salto qui, oppure potrei venire io da te.
Ho ospiti da fuori replic lui. Orribili banchieri tedeschi. Mi dispiace.
Niente, niente. Magari ci vediamo a pranzo, allora.
Ho una colazione di lavoro tutti i santi giorni di questa settimana.
Oh! Gi, ormai lei viveva l e non era pi necessario rinunciare agli altri impegni mondani e di lavoro per portarla fuori. Niente di male finch poteva continuare a vederlo. Sei l'unico vero amico che abbia qui spieg Chris, sforzandosi di mantenere un tono disinvolto. Ho bisogno della tua opinione.
Ma certo, che cosa vuoi sapere?
Quello che vorrei sapere, si disse Chris,  perch mai tu mi tenga sempre segreto un angolino di te stesso, come la stanza di Alexander, per esempio, cosicch non posso mai avvicinarmi davvero a te! Ecco quello che voglio sapere. Non possiamo bere qualcosa non appena i tuoi banchieri tedeschi saranno partiti?
Okay. Ti telefono alla fine della settimana.
Dopo avere riappeso Chris rest a lungo in contemplazione della parete. Non si era aspettata un atteggiamento del genere, ma avrebbe dovuto prevedere che il ritmo del loro rapporto sarebbe mutato non appena lui avesse saputo che c'era tutto il tempo possibile. Chris era disposta ad attendere. Sarebbe stato difficile, ma con Alexander niente era mai stato facile.
Durante la settimana trascorse le serate vuote a camminare davanti al palazzo di Alexander nella speranza di vederlo, anche se di sfuggita. Per un verso era terrorizzata all'idea che lui la vedesse e si seccasse della sua indiscrezione, per l'altro, invece, si augurava che la vedesse e cedendo a un impulso momentaneo, la invitasse a salire. Ma non lo vide mai. Infine, dieci giorni pi tardi, lui la chiam.
Come va la vita? le chiese allegramente.
Oh, magnificamente. E tu come stai?
Pieno fino agli occhi di impegni.
Oh, anch'io ho avuto un bel po' da fare ment Chris.
Volevo solo sapere come stavi le disse Alexander.
Mi farebbe piacere vederti. Perch non ci troviamo per un caff? Siamo praticamente vicini di casa.
Come ai vecchi tempi al college osserv Alexander. Non sembrava per niente nostalgico.
 molto pi bello qui ribatt Chris fingendo un'allegria che era ben lontana dal provare.
Hai gi fatto la conoscenza di tutta la gente della tua lista?
S ment di nuovo Chris.
Ottimo, allora so che sei in buone mani.
Perch una di queste sere non usciamo con Agnes e Jean-Paul? disse Chris. Sono certa che a loro farebbe piacere.
Questa settimana ho i banchieri giapponesi rispose lui ridendo.
Santo cielo!
Anzi, adesso che ci penso sono gi in ritardo. Volevo solo essere sicuro che stessi bene.
Senti, Alexander, possiamo passare il Giorno del Ringraziamento insieme? Aveva la gola talmente stretta che a malapena riusciva a parlare. Non  una festa francese, ma so che avr nostalgia di casa quel giorno.
Povera piccola Chris disse Alexander. Ma certo! Faremo il cenone del Ringraziamento insieme. Ti telefono per metterci d'accordo.
Chris guard il calendario accanto al telefono. Mancavano dieci giorni al Giorno del Ringraziamento, dieci lunghi vuoti da colmare. Non vedo l'ora che arrivi disse.
Ud lo scatto, Alexander aveva riappeso. Chris rimise al suo posto il ricevitore con estrema lentezza. Tutto ci che aveva avuto era andato, ormai. A dire il vero, per, aveva avuto ben poco. La sua vita sarebbe stata il futuro con Alexander. Solo coloro che non hanno niente da perdere possono correre i rischi pi grossi. Pens di comperare una tela a trama grossa e della lana e di ricamare quella frase a piccolo punto per passare il tempo. Ma soprattutto doveva tirarsi fuori dal folle isolamento che si era imposta fino a quel momento. Era stato molto scortese da parte sua non telefonare pi ad Agnes Laurent che le era cos simpatica. Avrebbe invitato Agnes a pranzo. E poi avrebbe telefonato a tutti i nomi dell'elenco di Max. Si sarebbe fatta degli amici, una vita mondana. Se Alexander avesse cambiato idea e le avesse telefonato, anche all'ultimo momento, avrebbe sempre potuto rimandare eventuali impegni gi presi.
Quando arriv il venerd, era molto soddisfatta di s. Aveva telefonato ad Agnes che l'aveva invitata a cena a casa loro sabato sera. Era sembrata felice che Chris avesse deciso di restare a Parigi. E poi aveva due aperitivi gi fissati per la settimana seguente. Con il denaro guadagnato era riuscita a comperarsi una radio e cos la sua camera sembrava molto pi intima e personale. Era il ventidue novembre. Ormai mancava meno di una settimana al Giorno del Ringraziamento e la prospettiva di passarlo con Alexander dava un senso alle sue giornate. Il prossimo acquisto, non appena fosse riuscita a mettere da parte il denaro necessario, sarebbe stato un vestito nuovo alla sua boutique.
Tornando a casa si ferm a comperare una bottiglia di vino da portare ai Laurent la sera dopo e l'uomo che la serv riconobbe subito il suo accento.
Hanno sparato al vostro presidente esclam.
Non dica sciocchezze. Viscido antiamericano sdentato con i tuoi scherzi idioti, pens Chris.
And in camera e accese la radio. Era vero! Un uomo aveva sparato al presidente Kennedy mentre percorreva, in una macchina aperta, una strada del Texas e nessuno sapeva ancora se fosse morto. Chris rest pietrificata. Come era possibile fare una cosa del genere? John Kennedy rappresentava tutto ci che c'era di idealista, di giovane e di rispettabile nel loro Paese: insieme con lui avrebbero fatto tutti grandi cose. Gli americani lo adoravano, insieme con la sua bella famigliola. Ma evidentemente qualcuno non era della stessa idea.
Poi lo speaker radiofonico annunci che il presidente Kennedy era morto.
Chris non si sarebbe potuta sentire pi sconvolta se avessero annunciato che l'intera citt di New York era stata bombardata. Che cosa ne sarebbe stato di tutti loro? Il mondo che fino a un istante prima era sembrato cos pieno di promesse, improvvisamente sembr minacciato dall'odio e dalla malvagit. Scoppi a piangere. Era straniera in terra straniera e i francesi avrebbero pensato che gli americani erano dei selvaggi che uccidevano i loro eroi. Era piena di vergogna e di autocommiserazione e prov una fitta di sofferenza per tutti i suoi.
Lyndon Johnson, il nuovo presidente, avrebbe prestato giuramento a bordo dell'Air Force One, lo stesso aereo che trasportava il corpo del presidente assassinato. Chris non sopportava di restarsene sola in quella camera per un minuto di pi. L'unica persona con la quale aveva bisogno di stare in quel momento era Alexander. Indubbiamente stava provando le stesse sensazioni e si sarebbero confortati a vicenda. Spense la radio e corse come una pazza verso la casa di Alexander.
Senza fiato suon il campanello pregando che lui ci fosse. Infine la porta si apr. Un ragazzo giovane e biondo, di circa diciotto anni, con indosso appena un paio di jeans, la guardava con aria interrogativa dalla soglia. Aveva il torace liscio e senza peli e il viso di una bellezza piuttosto arrogante.
Dov' Alexander? chiese Chris.  in casa?
Lei chi ? chiese il ragazzo in francese.
Sono Chris.
Ah, sarebbe lei Chris?
E perch no? ribatt lei in francese, impaziente di liberarsi di lui.
Il ragazzo si strinse nelle spalle. Credevo che Chris fosse un uomo.
Lei lo spinse da una parte ed entr. Alexander!
Sono solo in casa la interruppe il ragazzo.
E lei chi ? volle sapere Chris.
Un ospite. Sorrise. Per questa settimana.
In fondo al corridoio la porta della stanza di Alexander era spalancata e il ragazzo vi si diresse con decisione, come se fosse a casa sua. Chris lo segu come una sonnambula. La stanza somigliava a un bordello. Un letto gigantesco con le lenzuola tutte sottosopra e sporche troneggiava sotto un enorme specchio ottagonale attaccato al soffitto. Le pesanti tende erano tirate. Per terra e sul cassettone c'erano piatti sporchi e indumenti maschili erano sparsi ovunque. C'erano anche bottiglie vuote di champagne e numerose coppe. Le pareti erano ricoperte da una spessa tappezzeria di seta scura a piccoli disegni e da fonti di luce nascoste si diffondeva un tenue chiarore. La stanza odorava di incenso e di sesso.
Ha una sigaretta americana? chiese il ragazzo con aria cordiale.
Le mani di Chris tremavano. Gli diede una sigaretta e ne accese una per s. Il ragazzo si adagi mollemente sul letto, si accese la sigaretta e si sistem pi comodamente sui cuscini. La lama di luce sotto la porta chiusa della stanza di Alexander... evidentemente c'era dentro qualcuno, se non quel ragazzo, magari un altro. Sent sbattere la porta di ingresso e il cuore le balz in gola per la paura. Ma di che cosa aveva paura, che Alexander la cogliesse nella sua preziosa alcova? Con quell'essere ambiguo?
Bene, bene disse la voce di Alexander alle sue spalle. Si gir e lo guard. Sulle labbra aveva lo stesso sorrisetto cinico di quando lei gli aveva chiesto che cosa ci fosse in quella stanza.
Hanno ucciso Kennedy mormor Chris.
Lo so.
Voglio bere qualcosa di forte disse lei.
Alexander and in soggiorno dove vers della vodka, per entrambi. Il ragazzo li segu incuriosito.
Torna di l gli ordin in francese Alexander.
Perch?
Perch voglio cos! Il ragazzo gli lanci un'occhiata risentita e li lasci soli. Chris mand gi tutta la vodka. Non aveva nessun sapore, faceva solo l'effetto di una frustata e in un attimo si sent calda. Ancora non posso crederci osserv Alexander. Accese il televisore. La notizia veniva trasmessa da tutti i notiziari. Come due sonnambuli sedettero vicini sul divano a guardare la televisione.
Mi dispiace disse infine Alexander.
Ti dispiace? Che cosa ti dispiace? gli chiese.
Per il ragazzo di l. Mi dispiace che tu sappia.
Si rese conto solo allora di avere capito nello stesso istante in cui aveva visto il ragazzo e la stanza, ma in un certo senso le era stato impossibile incassare tanti colpi in una sola volta. Improvvisamente si sent sommergere dal dolore.
 il tuo amante? volle sapere.
Alexander sospir. Uno dei tanti.
Non capisco, Alexander.
S che capisci ribatt lui con voce sorda.
 questo che la gente fa a Parigi? chiese Chris scioccamente, augurandosi che lui rispondesse di s, che era solo una moda chic.
Sono omosessuale, Chris. Lo sono sempre stato. Max e io siamo stati amanti al liceo e all'universit. Siamo venuti qui perch essere gay in America  come essere merda. La gente ti d del pervertito, del degenerato. Mi ci vedi fare il banchiere a New York e nello stesso tempo vivere la mia vita?
Ma Max?
Per lui  pi facile nel mondo del teatro replic Alexander. Ormai siamo solo amici. Io mi do ancora alla pazza gioia.  la mia vita. Li preferisco giovani, belli e senza cervello. Non contano nulla per me.
Finalmente capiva tutto: la sua elusivit, la sua infelicit al college, i suoi misteri. Ma lei che ruolo aveva avuto? Lui l'aveva amata, dopotutto, non poteva non crederlo. L'uomo che, seduto accanto a lei, le stava raccontando quella tragica verit rappresentava un altro aspetto del giovanotto allegro con il quale aveva folleggiato a Parigi non appena vi era arrivata e del ragazzo triste e scontroso con il quale aveva fatto coppia fissa all'universit. Erano tutti parte dello stesso Alexander. Per la prima volta aveva davanti a s la persona nella sua complessit.
Ti  mai importato di me? sussurr.
Ti ho amato.
Davvero?
S.
Che cosa devo fare? chiese.
Nulla ribatt Alexander. Solo essermi amica. Voglio che tu mi sia amica. Non si smette di amare qualcuno solo perch non c' pi attrazione fisica.
Non si smette di amare qualcuno... Ricominci a piangere. Lui la circond con le braccia e lei appoggi la testa sulla sua spalla. La carezzava come fosse stata una bambina. La sua vita intera era saltata in aria in pochi attimi e in quel momento lei si sentiva come mutilata. Ma Alexander la teneva fra le braccia, la consolava e lei lo amava pi di prima. Lo fiss. Lui stava guardando il notiziario alla televisione, gli occhi pieni di lacrime.
Un pazzo con una carabina ha appena ucciso un sogno disse. Ho paura.
Chris trascorse le serate seguenti con Alexander. Andarono da Agnes e Jean-Paul e insieme guardarono la televisione. Nessuno di loro aveva molta voglia di mangiare. Le altre sere and a casa di Alexander a guardare la sua televisione. Seguirono il funerale e ascoltarono i commenti su ci che sarebbe accaduto. Vide Jack Ruby uccidere Lee Harvey Oswald. Chris rimand i suoi due aperitivi e Alexander abbandon il suo fauno biondo da solo nella sua stanza, perlomeno finch lei non se ne tornava in albergo. Passarono il Giorno del Ringraziamento insieme, serenamente, soltanto loro due in un ristorantino del quartiere.
Piano piano il dolore si attenu e Chris cominci a chiedersi che cosa fare della sua vita. Alexander era dolce e gentile con lei, finalmente a suo agio, sollevato che lei conoscesse il suo segreto e lo accettasse. Lei non sapeva come comportarsi. Lo amava. Lui non poteva fare a meno di essere quello che era. Chris era certa che fosse lui il primo a non volerlo. Come era possibile che qualcuno desiderasse essere cos: un paria emarginato e braccato? Cerc di immaginarsi come dovesse sentirsi Alexander nel provare attrazione fisica per un uomo. Lei l'aveva provata per lui, anzi la provava ancora, dunque doveva essere la stessa cosa. Era pi facile per lei immaginare un uomo che desiderava andare a letto con un altro uomo piuttosto che la stessa cosa fra due donne. Si proib di pensare per un solo istante a ci che Alexander faceva a letto con i suoi giovanetti, ma l'idea che potesse baciare il ragazzo biondo le spezzava il cuore. Forse non lo baciava affatto e andava diritto al sodo. Rifiut di addentrarsi oltre in quei pensieri, per quanto continuassero a ronzarle per la testa.
Alexander aveva detto di amarla ancora. Quella era l'unica cosa che contava. Gli omosessuali potevano tornare normali se lo desideravano con tutte le loro forze. Lo avrebbe cambiato. Lo aveva gi fatto una volta. Sapeva di potercela fare di nuovo se fosse stata abbastanza paziente e dolce.
Sarebbe rimasta a Parigi. Avrebbe accettato la vita di Alexander e prima o poi lo avrebbe riconquistato.

6.

A New York era l'anno dello strepitoso successo dei musical di Broadway: Hello, Dolly!, Funny Girl, Fiddler on the Roof, Golden Boy, e l'ultimo spettacolo di Max Harding, Penrod!, tratto dal vecchio romanzo di Booth Tarkington. Era il primo musical di Max e, dopo le recensioni entusiaste sui giornali, segn il tutto esaurito per tre mesi di fila.
Max abitava sulla Quinta Strada, in un appartamentino che dava su Central Park. Negli ultimi mesi aveva convissuto con uno splendido ragazzo di diciannove anni di nome Phillip, un attore che aveva una particina in Penrod! Max non riusciva a prendere quel rapporto troppo sul serio. Fra loro sentiva gi lo spettro del gap generazionale, sebbene avesse appena dieci anni di pi. Una sera aveva sentito Phillip dire al telefono a un amico: Sai, ha ventinove anni, per  ancora attraente.
Max era conscio fino in fondo del valore che la bellezza e la giovinezza avevano nel suo mondo. Aveva scelto Phillip per la morbidezza della sua pelle quasi priva di peli, per la sensualit della sua bocca, per il candore del suo sguardo e soprattutto per l'arrogante bellezza del suo corpo slanciato e flessuoso; certamente non per la sua intelligenza o per la sua conversazione, entrambe davvero limitate, perch Phillip era pi sprovveduto ed egoista di un bambino. Era il ritratto dei ragazzi che erano sempre piaciuti e probabilmente piacevano ancora ad Alexander. Strano, pensava a volte Max, come lui e Alexander avessero sempre evitato di ripetere se stessi nei reciproci amanti, in un certo senso come per mantenere speciale il loro amore, unico e irripetibile.
La prima volta che Max aveva visto Alexander avevano entrambi quattordici anni ed erano al primo anno delle superiori. Si era innamorato a prima vista: una corrente elettrica di desiderio mista a una recondita quanto incontrollabile certezza che sarebbero stati amanti. Fin da allora Alexander era misterioso e infelice. A quattordici anni era infatti convinto di essere l'unico finocchio al mondo, mentre Max la sapeva gi pi lunga al riguardo.
Erano diventati inseparabili, amici per la pelle, amanti. Avevano deciso di andare insieme ad Harvard e di alloggiare nella stessa stanza e cos avevano fatto. Ma proprio in quel periodo i sensi di colpa di Alexander avevano cominciato a guastare la loro unione. Alexander odiava essere omosessuale. Max, invece, che apprezzava la compagnia delle donne e che amava Alexander, era felice di essere ci che era e aveva gi organizzato la sua vita futura. Sarebbe diventato famoso e tutti lo avrebbero ammirato per ci che aveva realizzato. Se mai fossero venuti a sapere della sua vita privata l'avrebbero accettata perch sarebbe stato un onore essergli amico. Invece avrebbe mantenuto il segreto per coloro che non erano in grado di capire. Sarebbe invecchiato come uno di quegli affascinanti scapoli di ferro richiestissimi per accompagnare debuttanti alle loro prime uscite, poi ragazze non sposate e infine donne divorziate o signore i cui mariti detestavano fare vita mondana. Aveva dato per scontato che quella vita cos bene organizzata avrebbe compreso anche Alexander.
Era stato proprio Max, ad Harvard, a spingere Alexander a uscire con le ragazze e a dirgli di essere carino con Chris. Non gli era mai passato per la testa che Alexander avrebbe usato Chris per cercare di diventare normale.
Max aveva saputo che Alexander faceva l'amore con Chris e ne aveva provato dolore, gelosia e anche una punta di compassione per lei perch era certo che non sarebbe durata e che la ragazza ne avrebbe sofferto molto. Sapeva bene che l'infelicit di Alexander era la cosa che pi contava per l'amico, il quale non si curava di quanta ne spargesse su chi gli stava vicino; semplicemente non ne era consapevole. Senza saperlo Alexander aveva la grandiosit delle figure drammatiche delle tragedie greche.
Il viaggio a Parigi rappresentava l'occasione per Max e Alexander di vivere una vita normale. Dopo sarebbero entrambi tornati a casa per riprendere l'antica sciarada. Ma una volta a Parigi, dove finalmente era potuto essere apertamente omosessuale, Alexander si era rifiutato di tornare a casa. Per un po' Max aveva considerato l'opportunit di restare e di fare il produttore a Parigi, solo per amore di Alexander, ma poi l'amico aveva cominciato a tradirlo.
Max aveva cercato di capirlo. Fare l'amore con molti ragazzi giovani era il modo con cui Alexander combatteva il loro rapporto, sentendosi troppo colpevole nell'amare davvero un individuo di sesso maschile. Ma che senso aveva? Se anche fosse riuscito ad allontanare da s Max non avrebbe certo ottenuto di fare tornare normale uno dei due. Con il tempo anche Max aveva cominciato a tradirlo. Poi c'erano state le liti, le recriminazioni, le riconciliazioni. Infine, passato l'anno, Max era tornato a New York da solo conscio che la loro storia, dopo nove anni, era ormai finita per sempre.
Era ormai passato un anno da quando Chris era andata a Parigi a scovare Alexander. Max non aveva la minima idea di che cosa stesse succedendo fra loro. Quel poco che sapeva glielo aveva riferito Annabel. Chris e Annabel si scrivevano. Alexander non lo faceva mai e Max gli mandava dei messaggi solo quando amici comuni si recavano a Parigi. Sii gentile con Chris... Quella volta Max non era geloso. Sentimenti vecchi, ormai! Ma non si innamor mai pi a quel modo. Ragazzini come Phillip erano sexy, divertenti e teneri da avere a letto e finch duravano tenevano lontana la solitudine. A volte rimpiangeva che il suo primo vero amore fosse stato Alexander. Chiunque amava Alexander era rovinato per sempre. Oppure era stato troppo vulnerabile, romantico, entusiasta per credere che...
Non c'era stato un momento preciso in cui Annabel aveva scoperto che Max era omosessuale. Era come se, in un certo senso, avesse sempre saputo che il suo affetto per lei era diverso; poi, quando era andata per la prima volta a trovarlo a New York, lui si era mostrato per quello che era e lei si era comportata come se lo avesse sempre saputo. Annabel era l'unica persona con la quale Max potesse confidarsi fino in fondo. Lei lo accettava com'era. Le sue brevi visite, due volte l'anno, lo rinfrancavano sempre, lasciandolo soddisfatto di s. In quel periodo lei era l, appena arrivata per la sua settimana di vacanza. Erano i giorni frenetici che precedevano il Natale e Max si era concesso un pomeriggio di libert per andare a prenderla all'aeroporto e accompagnarla al suo albergo. Le aveva gi fatto mandare fiori e champagne e quella sera l'avrebbe portata fuori a cena.
L'aveva vista stanca all'aeroporto e aveva pensato che fosse per la fatica del viaggio. Ma quando pass a prenderla alle sette si accorse che il trucco perfetto non riusciva a nascondere due segni viola sotto gli occhi e nemmeno il pallore della pelle. Eppure anche cos non era mai stata tanto bella!
Ogni anno diventi pi stupenda le disse. Vorrei che fosse lo stesso anche per me.
Ma  cos lo rassicur Annabel. Gli uomini diventano sempre pi affascinanti invecchiando. I ragazzini mi annoiano.
Avevo pensato di prendere un aperitivo al bar e poi di andare al Pavillon.
Oh, beviamoci subito qui il tuo champagne, Max! Voglio dividerlo con te.
Lui apr la bottiglia ghiacciata e riemp le coppe. Al tuo viaggio brind.
E al tuo spettacolo!
Ti ho trovato un biglietto per domani sera le disse Max. Dopo passo a prenderti e ti porto a cena. Ti secca molto stare da sola? Se preferisci ti trovo un cavaliere. Verrei io con te, ma ho la nausea di questo musical.
Lo credo bene. Rise. Non mi secca affatto andarci da sola. Questo champagne  delizioso, Max. Grazie.
Non devi ringraziarmi.
Sono cos felice di togliermi di torno per un po'... non puoi neppure immaginartelo. Gli tese la coppa vuota perch lui tornasse a riempirla. Non avrei dovuto sposare Rusty.  stata una vera sciocchezza. E la tua vita privata come va?
Attualmente  rappresentata da un teppistello di nome Phillip. Diciannove anni.
Oh, cielo! E sei felice?
 il lavoro a darmi la felicit.
Il mio per niente. Odio fare la casalinga.
Tu non sei una casalinga.
Invece s. Ma sono anche una madre. E, al contrario, questa parte mi piace.
Non vuoi avere altri figli?
Certamente non da lui!
Lo champagne  gi finito. Avrei dovuto mandare due bottiglie.
Allora andiamocene al bar propose Annabel allegramente. Abbiamo tempo?
Bevvero altro champagne al bar, poi si recarono al Pavillon. Ebbero uno dei tavolini contro la parete, con i sedili di velluto rosso che il ristorante riservava ai clienti di riguardo. La stanza era vivacemente illuminata, con grandi affreschi alle pareti e una lieve fragranza nell'aria per i vasi di rose rosse disposti su tutti i tavoli. Quando entrarono, tutti si girarono a guardare Annabel. Succedeva sempre.
Pasteggiarono a champagne. Se Annabel era brilla sicuramente non lo diede a vedere. Fumava con un bocchino di onice, in tinta con il suo vestito nero. Hai notizie di Chris? le chiese Max.
Sembra che la vita a Parigi le piaccia rispose Annabel. Lei e Alexander sono... amici intimi, dice. Ma non amanti.  proprio pazza!
Allora forse  vero che sono amici.
Lo guard. Lo credi?
No. Ma io sono prevenuto.
Annabel sorrise. Nei confronti di chi? Di Chris o di Alexander?
Touch.
 stato pazzo a lasciarti perdere, Max.
Non mi importa pi. Davvero, Annabel.
Questo non cambia niente sul fatto che sia stato pazzo!
Lui le baci la mano. Lascia che ti racconti del mio lavoro. Sto per diventare regista.
Davvero?
Perlomeno ci prover. Sai che ho sempre desiderato dedicarmi alla regia. Non faccio che leggere copioni e sceneggiature, ma adesso mi vedo anche metterli in scena in modo creativo.
Le raccont di una sceneggiatura che gli era particolarmente piaciuta e le fece giurare il silenzio. Gli occhi di Annabel scintillavano per l'eccitazione. Non era pi cos pallida. Ancora una volta Max pens che Annabel aveva la rara dote di fare sentire il suo interlocutore capace di grandi cose. Sembrava che non fosse in grado di accettare la sconfitta, all'infuori di quella che riguardava le sue aspirazioni.
Dopo cena andarono alla Peppermint Lounge, la nuova discoteca superaffollata e un po' hippy che andava di moda in quel momento. Il frastuono dell'orchestra li rintronava, eccitante eppure tranquillizzante. Ballarono il frug, lo swim, il watusi e un nuovo ballo che Max aveva visto per la prima volta alcune sere prima in uno dei bar che frequentava in compagnia di Phillip.
Credo che potrei ballare fino allo sfinimento totale osserv Annabel. Sarebbe un bel modo per andarsene.
Migliore di altri comment Max.
Odio tutto di casa mia. Non hai idea di quanto la odi!
Perch non pianti tuo marito? pens Max, ma non lo disse. Non aveva nulla da offrirle: amicizia, incoraggiamento e allegria, quello s, ma non la vita vera. Erano entrambi troppo onesti. Toccava a lei costruirsi la sua vita. Avrebbe dato qualunque cosa per riuscire ad aiutarla. Ma non c'era niente da fare, era Annabel che doveva aiutare se stessa.
Perch sei diventato cos pensieroso? gli chiese.
C'era una cosa che volevo dirti rispose Max, che se mai avrai bisogno di me io ci sar sempre.
Lo so, Max. E io ci sar sempre per te.
Ti amo davvero.
Lo so rispose lei con semplicit. Anch'io ti amo.
Continuarono a ballare.

7.

Nelle calde, assolate giornate dell'inverno californiano Emily se ne stette accanto alla piscina a leggere romanzi, la testa e il viso ricoperti da un cappello a tesa larga. Grandi occhiali scuri le proteggevano gli occhi e il suo corpo era coperto da uno spesso strato di olio abbronzante. Ma la cosa pi importante era proteggere il viso dai raggi solari. Ken diceva che troppo sole invecchiava i tessuti.
Trascorreva molto tempo a studiarsi il viso e il corpo. Oltre alla cicatrice sul mento aveva delle smagliature sulla pancia e le vene varicose alle gambe, per non parlare di un accenno di cellulite sulle cosce. Certe volte le sembrava cos irrecuperabile da avere voglia di uccidersi. Quando era sola portava il bikini, in modo da nascondere quegli orrori con l'abbronzatura. Ma quando c'era in giro Ken indossava sempre qualcosa che la copriva da capo a piedi. Sapeva che l fuori, nel suo mondo, lui vedeva splendide donne giovani, ancora perfette.
Ormai Ken era diventato un affermato dermatologo di Beverly Hills, con uno studio che divideva con un medico pi anziano e una sua clientela. Lavorava dalla mattina alla sera e incontrava un sacco di gente interessante. Emily era gelosa del suo successo e della sua sicurezza e ancora di pi della vita eccitante che conduceva. Per lui contava poco pi della tappezzeria, della quale quasi non ci si accorge, ma che suscita un senso di irritazione se comincia a rovinarsi. Non si preoccupava neppure di nasconderle le sue avventure galanti. Con Lani, la ricca divorziata di North Bedford Drive, era finita; in quel periodo c'era Rebecca, l'infermiera dello studio, dai capelli color miele e dal sofisticato accento inglese. Non era ebrea. Ken sosteneva di avere impegni di lavoro fino a tardi e rincasava a mezzanotte con l'alito che puzzava di vino. Che razza di incontri potevano avere i dermatologi a quelle ore e, per giunta, bevendo vino? Non gli importava neppure di inventare una scusa pi plausibile.
Non parlava pi di costruire un campo da tennis nel loro appezzamento di terreno. Il sabato e la domenica fuggiva via con la racchetta da tennis e una piccola borsa da viaggio sul sedile della macchina sportiva. Emily sapeva bene dove andava: da Rebecca.
La macchina di Emily era nel garage da mesi. Di tanto in tanto Ken ci faceva un giro per mantenere il motore in esercizio. Non invitavano mai nessuno a casa loro e Ken non cerc pi di farla uscire insieme con lui. Agli amici diceva: Emily  molto occupata con i bambini.
I bambini adoravano le azioni ripetitive. Saltare dal divano, arrampicarsi, saltare di nuovo. Gettare oggetti. Correre su percorsi fissi, urlare parole senza senso che, chiss perch, trovavano affascinanti. La mattina amavano cacciarsi nel lettone fra lei e Ken. Lo avrebbero fatto anche di notte, ma Emily lo proibiva loro. Perch doveva sentirsi cos in colpa a reclamare qualche diritto di adulta per s? Improvvisamente si era ritrovata a vivere in un mondo infantile nel quale persino Ken comunicava con lei tramite i bambini. Come sono stati oggi i bambini? Che cosa hanno fatto? Mai: Che cosa hai fatto tu? Quello lo sapeva gi.
Per lei estate e inverno erano la stessa cosa con quel clima. L'unica differenza era che in estate le giornate erano pi lunghe e pi calde. In estate si sedeva all'aperto, sotto il cielo azzurro, e cercava di immaginarsi dove fosse Ken. Nella sua mente lo seguiva per tutta la giornata finch le fantasie pi terribili prendevano il sopravvento ed Emily lo vedeva nel letto di Rebecca. La ferivano talmente che il cuore quasi cessava di batterle e doveva scacciare quell'immagine dalla sua mente. Nei libri si diceva che bisognava sempre discutere dei problemi matrimoniali.
Era sabato mattina. Ken stava facendo nuotare i bambini in piscina. Le loro testine lucide d'acqua emergevano al sicuro sopra la superficie, spuntando dai giubbotti salvagente di un arancio squillante. Ken era ancora cos slanciato e muscoloso in costume da bagno, in forma ancora pi splendida di quando si erano sposati. Forse a tennis ci giocava davvero, magari proprio con Rebecca. Emily ricopr la cicatrice con uno spesso strato di trucco e infil un abito da spiaggia in spugna lungo fino ai piedi. Seduta accanto alla piscina guardava il marito divertirsi con i suoi giocattoli prima di porgerglieli perch lei li asciugasse e li vestisse.
Voglio parlarti, Ken.
Prima vorrei fare la doccia.
I bambini urlavano che avevano fame. Emily and in cucina per preparare i sandwich al burro di arachide e la gelatina di frutta, l'unica cosa che da un po' di tempo accettavano di mangiare. Tese l'orecchio per cogliere il rumore dei passi di Ken sulle scale. Quella volta non gli avrebbe permesso di andarsene alla chetichella!
Potete guardare i cartoni animati disse a Kate e a Peter accendendo il televisore. I bambini sedettero per terra spargendo briciole dappertutto e impiastricciandosi gli abiti. A Emily non importava pi. And in camera da letto. Ken era gi vestito e si stava infilando l'orologio.
Devo parlarti ripet.
Okay. I bambini dove sono?
Davanti alla televisione.
Lui lanci un'occhiata all'orologio. Ho una partita di tennis alle dieci e mezzo. Che cos'hai per la testa?
Quasi quasi mi fai pensare che devo prendere un appuntamento per avere un minuto del tuo tempo ribatt Emily.
Avanti, parla, sono qui.
Si accese una sigaretta. Io...
Vorrei che tu non fumassi, Emily.
Non fumo poi cos tanto.
Preferirei che non fumassi affatto.
E io vorrei che tu non mi ingannassi affatto replic lei. Lo vide mordersi le labbra. Le parole le uscirono violente, il tono di voce stridulo e isterico. Credi che non sappia di tutte le altre? So di Lani. So di Rebecca. Non hai certo sposato un'idiota, sai? Una volta ero intelligente. Una volta parlavamo. Quando eravamo innamorati... cominci a piangere.
Oh, Emily disse Ken con tristezza. La prese fra le braccia. Non devi farti idee strane.
Smettila di trattarmi come una povera scema singhiozz. Dimmi la verit. Non mi importa. Dimmi solo perch non mi vuoi pi e vuoi quelle altre.
Io non voglio nessun'altra.
S, invece.
Ken sospir. E va bene disse. Fece un passo indietro come se temesse la reazione di lei. Vuoi la verit e l'avrai. Vado con altre donne,  vero, ma non sono niente per me. Non so neppure io perch lo faccia. Me lo sono chiesto parecchie volte. Immagino che il vero motivo sia che ci siamo sposati troppo presto. Rappresentano la mia follia, quel viaggio in Europa che non ho mai fatto.
Europa... Aveva pensato che sentirgli confessare la verit sulle altre donne non l'avrebbe ferita pi di quanto non lo fosse gi, ma si era sbagliata. Le sue parole furono la cosa peggiore che le fosse mai accaduta.
Non ho mai voluto ferirti. Ken parlava con voce addolorata, piena di tristezza.
Non so cosa darei per non essere mai sceso da quella nave!
Perch? Perch cos non avresti dovuto sposarmi?
Niente affatto. Perch cos forse sarebbe stato diverso.
Ti saresti inventato un'altra scusa per tradirmi.
Non lo so. Vorrei saperlo anch'io.
Sei stanco di me? chiese Emily. Di' di no! pens. Ti prego, di' di no.
No rispose Ken. Ti amo. Ma negli ultimi tempi ti comporti in modo strano. Ti rifiuti di uscire, di fare qualunque cosa. Sembra che non ti importi nulla.
Mi importa di un sacco di cose, invece ribatt lei di nuovo infuriata. Sei stato tu a farmi lasciare il lavoro, sei stato tu a farmi avere i bambini, sei stato tu a volermi fare restare a casa! Che cosa ti aspettavi? Adesso ho delle responsabilit. Non posso passare le mie giornate a fare le prove per essere interessante per te. Sono io, io che ti rendo la vita sopportabile, che ti mando avanti la casa, che rendo tutto bello per te. Sono io che allevo i tuoi figli. Che cos'altro vuoi da me?
Ken scosse la testa. Io... io penso che sia magnifico, Emily.
Davvero? Mi merito un dieci e lode? Grazie!
Smetter di vederla dichiar lui.
Cos su due piedi?
Se lo vuoi.
E dopo me ne farai una colpa e proverai rancore per me.
Ma allora che cosa vuoi, Emily? Sembrava esasperato.
Voglio che torni tutto come prima!
Tu non te lo ricordi neppure come era prima, Emily!
Certo che me lo ricordo!
Sei stata tu a voler lasciare il lavoro. Sei stata tu a volere i figli. Sei stata tu a volere una casa e una famiglia. Eri tu che volevi sposarti, Emily! Ma come diavolo credevi che sarebbe stato il matrimonio?
Emily lo fiss sbalordita. Che cosa intendeva dire?
Sono in ritardo per la partita esclam Ken uscendo dalla stanza.
Sent la macchina allontanarsi a tutta velocit. Sapeva che era furioso. Perch era cos furioso? Lei non aveva fatto niente. Era lui, dei due, a comportarsi in modo assurdo. Che diritto aveva di insultarla? Non avrebbe mai dovuto smettere di giocare a tennis, pens Emily. Cos sarebbe diventata davvero brava e avrebbero potuto giocare insieme. Rimpiangeva di aver avuto figli.
Con aria assente, in un gesto ormai usuale, Emily si pass il dito sul mento dove c'era la cicatrice. Strano... non la sentiva pi. Corse allo specchio. La cicatrice era scomparsa. Scomparsa!
Non poteva credere ai suoi occhi. Deterse il trucco con la quale l'aveva ricoperta e constat che la cicatrice era davvero sparita. Ma come era potuto succedere? Il sole? L'aria? Era un miracolo!
Finalmente poteva uscire e comportarsi come gente normale, quella che non era sfigurata. Si guard sorridendo allo specchio. Poi ud Kate e Peter correre urlando su per le scale e irrompere in camera da letto.
Vogliamo andare a nuotare, mammina!
Perch non guardate ancora un po' la TV? propose Emily con aria assente.
I cartoni animati sono finiti.
E va bene disse. Si sentiva esausta. Perch Ken non l'aveva avvertita che la cicatrice era scomparsa? In effetti non l'aveva mai neppure guardata sul serio. Forse era un pezzo che non la guardava proprio. Per lui non era pi una donna, ma solo la madre dei suoi figli. L'anno seguente avrebbe compiuto trent'anni. Sarebbe stata troppo vecchia e la sua vita sarebbe finita. Quei due marmocchi urlanti continuavano a turbare la sua esistenza, mettendosi fra lei e Ken. Non c'era da meravigliarsi che lui se la desse a gambe con la scusa di giocare a tennis e dei suoi impegni di lavoro. Chi avrebbe avuto voglia di starsene in quel mondo opprimente?
Quando Ken rientr dalla sua giornata di tennis Emily gli disse: Andiamo fuori a cena domani sera.
Ehi, magnifico! esclam lui. Lo prese per un segno di riconciliazione. Vedi se trovi una baby-sitter.
Gi i bambini. Non aveva mai preso una baby-sitter prima di allora e non sapeva da che parte cominciare. Io... forse all'ospedale c' qualcuno che...
Non ci serve un'infermiera replic Ken, ma solo una baby-sitter.
Volevo dire che magari qualcuno dei tuoi amici ne conosce una brava. Io non conosco nessuno.
 un po' tardi osserv Ken, ma provo a fare un paio di telefonate.
Pass mezz'ora al telefono e torn con tre nomi. I timori e le titubanze di Emily avevano ricominciato ad assalirla. Non voleva lasciare i bambini con un'estranea. Erano cos isolati lass; e se fosse successo qualcosa? Come poteva lasciare una ragazzina con due bambini piccoli? Ormai Peter continuava a saltare fuori dal lettino. E se fosse entrato un ladro, o un rapitore, oppure un pazzo omicida? Tuttavia, visto che era stata lei a proporlo, telefon diligentemente alle tre ragazze dell'elenco. Erano tutte fuori. Naturalmente, era sabato sera e stavano lavorando per altri.
Lo sapremo solo domani disse a Ken.
Non importa. Tanto i buoni ristoranti sono chiusi la domenica sera; perch non organizziamo qualcosa per sabato prossimo?
Emily era delusa. Fra una settimana?
Perch no? Magari troviamo un'altra coppia e usciamo in quattro.
Non ti va di stare solo con me?
Come preferisci, Emily.
Vorrei una serata romantica.  passato tanto tempo!
Lo so esclam Ken. La prese fra le braccia. Sono felice che tu voglia uscire e cercare di divertirti.  passato tanto tempo davvero!
Emily appoggi la fronte contro il suo petto. Fra le sue braccia si sentiva sicura. Le hai detto che  finita? gli chiese.
Sent il corpo di lui irrigidirsi. Oggi non l'ho vista.
Pensavo di s.
Lui si stacc da lei. Oggi ho giocato a tennis, Emily. Te l'ho gi detto.
Quando la rivedrai?
Glielo dir luned.
Allora  luned che la rivedrai?
Emily, te ne prego, lascia i dettagli a me.
Non arrabbiarti gli disse pentita e spaventata.
Non sono arrabbiato le ribatt seccatamente allontanandola.
Dalla stanza di Kate si ud un lamento, poi un singhiozzare furioso. Ken si precipit fuori per vedere che cosa stesse succedendo. Emily lo segu lentamente, tastandosi il mento nel gesto ormai usuale, sebbene la cicatrice fosse scomparsa.
Peter si era impadronito di uno dei giocattoli di Kate e lei lo aveva colpito. Pazientemente Ken stava cercando di rappacificarli e di spiegare ai piccoli il significato di spartire le cose in buona armonia. Ma non si rendeva conto che era impossibile? I bambini piccoli volevano tutto per loro: gli oggetti, i genitori... Ah, aspetta solo che diventino grandi, pens Emily. Allora scopriranno che al mondo non si pu avere nulla che non si debba dividere. Quando diventi adulto la gente ti porta via tutto: tempo, vita, libert, marito...
Leggimi qualcosa, papino. Kate esigente, piena di speranze metteva un libro nelle mani di Ken e lo tirava perch si sedesse. Peter si stava succhiando il pollice, accoccolato nel cavo del braccio libero di Ken. Ken era un buon padre e un ottimo uomo, pens Emily. Avrebbe dovuto ringraziare il cielo.
Perch non leggi un po' qualcosa mentre io preparo la cena? propose sorridendo. Si sentiva sfinita.
In cucina le costolette di agnello si stavano scongelando su un piatto. Avrebbero mangiato quelle, spinaci e patate arrosto, la stessa cena che sua madre le preparava quando era piccola. Era una cena gradevole, che le dava un senso di sicurezza. Emily si chiese se sua madre si fosse mai sentita schiacciata e messa da parte come a volte capitava a lei. Ne dubitava. Sua madre era stata educata per essere esattamente quello che era, ma a lei, Emily, a lei era stato promesso un mondo meraviglioso di avventure e di fuochi d'artificio.
Mangiarono in silenzio. Emily aveva l'impressione di avere il cervello completamente svuotato. Non riusciva a farsi venire in mente una sola cosa da dire a Ken. Non riusciva neppure a farsi venire in mente una domanda che non suonasse sciocca e insulsa.
Dopo cena Emily ripul i piatti e li mise nella lavastoviglie e Ken si ritir nel soggiorno a guardare la televisione. Emily pens che in fondo avrebbe dovuto considerarsi fortunata e felice che lui fosse a casa. I bambini erano a letto e ormai la notte apparteneva agli adulti. And nel soggiorno e si sistem sul bracciolo della poltrona di Ken.
Andiamo a guardare la TV a letto propose.
D'accordo.
Di sopra si lav i denti, si ripul il viso, spazzol i capelli, mise via ordinatamente i suoi vestiti, infil una camicia da notte pulita. Quando entr in camera, Ken era gi a letto. Leggeva con il televisore acceso. Emily si infil nel letto e prese anche lei il suo libro. Era sempre Ken a fare la prima mossa.
La cicatrice  scomparsa annunci.
Che cosa?
La cicatrice.  scomparsa!
Sono felice che ti sia decisa ad ammettere che non c' mai stata nessuna cicatrice.
A che cosa serviva discutere con lui? Bene, comunque  scomparsa.
Ken spense la televisione con il telecomando, mise il libro sul comodino e le diede un bacio leggero. Buona notte, tesoro.
Vuoi gi dormire?
Sono a pezzi rispose lui. Non ho fatto che correre su e gi come un forsennato per tutto il giorno sotto questo sole! Si gir sul fianco voltandole la schiena e spense la luce.
Lei non osava chiedergli di fare l'amore. Le donne troppo intraprendenti rendevano gli uomini insicuri. E cos eccoli l: sabato sera, soli in quel letto gigantesco, proprio ci che sognavano quando erano giovani; ormai, invece, non ci facevano pi caso.
Quando, il mattino seguente, Emily si guard allo specchio, vide che la cicatrice era ritornata. Era irritata, anzi gonfia di rabbia, ma niente affatto stupita. Nel suo organismo c'era qualcosa che l'avvelenava facendole andare e venire quella cicatrice. Ci che misteriosamente poteva comparire poteva anche scomparire. All'universit aveva letto cose di quel genere. I casi di paralisi isterica di Freud, le stimmate di certi mistici, i misteri del corpo avevano tutti delle spiegazioni scientifiche e razionali. Aveva avuto un momento di vigore e di salute, poi si era verificato qualcosa che lo aveva distrutto. Solo scoprendo che cosa fosse quel qualcosa, la cicatrice sarebbe scomparsa per sempre.
Davanti a lei si stendeva una lunga domenica vuota. Le solite faccende, i bambini, il giornale da leggere. Ken aveva una partita di tennis. Aveva voglia di chiedergli di annullarla e di restare con lei, ma non voleva irritarlo. Anche lui, dopotutto, aveva diritto a qualche svago. Lavorava tanto per tutta la settimana, doveva riuscire a lasciarlo libero.
A che ora torni? gli chiese.
Prima che posso le rispose tranquillamente.
Baci i bambini e si diresse fischiettando alla macchina. Sembrava sollevato di andarsene. Non accenn al fatto che la cicatrice era tornata e neppure lei. Aveva di nuovo la testa vuota, a eccezione di quell'unica, ossessiva domanda: che cosa c'era in lei che le avvelenava l'organismo?
Possiamo andare a nuotare, mammina?
Prese i due giubbotti salvagente arancione dall'armadio ripostiglio e aiut i bambini a infilarli. Quindi torn a chiudere a chiave l'armadio perch dentro c'erano tutte le attrezzature sportive: le mazze da golf che non usavano mai, la sua racchetta da tennis che non toccava da anni, le attrezzature da giardinaggio che aveva comperato quando avevano preso la casa, prima di scoprire che il giardinaggio non le piaceva. Non si poteva mai sapere chi sarebbe passato da quelle parti, magari per rubare roba di valore come quella!
Si sdrai accanto alla piscina, sulla nuova sedia a sdraio con l'ombrellone orientabile attaccato allo schienale. Portava il solito cappello a tesa larga, gli occhiali da sole ed era coperta di abbronzante protettivo; si chiese perch mai si prendesse tanta pena per le rughe. In fondo non vedeva mai nessuno, tranne Ken, e lui non la guardava nemmeno.  la rabbia, decise.  lei che mi avvelena l'organismo. Una qualche secrezione o enzima che il mio sistema produce per controbilanciare tutta questa rabbia repressa. Chi sa che cosa mi succeder adesso? Basta una bottarella da niente o un graffio per farmi un'altra orribile cicatrice. Potrei restare butterata come dopo il vaiolo. Verr tutto alla luce. Tutto ci che ho dentro apparir di fuori. Che cosa far allora?
Due figurette bagnate le si avventarono contro. Emily lanci un urlo. Kate e Peter ricaddero indietro, piangendo per la sorpresa e lo spavento.
Andate ad asciugarvi ordin Emily rabbiosamente.
Non riesco ad aprire la fibbia si lament Kate.
Oh, per l'amor del cielo! Non sapevano fare proprio niente da soli. Emily li liber dei giubbotti di gomma e li asciug con una salviettona da bagno. In quel momento le venne in mente che erano anni che non entrava in piscina. Nuotare non le piaceva. Continuava a proporsi di cominciare e poi non si decideva mai. Ma come faceva a nuotare quando era sempre sola l? Se le fosse venuto un crampo e fosse andata sotto, chi poteva salvarla? Era talmente ingiusto!
Infine arriv la sera. Ken rientr. Dopo la partita di tennis ne aveva guardata una alla televisione con i ragazzi. Almeno, cos le disse. Giochi da ragazzi, pens Emily. Gi, ragazzate. A tutti i costi quella sera avrebbe dovuto fare l'amore con lei. Non la toccava da settimane, ormai. Aveva smesso di tenere il conto del tempo che era passato perch sarebbe stato troppo umiliante. Si era sfiancato con le altre donne, ma le aveva promesso che era finita. Finalmente era di nuovo il suo turno. Doveva pur fare qualcosa per dimostrarle che davvero la voleva.
And a letto senza camicia da notte. Chiss se avrebbe mangiato la foglia. Come al solito aveva un libro e il televisore acceso. Timidamente Emily gli tocc la coscia.
No disse lui.
E perch no?
Hai le mani fredde.
Si appoggi la mano sul seno. Non era affatto fredda. Aveva inventato quella scusa per sbarazzarsi di lei.
Perch non mi vuoi pi? gli chiese.
Lui mise gi il libro e la guard. Ti voglio, invece.
No, non mi vuoi! Non a letto, almeno, da secoli.
Che cosa fai, tieni il conto? chiese lui con voce cattiva.
Prima lo facevamo in continuazione.
Sono stanco negli ultimi tempi.
Non  leale.
Lui afferr il libro e riprese a leggere. Emily glielo strapp di mano e lo gett per terra. Stammi a sentire quando ti parlo! strill.
Sveglierai i bambini.
Emily cominci a fremere per l'odio e per la rabbia. I bambini, i bambini. E lei, non esisteva lei? Si allung per mettere la mano sul pene di Ken, ma lui strinse le gambe con tale forza che lei non riusc a trovarlo. Si comportava come se lei stesse cercando di violentarlo. Non aveva mai cercato di prenderglielo in mano prima di allora a meno che non fosse assolutamente certa che era arrivato il momento di farlo e quel rifiuto la atterr. Non voleva che si accorgesse che non era in grado di farselo rizzare... gi, lo nascondeva come se potesse farla fessa.
Ti faccio venire il voltastomaco, vero? La sua non era una domanda.
No.
Allora che cosa c' che non va in me? La cicatrice? Le smagliature della gravidanza? Che cosa ti fa venire da vomitare? gli chiese con rabbia sentendosi umiliata.
Avevi detto che la cicatrice era scomparsa.
Davvero? chiese lei con tono sarcastico. Ebbene, se mi avessi guardato qualche volta negli ultimi tempi, ti saresti accorto che non  affatto cos. Qualcosa avvelena il mio organismo.
Emily sospir Ken. Voglio che tu ti faccia visitare da uno psichiatra.
E perch?
Per aiutarti a essere meno infelice.
 compito tuo rendermi felice obiett lei.
Io non ci riesco.
Quello significava che era impotente, ne era certa. Era impotente solo con lei. Era lui ad avere bisogno di uno psichiatra, non lei! Era tipico dell'uomo cercare di fare ricadere sulla donna la responsabilit di colpe che erano sue. Povero Ken disse. Si alz e and a infilarsi la camicia da notte. Voleva farlo sentire al sicuro, al riparo da qualsiasi minaccia.
Al Cedars ci sono degli psichiatri davvero bravi prosegu Ken. Al giorno d'oggi ci vanno tutti dallo strizzacervelli, non  certo un disonore. Ammettere di avere bisogno di aiuto  il primo passo per cominciare a stare meglio.
Quand' cos penso che dovresti andarci replic Emily.
Io?
Va bene, va bene, capisco. Chiuse gli occhi e si sent invadere da un senso di pace. Non si rese neppure conto di essersi addormentata finch non si svegli che era giorno fatto. Ken se ne era andato.
Emily rest sdraiata accanto alla piscina sotto il nuovo ombrellone, finch il disco fiammeggiante del sole che percorreva lentamente il suo cammino nel cielo azzurro cupo non scomparve dietro le montagne. Sarebbe stato cos bello se le cose fra lei e Ken fossero tornate come ai primi tempi del loro matrimonio. Forse, se ci avessero provato insieme, avrebbero potuto farle rivivere. Fermare il tempo e farlo arretrare. Lei sarebbe stata giovane e graziosa e lui sexy e virile. Si sarebbero innamorati di nuovo e tutto sarebbe stato dolce e romantico. Lei avrebbe avuto mille interessi e avrebbero diviso tutto. Mentre sognava a occhi aperti il libro le ricadde aperto in grembo. Mammina, mammina, vogliamo fare il bagno! Kate e Peter la stavano tirando con le loro manine impazienti.
Andate pure rispose Emily dolcemente.
Prendici i giubbotti chiese Kate. I giubbotti arancione erano chiusi nel ripostiglio degli attrezzi. Emily non si mosse.
Non ne avete bisogno disse infine con la stessa voce dolce e assente di poco prima.
Urlando di gioia i bambini corsero verso la piscina. Si sentivano finalmente grandi a nuotare senza i salvagente. Non si rendevano conto di non sapere stare a galla. Emily giaceva inerte nella sedia a sdraio, godendosi la carezza calda e sensuale del sole. Aveva la testa completamente svuotata, come spesso le accadeva negli ultimi tempi, si sentiva in pace. Che giornata stupenda era, con quella languida brezza delicata...
In lontananza ud le urla e i tonfi dei bambini nell'acqua; le loro voci le arrivavano remote e prive di significato come le strida dei gabbiani sulla spiaggia. Fra lei e quel baccano si era alzata una nebbia di serenit.
Aiuto, mamma! Aiuto!
La prima cosa che faremo sar prendere un appartamentino proprio come allora, per noi due soli, e io potr andare dappertutto a piedi senza dover prendere la macchina...
Come un lampo qualcosa le pass accanto e con un terribile tonfo si gett nell'acqua. Sent le gambe bagnarsi di spruzzi gelidi e cerc di ritrarsi. Poi ud un'altra voce, pi profonda, adulta, che la chiamava. Emily alz gli occhi e vide il giardiniere giapponese, con gli abiti grondanti, che la fissava con un bambino urlante sotto ogni braccio. A proposito, come si chiamava? Oh, s, certo, Joe Morita. Ma chi lo aveva autorizzato a fare il bagno nella loro piscina?
I suoi figli stavano per affogare esclam Joe. Sembrava terrorizzato.
Emily guard calma prima lui, poi i bambini, quindi aggrott le sopracciglia. Non li lascio mai entrare in acqua senza i giubbotti salvagente dichiar.
Kate raccont tutto a Ken quando rientr per cena. Con la sua stridula vocetta gli spieg che la mamma aveva detto a lei e a Peter che potevano andare in piscina senza salvagente e che quando Peter era andato sotto e non era pi tornato su lei aveva gridato e gridato senza che la mamma muovesse un dito.
Ken trov una baby-sitter e port immediatamente Emily alla clinica psichiatrica dove fu lei stessa a firmare per essere ammessa. Le disse che in caso contrario avrebbe dovuto firmare lui per lei e allora sarebbe stato molto difficile tirarla fuori. Le spieg che non era in condizioni tali da badare ai bambini. Emily ne convenne. Non voleva che Ken capisse che in verit aveva cercato di ucciderli. Quando arriv il dottore, fu docile e remissiva e si comport come se farsi ricoverare nella clinica psichiatrica fosse stata un'idea sua. Non avrebbe fatto storie: non voleva che le scavassero dei buchi nella testa.

8.

Un giorno d'estate, quando il figlio di Richard Caldwell aveva gi dodici anni, Hope Loughlin Caldwell fece una cosa impensabile: prese il treno e and all'ufficio del padre di Richard a New York per affrontarlo per la prima volta. L'abisso fra quella giovane donna, la Cameriera, e il nonno del suo figliolo era tale che quel viaggio richiese un sacco di coraggio e sembr colmare una distanza vasta quanto quella coperta dagli immigranti che, all'inizio del secolo, avevano varcato l'oceano Atlantico. Ma l'obiettivo di quella gente e di Hope era il medesimo: conquistare una vita migliore per i loro figli. Per Hope c'era un solo modo per ottenerlo e finalmente si era rassegnata ad accettare le regole del gioco. Il giorno stesso, a colazione al New York Athletic Club, suo padre raccont a Richard quanto era accaduto.
Hope accetta di concederti il divorzio.
Richard si trattenne dal lanciare un grido di gioia. Come hai fatto, pap?
Il padre sorrise imperturbabile e sorseggi il suo Martini. Stava invecchiando e allora si concedeva soltanto un cocktail di gin e di Martini tutti i giorni prima di pranzo e due la sera prima di cena. Semplicemente ho lasciato che la societ mi desse una mano.
La societ?
Il mondo. Le regole sociali. La vita ha delle regole, Richard, persino oggi che sembrano tutti impazziti, in questi anni Sessanta. Mi ha detto che voleva che il ragazzo frequentasse un bel liceo estero alla moda, cos lo ha definito. Vuole che vada via da questo Paese. Pare che i suoi compagni di scuola lo abbiano preso in giro a proposito delle circostanze della sua nascita. Nella giungla la gente non  educata come cerca di apparire da queste parti. Hope ha l'impressione che la vita per lui sarebbe piuttosto ingiusta e difficile a un liceo come... come la St. Martin's, per esempio. Torn a sorridere, questa volta con un'espressione divertita. Per la verit credo che non le sia neppure passato per la testa che a noi non avrebbe fatto piacere che il ragazzo frequentasse il St. Martin's pi di quanto non ne facesse a lei. Per ragioni diverse, naturalmente! Credo che potremmo mandarlo al Le Rosay in Svizzera, tu che cosa ne dici?
Per me va bene approv Richard. Quando arriva il divorzio?
I miei legali ci stanno gi lavorando. Oh, dopo vuole che il ragazzo vada a un college della Ivy League. Ho accettato anche questo, purch naturalmente non sia Harvard.
E che cos'altro vorrebbe?
Non molto rispose suo padre. Francamente mi stupisce. Vuole che paghiamo la retta, il vitto e l'alloggio e le altre piccole necessit del ragazzo, niente per lei. Sulle prime ho pensato che fosse un trucco. Dopotutto queste cose le prevede anche la legge. Le ho risposto che avrei provveduto a farle pervenire mensilmente una cifra adeguata per il mantenimento del ragazzo.
Avrebbe potuto ottenere di pi osserv Richard. Mi chiedo perch non voglia altro.
Forse  solo stupida. Forse ti odia a tal punto da lasciare prevalere questo primitivo concetto di orgoglio. Oppure  romantica e si crede ancora innamorata di te. Dovresti saperlo meglio di me, Richard. Sei tu che l'hai sposata, non io.
Ma io non l'ho mai conosciuta! protest Richard. Cerc nella sua mente l'immagine di Hope, ma era passato tanto tempo! Se dovessi dirti la verit, riesco a stento a ricordarmi com'era.
Si scus e si precipit al telefono per chiamare Daphne alla galleria d'arte e comunicarle la buona notizia: quando ud la sua imperturbabile, sofisticata Daphne scoppiare in singhiozzi per l'emozione Richard si sent traboccante di affetto. Avrebbe voluto prendersi il pomeriggio di libert e correre a fare l'amore con lei.
Ci vediamo stasera, amore le disse. Ti adoro.
Torn a sedere al tavolo con suo padre, augurandosi che il vecchio non gli leggesse nel pensiero.
Tu e Daphne potrete avere una grande cerimonia in chiesa, se lo volete gli disse suo padre.
Credo che a Daphne farebbe molto piacere. Probabilmente domani stesso andr in municipio.
Sempre precipitoso rise suo padre. Questa volta tua madre e io saremmo molto contenti se tu facessi come si deve.
In questo caso lo faremo replic Richard.
C' un'altra cosa che Hope ha preteso a tutti i costi aggiunse suo padre.
Che cosa?
A settembre il ragazzo dovr trascorrere una notte a New York, di passaggio per la Svizzera. Vuole che tu lo veda.
Il ragazzo. Suo padre non lo aveva mai chiamato Richard e neppure lui. Era pi facile tenerlo nell'anonimato. Ma Richard Jr. aveva dodici anni ed era suo figlio. Non voleva vederlo. Aveva paura, non sapeva neppure lui di che cosa.
Insomma, di sicuro non ti morder! esclam suo padre. Pare che abbia fatto in modo di allevarlo nella convinzione che tu sia una brava persona. Non so neppure io come ci sia riuscita. Sorrise per mitigare la durezza di quelle parole. Mi sono preso la libert di accettare per te.
In agosto il divorzio divenne effettivo. Subito dopo il week-end del Giorno del Ringraziamento, che tradizionalmente segnava il rientro in citt di tutta la gente bene dalle vacanze, Richard e Daphne ebbero una fastosa cerimonia di nozze, seguita da un sontuoso, ma raffinato ricevimento proprio come Daphne aveva sognato anni prima, quando ancora non sapeva chi sarebbe stato il suo principe azzurro. Nel momento in cui Richard la vide avanzare verso di lui sulla passatoia rossa al centro della chiesa, radiosa ed evanescente nel suo vestito bianco da sposa, l'antico cinismo circa i matrimoni vecchio stile svan in un baleno. Non aveva nessuna importanza che per tutti quegli anni avessero vissuto assieme e si conoscessero cos profondamente. In quel momento ebbe l'impressione di vederla e di desiderarla per la prima volta. Tutto ricominciava daccapo. Pens che non avrebbe mai superato quella lieve stretta al cuore che provava ogni volta che la guardava: la sua Ragazza d'Oro, la sua bellezza perfetta, apparentemente inavvicinabile eppure cos appassionata e che amava proprio lui.
Per la luna di miele andarono a Londra e a Parigi, una settimana in ciascuna citt e poi tornarono al loro adorato appartamento nel Village. Avevano deciso di comperare una casa in campagna e di cominciare subito ad avere figli, di conseguenza non aveva senso prendere un appartamento pi grande a New York per un periodo cos breve.
La prima cosa che Richard dovette fare, rientrando a New York, fu di mantenere la promessa di incontrare suo figlio.
Dovevano trovarsi al Biltmore, sotto l'orologio. Era un locale nel quale Richard aveva dato appuntamento a un'infinit di ragazze durante le vacanze scolastiche; la sala aveva un arredamento dignitoso e piuttosto formale, ma al tempo stesso la sua atmosfera era festosa. Sarebbe stata affollata e impersonale. Si sarebbero seduti a un tavolino appartato e il ragazzo avrebbe bevuto una Coca. Hope aveva accompagnato il ragazzo a New York, ma durante quell'incontro sarebbe rimasta ad aspettarlo in camera. Richard si chiese che cosa avesse in mente. Lui era gi sposato con Daphne. Probabilmente Hope cercava di riconquistarlo almeno in parte tramite il figlio. Non poteva immaginare quanto fosse terrorizzato all'idea di incontrare quell'estraneo che non significava nulla per lui. Il ragazzo era la testimonianza vivente di un momento di lussuria e di follia. Richard non riusciva a decidere che cosa, nel vederlo, lo avrebbe imbarazzato maggiormente: se il constatare che aveva preso da lui, oppure che somigliava a Hope. Si augurava soltanto che non sembrasse un piccolo provinciale.
Richard aspett sotto l'orologio, fumando nervosamente e cercando di darsi un contegno rilassato. Si chiese come avrebbe fatto il ragazzo a riconoscerlo. Hope aveva qualche istantanea scattata durante la loro estate insieme, ma lui era talmente cambiato da allora. In fondo era poco pi che un ragazzo!
Signor Caldwell?
Un ragazzino di dodici anni con la sua stessa faccia, dai lineamenti appena diversi e pi infantili tipici dell'et ingrata gli si par di fronte. Portava una giacca blu e un paio di pantaloni di flanella.
S.
Sono Richard.
Si guardarono. Era un ragazzino tutt'ossa, ancora in crescita. Difficile dire se sarebbe diventato alto. Sulle guance e sul mento aveva una traccia di acne giovanile, sul labbro superiore un'ombra di peluria. Sorrise mettendo in evidenza l'apparecchio per raddrizzare i denti. Aveva i capelli biondo cenere. L'oro di Richard brunito dal nero corvino di Hope. Richard gli fece un sorriso radioso e gli porse la mano. Andiamo a sederci? propose dirigendosi verso un tavolo d'angolo.
Ordin un Martini vodka per s e una Coca per il ragazzo. Bene, bene esord, dunque siamo di partenza per la scuola?
S.
Povera, ingenua Hope che non si rendeva conto di mandare quell'umile, poco brillante esemplare umano a una scuola straniera frequentata da figli di milionari e di teste coronate.
Mia madre le manda i suoi saluti disse imperturbabile il ragazzo.
Richard si costrinse ad assumere un'espressione cordiale. Mi auguro che sia in buona salute.
Sta magnificamente.
Lavora sempre?
S.
 un bene non stare nell'ozio.
 quello che dice anche lei comment il ragazzo. Chin la testa per bere la Coca; aveva la nuca esile, bianca e vulnerabile. Richard prov un senso di disagio e di colpa perch non riusciva a sentire la minima tenerezza per lui. Povero ragazzo. Era quello, dunque, che lo atterriva tanto prima di quell'incontro? La paura di non provare nulla nel vedere suo figlio. Oppure aveva temuto di provare qualcosa? Quell'eventualit sarebbe stata indubbiamente peggiore. Gli stava venendo l'emicrania. Mand gi il suo Martini.
Ti piace il rugby? gli chiese.
Certo rispose il ragazzo senza troppo entusiasmo.
Sei in qualche squadra?
Sono troppo leggero.
Al liceo ero uno che andava forte, rugby e tutto quanto. Qual  il tuo sport preferito?
La corsa.
Annu. S, piaceva anche a me.
Si guardarono: come si parlava a un ragazzo? Hai qualche hobby? Insisteva non tanto perch gli importasse di lui, quanto perch voleva che il ragazzo se ne andasse pensando che era una persona simpatica. Non che avesse importanza. Ma c'era qualcosa nello sguardo freddo, controllato del ragazzo che somigliava alla fierezza e che lo rendeva stranamente autosufficiente.
Mi piace leggere le biografie dei personaggi famosi.
E chi  il tuo preferito?
Abraham Lincoln gli rispose in tono indifferente.
Naturalmente. Banale. Si chiese se fosse intelligente. Non poteva essere troppo stupido, altrimenti non lo avrebbero ammesso al Le Rosay. D'altra parte suo padre aveva le mani in pasta dappertutto. E di John F. Kennedy che cosa ne pensi?
Il ragazzo gli lanci la stessa occhiata imperturbabile che lo mise a disagio. Era okay. Ma nulla di speciale.
Perch no?
Perch era ricco.
Richard si sent gelare, ma riusc a fare il suo solito, affascinante sorriso. Sei un comunista in erba?
No. Mi piacciono i liberali. Dove vivo io la gente  molto conservatrice. Pensano che se sei contro la guerra sei uno sporco hippy comunista.
E tu che cosa ne pensi della guerra?
Credo che sia disonesta.
Hai dodici anni e pensi che la guerra sia disonesta?
Fra sei anni, se non sar finita, sar chiamato anch'io a combattere. Io non ci credo nella guerra.
Fossi in te non mi preoccuperei lo rassicur Richard. Fra sei anni sar finita da un pezzo.
No, se non ci tiriamo indietro. Non siamo attrezzati per combattere nella giungla. D'altra parte non abbiamo vinto neppure la guerra di Corea.
S che l'abbiamo vinta.
Mi scusi, ma una tregua non  una vittoria.
Dove l'hai imparata tutta questa roba?
Parlo sempre con un tizio.  un reduce di guerra. Lavora al distributore di benzina.
Capisco disse Richard. Si sentiva lontano anni luce da suo figlio e dall'uomo che gli era diventato amico in quella remota cittadina del New England, piena di gente taciturna. Non c'era da stupirsi che il ragazzo non avesse amici della sua et. Nessuno ama gli sputasentenze.
Perch non facciamo un salto qui di fronte da Brooks Brothers? propose Richard. Cos magari ti compero qualcosa da mettere.
Trascorsero il resto del pomeriggio nel negozio. Richard era sollevato per il fatto di non dovere parlare. Fece provare un'infinit di roba al ragazzo, sforzandosi di essere paterno e generoso. Fece addebitare gli acquisti sulla sua carta di credito. Sar meglio che non comperi troppa roba disse giudiziosamente il ragazzo. Non ho molto spazio in valigia.
Allora comperiamo anche una valigia.
Grazie, ma non  il caso di disturbarsi. Sto crescendo e ben presto non mi andranno pi bene neppure se avessi l'opportunit di metterli tutti.
Si direbbe che tu sia un giovanotto molto assennato osserv Richard divertito, ma anche un po' umiliato da quel rifiuto.
Grazie. Guard l'orologio. Era un orologio da quattro soldi di quelli che si comperano nei grandi magazzini. Adesso  ora che rientri in albergo.
Tornarono al Biltmore carichi di pacchi. Richard si ferm nell'atrio, di fronte agli ascensori. Lass c'era Hope. Riusciva quasi a fiutarla come un animale da preda fiuta il cacciatore.
Ha qualche messaggio per mia madre? chiese calmo il ragazzo.
Portale i... i miei migliori auguri.
Okay. Addio. E grazie per tutti i vestiti.
Si strinsero la mano da adulti. Poi, mentre il ragazzo entrava nella cabina dell'ascensore, Richard fece dietro-front e quasi fugg dall'albergo. Si augur che non decidesse di scrivergli. No, se lo avesse fatto sarebbe stato solo per mandargli un formale biglietto di ringraziamento di quelli che non richiedono risposta. La visita era terminata e lui ne era felice.
Prima di rientrare a casa Richard fece una sosta in un bar nel quale non aveva mai messo piede e ordin un altro Martini, cercando nel frattempo di analizzare i suoi sentimenti. Non sapeva neppure se il ragazzo gli fosse piaciuto. Era intelligente oppure stava solo scimmiottando le opinioni di un uomo pi vecchio per il quale aveva una specie di cotta? Un veterano invelenito che andava in giro a esprimere opinioni del genere sul Vietnam non poteva essere che un emarginato e quello probabilmente spiegava come mai perdesse tempo con un altro emarginato di dodici anni. Si chiese se fosse il giovane amante di Hope. Forse era per quello che voleva mandare il ragazzo cos lontano, solo per potere essere libera di fare ci che voleva. Perch doveva sentirsi colpevole per non essersi affezionato a prima vista a suo figlio quando la madre era la prima a non volerlo tra i piedi? Piuttosto il ragazzo gli sembrava una specie di parente lontano che appartiene alla famiglia solo perch tutti lo affermano, ma che in realt  un estraneo.
Quando lui e Daphne avrebbero avuto figli, sarebbe stato un buon padre. Ne era certo. Erano innamorati e avrebbero avuto una vita domestica calda e solida. Si rifiutava di credere di essere privo di sentimenti. Gli venne in mente che, anzich comperare al ragazzo un sacco di abiti che non gli servivano, avrebbe fatto meglio a regalargli un orologio decente. Ma in un certo senso un orologio era un oggetto troppo personale. Meglio, dunque, che le cose fossero andate a quel modo. L'acquisto di un guardaroba completo faceva parte degli accordi del divorzio.

9.

Chris viveva a Parigi ormai da tre anni. Aveva ancora la stessa stanza in albergo, continuava a vendere vestiti nella medesima boutique e aveva molte conoscenze, alcune vecchie e altre che entravano e uscivano dalla sua vita per essere subito dimenticate. Pensava di potere affermare in tutta onest che lei e Alexander erano amici intimi o che, almeno, quello era il sentimento che lui provava per lei. Per Chris continuava a essere e sempre sarebbe stato l'uomo che amava appassionatamente, ossessivamente, infelicemente e nella pi cupa e dolorosa segretezza.
C'erano aspetti della sua vita che, per pudore e decenza, lui continuava a tenerle segreti, per loro due si vedevano con grande frequenza. Alexander aveva due categorie di amici: gli omosessuali e i normali, tutti per sapevano che era gay e lo accettavano fino in fondo. I suoi amici normali, come Agnes e Jean-Paul, continuavano a presentare a Chris un sacco di giovanotti di belle speranze e liberi. I suoi amici gay la trovavano simpatica e stavano bene con lei. Alexander aveva una vasta famiglia di persone che gli rendevano la vita sopportabile, addirittura divertente a volte, e Chris era entrata con pieno diritto a farne parte.
Partecipava a cenette intime nelle quali si trovava a essere l'unica donna in mezzo a sei uomini. In compagnia di Alexander e dei suoi amici andava al suo bar preferito, Le Carrosse, che si trovava sulla Rive Gauche non lontano da dove viveva. A pianterreno c'era una sala nella quale gli uomini potevano ballare fra loro e al piano superiore erano disposti dei tavolini attorno ai quali si riuniva per bere e chiacchierare una folla eterogenea e variopinta: gay, normali, turisti, impiegati, scrittori, travestiti, celebrit di tutti i generi e oscuri avventori. La prima volta in cui Chris ci era andata era rimasta scandalizzata nel vedere due ragazzi amoreggiare sulle scale. Ormai per non faceva pi caso a quelle cose, sebbene una parte di lei ne fosse ancora turbata perch rappresentavano la vita segreta di Alexander.
Finalmente lui si sentiva libero di dimostrarle il suo affetto. La prendeva per mano quando attraversavano la strada e la baciava affettuosamente quando si trovavano e poi si lasciavano. Certe volte, quando Chris diceva qualcosa che lo divertiva particolarmente, arrivava persino ad abbracciarla stretta. Non aveva idea di quanto il suo minimo gesto la eccitasse e lei si guardava bene dal farglielo capire, altrimenti avrebbe smesso di toccarla. Chris continuava ad aspettare che qualcosa le morisse dentro, che arrivasse il momento di rinunciare. Ma il suo corpo continuava a stare all'erta, incurante della sua volont. Lui non fece mai mistero di quale giovinetto fosse il suo amante della settimana o del mese e quel fatto, anzich farle perdere interesse nella cosa, la rendeva violentemente gelosa. Non era difficile capire che cosa ci trovasse Alexander in quei giovani. Erano tutti belli, flessuosi, sensuali e sempre diciannovenni. Chris era certa che alcuni di loro fossero in realt pi vecchi, ma fingessero di avere appena diciannove anni perch quello rappresentava un'attrattiva agli occhi di Alexander. Lei e Alexander avevano trent'anni. Entrambi pensavano di essere vecchi.
Grazie alla buona influenza di Agnes Laurent e del suo lavoro alla boutique, Chris era diventata piuttosto chic. Si era fatta crescere i capelli, portare capelli lisci e lunghi era l'ultima moda fra i giovani, e sapeva mettere insieme con gusto sicuro un'accozzaglia di eleganti stracci stile hippy che faceva voltare tutte le teste ogni volta che entrava in una stanza. Sapeva che ad Alexander piaceva che i suoi amici le facessero dei complimenti. In realt era solo per quello che si dava tanta pena. Non leggeva quasi pi, tranne periodici, e beveva vino rosso. Fumava senza posa costose sigarette americane e una dozzina di sottili cerchietti d'oro le tintinnava al polso. Erano un regalo di Alexander, sei per il suo compleanno e altri sei per Natale. Da quando erano amici per la pelle Alexander si sentiva libero di regalarle chincaglieria, profumi e oggetti personali. Chris sentiva che in un certo senso lo possedeva pi in quel periodo di quanto lo avesse mai posseduto un tempo, eppure avrebbe lasciato tutto per potere andare ancora una volta a letto con lui.
Tutti gli altri avevano qualcuno con cui fare l'amore. Sentiva che la sua esistenza era innaturale. Una volta, in parte per attrazione fisica, in parte per dimostrare ad Alexander che anche lei era un essere umano, se ne era andata a casa con un ragazzo incredibilmente sexy e bisessuale incontrato al Le Carrosse. Quando avevano lasciato il bar insieme, Alexander le era sembrato lievemente preoccupato, ma Chris non era riuscita a capire se fosse per la gelosia o per il timore che la sua conquista l'assassinasse.
Si chiamava David e il suo corpo era come quello del David di Michelangelo, un'opera d'arte di candido marmo. Chris rispose a quell'estraneo con tutto il bisogno d'amore e di elementare contatto fisico che aveva represso per non farlo intuire ad Alexander e dopo si sent talmente depressa che non vide l'ora di andarsene e di lasciarlo. Non aveva nulla da dirgli.
Il giorno seguente Alexander le era sembrato compiaciuto della sua conquista, come l'aveva definita lui. Apparentemente David era una delle prede pi ambite del bar. Se Chris era propriet di Alexander in un certo senso la sua notte con David era una conferma del suo buon gusto in fatto di donne. La volta seguente che Chris e Alexander tornarono al bar, trovarono David seduto sul suo solito sgabello. Quando il giovane le chiese di andare a casa con lui sembr piuttosto deluso e sorpreso del suo rifiuto. Chris non ne cap il motivo dal momento che non si era mai preso la briga di cercarla.
Non hai bisogno di lui sentenzi Alexander con un'espressione soddisfatta.
Lo so.
Non  alla tua altezza. Sono felice che tu non abbia dato all'episodio pi importanza di quella che ha avuto.
Pensavi che lo avrei fatto? Era seccata che lui la credesse cos sciocca.
No, certo che no.
Per gli uomini che conosceva tramite Agnes non provava assolutamente nulla. Sembravano cos lontani! Era contenta che la portassero fuori e che la facessero sentire cos richiesta e contesa, ma fisicamente non l'attraevano affatto. Si augurava che prima o poi accadesse il contrario, ma ogni volta che uno di loro si avvicinava a lei non provava altro che un vuoto assoluto al punto che non poteva neppure lasciarsi baciare. Ormai nessuno baciava e basta. Se un uomo ti portava a cena e dopo cominciava a baciarti, era chiaro che sarebbe stato solo il preludio prima dell'atto sessuale completo. Non si poteva pi neppure invitare un uomo in camera senza che si aspettasse di passare la notte con te. Alcuni dei suoi corteggiatori si trasformavano in amicizie platoniche, ma la maggior parte di loro, dopo la seconda volta o addirittura dopo la prima, rinunciavano e smettevano di cercarla. Quegli uomini interpretavano i suoi segnali con lo stesso infallibile intuito di un uccello nella stagione degli amori.
Spesso Chris e Alexander cenavano insieme, loro due soli. Accadeva quando Alexander rompeva con uno dei suoi ragazzi. Certe volte era lui a sbarazzarsene, altre erano loro a lasciarlo. Era difficile dire se fosse sconvolto oppure indifferente per quegli abbandoni. Chris sapeva che lui detestava essere eccessivamente gay e lasciarsi coinvolgere emotivamente dai suoi amanti; d'altra parte non sopportava neppure di rimanere solo. Stare con lei non contava. Solitudine, per Alexander, significava trovarsi senza uno dei suoi ragazzi che lo aspettavano pazienti nella stanza di Alexander. Chris adorava quelle cenette a due. Mangiavano di gusto e ridevano di tutto. Allora lei desiderava che la loro vita fosse cos, con quella intimit e con la certezza che dopo sarebbero andati a casa insieme, come una qualunque coppia innamorata. Ma ogni volta, sul finire della cena, sentiva la tensione di lui montare e capiva che stava per riaccompagnarla a casa per riprendere le sue battute di caccia notturna. Il giovane efebico che avrebbe raccattato non avrebbe mai conosciuto quell'Alexander rilassato, felice. O si sbagliava? Che cosa vedeva, invece, quando se ne stava da solo con lui nella stanza di Alexander?
A volte, la domenica mattina, quando non lavorava e sapeva che Alexander aveva qualcuno per il week-end, le sue gambe la portavano istintivamente verso casa sua. Non riusciva a frenare i suoi passi pi di quanto non sarebbe riuscita a gettarsi nella Senna. Era soltanto, si diceva, una passeggiatina per sgranchirsi le gambe e schiarirsi le idee. Poi indugiava davanti al palazzo di Alexander, al riparo del cancello che conduceva al cortile interno, e scrutava le finestre con le tende tirate. Dormiva ancora dopo essere stato sveglio tutta la notte? Che cosa avrebbero fatto al risveglio? Come si sentiva Alexander, felice o solo? Quanto a lei, non c'erano dubbi: era infelice.
Dopo quei fine settimana trascorsi stando chiuso in casa con un amante, Alexander non le chiedeva mai come avesse passato il suo tempo. Non le diceva neppure: Hai avuto un buon week-end? Forse temeva che lei gli rivolgesse la medesima domanda. Le raccontava solo dei party, dei film o dei nuovi ristoranti e ogni volta che un locale gli piaceva molto ce la portava. Sebbene fossero vecchi amici, Alexander continuava a pagare anche per lei quando uscivano insieme, come negli anni Cinquanta e all'epoca in cui Chris era la sua ragazza. Chris si chiedeva se fosse perch lei era povera e lui ricco, oppure perch, in un certo senso, continuava a vederla come una donna.
Si rendeva conto che il tempo passava e che presto sarebbe stata sola e senza un marito. Piano piano si sarebbero sposati tutti e a lei non sarebbe rimasto pi nessuno. Capiva che era arrivato il momento di andarsene, di tornare in America, oppure di viaggiare, ma non riusciva a muoversi. Se passavano pi di due giorni senza che avesse visto Alexander o almeno parlato al telefono con lui, piombava nella cupa depressione. Sentiva di andare alla deriva, nell'attesa spasmodica che lui le tendesse la mano e la salvasse. Si rendeva conto di comportarsi come una pazza, di mentire con tutti, perch sapeva anche troppo bene che cosa le avrebbero detto se avessero saputo quello che provava in realt per Alexander.
Di tanto in tanto scriveva ad Annabel e fingeva sempre che tutto andasse a meraviglia. Si vergognava di rivelarle la verit perch, sebbene Annabel avesse una mentalit molto aperta, non era mai stata autolesionista, almeno consapevolmente. Sapeva che Annabel non avrebbe approvato il suo comportamento. Del resto era lei la prima a non approvarlo, ma non aveva scelta.
Poi il padre di Alexander mor e tutto cambi.
Alexander torn a casa per il funerale e si ferm una settimana. Per tutto il tempo che stette via, Chris non fece che pensare a lui e chiedersi che cosa provasse nel trovarsi di nuovo a New York con la sua famiglia, dopo tutti quegli anni. Non le era sembrato eccessivamente sconvolto nell'apprendere la notizia, ma chi poteva sapere che cosa sarebbe accaduto? Non appena rientr a Parigi Alexander le telefon.
Ti va di venire qui da me domani sera? le chiese. Prender qualcosa di freddo e potremo mangiare in casa. Sono sfinito, ma ho tanta voglia di vederti.
Naturalmente.
Si chiedeva se ci sarebbe stato qualcun altro, ma quando arriv si rese conto che erano soli. L'appartamento di Alexander era lustro e pulito e di proposito lui aveva lasciato socchiusa la porta della stanza di Alexander in modo che lei potesse vedere che il letto era rifatto e che non c'erano abiti sparsi in giro e sul pavimento. Alexander le diede il bacio di benvenuto e fu solo con uno sforzo di volont che Chris riusc a non abbracciarlo appassionatamente. Poi, all'improvviso, non riusc pi a sopportare quella finzione e gli gett le braccia al collo. Sentiva il profumo della sua pelle e il battito del suo cuore. Che diavolo, in fondo suo padre era appena morto e lei gli stava solo dimostrando un po' di calore umano!
Anche Alexander la stava stringendo. Poi la lasci andare e la guard. Sono felice di essere tornato disse semplicemente.
 stato terribile?
Moderatamente. Sai, mio padre si era risposato e aveva divorziato anche dalla seconda moglie. Sembra che io abbia un fratellastro semidemente e tutti litigavano per il testamento. Per  stato bello rivedere mia madre e mia sorella.
And in cucina e torn con una bottiglia di vino rosso, due bicchieri, un piatto di formaggio, pane e sottaceti. Mise tutto sul tavolino di cristallo davanti al divano e vers il vino.
Non farti prendere dal panico la rassicur, non c' solo questo per sfamarci.
Non ho molta fame disse Chris. Guard ancora quel bel viso che amava tanto e pens una volta di pi che quei momenti monchi con Alexander erano meglio che niente, meglio che non vederlo mai pi. Gli era mancato cos tanto in quella settimana! Non avrebbe mai potuto lasciarlo, neppure se fosse dovuta morire zitella. Hai visto Max? gli chiese.
Siamo andati a cena insieme. Sta benone. Ti manda un abbraccio affettuoso.
Ha detto nulla di Annabel?
Pare che abbia cominciato a fare del paracadutismo e che suo marito sia piuttosto incazzato. Finir per ammazzarsi!
Oh, no esclam Chris. L'ultima volta che mi ha scritto, la sua pi recente passione era il salto degli ostacoli con i suoi amati cavalli! Generalmente i suoi hobby non durano.
Ho avuto un'offerta di lavoro piuttosto interessante a New York annunci Alexander.
Come?
Se mi va posso andare a lavorare nella banca di mio padre. Lo stipendio sarebbe molto pi alto che qui e inoltre avrei un sacco di cose che mi fanno gola, come potere e prestigio, per esempio. Le fece un sorriso senza gioia. Non posso dire di non essere tentato.
Chris si sent mancare per la paura. Il loro equilibrio, per quanto poco soddisfacente, era talmente precario che qualunque cosa minacciasse di scuoterlo la riempiva di terrore. Ma dovresti trasferirti a New York! sbott.
Vero. Vers altro vino per entrambi. Ho sempre saputo che c'era un limite alla carriera che avrei potuto fare qui. Dopotutto sono straniero. E poi si tratterebbe di lavorare nella banca di mio padre dove tutti credono che io sia qui per fare pratica per ottenere una posizione migliore. Non so, Chris. Qui mi sembra di essere una specie di Peter Pan il cui tempo sia scaduto. Forse, dopotutto, non mi spiace tornare a casa e cominciare una nuova vita.
E io? pens Chris in preda al panico. E io che cosa faccio? Si accese una sigaretta; la mano le tremava.
Noi siamo sempre stati onesti uno con l'altra, Chris prosegu Alexander. Negli ultimi tempi, intendo. Da quando sei venuta a vivere qui. Tu mi conosci e io credo di conoscerti. Ti amo e credo che anche tu mi ami.
Per un attimo Chris pens di non avere capito bene. Aveva parlato in un tono talmente casuale che le sembr di avere sentito parlare di affetto, non di amore.
S, certo gli rispose.
Se dovessi tornare a New York e accettare quel lavoro, intendo lasciarmi alle spalle tutto quanto tranne te. Capisci che cosa voglio dire?
Faceva fatica a respirare. Dimmelo gli disse.
Voglio sposarmi e avere dei figli. E al mondo c' una sola persona con cui potrei farlo e alla quale potrei essere fedele, e sei tu. Voglio essere fedele, parlo sul serio.  il minimo che ti meriti ed  ci che desidero. Nell'ultima settimana ho riflettuto a lungo. Soprattutto tornando qui in aereo. A volte, quando ti sollevi dal suolo, le cose che ti sembravano importanti acquistano uno spessore diverso. Non voglio finire i miei giorni come una vecchia checca.
Non lo sei mai stato osserv Chris.
Voglio essere onesto fino in fondo prosegu lui, almeno a modo mio. Andiamocene a Cannes per un paio di settimane e vediamo se andiamo d'accordo. Entrambi siamo vicini alle vacanze. Adesso fa gi caldo al Sud, ci saranno le fragole di bosco e il vino bianco. Prendiamo una stanza in una pensioncina romantica e stiamo a vedere. Che cosa ne dici? Se funziona, Chris, vuoi sposarmi?
Oh, s esclam Chris. Oh, s. Gli prese la mano e lo fiss in fondo agli occhi, lasciando finalmente che tutto l'amore che provava per lui traboccasse a fiotti. Sorrise, poi distolse lo sguardo perch lui non potesse leggervi tutto il terrore che c'era in agguato dietro tanta gioia. Capiva che la sua richiesta era logica, date le circostanze, ma il solo pensiero di essere in prova era talmente terrificante che non riusciva neppure a pensarci. Sapeva esattamente che cosa intendeva Alexander. Era possibile che fosse felice sessualmente insieme con lei, abbastanza comunque da indurlo ad abbandonare la sua vecchia vita? E che cosa significava abbastanza? Il solo fatto di riuscirci, oppure il desiderio di avere qualcosa di meglio di quanto aveva avuto con i suoi giovani amanti? Il fatto che si amassero avrebbe contato qualcosa? Era quello che intendeva?
Se andremo d'accordo come mi auguro proseguiva intanto Alexander, ce ne torneremo a casa e vivremo insieme felici e contenti.
Sposare Alexander, averlo tutto per s, avere un figlio suo... Doveva funzionare. Lo avrebbe fatto funzionare a tutti i costi. Quando vuoi partire? chiese.
Alexander noleggi una macchina e si diedero il cambio a guidare. La prima sera fecero tappa in una locanda dove presero camere separate. Erano come una coppia ancora vergine che attende trepidante la prima notte di nozze. Sulla strada comperarono formaggio, pat, vino rosso e pane croccante e fecero un picnic. Chiacchierarono del pi e del meno, fecero commenti sul paesaggio e in tutti i modi evitarono di parlare di ci che sarebbe accaduto la prima volta giunti a destinazione, per quanto Chris non riuscisse a pensare ad altro e fosse certa che lui era emozionato almeno quanto lei.
La relazione all'universit era accaduta a due persone diverse. Chris cerc di trovare il coraggio nei ricordi del passato, ma per troppo tempo aveva vissuto solo di quelli e inoltre c'erano altri e troppo crudi ricordi che si frapponevano tra il presente e quei giorni lontani. Temeva che lui avrebbe trovato disgustoso il diaframma. Aveva pensato di procurarsi in fretta e furia la pillola, prima della partenza, ma era terrorizzata all'idea di diventare grassa, gonfia e di avere la nausea, cosa indubbiamente peggiore. Per giunta una volta sposati, se si fossero sposati, avrebbero voluto subito figli, prima che lei fosse troppo vecchia, dunque perch turbare il suo equilibrio ormonale per cos poco tempo? Quanto  pi facile essere uomini, pens con una punta d'invidia.
Arrivarono a Cannes che era pomeriggio inoltrato. Il sole scintillava sul mare azzurro intenso e la strada era fiancheggiata da alte palme. La pensione scelta da Alexander era arretrata rispetto alla strada e nascosta da un muretto giallo. Vi si accedeva percorrendo un sentierino che si arrampicava con strette curve a gomito. Si chiamava Le Clotre ed era stata loro descritta come un angolino isolato e romantico per gente innamorata. La loro stanza aveva le pareti bianche e solida mobilia provenzale, con un gran letto matrimoniale. C'era anche un balconcino che dava su un giardino pieno di alberi di limoni e di cespugli di fiori bianchi e rosa che riempivano l'aria della loro fragranza. Era assolutamente silenzioso, all'infuori del cinguettio degli uccelli.
Bello, non  vero? chiese Alexander.
Delizioso.
Disfecero i bagagli, dividendosi meticolosamente cassetti e attaccapanni. Si rinfrescarono e quindi scesero al bar.
Stasera ceniamo qui, che cosa ne dici? propose Alexander. Sembra che si mangi bene.
Magnifico. Non vedeva l'ora di farla finita. La prima volta sarebbe stata la pi difficile. Dopo averlo desiderato per quei lunghi anni, si sentiva stranamente intimidita. Non voleva commettere errori.
Bevvero del vino, per non troppo. Quel tanto che bastava per sentirsi in vena di festeggiare, ma non da ubriacarsi. Chris tocc appena il cibo, incapace di mandare gi il piccione arrostito all'uva bianca, e l'insalata. Salt completamente il dessert. Bevvero il caff e Chris fum moltissimo. Finalmente la cena termin e con aria noncurante salirono nella stanza che dividevano.
La cameriera aveva gi preparato il letto. Erano accese appena due fioche lampadine e le persiane erano state chiuse. Chris e Alexander si guardarono e lei cominci a tremare. Non  cos che deve essere, pens. Facciamolo domani, invece!
Ti amo le disse Alexander. La circond con le braccia e la baci.
Nell'istante stesso in cui la baci Chris cap che sarebbe andato tutto bene. Le sue mani, il suo corpo, la realt e la fantasia di tutto il suo essere la sommersero con un'ondata di sensazioni: passione, amore, sensualit, desiderio. Si ritrovarono nel grande letto matrimoniale a fare l'amore. Erano nello stesso tempo i giovani amanti dei tempi del college e gli amanti maturi di quella sera, e nella violenza del nuovo desiderio di lei c'era appena una differenza. La pelle che le sue mani accarezzavano avidamente era quella di Alexander, era proprio Alexander l'uomo che la penetrava, il corpo contro il quale si protendeva insaziabilmente trattenendolo con le gambe allacciate perch non le sfuggisse mai pi. Quando lo ud gemere prov per un istante una sensazione di trionfo.
Dopo lui si dimostr felice e affettuoso e si addormentarono abbracciati. Chris si svegli pi tardi, le braccia e le gambe doloranti per il peso e la posizione, ma non os muoversi. Poi pens: questa  la volta buona, da oggi in poi staremo insieme per sempre. Si stacc dal suo peso inerte, si gir su un fianco e sospir con aria sognante. Lo contempl mentre dormiva e solo allora si rese conto che quella era la prima volta che passavano una notte intera insieme. Si sistem contro la schiena di lui, le labbra contro la sua pelle e aspir il lieve profumo del suo corpo, lo ascolt respirare e prov un senso di beatitudine.
Al mattino rifecero l'amore e Chris si sent sicura e felice. Dopo colazione andarono alla spiaggia, mangiarono qualcosa in un caff, tornarono in camera e rifecero l'amore. Chris sapeva che Alexander era felice di come stavano funzionando le cose. Quella sera cenarono nuovamente in albergo e fecero mille progetti sui ristoranti dove mangiare e sui luoghi da visitare. Si sentivano totalmente rilassati, la loro amicizia era cos consacrata, i timori non esistevano pi.
Continuarono a fare l'amore, a volersi bene, a essere felici. Ma un pomeriggio, sulla spiaggia, Chris, che era andata a prendere qualcosa da bere per entrambi, trov al suo ritorno Alexander che conversava con un bel ragazzo che portava uno slip microscopico. Non era nulla, una casuale conversazione fra estranei, ma il cuore le balz in gola. Quel posto era troppo pieno di bei ragazzi, alcuni in cerca di tardone, altri omosessuali. Aveva paura. Vedendola arrivare Alexander le sorrise e volt le spalle al giovanotto con una tale naturalezza che Chris pens di essersi immaginata tutto. Non poteva lasciarsi sempre prendere dal panico quando lui guardava un ragazzo. Eppure una punta di paura continu a tormentarla e ogni volta che nelle loro vicinanze c'era un giovane attraente, del genere di quelli che un tempo erano piaciuti ad Alexander, Chris si sentiva sul chi vive. Non disse mai nulla al riguardo, n lo fece Alexander, ammesso che avesse notato la sua tensione. In fondo, oltre al sesso, per andare d'accordo ci voleva anche la fiducia; non era forse cos?
Si recarono alla Colombe d'Or e pranzarono all'aperto, circondati da candide colombe, con il mare azzurro sotto di loro. Esplorarono le colline e le stradine tortuose che le percorrevano, andarono a Nizza a prendere un aperitivo all'Hotel Negresco e a giocare al casin e, dopo avere vinto cento dollari a black-jack, Alexander la port da Herms dove, in un momento di euforia, comper due enormi foulard di seta identici, uno per ciascuno.
Un pomeriggio, mentre riposavano in camera dopo avere fatto l'amore, Chris si svegli e vide Alexander sul balconcino, con un asciugamano avvolto intorno ai fianchi, che fissava con aria assorta il giardino. O stava guardando le altre stanze che davano sul giardino e pensava a tutto quello a cui stava rinunciando? Si sent sommergere dalla malinconia. Sarebbe mai venuto il tempo in cui si sarebbe sentita davvero sicura di lui?
Alexander?
Si gir. Sei sveglia?
S. Mi stavo chiedendo... sei felice?
Certo che lo sono. E tu no?
Pazza di felicit!
Anch'io.
Chris non vide nessun motivo per non credergli.
Christine Spark e Alexander English si sposarono nella St. James' Church di New York in un pomeriggio dei primi di giugno. Annabel arriv in volo da Atlanta per fare da testimone all'amica. C'era anche Max. Gli altri invitati erano parenti della sposa e amici di famiglia dello sposo. Durante il ricevimento la madre di Chris si ubriac e suo padre riusc a pilotarla fuori della sala prima che facesse una scenata. Cucciolo, la sorellina minore di Alexander che si faceva chiamare Elizabeth, era completamente fatta di erba, ma apparentemente nessuno se ne accorse a eccezione di Max con cui divise uno spinello seduta fuori sul marciapiede. La foto del matrimonio di Chris fu pubblicata sulla colonna mondana del New York Times. Era stata un'idea di Alexander. Dopo le nozze gli sposi passarono un lungo week-end nel Maine e poi tornarono nell'appartamento affittato sulla Quinta Strada. Alexander aveva gi cominciato il nuovo lavoro in banca.

10.

In quel mese di giugno si tenne la decima riunione di classe dei laureati di Radcliffe. Daphne, Annabel, Chris ed Emily non ci andarono. Neppure Richard, Ken, Max e Alexander si recarono alla riunione di Harvard. Erano tutti troppo occupati con la loro vita di tutti i giorni. I quattro anni che, per tanti aspetti, avevano plasmato la loro esistenza sembravano ormai lontani, quasi irrilevanti. Erano tutti occupati nel grave compito di essere adulti, ciascuno a suo modo, inseguendo una brillante carriera, allevando figli oppure cercando semplicemente di non impazzire.
Daphne e Richard si erano trasferiti a Greenwich, nel Connecticut, in una grande casa Tudor circondata da un prato e da giganteschi alberi secolari. Richard faceva il pendolare fino a New York. La Grand Central Station era ad appena trentasei minuti di distanza con il treno espresso, sessanta con il locale. Matthew, il loro primogenito, aveva un anno e Daphne era felicemente in attesa del secondo. Finalmente possedeva tutto ci che aveva sempre desiderato, tranne quattro figli, e anche a quel riguardo era ormai a met strada.
Quando le era arrivato il questionario relativo alla decima riunione di classe, Daphne lo aveva gettato nel cestino della carta straccia. Non aveva tempo per cose del genere! Eppure la fece riflettere sui suoi sentimenti in quel momento della sua esistenza. Gli anni Sessanta avevano rappresentato indubbiamente un punto di rottura con il passato. Immaginava che anche le sue compagne di classe la pensassero allo stesso modo. Ormai nelle universit di tutto il Paese gli studenti protestavano contro la guerra, persino contro il programma di studi che veniva loro imposto. Chi se lo sarebbe sognato, ai suoi tempi, un comportamento simile da parte degli studenti? La divertiva il pensiero delle ragazze di Briggs Hall che si ribellavano contro il coprifuoco, le punizioni, oppure il compito di lavare i piatti. E poi l'affermazione che gli studi erano inutili per prepararti alla vita: santo cielo, chi mai aveva pensato a cose del genere ai suoi tempi? Allora si credeva ciecamente a ci che ti veniva detto. Lo scandalo della droga ad Harvard era stato la cosa pi incredibile. Due professori avevano dato l'LSD ai loro studenti ed erano arrivati a prenderlo insieme con loro! I ragazzi si drogavano dappertutto. Daphne era contenta di essersene andata con Richard dalla citt. C'era qualcosa di provinciale, di vecchio stile e di sicuro in Greenwich. Quanto alla vita sessuale, Daphne si divertiva al pensiero che lei e Richard avessero precorso i tempi decidendo di andare a vivere insieme prima di essere sposati. Ormai, a dieci brevi anni di distanza, gli studenti universitari andavano a letto con tutti, da quello che aveva sentito raccontare. Non lo facevano perch erano innamorati, ma semplicemente per divertimento! La pillola aveva mutato radicalmente i costumi! Era difficile comprendere come il fatto di avere eliminato la paura di restare incinta avesse anche eliminato quella di essere considerata poco seria; eppure qualcosa aveva reso coraggiosa quella nuova generazione di studenti, qualcosa che non aveva nulla a che vedere con i metodi con i quali erano stati educati.
Daphne e Richard avevano una donna che si recava a fare le pulizie tre volte la settimana perch la casa era grande, ma Daphne si occupava personalmente di Matthew. Le piaceva giocare con lui e stare in sua compagnia. Era il bambino pi bello che avesse mai visto. La gente lo scambiava in continuazione per una femmina: infatti aveva ereditato da lei i lineamenti delicati, gli occhi azzurro fiordaliso e le ciglia lunghe. Per giunta ormai tutti i bambini portavano i capelli lunghi, persino a Greenwich. Daphne non si risentiva quando la gente la fermava nei supermercati per farle i complimenti per quella deliziosa bambina. Ormai era difficile vedere la differenza fra maschi e femmine a qualunque et, perch si vestivano tutti allo stesso modo: i ragazzi con i capelli lunghi e le ragazze con il viso acqua e sapone. Si era arrivati al punto che l'unico modo per capire se si trattava di una ragazza o di un ragazzo era vedere se portava gli orecchini e quello solo a Greenwich. Al Village anche gli uomini avevano cominciato a metterseli.
Naturalmente aveva temuto che Matthew potesse ereditare la sua epilessia, ma era ancora troppo presto per saperlo. Aveva fatto giurare al dottor Gibbs, il suo ginecologo, di non rivelare a Richard il suo segreto. Non aveva mai trovato il coraggio di confessarglielo, neppure in quei momenti in cui aveva disperatamente bisogno di rassicurazione. Se Matthew oppure il piccolo che stava per nascere ne fossero stati affetti, Daphne sapeva che sarebbe stata colpa sua. Ma avrebbe continuato ad aspettare, sperare e pregare.
Il dottor Michaelson le aveva detto che capitava di frequente che le puerpere avessero una crisi a poche ore dal parto e Daphne era stata molto preoccupata. Quando Matthew era venuto alla luce il dottor Gibbs le aveva messo accanto un'infermiera privata che non l'aveva abbandonata un solo istante dopo che era stata riportata in camera sua. Poi Daphne si era sbarazzata di Richard pi presto che poteva con la scusa di essere molto stanca. Pi tardi pens che forse aveva perso conoscenza per pochi istanti, ma non ne era sicura. D'altra parte era gi intontita per il parto. Per non era stata una crisi di convulsioni, ormai era a posto. Figuriamoci, delle vere convulsioni! Che cosa avrebbe detto a Richard?
Per un po' il dottor Michaelson le fece riprendere la cura. Ancora una volta Daphne accondiscese. Ma ormai, stranamente, la cura la faceva sentire sicura: le avrebbe impedito di avere un attacco e quella era l'unica cosa che contava. Doveva prendersi cura di un neonato e non aveva nessuna intenzione di farlo cadere per terra.
Non prov la minima nostalgia della galleria d'arte. Aveva qualcosa di molto pi importante da fare che vendere quadri a ricchi idioti che non capivano un accidente; aveva da plasmare una vita umana. Adorava l'avvicendarsi delle stagioni in campagna, scandito dal mutare del giardinetto giapponese, con i suoi fiori selvatici piantati ad arte per sembrare naturali. Usava il suo talento artistico per curare il giardino e l'estate riempiva la casa di minuscoli mazzolini di fiori disposti in insolite combinazioni.
Lei e Richard si erano iscritti a un club nautico ad appena dieci minuti di automobile da casa loro. Entrambi adoravano lo sci d'acqua. Con l'avanzare della bella stagione Daphne e altre giovani madri si trovavano spesso sulla spiaggia a scambiarsi racconti e confidenze sulle prodezze dei loro splendidi, intelligenti rampolli che intanto giocavano sulla sabbia. In inverno aveva un milione di cose che la tenevano occupata. Le piaceva leggere. Durante i week-end ricevevano clienti di Richard o amici comuni e spesso erano invitati a party e a cene in casa dei vicini. In quelle occasioni Richard amava ancora fare sfoggio delle sue eccezionali abilit culinarie. Qualche volta prendevano una baby-sitter e andavano in citt per vedere l'ultimo show, oppure per cenare in un nuovo ristorante. Cercavano anche di vedere tutti quei film stranieri che non arrivavano fino ai cinema locali.
Pi Daphne stava con Richard e pi lo amava. Ben poche coppie erano ancora romantiche e innamorate come loro. Parecchie persone di loro conoscenza stavano gi cominciando ad avere problemi seri, ma poich i figli erano ancora piccoli preferivano sopportare qualunque cosa pur di non dividersi. Diversi mariti tradivano le mogli. Ma il colpo peggiore Daphne lo aveva avuto scoprendo che alcune mogli facevano altrettanto. Affermavano che tradire il marito era l'unico modo per salvare il loro matrimonio. E chi era lei per giudicarle? Non conosceva tutti i loro segreti e quelle donne non conoscevano i suoi. Daphne continuava a essere schiacciata dal peso dell'immagine di donna perfetta che gli altri ravvisavano in lei e, troppo insicura per distruggere le loro illusioni, si sforzava disperatamente di essere all'altezza del suo ruolo. Quando si pensa di essere inferiori agli altri diventa indispensabile dimostrarsi migliori per compensare le proprie carenze. I loro amici e i colleghi di lavoro di Richard pensavano che lei avesse una casa magnifica, una vita assolutamente ordinata, un atteggiamento sempre sereno e cordiale e un'intelligenza vivace; inoltre non potevano fare a meno di ammirare incondizionatamente la sua bellezza e la sua eleganza.
Daphne non sapeva per quanto tempo ancora sarebbe durata la sua popolarit. Non appena Matthew fosse diventato pi grandino le sue amiche le avrebbero chiesto di dare il suo contributo al servizio volontario per scarrozzare in giro i piccoli. Daphne aveva sempre avuto il terrore di guidare quando aveva bambini a bordo e per motivi perfettamente comprensibili. Un conto era guidare rischiando solo la propria pelle, ma non si sarebbe mai presa la responsabilit di portare in giro i bambini di altri. Era troppo rischioso! Le crisi potevano coglierla in qualunque momento. Avrebbe detto di essere troppo occupata, avrebbe inventato qualche ingegnosa bugia. Ma sapeva bene che le altre signore del gruppo avrebbero pensato che era pigra ed egoista. Chiss, forse avrebbero smesso di esserle amiche. Ebbene, tanto peggio se fosse stato cos. Nella vita c'erano cose pi terribili di quella.
A volte si guardava dal punto di vista sereno e maturo di una donna sposata e appagata, di una madre felice, e si diceva che era ora di smettere quella incredibile finzione e di dire a Richard tutta la verit, ma non ci riusciva. La sua era una malattia cos terribile! Richard non avrebbe capito. Era convinto che fosse perfetta, la sua Ragazza d'Oro ed era per quello che si era innamorato di lei, che l'aveva sposata. Era cos fiero di lei. Voleva che fosse perfetta.
E anche Daphne.

11.

Annabel e Rusty non litigavano mai nel vero senso della parola. Tra loro volavano, invece, quelle che lei definiva parole forti. Come quella sera, per esempio. Era una splendida sera di giugno, un po' fresca, con una grossa luna piena che brillava sopra le cime degli alberi e le stelle che punteggiavano il cielo. Era il decimo anniversario della laurea a Radcliffe, quando aveva pensato di avere tutto il mondo ai suoi piedi. Da un pezzo non pensava pi a Bill Wood. Ma quella sera ci pens, a lui e alla vita diversa che avrebbe condotto se lo avesse sposato al posto di Rusty. Ma non aveva senso rifletterci troppo, perch non era stata lei a scegliere. Eppure non poteva evitare di sentirsi triste.
Va' da solo al club, tesoro disse a Rusty, non mi sento di uscire, stasera.
Non stai bene?
No, sto benone.
Allora devi venire. Stasera c' il party a sorpresa per il compleanno di Cooper.
Cooper  un idiota.
Perch denigri sempre i tuoi amici, Annabel?
Non sono i miei amici.
Rusty si vers un'altra dose di bourbon. Era gi sbronzo, come al solito. Quando era ubriaco fradicio si muoveva in modo lento e preciso, come un equilibrista che cammina sulla fune, e, per quanto grosso, riusciva sempre a evitare il disastro con la infallibile fluidit dei suoi movimenti. Un uomo pi piccolo e leggero sarebbe sembrato solo effemminato. Che cosa hai intenzione di fare qui tutta sola? le chiese. Sbronzarti, forse?
Meglio sola che male accompagnata.
Se continui a bere da sola diventerai alcolizzata, lo sai.
Non vedo la differenza rispetto a quelli come te che bevono al bar o al club.
Stai forse cercando di dirmi che bevo troppo? chiese lui offeso.
Niente  mai troppo per te, tesoro replic Annabel in tono agrodolce.
Rusty sembrava irritato. Sai, Annabel, ogni volta che torni dalle tue visite a quelle checche che frequenti a New York, ti comporti come una strega.
In quel momento lei rimpianse di avergli detto di Max. Lo aveva fatto solo perch Rusty aveva cominciato a diventare testardamente geloso di quei suoi viaggi a New York tutta sola, ma si rese conto che era un ripiego da quattro soldi. Quanto sarebbe stato pi dignitoso se Rusty si fosse fidato di lei, sapendo che nessun uomo avrebbe rappresentato un reale pericolo a meno che non fosse lei a volerlo. Ma Rusty non aveva mai avuto classe.
Se davvero ho cos poca personalit da dovere imitare gli altri replic Annabel con gelida cortesia, allora  meglio che stia alla larga dai tuoi amici.
Ci vediamo dopo disse Rusty e usc. Annabel lo sent partire con uno stridio di pneumatici sull'asfalto.
Finalmente libera! esclam Annabel alzando la coppa di champagne. Finalmente libera, Signore onnipotente, finalmente libera! Perch nessuno le aveva mai detto che per quanto terribile fosse la solitudine era comunque preferibile al vivere con qualcuno che si detesta? Possibile che nessuno di loro se ne rendesse conto?
Lasci accese tutte le luci del piano di sotto perch Rusty non si rompesse l'osso del collo rientrando a casa ubriaco e al buio, e si port di sopra lo champagne nel secchiello del ghiaccio, facendolo dondolare per il manico. Si ferm un attimo in camera di Emma, lasciando lo champagne in corridoio, per contemplare un istante la piccola addormentata. Emma aveva sette anni, ormai, ed era diventata la pi bella e dolce bambina del mondo. Annabel le voleva cos bene! Avere Emma dava un senso a tutto il resto. Annabel si chin a baciare delicatamente la figlia in modo da non svegliarla, meravigliandosi una volta di pi della morbidezza della sua pelle. Doveva essere terrificante avere appena sette anni ed essere cos piccole e fragili. Il vecchio orsacchiotto spelacchiato di Emma dormiva accanto a lei sul cuscino, gli occhietti neri e lucidi spalancati nel sonno a vegliare su fantasmi infantili. In punta di piedi Annabel and in camera sua, senza dimenticare lo champagne. Tu hai il tuo orsetto portafortuna e io ho il mio succo vitale, pens.
Infil la camicia da notte e la vestaglia e si sistem sulla sedia bianca che aveva comperato durante il suo periodo Syrie Maugham, poi accese la radio e la sintonizz su una stazione che trasmetteva musica per tutta la notte. I Beatles cantavano Eleanor Rigby, la canzone della ragazza che raccoglie il riso nella chiesa dove c' stato un matrimonio e vive in un sogno. Aspetta alla finestra mostrando il viso che tiene in un barattolo accanto alla porta.
Ad Annabel piacevano i Beatles. Avevano un'innocenza diversa da quella delle canzoni di Nol Coward che le piacevano ai tempi dell'universit, ma nella maggior parte dei loro pezzi c'era qualcosa che sembrava parlarle al cuore. Una vera fortuna che fossero arrivati. Era da un pezzo che Annabel non sentiva pi la musica fare parte della sua vita. Faceva parte delle sue sbronze solitarie. Ma non era possibile leggere quando si era ubriachi e la televisione era troppo stupida. Accese una sigaretta e sorseggi lo champagne. Era cos buono. Era felice che l'avessero inventato.
Piano piano sent che scivolava nella prima fase delle sue bevute serali: l'euforia. Si sarebbe dovuta comperare un piccolo impianto stereo da tenere in camera da letto con tutti i dischi dei Beatles. Gi ne avevano qualcuno gi nel soggiorno, ma generalmente serviva solo come sfondo musicale per quando ricevevano ospiti. Quello sarebbe stato esclusivamente suo e poi doveva prendersi anche un mini frigorifero, uguale a quelli che gli uomini hanno in ufficio, da mettere nel guardaroba per tenerci lo champagne, il ghiaccio e magari un po' di formaggio. Cos, dopo che Emma era andata a letto, non sarebbe pi dovuta scendere di sotto.
Sweet William emerse da chiss quale nascondiglio e balz in grembo ad Annabel. Era sempre un colpo quando quel gatto di dieci chili le saltava addosso. Era cos pesante. Con gesti assorti gli accarezz la morbida, folta pelliccia. Nel frigorifero personale avrebbe tenuto anche qualcosa per Sweet William.
Il guaio era che dopo un po' scivolava irrimediabilmente nella fase numero due: rabbia e depressione. La bottiglia era vuota e dovette scendere per gettarla via e prenderne un'altra. Non aveva cenato, ma non aveva fame. Con passi felpati Sweet William la segu in cucina e miagol reclamando la sua cena. Annabel gliela mise nella scodella e apr lo champagne. Si chiese che cosa stesse facendo Max a New York e anche Chris e Alexander! Strana la vita. Alexander che si metteva sulla buona strada per Chris, oppure era stato solo perch Chris si trovava al posto giusto al momento giusto? Annabel non riusciva a capire fino in fondo come fossero andate le cose, ma Chris sembrava cos felice. Era una fortuna riaverla a casa in America. Che ironia che finalmente Chris dovesse avere una vita sessuale piena e soddisfacente mentre lei, Annabel, legittima consorte del supermaschio Rusty Buchanan, non andava a letto con suo marito da pi di due anni tranne che per dormire. Ormai fra loro non c'era pi la minima attrazione.
Annabel torn in camera da letto con lo champagne. Si accese una sigaretta e si vers una magnifica coppa di spumeggiante tranquillit. Quando era giovane aveva sempre pensato che la gente sposata facesse di continuo l'amore. Era la regola e tutti la conoscevano. Andava bene evitarlo se si era vecchi, ma a trent'anni, indubbiamente... Eppure sembrava che a Rusty non importasse pi e in fondo lei ne era sollevata. Nell'ultimo anno aveva mostrato talmente poco interesse al riguardo che non si sarebbe sorpresa che quello gli avesse dato il colpo di grazia. D'altra parte beveva talmente che non c'era da meravigliarsi se fosse diventato impotente. Annabel si chiese se avesse un'altra. Sarebbe venuta a saperlo? In genere la moglie  sempre l'ultima a essere informata di certe cose, per idioti come Cooper o come Dickie, che ancora le correvano dietro, non si sarebbero fatti pregare due volte per dirglielo. Oppure gli uomini erano sempre solidali fra loro anche se cercavano di scoparsi vicendevolmente le mogli? Non le importava che Rusty avesse un'altra. Oppure no. Non le importava quello che faceva finch continuava a lasciarla in pace.
Stava sprecando la sua vita. La fase depressiva era ormai al culmine. Una parte di lei le diceva che era colpa dello champagne, ma un'altra, pi onesta, le gridava che quella sensazione era sempre stata l, in attesa di esplodere. Quando si  scontenti di s e della propria vita, in un modo o nell'altro deve pure venire fuori. Andare a cavallo non le serviva pi a sollevarsi il morale, sebbene continuasse a cavalcare ogni giorno dopo avere accompagnato Emma a scuola. Si era stancata di tutti i suoi hobby e aveva la sensazione che la sua cultura fosse andata sprecata. Non c'era bisogno di una laurea per allevare e amare una bambina di sette anni. Quanto ai gusti di Rusty, le cosiddette buone maniere dei tempi del college erano a dire poco una presa in giro. Nessuno le prendeva pi sul serio, del resto. All'universit aveva scritto dei versi, ma si rendeva perfettamente conto di non essere una scrittrice pi di quanto Chris, che pure aveva fatto tutte quelle gustose caricature, non fosse una pittrice. Se quel po' di conoscenza era uno strumento tanto pericoloso, che cos'era, dunque, la vera conoscenza? Annabel stava cominciando a pensare che fosse una cosa da cui guardarsi a tutti i costi.
Improvvisamente Sweet William fece un balzo e and a cacciarsi sotto il letto. Solo allora, con incredulit mista a orrore, Annabel si rese conto che la stanza era invasa dal fumo. L'incendio sembr divampare nel giro di un attimo, feroce e crepitante: lunghe lingue di fuoco lambivano le tende ed enormi volute di fumo acre e di uno strano colore piombo la presero alla gola, soffocandola. Balz in piedi e si guard in giro, confusa e ubriaca. Non poteva essere vero! Poi cacci un urlo e corse in camera di Emma.
Svegliati, svegliati tesoro! Tir fuori la bambina dal letto, afferr la sua vestaglietta e l'orsacchiotto di peluche, e rapidamente la sospinse verso le scale. Corri fuori sul prato, presto. Corri, Emma! La casa  in fiamme.
E tu dove vai, mammina?
A prendere Sweet William. Su, corri!
Annabel vide le fiamme lambire minacciose la moquette, in direzione della finestra. Tossendo, gli occhi pieni di lacrime e il naso che le colava, strisci sotto il letto e afferr Sweet William per la coda, tirando a pi non posso. Sentiva la bestiola tremare di paura, le zampe artigliate sul tappeto, ma fu pi forte di lui. La graffi quando, infine, lo ebbe fra le braccia, ma Annabel a malapena se ne accorse per il sollievo di averlo messo al sicuro. Poi corse gi per le scale e raggiunse Emma sul prato.
La sagoma della casa si stagliava contro il cielo azzurro cupo, con la camera da letto avvolta dalle alte lingue di fuoco arancio e giallo e il resto fiocamente illuminato dalla luce elettrica che aveva lasciato accesa, con le tende di seta discretamente tirate. Annabel lasci cadere Sweet William che, dopo essersi acquattato per un istante sull'erba, schizz via verso una siepe.
Siamo al sicuro, adesso esclam Annabel stringendo Emma fra le braccia e accarezzandole i capelli.
Hai chiamato i pompieri, mamma?
Non ci ho pensato.
Cos andr a fuoco tutta la casa.
Pi che altro avevo paura del fumo. Non temere, qualcuno vedr l'incendio e penser a chiamarli.
Potremmo andare dai vicini e usare il loro telefono sugger Emma, ormai completamente sveglia e piena di logica di fronte al primo disastro della sua vita.
Annabel la strinse pi forte a s. Sapeva di essere troppo ubriaca per farsi vedere da chiunque, sebbene il trauma dell'incendio le avesse in parte schiarito le idee. Che figura ci avrebbe fatto se fosse capitata dai Clarksons ubriaca fradicia, con la piccola tremante e a piedi nudi... la madre snaturata che per sbadataggine ha dato fuoco alla casa?
Rest a guardare le fiamme bruciare il piano superiore di casa sua, strisciando di stanza in stanza come una bestia infida e feroce. La camera da letto sembrava una conchiglia vuota, sinistramente illuminata dall'interno. Una carcassa sfrigolante. Annabel non provava nulla. Quella non era casa sua. Era solo un luogo nel quale, chiss come, riusciva un giorno dopo l'altro a tirare sera. Era costosa, per era anche assicurata. Rusty sarebbe stato furente. Magari i pompieri sarebbero arrivati in tempo a salvare ancora qualcosa.
In quel momento sentirono le sirene. Emma cominci a saltare su e gi dalla contentezza. Qualcuno li ha chiamati, proprio come dicevi tu, mammina!
A giudicare dal frastuono delle sirene doveva avere chiamato l'intero quartiere. C'erano due enormi autopompe, un'ambulanza e un'infinit di uomini che si davano da fare a srotolare un pesante tubo di gomma. Le uniformi dei pompieri li facevano somigliare a dei goffi Sherlock Holmes, pens Annabel. Uno di loro si ferm davanti a lei.
C' qualcuno l dentro? chiese.
Annabel lo fiss. Era cos giovane, con un viso sottile e attraente dagli zigomi alti e folti riccioli scuri che gli uscivano dal cappello. Non aveva mai pensato che i pompieri potessero essere cos giovani.
No.
Lui la fiss per un istante, poi le volt le spalle e scomparve in mezzo agli altri uomini impegnati a domare l'incendio.
Quando, infine, il loro lavoro ebbe termine tutto il piano terra e parte del piano superiore erano in salvo. La camera da letto principale e il guardaroba erano andati completamente distrutti. Un altro ragazzo in divisa da infermiere le mise qualcosa che bruciava come l'inferno sui graffi del gatto.
Proprio una bella casa, ben costruita le disse uno dei pompieri.  stata fortunata.
Grazie per averla salvata rispose Annabel.
Quando le autopompe se ne furono andate tutto sembr troppo silenzioso attorno a lei. Grilli e ranocchi stridevano. Sweet William emerse dal suo nascondiglio sotto la siepe. Sembrava pentito di averla graffiata.
Quella sera dormirono in soggiorno. Un odore acre di fumo stagnava nell'aria e al piano superiore quanto era stato risparmiato dalle fiamme era stato devastato dall'acqua degli idranti. Rusty era andato su tutte le furie perch il suo intero guardaroba era stato completamente distrutto e il giorno seguente avrebbe dovuto acquistarne uno nuovo e sprecare chiss quanto tempo all'assicurazione. Si comportava, pens Annabel con disgusto, come se avesse qualcosa di meglio da fare. Rusty fingeva di lavorare e lei stava al gioco. In verit andava in ufficio soltanto per fare qualche telefonata. Era fortunato a essere tanto ricco!
Per quel che la riguardava, le restavano solo la camicia da notte e la vestaglia che aveva addosso, oltre agli abiti da cavallerizza che teneva nell'armadio al piano terra perch Rusty si lamentava che puzzavano. Emma era la pi fortunata. Nel locale lavanderia del seminterrato c'erano jeans e camiciole lavati e stirati, in attesa di essere riposti nel suo armadio. Il giorno seguente and a scuola tutta eccitata per la storia che avrebbe raccontato ai suoi amichetti. Annabel la accompagn e torn subito a casa. Si sentiva stanca e depressa. Si chiedeva se fosse stata una delle sue sigarette a provocare l'incendio, oppure se fosse dipeso da un corto circuito nell'impianto elettrico. Non voleva sentirsi in colpa. Chiunque poteva avere un incidente. Ma lei era ubriaca fradicia e quella s che era una colpa, anche se il fuoco non lo era. E se fosse stata addormentata o stordita dall'alcol nel momento in cui era divampato l'incendio? Sarebbero potute morire entrambe!
Riscald il caff gi pronto e lo mand gi insieme con due aspirine. Non voleva neppure pensare a che cosa stesse succedendo nel suo stomaco con il trattamento che gli aveva riservato negli ultimi tempi. Devo proprio odiarmi, pens, per trattarmi a questo modo.
In quel momento squill il campanello dell'ingresso. And alla porta e sbirci nello spioncino. Davanti agli occhi si trov un giovane dai lunghi riccioli scuri e con il volto attraente che indossava una camicia scozzese rossa e un paio di jeans. Annabel socchiuse la porta senza togliere la catena. Se avesse cercato di venderle qualcosa, gliel'avrebbe sbattuta sul naso.
Salve disse lui timidamente. Sono passato a vedere se stava bene.
E lei chi ?
Sono Paul Dumont. Uno dei pompieri di ieri notte. Gi, immagino che non si ricorder di me.
Mi pare di no rispose Annabel, poi improvvisamente scoppi a ridere. S che lo ricordava, dopo avergli messo mentalmente divisa e cappello. Era il ragazzo che le aveva chiesto se ci fosse qualcun altro in casa e poi l'aveva fissata. Tolse la catena e apr la porta. Si accomodi.
Lui entr e si guard in giro. Ha una casa davvero carina osserv. Mi dispiace che abbiamo dovuto rovinargliela.
L'avete salvata ribatt Annabel. E questa  la cosa pi importante.
S. La stava fissando, come incantato, poi le fece un sorriso timido. Sta bene?
S, sto bene.
Ero piuttosto preoccupato per lei. Oggi  il mio giorno libero, cos ho pensato di fare un salto per vedere se tutto andava bene.
Molto gentile replic Annabel. Non sapevo che i pompieri facessero anche visite di conforto a domicilio.
In genere no disse lui. Era diventato paonazzo. Annabel non riusciva a crederci. Quel ragazzino dall'aspetto adorabile si era preso una cotta per lei!
Gradisce un caff? gli chiese. Gli fece strada in cucina. Stavo proprio per farmene uno.
Sedettero al tavolo della cucina mentre il caff bolliva. Fumarono entrambi. La bambina  okay? le chiese.
Oh, sta benone.  molto robusta. Annabel lo guard negli occhi. Erano verdi con folte ciglia scure. Mi dica, Paul... come crede che sia scoppiato l'incendio?
Oh, potrebbe essere stata qualunque cosa!
Questa sigaretta, magari?
Il viso di lui assunse un'espressione imbarazzata ma eloquente. Era pi indifeso e innocente di un bambino. Non intendeva offenderla, ma nello stesso tempo voleva metterla in guardia.  pericoloso fumare quando si ... come dire... un po'... Non termin la frase.
Un po' brilli? lo interruppe Annabel in tono pratico. Lo so.
Ieri sera prosegu lui a bassa voce, ho pensato che era la donna pi bella e pi tragica che avessi mai visto. Dovevo assolutamente tornare. Credo di essermi innamorato di lei.
Di me?
Non ho mai fatto una cosa simile prima d'ora disse lui.
Gli sorrise. Se l'avesse fatto, credo che lo avrei saputo.
Potrei passare dei guai per questo le spieg. I colleghi mi prenderebbero in giro. Penserebbero che sono un idiota. Non dobbiamo lasciarci coinvolgere emotivamente, nel nostro mestiere.
Annabel vers il caff appena fatto nelle tazze. Latte e zucchero?
Grazie.
Come si sta alla caserma dei pompieri?
Lui mescol il caff. Come nelle baracche dell'esercito. Si comportano tutti come dei duri, soprattutto i pi anziani.
Lei  molto giovane osserv Annabel.
Ho ventitr anni.
Sembra pi giovane.
Lo so.
 sposato?
S.
E sua moglie com'?
Passa tutto il tempo con sua madre rispose lui. Dalla sua espressione si capiva che era perplesso e deluso. Annabel cerc di non ridergli in faccia. Povero ragazzo! Se la immaginava bene la sua giovane mogliettina, con i capelli avvolti nei bigodini rosa, sposata in fretta e furia, perch che cos'altro pu fare una ragazza?
Avete figli?
No.
Oh, avete un sacco di tempo per queste cose.
S.
Perch mi comporto come se fossi sua madre? pens. In fondo non sono poi cos vecchia. Non dovrebbe essere lui il solo a preoccuparsi di coprirsi di ridicolo. Eccomi qui, nella mia cucina, a fare il caff a un ragazzo che sostiene di essersi innamorato di me. Vallo a spiegare ai vicini! Ci nonostante Annabel si sorprese a sorridere, a stuzzicarlo, come la vecchia Annabel di tanti anni prima che credeva fosse scomparsa per sempre.
Sembra davvero felice adesso osserv lui. Vorrei che fosse sempre cos e non come l'ho vista ieri sera.
Ma se hai appena detto che ti sei innamorato di me per come ero ieri sera lo canzon, passando al tu.
 vero, ma adesso  ancora pi bella.
Grazie, Paul.
Lei non va d'accordo con suo marito disse lui.
Che cosa te lo fa pensare?
Ieri sera avete litigato e lui  uscito lasciandola sola in casa. Cos lei si  ubriacata.
Che cosa ti fa pensare che invece non sia morto?
Morto? Sembrava confuso. Oh, mi scusi!
Sta benone, invece gli disse Annabel. Aveva voglia di toccare i capelli lunghi e puliti di quel ragazzo, di accarezzarlo come un bambolotto. Era talmente dolce da farle male al cuore. Dolce, sciocco e giovane. A diciotto anni si sarebbe innamorata di lui a prima vista e ci avrebbe flirtato fin dal loro primo appuntamento, ma a diciotto anni non si sarebbero incontrati mai perch lui era in quinta elementare.
Suppongo di avere sperato che voi due non andaste d'accordo disse candidamente. Ieri sera mi sono fatto tutta un'idea fantastica su di lei. Romantica, per.
Raccontamela lo preg lei.
Ho paura che rider di me.
Se mi conoscessi meglio sapresti che non riderei.
Non so come parlarle disse. Mi fa un po' paura.
Perch?
Sa, ieri sera sembrava un fantasma sotto la luna, cos smarrita, e in quel momento ho pensato: vorrei poterla portare ovunque desideri andare e lo farei se potessi. Immagino che le sembri pazzo.
Annabel guard il suo giovane corpo vigoroso e slanciato, gli occhi di smeraldo e la bocca sensuale, un po' infantile, e si disse:  a letto che vorrei che tu mi portassi! Quel pensiero si affacci alla sua mente cos all'improvviso che la fece trasalire. Lui la fissava. Forse aveva capito che cosa le stava passando per la testa. Sembrava sorpreso e felice. Ebbene, pens Annabel,  un pensiero normale. Sono un essere umano, dopotutto, lui  adorabile e sono due anni che io... Anche di pi se penso a quanto sono state orribili le ultime volte.
Si alz e dolcemente gli prese la mano. Tienimi stretta per un minuto soltanto gli disse a bassa voce.
Lui balz in piedi, la circond con le braccia e appoggi la guancia contro i suoi capelli. Si capiva che era eccitato, ma non cerc di afferrarla n di stritolarla come facevano i ragazzi ai suoi tempi; fu molto tenero, le sfior i capelli con piccoli baci esitanti, poi la fronte, la guancia e infine la bocca. Annabel gli cinse il collo con le braccia e lo strinse forte a s. Si rendeva conto che se lo avesse voluto avrebbe ancora potuto fermarlo, che lui avrebbe accettato qualunque scusa lei avesse cercato di propinargli.
Sei cos bella bisbigli il ragazzo.
Lei lo condusse in soggiorno e sedette sul divano. Lui si accomod accanto a lei e per un po' continu a baciarla, poi Annabel sent che le dita di lui trafficavano con i bottoni della sua camicetta.
Aspetta gli disse. Lui si ferm e la guard con aria interrogativa. Annabel gli sorrise, traboccante di tenerezza, di eccitazione e di giubilo. Prima dovrei cercare di togliermi questi maledetti stivali da cavallerizza gli spieg.
In un lampo lui fu a terra e cominci a sfilarle gli stivali mentre lei si avvolgeva attorno alle dita le ciocche scure e morbide dei suoi capelli, come aveva desiderato fare fin dal primo momento. Si sentiva di nuovo giovane, senza fiato per ci che l'aspettava. Poi si lasci scivolare accanto a lui sul tappeto e si spogliarono a vicenda, si baciarono e fecero l'amore.
Dopo giacquero avvinghiati, con la testa appoggiata l'una sulla spalla dell'altro e le gambe allacciate. Annabel era convinta di non avere mai visto un ragazzo cos bello. Accarezz la sua pelle morbida e setosa, seguendo la curva dei muscoli guizzanti.
 proprio qui che volevo andare gli confess.
Anch'io.
Si tir a sedere e cominci a rivestirsi. Chi poteva sapere se l'addetto dell'assicurazione o persino Rusty non decidessero di fare un salto proprio quella mattina? Doveva essere stata pazza. Anche Paul si rivest.
Posso tornare la settimana prossima, durante il mio giorno libero? le chiese.
Oh, non saprei... Non aveva neppure pensato di potere andare a letto con lui e stavano gi organizzando una relazione.
Potrei telefonarti prima soggiunse lui. Dimmi solo quando.
Al mattino, direi. Non troppo presto. Che cosa diavolo sto facendo? si chiedeva intanto. Guard l'orologio. Forse  meglio che tu vada, ora gli disse. Mio marito doveva comperarsi dei vestiti nuovi e probabilmente passer a...
Ti amo la interruppe Paul, ti amo davvero.
Il cuore di Annabel fece una capriola. Questa  una follia, pens,  stata solo una scopata facile. Oh, Paul, sei cos caro, cos dolce.
Lui la baci prima di andarsene. Ci vediamo la settimana prossima. Poi scomparve.
Annabel and alla finestra e lo vide montare in una scassata automobile bianca, parcheggiata proprio davanti a casa sua. Se fosse tornato avrebbe dovuto cercarsi un luogo un po' meno esposto dove parcheggiare la macchina. Se fosse tornato. Come poteva permettergli di fare una cosa simile? Per tutti quegli anni era stata cos fiera di s e della sua superiorit rispetto alle altre mogli che avevano l'amante. Per quanto disastroso fosse il suo matrimonio lei era riuscita a restare al di sopra di quelle sordide faccende. Invece, ecco, era diventata esattamente come loro. Davanti agli occhi le pass la sua vita futura, come sarebbe potuta diventare: qualche mese con Paul il pompiere e poi che cosa? Un istruttore di golf del club, oppure un maestro di tennis, o magari uno degli insegnanti di Emma, o il garzone del lattaio finch, Dio non lo volesse, sarebbe arrivato il turno di Dickie o di Cooper. Rabbrivid. Qualcuno avrebbe bussato alla porta e lei lo avrebbe invitato a entrare e... La ragazza Annabel aveva creduto nell'amore a prima vista e a quanto sembrava anche la moglie Annabel, eppure entrambe avevano sempre avuto il loro orgoglio.
Fece una doccia nel bagno degli ospiti a pianterreno e torn a infilarsi gli abiti da cavallerizza. Prese una valigia dall'armadio e vi sistem tutti gli indumenti di Emma che si erano salvati dalle fiamme, oltre all'orsetto. Dalla libreria prese i libri che aveva amato fin dall'infanzia e che aveva portato con s anche all'universit e mise anche quelli nella valigia. Aggiunse il libretto degli assegni e tutto il denaro per le piccole spese che teneva nel cassetto della scrivania. Prese le scodelle di Sweet William e la scatola della segatura e le cacci in una borsa di plastica. Con il senso tipico dei gatti Sweet William si present nella cucina, la coda ritta, i baffi all'erta, nel momento stesso in cui lei tocc le sue cose.
Tornata in biblioteca, sotto lo sguardo incuriosito di Sweet William, Annabel scrisse un biglietto per Rusty. Me ne vado prima che ci facciamo altro male a vicenda. Annabel. Le sembr un po' teatrale, ma meglio che: Addio, porto con me la bambina e il gatto.
Lasci il biglietto sul mobile bar al quale Rusty si dirigeva non appena metteva piede in casa. In quel momento le venne in mente il suo addio a Bill Wood tanti anni prima all'aeroporto. Riemp un bicchiere di bourbon e vi lasci cadere dentro la fede nuziale e l'anello di fidanzamento. Caddero con un piacevole plop.
Lo scuolabus lasci Emma alla porta. Mamma, sono a casa grid la bambina correndole incontro.
Ciao, tesoro. Fai uno spuntino e corri al gabinetto perch stiamo per partire per un lungo viaggio.
Oh, per dove?
Per New York. Andiamo a stare per un po' con lo zio Max. Dopo ci troviamo un appartamentino tutto per noi.
Anche pap?
No. Soltanto tu, io e Sweet William. Per pap verr a trovarci.
Annabel usc e caric la valigia e la borsa di plastica sulla macchina.
Emma era sul prato con Sweet William fra le braccia. Perch ce ne andiamo? volle sapere.
Te lo spiegher strada facendo.
Andr a scuola a New York?
Certamente.  l che abiteremo da oggi in poi.
Emma non sembrava contrariata. Verr anche Vicki a farci visita qualche volta? Vicki era la sua migliore amica.
Certamente la rassicur Annabel.
Posso andarla a salutare, allora?
No, dobbiamo partire subito le disse Annabel con voce dolce.  molto importante.
Si fissarono per un lungo istante, poi Emma mont in macchina.
Infilata l'autostrada, con Emma e Sweet William seduti vicino a lei e la radio accesa, Annabel cominci a cantare. Era felice e spaventata al tempo stesso, ma soprattutto era eccitata. Non si era mai sognata di avere un'occasione per un nuovo inizio e invece eccola l. Aveva spezzato le sbarre della sua gabbia. Quella volta era certa che avrebbe fatto qualcosa di buono della sua vita.

Parte 3. Gli anni Settanta: insieme.

1.

Erano trascorsi sei anni dagli sconvolgimenti della fine degli anni Sessanta. La gente si sentiva pi vecchia, disillusa, conservatrice e forse un po' cinica, ma anche pi forte. I colpi di scena del Watergate si susseguivano a mano a mano che il mistero veniva svelato. Gli ultimi soldati americani avevano lasciato il Vietnam. Il movimento delle donne era ormai un fatto acquisito. La gente andava meno in discoteca e si ritrovava di pi nelle case private. C'era in atto un arretramento nel privato. Un tentativo, nel vedere il mondo cos sottosopra, di mettere ordine almeno nelle proprie case. Come se fosse possibile!
Emily Applebaum Buchman andava tutti i giorni dal suo analista guidando personalmente la piccola Mercedes Sport due posti che Ken le aveva regalato per il quindicesimo anniversario del loro matrimonio. Aveva anche una grossa giardinetta con la quale accompagnava i bambini a scuola, dagli amichetti, dal dentista, alle lezioni di ginnastica e alla Little League, la squadra di baseball per bambini al di sotto dei dodici anni di cui faceva parte Peter. Sembrava passato un secolo da quei sei mesi trascorsi nell'ospedale psichiatrico, eppure Emily si chiedeva ancora se la gente continuasse a parlarne. I medici le avevano detto che sarebbe potuta tornare a casa nel giro di due mesi, ma lei aveva avuto troppa paura. L'ospedale psichiatrico nel quale era entrata con tanti terrori si era trasformato a poco a poco in un luogo protettivo e sicuro. Ormai sapeva che una delle sue grosse debolezze era appunto il bisogno di ricercare la sicurezza totale e finalmente stava molto meglio. Non si era stupita del fatto che dopo tutti quei corsi di psicologia frequentati al college e alla specializzazione, non sapesse assolutamente nulla di se stessa. Accadeva spesso. Il suo analista un giorno le aveva detto: Il medico che cura se stesso ha per paziente uno sciocco.
Quando Ken l'aveva costretta a ricoverarsi lei gli aveva portato rancore, come se fosse stato il padre e lei la bimba punita. La sua rabbia aveva cominciato a sbollire quando le avevano fatto capire che il ruolo di bambina era esattamente quello che aveva recitato da sempre, pensando che potesse renderla pi amabile e amata, pi protetta dai colpi della vita. Ma i bambini, anche quando sono amati e protetti, sono piccoli e vulnerabili. Di conseguenza quel senso di fragilit aveva scatenato la sua rivalsa, trasformando la fortezza che si era costruita per proteggersi in una prigione nella quale le sue paure non avevano fatto che riprodursi.
In ospedale una delle cose che le erano state chieste era di disegnare ci che le veniva in mente. Ricordando quel test dai tempi del college Emily si era compiaciuta di s. La casa, la donna, l'uomo erano tutti indizi di ci che si pensava di se stessi. Eppure, solo dopo che aveva terminato di disegnare diligentemente una casetta con linde tendine alle finestre, un ricciolo di fumo che usciva dal camino e persino la maniglia sulla porta, convinta che fosse perfetta, il medico le aveva fatto notare che aveva dimenticato di tracciare un sentiero che portasse alla sua casa di sogno. Non c'era modo per gli altri di arrivare fino a lei. Non lo permetteva.
In ospedale le avevano fatto prendere lezioni di guida. Era terrorizzata. In un primo tempo si erano limitati a farla sedere al volante di una macchina ferma, con qualcuno accanto; poi da sola. Quando infine era arrivato il momento di compiere il gran passo la cosa era avvenuta in una macchina con i doppi comandi. Ma, anche cos, Emily tremava e sudava per la paura. Non riusciva a credere che un tempo avesse potuto guidare con naturalezza, come se facesse parte della sua vita di tutti i giorni. Quando, infine, aveva preso la macchina e, fatto il giro dell'isolato, era riuscita a parcheggiarla da sola era stata pazza di gioia. Un vero trionfo! Ogni piccolo progresso verso la sua libert la faceva sentire pi forte.
Ken era fiero almeno quanto lei di ogni suo passo avanti. Non faceva che dirle quanto sentisse la sua mancanza e quanto la stimasse, ed Emily aveva cominciato a credergli. Dopotutto doveva essere stato duro anche per lui. Insieme con l'analista Emily aveva studiato a fondo il fenomeno della cicatrice fantasma. Il medico l'aveva aiutata a comprendere il processo con il quale aveva dirottato la propria rabbia dall'obiettivo reale, cio Ken, contro se stessa. Era stata la vittima di se stessa. Eppure la sua rabbia, se lasciata esplodere, non avrebbe ucciso n lei n Ken. Emily non era una bambina e non poteva credere agli incantesimi o al malocchio.
Sono stata cresciuta per essere una perfetta signora aveva detto Emily all'analista.
Una perfetta signora, che cazzate! aveva replicato lui. Emily era trasalita.
Come fa a dire certe cose davanti a me?
La offendono?
Oh, ma  diverso, lei  un medico.
Un'autorit?
S aveva ammesso lei.
E questo dunque mi rende perfetto?
S...
La prima autorit ai suoi occhi deve essere lei stessa, Emily cara.
Non appena fu dimessa dall'ospedale Emily si era messa in cura da un'analista, la dottoressa Page, una donna di mezza et con figli gi grandi. Sulle prime era stata riluttante ad andare da una donna; le donne, era risaputo, non erano intelligenti come gli uomini. Ben presto, per, si era resa conto che era un pregiudizio dovuto all'educazione.
Quella donna si era laureata in medicina molto tempo prima, cosa che lei stessa non aveva avuto il coraggio di fare. Di conseguenza probabilmente era molto pi intelligente e preparata di un sacco di uomini. Ogni giorno Emily capiva cose che la sorprendevano e la mettevano a disagio. Tutta la sua vita era stata una lunga catena di pregiudizi, di luoghi comuni e di futilit. Poteva fare di pi. Cultura per amore della cultura... aveva persino frainteso il significato di quelle parole...
In ospedale l'avevano iniziata a un nuovo farmaco, il Valium. Lo prendeva ancora. La dottoressa Page insisteva perch smettesse. Ma era talmente difficile rinunciare al senso di sicurezza che le davano gli psicofarmaci, sebbene si rendesse perfettamente conto di essere molto pi forte di quanto pensasse. Inoltre quasi tutte le sue amiche prendevano una cosa o l'altra. Ormai Emily aveva un sacco di amiche: madri di compagni di scuola di Kate e di Peter, ricche casalinghe di Beverly Hills, mogli degli amici di Ken. Si era impegnata a fondo per migliorarsi e per avere delle attivit. Nella sua vita non c'era pi un solo istante di ozio. Si era iscritta a ogni tipo di corsi: lezioni di cucina esotica, lezioni sull'arte di disporre i fiori, lezioni di storia dell'arte (per il proprio piacere oppure per sapere che cosa acquistare), lezioni di piccolo punto, di macram, di origami (cio l'arte giapponese di piegare la carta) e di yoga. Non tutte insieme, naturalmente! Eppure dal giorno in cui aveva smesso le lezioni di guida, non era pi stata con le mani in mano. Frequentava assiduamente un corso di yoga, tre volte alla settimana, per tenersi in forma. Aveva cominciato anche a prendere lezioni di tennis due volte alla settimana e stava facendo passi da gigante. Una volta alla settimana si incontrava con le amiche, a casa di una o dell'altra, per giocare in doppio e fare colazione insieme.
Finalmente Ken si era deciso a fare costruire il campo da tennis che aveva tanto sognato. Era diventato un medico di grande successo ormai, e in certi ambienti il suo nome era famoso. Durante i fine settimana lui ed Emily si trovavano con gli amici e giocavano tutti insieme. Anche i bambini prendevano lezioni e si scambiavano inviti con i loro amichetti. Emily si era appassionata alla vita all'aperto. Era importante tenere in esercizio sia il corpo sia la mente. Ken era palesemente compiaciuto dei cambiamenti che si stavano verificando in lei. Non l'aveva mai pi tradita da quando era uscita dall'ospedale psichiatrico ed Emily era assolutamente certa che quella fase fosse ormai superata e sepolta. Lei e Ken avevano ripreso a fare l'amore ed Emily partecipava di pi in ogni senso.
Eppure perch non era ancora felice? Ogni giornata era identica alla precedente: organizzata, piena, pianificata, allegra. Quando si sentiva sfruttata o irritata si guardava bene dal tenerselo dentro. Non c'era pi rabbia repressa in lei ad avvelenarle l'organismo. Si sentiva perfettamente libera di urlare ai bambini quando rifiutavano di riordinarsi la camera oppure frignavano per avere cose costose delle quali non avevano nessun bisogno, ma che desideravano solo per imitare i loro amichetti. Loro sapevano bene che se anche perdeva la pazienza non era la fine del mondo. Perch mai, allora, si sentiva come una specie di zombie tranquillo?
Gett i Valium che restavano nel gabinetto. Prov un senso di terrore quando le magiche pilloline bianche scomparvero in un mulinello, poi ricord che se non esistevano incantesimi cattivi non ne esistevano neppure di buoni. La dottoressa Page fu molto contenta di lei quando seppe che aveva smesso gli psicofarmaci.
Stranamente, per, sbarazzarsi del Valium non serv a eliminare quel senso di irrealt.  questo che si sente a essere normali? chiese alla dottoressa.
Lei parla di normalit come se esistesse un criterio preciso replic la dottoressa. All'interno di un comportamento normale esistono parecchi tipi di libert. Quello che io sto cercando di fare  di aiutarla a essere se stessa.
Mi sento come se andassi alla deriva. Mi sento cos insignificante. Non come quando ero pazza, voglio dire come... oh, non lo so neppure io!
Per non si sente pi come una bambina indifesa.
No. Mi sento come una donna frivola.
In che senso?
Emily sospir. Aveva smesso di fumare, ma in quel momento ebbe voglia di una sigaretta. Era tanto tempo che non si sentiva pi cos. Okay. Ieri abbiamo giocato a tennis a casa di Alicia. Suo marito  molto ricco. Hanno un cameriere cinese fisso che ci ha preparato un pranzo favoloso. Non hanno solo un campo da tennis, hanno addirittura una casa separata accanto al tennis e un'altra per la piscina e ciascuna di queste due case mi basterebbe e avanzerebbe per viverci con un'intera trib di figli. La casa del tennis ha un camino e quella della piscina una sauna e per asciugarti ti danno enormi salviette di ciniglia. Mentre pranzavamo, dopo il tennis, tutte si sono messe a parlare di vestiti. Cos mi  venuto in mente che non fanno altro che discutere di quello. Stanno l a fare niente e si raccontano degli abiti che hanno appena comperato e di quelli che hanno visto e che hanno intenzione di tornare ad acquistare come se stessero rivelando l'essenza della vita. Insomma, si sono talmente eccitate a parlare di vestiti che, di punto in bianco, sono balzate in macchina in tenuta da tennis e si sono precipitate in citt per fare acquisti. Sembravano un gruppo di drogate alla ricerca della dose. Sono andata con loro anche se non volevo nulla e quando sono arrivata al negozio ho finito per comperare una borsetta di cui non avevo assolutamente bisogno. Non voglio essere come loro.
E non lo , Emily. Loro riempiono il tempo facendo acquisti, lei con altre attivit.
Allora perch mi sembra la stessa cosa?
Lo crede davvero?
S, mi sento proprio cos rispose Emily.
Che cosa la soddisferebbe, Emily? Che cosa pensa che potrebbe dare un senso alla sua vita?
Vorrei trovarmi un lavoro spieg Emily. Ma se lasciassi i bambini mi sentirei troppo colpevole e poi la gente direbbe che non sono una buona madre.
Quale gente?
Tutti. Dovrei assumere qualcuno per accompagnarli in giro e questo farebbe una pessima impressione. Non posso permettere che i miei bambini vengano scarrozzati in giro come i figli dei milionari... da un autista.
Potrebbe assumere uno studente universitario.
I bambini restano piccoli per cos poco tempo, poi crescono e se ne vanno osserv Emily. Meglio goderseli finch si pu.
E che cosa ne direbbe di un lavoro part-time, mentre i bambini sono a scuola?
In fondo se i miei genitori non avessero voluto figli io non esisterei.
Si direbbe che ce l'abbia con loro, non  cos?
Qualche volta.
Non deve usare i bambini come alibi per i suoi fallimenti e le sue paure, Emily.
Non mi va di trovare un lavoro idiota che non significhi niente per me. Voglio fare qualcosa che conti. Voglio sentirmi importante. Il mondo  pieno di gente che vuole essere qualcuno e non ci riesce. L'unica differenza fra questa gente e me  che io posso permettermi un'analista per sfogarmi e raccontare come sono frustrata.
Eppure io sono qui per cercare di aiutarla e di incoraggiarla.
Non mi faccia pressioni. Non sono ancora pronta.
Adesso s che stiamo facendo progressi.

2.

Christine Spark e Alexander English erano sposati da sei anni. Nicholas, il loro figlioletto, nato il giorno di Natale, aveva quasi cinque anni. Chris e Alexander avevano deciso di avere un solo figlio e di portarselo con loro ovunque andassero. Pi di uno avrebbe rappresentato un peso troppo grosso per il genere di vita che intendevano condurre e Alexander non voleva che suo figlio avesse l'infanzia solitaria e abbandonata che era toccata a lui. Era un padre magnifico e copriva Nicholas di mille attenzioni. Il piccolo rivelava un'intelligenza vivace e un'inesauribile curiosit e Alexander mostrava nei suoi riguardi una pazienza infinita, giocando per ore, leggendogli, insegnandogli a fare sempre nuove cose. Ogni volta che Alexander prendeva le vacanze andavano tutti e tre a visitare luoghi che ancora non conoscevano. Erano stati in Egitto per vedere le piramidi e la Sfinge, a Rio per il carnevale, in Africa per un safari fotografico e a Londra perch Chris non l'aveva mai vista. Quando erano andati in Africa Chris aveva temuto che tutti quei vaccini potessero essere nocivi per un bambino cos piccolo, ma Alexander si era rifiutato di partire senza di lui. Chris non sapeva se tutti quegli stimoli culturali venissero assimilati dal figlio. Se non altro, tuttavia, avrebbe avuto la certezza di essere molto amato.
Essere sposata con Alexander la riempiva di una felicit senza limiti. Avevano arredato insieme l'appartamento nel quale abitavano in un misto di antico e di moderno molto simile allo stile dell'appartamento di Parigi. Chris si fidava incondizionatamente del gusto di Alexander perch non sapeva bene come muoversi e soprattutto perch non aveva mai avuto tanto denaro da spendere in vita sua. Nei primi tempi tutto il denaro che Alexander spendeva per arredamento, viaggi e divertimenti la lasciava senza fiato, ma poi si era abituata al fatto che fosse sempre pronto a inventare nuovi e folli espedienti per sorprenderla, come comperarle una pelliccia di visone, per esempio. Si rendeva conto che, essendo la moglie del noto banchiere Alexander English, aveva il preciso dovere di essere pi che presentabile, ma non smise mai di sentirsi lievemente a disagio con quella pelliccia e la port soltanto in occasioni speciali. Sotto la vernice della signora dell'alta borghesia newyorchese restava sempre la solita vecchia Chris che rimaneva senza fiato ogni volta che rivedeva Alexander, anche dopo una breve separazione, eternamente stupefatta che al mondo potesse esistere un uomo cos meraviglioso e soprattutto che avesse scelto proprio lei!
Alexander continuava a essere tenero e affettuoso nei suoi riguardi. Facevano l'amore una volta la settimana e, dal momento che Chris non parlava mai di quelle cose con altri, diede per scontato che fosse la media normale di tutti i matrimoni. Tenendo conto, poi, del passato di Alexander, le sembrava addirittura ottima. Sapeva che Annabel e Rusty non avevano avuto rapporti sessuali per anni prima che Annabel si decidesse a lasciarlo. E pensare che tutti erano convinti che Rusty fosse una specie di stallone da monta. La sera, dopo il lavoro, Alexander correva subito a casa per avere il tempo di giocare un po' con Nicholas prima che andasse a dormire. Poi lui e Chris bevevano l'aperitivo nel soggiorno scambiandosi le impressioni sulla giornata e facendo progetti. Continuavano a escogitare nuove cose divertenti da fare, intrecciando la tela incantata della loro vita insieme: amanti, compagni e amici.
Quando Nicholas ebbe tre anni, fu ammesso in un Kindergarten per bambini superdotati tenuto dallo Hunter College. Al test per misurare il quoziente di intelligenza totalizz subito il massimo. Alexander afferm che aveva preso da Chris e Chris disse che era il risultato della sua pazienza con lui. In verit erano entrambi molto fieri. Se solo fosse cresciuto somigliando ad Alexander, pensava Chris, sarebbe stato perfetto. Ma Nicholas aveva preso da tutti e due.
Quando Nicholas cominci ad andare all'asilo, Chris riprese a lavorare. Trov un lavoro come assistente redattrice da Simon and Schuster. Si annoiava a rimanere sola a casa e il lavoro l'aiutava a fare passare il tempo fino a sera, quando finalmente poteva stare di nuovo con Alexander. Avevano una domestica, la signora Gormley, che andava a prendere Nicholas all'asilo e si occupava di lui durante i pomeriggi.
Chris era entusiasticamente a favore del movimento di liberazione della donna. Per un po' fece parte di un gruppo di autocoscienza che si incontrava una volta la settimana, all'ora di colazione, per discutere del privato e dei problemi della donna nel lavoro. Quasi tutte le donne del gruppo erano divorziate, con figli molto pi grandi di Nicholas e lavoravano. Pensavano che Chris fosse un raro esempio di donna liberata. Ma Chris sapeva di ingannarle. Tutta la sua esistenza ruotava attorno ad Alexander. Fin da quando aveva diciotto anni lui era stato l'unico scopo della sua vita e tutto ci che aveva fatto lo aveva fatto di riflesso, meccanicamente. Se lui le avesse chiesto di smettere di lavorare lei avrebbe obbedito. Ma ad Alexander piaceva che Chris lavorasse e avesse interessi fuori delle quattro mura domestiche. Fu solo a costo di un severo autocontrollo che Chris riusciva a evitare di nominarlo in continuazione a quegli incontri, fingendo che lui fosse parte dell'altra sua vita.
Come a Parigi, Alexander aveva una cerchia molto vasta di amicizie, alcune appartenenti al mondo del lavoro e altre agli ambienti artistici. Parecchi di quei nuovi amici erano normali e fra loro c'erano parecchie coppie regolarmente sposate. Tramite Max conobbero alcuni personaggi del mondo del teatro. Annabel portava sempre nuovi, deliziosi giovanotti. Chris introdusse nel giro alcune donne del suo gruppo di autocoscienza che a loro volta portarono i loro amanti del momento, quando ne avevano. Ormai alle cene e ai party non era pi necessario accoppiare rigidamente gli ospiti, come in un'arca di No. Avere moglie e figlio aveva infuso in Alexander una nuova fiducia, cos, quando dei vecchi amici di Parigi arrivavano a New York, si intratteneva volentieri con loro insieme con Chris senza il minimo imbarazzo, sebbene stesse bene attento a tenerli separati dal suo ambiente di lavoro. Erano arrivati gli anni Settanta, ormai, e le star del rock e la Bella Gente avevano reso molto chic il fatto di essere bisessuali: dissacrante, ma chic. Sfortunatamente Alexander lavorava nel settore bancario e non poteva permettersi di essere n dissacrante n interessante. Soprattutto, per, era nato nell'epoca sbagliata. Avrebbe sempre avuto vergogna del suo passato. Non poteva evitarlo. Con il passare degli anni si aggrappava sempre pi a un certo perbenismo, come se inconsciamente cercasse di proteggere la famigliola felice che si era creato da interferenze o residui del passato. I personaggi gay che talvolta includeva fra gli invitati alle sue cene erano sempre rispettabilissimi signori di mezza et, raffinati e di successo. Uomini che mai avrebbero avuto il cattivo gusto di portare i loro amanti a casa di gente del bel mondo. Arrivavano soli o in compagnia di una donna e allo stesso modo se ne andavano.
Annabel era ancora la migliore amica di Chris. Aveva divorziato, lavorava come buyer all'ufficio acquisti di Bloomingdale's e viveva in un appartamento di sua propriet con Emma, che ormai aveva tredici anni, Sweet William, che ne aveva undici, e in genere un giovane amante pi o meno sulla ventina. A trentotto anni Annabel riusciva sempre ad affascinare gli uomini con la stessa facilit con la quale, al college, li attirava a s come le mosche sul miele. Chris pensava che fosse ancora pi bella di un tempo. Annabel metteva al corrente Chris dei pettegolezzi, degli scandali succosi e di tutto ci che di nuovo c'era in citt. A Chris piaceva sentirsi raccontare quelle cose finch erano di seconda mano. La sera riferiva le pi gustose ad Alexander e insieme ne ridevano. Si sentiva finalmente al sicuro, felice di affrontare ogni nuovo giorno e pensava che Annabel fosse molto coraggiosa a vivere in quel modo. La solitudine non era una bella cosa.

3.

Annabel si sentiva come una rediviva alla quale  stato concesso di ricominciare daccapo con la vita, ma con tutto il bagaglio delle esperienze accumulate. Dopo essere fuggita insieme con Emma e Sweet William, era andata a vivere per qualche tempo da Max, aveva iscritto la bambina a una scuola privata e si era trovata un lavoro come commessa da Bloomingdale's. Max avrebbe voluto trovarle un lavoro nel mondo del teatro, ma lei aveva rifiutato perch da quel momento in poi voleva cavarsela con le sue sole forze.
Ogni mese, da Bloomingdale's, gli impiegati venivano chiamati a colloquio dai loro superiori diretti per parlare delle loro ambizioni riguardo alla carriera. Annabel aveva messo subito in chiaro che voleva farsi pi strada possibile. Il suo registro delle vendite era fantastico; sembrava che avesse il dono di mettere insieme i capi di abbigliamento in modo tale che il cliente potenziale li trovava irresistibili e acquistava. Ben presto era stata promossa caporeparto e aveva trovato l'appartamento nel quale ancora abitava insieme con Emma e Sweet William, in una palazzina di mattoni dalla quale poteva andare al lavoro a piedi. Aveva divorziato da Rusty e ripreso il suo nome da ragazza. Il suo desiderio di indipendenza non si era spinto tanto in l da rifiutare gli alimenti e il mensile per il mantenimento della piccola. Il denaro non significava nulla per Rusty, ma esserne priva per Annabel avrebbe significato dovere vivere in un quartiere squallido e pericoloso, mandare Emma in una scuola pubblica dove poteva capitarle chiss che cosa, oppure chiedere denaro a suo padre. Annabel pensava che la sua famiglia avesse gi fatto abbastanza.
In pochi anni Annabel aveva fatto carriera fino a diventare buyer nell'ufficio acquisti. Il suo lavoro le piaceva ed era molto occupata. Si era sorpresa quando Rusty si era risposato: non le era sembrato cos interessato al sesso. Ma quando Emma che, secondo gli accordi, passava con il padre le vacanze estive le aveva detto che non le piaceva andare laggi perch Rusty e sua moglie erano sempre ubriachi, Annabel si era resa conto che si era risposato solo per quello che era il suo concetto di compagnia.
Il concetto di compagnia di Annabel, in quel periodo, era fare l'amore con ragazzi attraenti. Ne incontrava ovunque: ai party, quando usciva con altri uomini, persino nel parco o per strada. Steve, il suo ultimo amante, l'aveva incontrato mentre faceva la fila per entrare al cinema. Aveva ventun anni, era dolce e bello e dipingeva. Annabel non capiva nessuno dei suoi quadri, di conseguenza aveva deciso che dovevano essere o molto belli o molto brutti. Non le importava. Ormai non si innamorava pi dei suoi amanti. Li trovava sexy, affettuosi, coccoloni e divertenti. Nient'altro.
Durante la settimana l'amante di turno veniva mandato a dormire a casa sua perch Annabel doveva concentrarsi sul lavoro ed Emma alzarsi presto per andare a scuola. Sweet William dormiva per tutta la settimana sul letto di Annabel, che non si curava assolutamente di chi, invece, dormisse nel letto del suo amante. Poi, il venerd e il sabato sera, l'amante veniva autorizzato a passare la notte in casa sua. Con lo straordinario sesto senso degli animali il venerd sera Sweet William si sistemava nel guardaroba prima ancora che il giovane si presentasse alla porta.
Sembrava che Emma accettasse completamente la situazione. Ormai, a tredici anni, aveva perso del tutto l'accento meridionale ed era diventata una vera newyorchese. Aveva un sacco di amici e una vita mondana intensissima. Passava ore e ore al telefono a ridacchiare con le amiche sui ragazzi, pazza di loro, ma ancora troppo timida per cominciare a uscirci. Fra i suoi amichetti c'erano un sacco di ragazzi della sua et. Una vera fortuna, pensava Annabel, che Emma non fosse sessualmente precoce come la maggior parte dei suoi coetanei, perch pi cresceva e pi si faceva bella. Avrebbe dovuto tenere gli occhi aperti non appena si fosse tolta l'apparecchio per raddrizzare i denti. Nel frattempo prendeva ottimi voti a scuola e Annabel era riuscita a iscriverla al Dalton. Strano quanto fosse difficile fare ammettere i propri figli in una scuola decente in una citt come New York. Era considerata il centro culturale del Paese, eppure non c'erano abbastanza scuole all'altezza. A Emma piaceva scrivere e fotografare, oltre che essere la stella del corso di ginnastica. Adorava Max.
In quel limpido venerd sera autunnale, Annabel arriv a casa dal lavoro con una borsa della spesa stracolma di ghiottonerie: formaggi francesi e insalata russa per cena, brioche, croissant e miele per la prima colazione e due etti di caff appena macinato. Aspettava con ansia un rilassante fine settimana in campagna con Steve, finalmente lontana da tutti i problemi della vita quotidiana. Steve le piaceva davvero, forse pi di quanto non fosse saggio, ma ci avrebbe fatto attenzione. Non aveva nessuna intenzione di mantenere un ragazzo di ventun anni quando doveva gi badare a una figlia di tredici. Cerc di ricordare se in casa ci fosse abbastanza vino. L'epoca in cui ingurgitava champagne a tutto spiano era finita da un pezzo e lo champagne era riservato solo ai festeggiamenti. Ormai si limitava a un bicchiere o due di vino bianco. Aveva anche smesso di fumare, sebbene i suoi ragazzetti andassero pazzi per il fumo. Si ferm alla rivendita di alcolici per comperare un bottiglione di vino bianco, per sicurezza, e poi arranc per le scale fino al suo appartamento.
Non aveva ancora finito di aprire che Sweet William le corse incontro per darle il benvenuto. Emma? chiam. Nessuna risposta.
Mise le provviste in cucina. Dalla porta chiusa della camera da letto proveniva un'assordante musica rock, il che indicava che Steve era gi arrivato. Doveva avergli aperto Emma. Non dava mai la chiave di casa ai suoi amanti.
Emma?
Forse era anche lei in camera da letto insieme con Steve e non sentiva a causa di quel fracasso, oppure era uscita. Annabel si guard in giro alla ricerca di un biglietto che Emma le lasciava sempre per dirle dove andava, ma non trov nulla. Non se la prese. Si fidava di Emma. Mentre attraversava l'appartamento ripens ancora una volta, come le capitava quasi tutti i giorni, a quanto le piacesse. Era il riflesso di se stessa e dei suoi gusti, non di quelli dell'architetto che aveva arredato la casa nella quale aveva abitato con Rusty. Sparsi sul pavimento davanti al camino c'erano grandi cuscini, un divano panciuto e soffice, un sacco di libri e davanti alle finestre grandi piante verdi. Tutto era gradevole, allegro e facile da riordinare e ogni volta che entrava in quell'appartamento lei provava un senso di pace e di intimit.
Sent il familiare odore dolciastro nell'istante stesso in cui apr la porta della camera. Sul letto c'era Steve con lo stereo a tutto volume. Nel vederlo Annabel sorrise. Era delizioso, sebbene le appestasse di fumo tutta la stanza, visto che dimenticava sempre di aprire la finestra. Gli aveva proibito di fumare erba in qualunque altra camera della casa perch non voleva che Emma venisse a saperlo.
Poi, stesa sul pavimento dall'altra parte del letto, vide Emma, completamente fatta di marijuana. Velocemente la ragazza spense lo spinello nel portacenere, ma non abbastanza perch Annabel non la vedesse.
Oh, salve, ma.
Che cosa diavolo credi di fare? grid Annabel, chiedendosi se tutte le madri del mondo se ne uscissero con osservazioni idiote come quelle, quando era perfettamente chiaro agli occhi di tutti ci che stava succedendo.
Non la far certo morire intervenne Steve.  erba di prim'ordine.
Ha tredici anni esplose Annabel. Se lei non  abbastanza adulta per sapere quello che fa, tu, almeno, dovresti esserlo.
Emma si tir a sedere. Oh, mamma!
Non parlarmi cos, Emma! Non mi va che ti avveleni l'organismo con droghe e roba del genere.  l'unico che hai e devi fartelo durare per un bel pezzo.
Il fumo non fa male obiett Emma.
 quello che pensi tu.
Ma non hai letto il Rapporto La Guardia?
Non mi va che ti droghi sola in camera con un uomo pi vecchio di te! Poi, rivolta a Steve: Quanto a te... tu sei un ospite, qui. Non hai diritto di dare la droga a mia figlia. Potrei farti arrestare.
Steve rise allegramente. Me? Fare arrestare me?
Annabel lo fiss: era rilassato e perfettamente a suo agio come se si trovasse a casa sua. Era stata lei a portarlo l, a fare l'amore con lui, a coccolarlo, adularlo, renderlo quasi uno della famiglia. Durante i fine settimana, perlomeno. La sua furia si tramut in irritazione contro se stessa. Era lei l'unica adulta l dentro, dunque era lei la responsabile. Gli aveva chiesto di non fare sapere a Emma dell'erba che fumava, ma piuttosto avrebbe dovuto proibirgli di portarne. Era stata indulgente con lui perch non aveva voluto che la giudicasse una vecchia antiquata. Ecco quello che si meritava per la sua debolezza.
Prese il portacenere, and in bagno, gett il contenuto nel gabinetto e tir l'acqua. A malapena ud il grido indignato di Steve.
Ehi, ragazza, quella roba costa un sacco di soldi!
Senza badargli Annabel spalanc la finestra della camera da letto. Fumi questa roba a scuola? chiese a Emma.
No.
 la verit?
S.
Hai mai fumato prima di oggi?
Emma sembr a disagio. Poi si strinse nelle spalle. No. Volevo solo provare.
Bene. Adesso lo hai fatto.
Non mi pare sia peggio di certi adulti che hanno il vizio di bere replic la ragazza.
Di questo parleremo pi tardi le disse Annabel.
Senti, non  stata un'idea sua si intromise Steve.  arrivata qui proprio nel momento in cui stavo andando in sballo, cos le ho detto se ne voleva un po'.
Molto gentile da parte tua. Spero che non arrivi mai mentre stai giocando alla roulette russa.
Emma ridacchi.
Per favore, cara prosegu Annabel, va' in camera tua. Vorrei parlare da sola con Steve.
Non essere cattiva con lui la implor Emma. Si tir su e pesantemente si trascin fuori della stanza, guardandosi furtivamente alle spalle. Annabel si chiese se per caso non si fosse presa una cotta per lui.
Sospir. Aveva mal di testa ed era stanca. Ormai la serata era rovinata. Soprattutto, per, si sentiva sciocca. Era una sensazione che provava raramente e che detestava. Tutto l'affetto e la tenerezza che sentiva per Steve erano svaniti in un attimo, come se lo vedesse per la prima volta in quel momento. Ma era colpa sua. Aveva voluto tenerlo fuori della sua vita e non poteva biasimare che se stessa se si trovava davanti un estraneo.
Credo sia meglio che tu vada a casa, Steve gli disse con voce dolce.
Steve si alz dal letto, le and vicino e le appoggi la testa sulla spalla come un bambino che fa moine. Perch?
Perch lo voglio.
Sei arrabbiata con me?
No, non pi gli rispose addolcendosi.
Lui le mordicchi il lobo dell'orecchio. Lei si ritrasse. Non vuoi che resti con te stanotte?
Annabel fece di no con la testa. Voglio stare sola. Ti telefono. Va', adesso, te ne prego.
Okay.
Prese il giubbotto e con passi rapidi attravers l'appartamento diretto alla porta di ingresso. Nel momento in cui se la richiuse alle spalle, Annabel sent una fitta al petto come se una mano adunca le avesse ghermito il cuore, poi si calm. Si sarebbe sentita sola come un cane per qualche giorno, poi avrebbe trovato un altro. Non avrebbe mai pi rivisto Steve. Il suo nuovo amante non avrebbe avuto cattive abitudini.
Entr in camera di Emma. La ragazza, stesa sul letto, guardava la televisione, ma a volume talmente basso che Annabel fu certa che avesse cercato di sentire che cosa stava succedendo. Posso entrare?
Certo.
Steve se ne  andato.
Mi rincresce disse Emma. Ti piaceva.
Non pensarci. Sono stata io a spedirlo via.
Per causa mia?
In parte. Vorrei fare un discorso serio con te, Emma.
Annabel sedette accanto alla figlia sul letto. Pensi che faccia male a portarmi qui i miei uomini?
Non mi importa rispose Emma. Alcuni mi sono simpatici.
Sei proprio sicura che non ti importi?
Tanto, se tu cominciassi a incontrarli di nascosto, lo saprei lo stesso osserv Emma. E in pi saprei che non ti fidi di me.
Sai bene come io la pensi sulle droghe di tutti i generi, erba compresa. Ho avuto torto a tenere due pesi e due misure. Avrei dovuto proibirgli di portare la marijuana qui a casa.
Ma un sacco di gente fuma.
Parecchi ragazzini lo fanno, lo so, ma io non voglio che tu prenda l'abitudine. Sei troppo giovane per controllare certe cose. Quando avrai diciotto anni e sarai maggiorenne a tutti gli effetti, potrai fare come preferisci. Ma mi auguro che a quel punto sia tu a decidere di no. Non credo neppure che lo volessi oggi. Penso piuttosto che desiderassi sembrare adulta perch Steve  cos giovane.  pi coetaneo tuo che mio.
Lui  troppo vecchio per me esclam Emma un po' troppo precipitosamente.
Non voglio essere un cattivo esempio per te disse Annabel.
Ma, mamma proruppe Emma. Queste sono cose da matusa! Non sono pi una bambina piccola. Sono contenta che tu abbia una vita normale. La maggior parte dei genitori cerca di nascondere quello che fa e credo che sia peggio cos! Sei ancora tanto giovane, mamma, non posso certo pensare che tu abbia finito con gli uomini.
Oh, tante grazie!
Sei stata tu a chiedermi che cosa pensassi.
Annabel l'abbracci ed Emma ricambi la stretta. Era fortunata ad avere una figlia come lei! Qualunque problema sorgesse fra loro sapeva di poterne parlare apertamente con lei.
Scommetto che stai morendo di fame esclam Annabel. Andiamo in cucina e ti faccio vedere quante cose buone ho comperato per cena!

4.

Daphne e Richard Caldwell avevano gi quattro figli, tutti maschi: Matthew, sette anni, Samuel, sei, Jonathan, cinque, e Theodore, tre. Tutti avevano preso da lei i capelli biondi e lisci, gli occhi azzurro fiordaliso dal taglio allungato e la struttura delicata. Se non fosse stato per il sorriso di Richard che brillava sui loro visetti, avrebbe potuto pensare di avere creato quattro copie identiche di se stessa. Li scrutava ansiosamente alla ricerca di segni di crisi epilettiche o di vuoti di coscienza e si preoccupava per i due pi grandini che trascorrevano tutta la giornata a scuola, dove sarebbe potuto accadere di tutto: una crisi di convulsioni, per esempio, in cui magari restassero gravemente feriti. Ma fino a quel momento sembrava che tutto andasse bene. I bambini erano agili, robusti e sprizzavano salute e vitalit da tutti i pori: Daphne ringraziava il cielo per la sua fortuna e pregava per il futuro.
Ma Richard voleva una bambina, non faceva che dirle: Non sarebbe magnifico avere con noi una piccola Daphne?
Una piccola Daphne... s, la curiosit di mettere al mondo una seconda se stessa, il desiderio di rendere Richard totalmente felice erano leve potenti. Ma se la piccola Daphne fosse stata affetta da epilessia? Il rischio di un quinto figlio era troppo forte.
Mi piace essere l'unica donna in una casa di cinque uomini lo canzonava lei. I maschietti sono talmente coccoloni. E poi cos ti ho tutto per me.
Ma pensa come sarebbe bello avere una piccola Daphne. La tua bellezza  sprecata in un maschio.
E se invece prendesse da te? gli rispose ridendo.
Allora dovrebbe rassegnarsi a essere brutta. Sorrisero entrambi perch Richard era bellissimo. Una figlia generata da loro due non poteva rimetterci in nessun caso. Avrebbe potuto rimetterci solo nel caso che...
Sul serio replic Daphne, ho trentotto anni e queste quattro pesti mi stanno gi ammazzando di fatica.
Prenderemo un altro aiuto per darti una mano. Tutto quello che vorrai.
E se poi fosse un altro maschio?
Promesso che dopo questo ci fermeremo in ogni caso ribatt Richard. Ma ho la sensazione che per il calcolo delle probabilit questa volta sar una femmina.
Il calcolo delle probabilit era proprio ci che faceva paura a Daphne. Ma Richard voleva tanto quella bambina. Le sue gravidanze erano state tutte facili e le sue proteste sembravano trascurabili di fronte alla dolce insistenza di lui. Con il passare degli anni una bambina le avrebbe tenuto compagnia. I maschi, invece, crescevano e se ne andavano per la loro strada. Forse poteva tentare ancora la sorte.
Okay, facciamolo si arrese infine.
Una volta incinta ne fu contenta. Richard era cos eccitato e felice. La sua gioia era contagiosa e mentre comperava nuove trine bianche per la culla antica, Daphne immagin che dentro ci fosse una bambina con un minuscolo pigiamino rosa. Quella bambina avrebbe avuto troppi vestitini, troppi giocattoli e quattro fratelloni per proteggerla. Avrebbe avuto una vita perfetta: la piccola della famiglia, la pi adorata, la pi viziata. Decisero di chiamarla Elizabeth. Se fosse stato un maschio sarebbe stato Luke, ma finalmente Daphne vide una bambina in quella culla.
Mentre si avvicinava il tempo di partorire, divent sempre pi calma e riflessiva, ansiosa di farla finita, di sbarazzarsi una volta per tutte di quel grottesco pancione e di riprendere a vivere. Quando le si ruppero le acque, era a cena da amici insieme con Richard.
Credo che berr un altro caff disse lui, ignaro.
Io, invece, credo che andr a partorire annunci Daphne. Di corsa Richard l'accompagn in ospedale.
In quel momento faceva furore il metodo Lamaze per il parto naturale, ma ci implicava che il padre dovesse entrare in sala parto e stare al fianco della moglie per tutto il tempo. Daphne non avrebbe mai permesso a Richard di vederla in quello stato. Era convinta di essere disgustosa. Partor il quinto figlio come tutti gli altri: si fece addormentare e si risvegli che tutto era finito.
 una femmina! le disse Richard stringendole la mano quando fu di nuovo a letto. Daphne ricordava di essersi svegliata pi volte in uno stato di doloroso torpore e infine di avere udito lo strillo di un neonato. Una femmina, amore mio! Congratulazioni!
Met del merito  tuo rispose Daphne.
Quella sera non le portarono la piccola e Daphne si allarm. Sta bene? chiese al suo ginecologo.
Scoppia di salute.
Voglio vederla.
Domani. Dorma, adesso. L'infermiera le diede un sonnifero.
Il mattino seguente Daphne si svegli alle sei, furibonda per essersi lasciata trattare come una bambina. Voglio vedere mia figlia disse in tono perentorio. Non gliela portarono fino alle nove e mezzo, dopo che si fu lavata ed ebbe fatto colazione. A quel punto Daphne era talmente fuori di s che aveva gi infilato la vestaglia e si stava dirigendo verso la nursery.
In quel momento entr il dottor Gibbs in persona, con un fagottino rosa fra le braccia. Daphne sedette nella poltrona accanto alla finestra e delicatamente lui le depose Elizabeth in grembo. Daphne le sorrise.
Credevo che non ti avrei mai vista! esclam.
Poi si sent gelare, come se qualcuno le avesse gettato addosso un secchio d'acqua ghiacciata. C'era qualcosa di sbagliato in quella neonata. Gli occhi erano innaturalmente allungati, come quelli di una orientale, e i capelli ruvidi. Il visino minuscolo non somigliava n al suo n a quello di Richard e neppure a quello di qualunque neonato normale. Dalla bocca spuntava un'enorme lingua puntuta.
Che cos'ha che non va? url Daphne.
Mi dispiace, Daphne le disse il dottore.  una bambina down.
Mongoloide? Una povera subnormale? Un'idiota?
Questa non  mia figlia disse Daphne calma, porgendo il fagotto al medico. Dov' mia figlia? Voglio mia figlia!
Vuole che le faccia dare un tranquillante?
Voglio mia figlia.
Mi dispiace, Daphne. Questa  sua figlia!
Non aveva steso le mani per prendere la neonata che giaceva inerte sulle ginocchia di Daphne. Daphne la guard a lungo, le sfior la manina e poi con un dito accarezz delicatamente il buffo visino contratto. Per un attimo la piccola ritir la lingua gigantesca e i lineamenti sembrarono pi normali.
Sar subnormale? bisbigli Daphne.
Temo proprio di s.
Ma come  potuto accadere? Poi cap e scoppi a piangere. Era tutta colpa dei suoi cattivi cromosomi. Era stata imprudente e sventata a sfidare cos gli dei.  colpa mia. Colpa della mia maledetta epilessia.  stata tutta colpa mia... vero?
L'epilessia non ha nulla a che vedere con la sindrome di down, Daphne. Non  affatto colpa tua. Ogni volta che c' un cromosoma in pi il bambino nasce down. Potrebbe succedere a chiunque.
Allora perch a me?
I rischi aumentano con puerpere al di sopra dei trentacinque anni e diventano ancora maggiori oltre la quarantina. Questo lo si sa, per non se ne conoscono i motivi. Lei ha gi quattro adorabili figli,  stato un grosso rischio volerne un altro.
Io ho cinque figli, non quattro replic Daphne. Si soffi il naso e si asciug gli occhi. Nel suo grembo Elizabeth sembrava cos minuscola e vulnerabile. Aveva diritto anche lei di vivere e di essere amata.
S ammise il dottor Gibbs. Sembrava nervoso e a disagio.
Fino a che punto sar ritardata?
Ancora non si pu dire. Va dall'autosufficienza...
A che cosa?
Non pensiamoci per il momento.
Richard lo sa?
S, gliel'ho detto io stesso.
E allora dov'? Per un attimo ebbe timore che fosse fuggito, incapace di guardarla in faccia, come di fronte a un tradimento.
Sta aspettando fuori. Vado a chiamarlo.
Aspetti un attimo lo ferm Daphne. Io ho trentotto anni, crede che fossi troppo vecchia per avere figli?
Diciamo che trentotto anni non  l'et ideale per partorire come potrebbero esserlo i venticinque.
Oppure i ventotto?
S.
Non  stata colpa mia se sono cos vecchia cerc di difendersi Daphne.
Certo che no. La natura  capricciosa a volte. Non  colpa di nessuno.
Oh, s, s che lo ! pens Daphne.  colpa di Hope. Era un pezzo ormai che non pensava pi alla cameriera, ma in quel momento la ricord con un'ondata di odio che la fece fremere. Se Hope avesse concesso il divorzio a Richard i loro figli sarebbero potuti nascere tutti con dieci anni di anticipo ed Elizabeth sarebbe stata perfetta. Vorrei ucciderla, fremette Daphne. Se me la trovassi davanti in questo istante credo che potrei strangolarla con le mie mani.
Invece fu Richard che si trov davanti, con gli occhi colmi di dolore. Non guard la piccola neppure una volta.
Ti amo, Daphne le disse con voce calma. Ti amo, non dimenticarlo mai.
Il dottore riport Elizabeth nella nursery e Richard aiut Daphne a tornare a letto. Poi sedette su una sedia accanto a lei e per molto tempo si tennero la mano senza parlare. Infine lui ruppe il silenzio. Presto sar tutto finito.
Che cosa intendi dire?
C' un posto incantevole, una specie di casa privata, nella quale si prenderanno cura di lei. Avremo le carte prima che tu venga dimessa.
Sconvolta Daphne si mise a sedere. Stai forse dicendomi che vorresti internarla da qualche parte? Ma se  appena una neonata!
E tale rester le fece notare Richard.
Ancora non possiamo dirlo. Il dottor Gibbs ha detto che potrebbe essere autosufficiente.
Autosufficiente? Intendi forse dire che a otto anni sar in grado di andare al gabinetto da sola? Abbiamo altri figli a cui pensare, te ne sei scordata?
La porto a casa con me decise Daphne. I neonati muoiono se non sono amati.
Vorrei che fosse morta.
Sei sconvolto, Richard.
Lui la guard con occhi inespressivi. Poco fa sono passato davanti al nido dove tengono tutti i bambini nelle loro culle con il nome scritto sopra. E su quella di questa... di questa cosa qui c'era scritto Caldwell. Mi sono vergognato, Daphne. Non volevo che nessuno vedesse il mio nome su quella culla!
Vergognato?
Gi, vergognato!
Ma nessuno dice che  stata colpa tua.
Non posso farne a meno, Daphne. Non provo niente per lei. Non credo che prover mai niente.
Daphne gli accarezz i capelli biondi. Lo so mormor, lo so. Ma con il tempo cambierai. Anch'io quando l'ho vista ne sono rimasta disgustata, ma poi era cos piccola e inerme e aveva talmente bisogno di me che ho capito che non potevo fare a meno di volerle bene. Non ti permetter di farla ricoverare, Richard. La porto a casa con me.
Sai bene che non farei nulla senza il tuo consenso.
Dalle solo un'opportunit, Richard.
Ma non ti rendi conto che se cominci ad amarla sar molto pi difficile mandarla via?
Aspettiamo e vediamo disse Daphne. Forse si svilupper meglio di quanto pensiamo.
Non sar mai normale.
Aspettiamo e vediamo.
Lui non la contraddisse perch era ancora debole e Daphne si lasci andare sui cuscini trionfante. Credeva di avere vinto.
Quell'estate i bambini giocarono sulla spiaggia e si abbronzarono, Richard e Daphne fecero sci nautico al club, cenarono con gli amici e finsero che tutto fosse normale. Elizabeth restava a casa con la governante. Il sole era sconsigliabile per i neonati. Quando era a casa Daphne giocava instancabilmente con lei, cercando di strapparle una qualsiasi reazione, un segno che le dimostrasse che la piccola era consapevole delle sue attenzioni. Elizabeth era cos lenta... Non guardava i giocattoli sospesi sopra la culla e neppure cercava di alzare la testa. Apparentemente gli altri quattro non si erano accorti di nulla. La trattavano come un balocco non troppo interessante. Richard si rifiutava di avvicinarsi a lei. Daphne aveva l'impressione che addirittura si ritraesse disgustato.  per quell'enorme lingua penzoloni, pens Daphne. Con il tempo la sproporzione si attenuer.
Faceva bene attenzione a non trascurare i quattro maschi perch non diventassero gelosi della sorellina. L'estate pass senza troppi traumi. In autunno i bambini pi grandi tornarono a scuola e Theodore cominci ad andare a un asilo privato. Al mattino, non appena Richard usciva per andare al lavoro e la casa restava vuota, Daphne portava Elizabeth nel suo letto. La coccolava e le parlava, oppure le cantava a bassa voce. Elizabeth aveva cominciato a piangere se stava male e a sorridere se era felice; trionfante, Daphne interpret quelle manifestazioni come un segno di progresso. Il suo cuoricino batteva talmente forte e le sue dita minuscole stringevano quelle di Daphne come se sapesse qualcosa. Ma pi cresceva e pi somigliava a una mongoloide. Tuttavia ormai non aveva pi importanza: aveva la sua personalit ed era in grado di amare. Daphne ne era certa.
Il dottor Gibbs fece fare a Elizabeth una serie di analisi e di test. I risultati non furono incoraggianti. Richard aveva ricominciato apertamente a fare pressioni su Daphne perch acconsentisse a sbarazzarsi di Elizabeth con le stesse dolci moine usate per convincerla a metterla al mondo. Ci furono momenti nei quali Daphne temette addirittura di non amarlo pi. Se lo immaginava che rapiva Elizabeth e la faceva portare via chiss dove mentre lei dormiva. Ricord il figlio che Richard aveva avuto da Hope e che aveva completamente ignorato, e la sua ansia crebbe talmente da non riuscire a dormire. Fumava una sigaretta dopo l'altra. I lineamenti del suo viso si fecero tirati e la carnagione arida ed emaciata. I bambini stavano risentendo della tensione che c'era in casa e Theodore cominci a fare la pip a letto. Daphne si accaniva a fingere che tutto fosse normale e la sera, all'ora di cena, continuava a portare Elizabeth accanto al tavolo in sala da pranzo perch potesse partecipare alla vita della famiglia.
Era giunto l'inverno. Faceva freddo. Una sera, dopo che i bambini furono andati tutti a letto, Richard accese il fuoco nel camino del soggiorno e fece sedere Daphne avvolta in una coperta. Lei fissava le fiamme con sguardo assente, fumava e pensava con angoscia alla notte insonne che l'attendeva. Richard le port una tazza di latte caldo con zucchero e brandy e la circond con le braccia.
Voglio che tu beva questo le ordin dolcemente.
Lei lo sorseggi svogliatamente. Buono disse.
Devo prendermi cura di te, amore. Tu sei troppo importante per me e ultimamente si direbbe che ti trascuri.
Daphne sospir. Che cosa poteva dirgli per fargli cessare quel martellamento una volta per tutte?
Voglio solo il tuo bene, Daphne! Ti amo tanto.
Anch'io ti amo, tesoro.
Richard prese dalla tasca un foglio di carta e glielo porse insieme con una penna. Firmalo e basta, senza leggerlo e senza fare domande.
Con il cavolo che lo faccio! Sapeva di che cosa si trattava.
Stammi a sentire, Daphne, prima o poi dovrai cedere. Ma non ti rendi conto che sta facendo a pezzi la nostra famiglia? Tu hai quattro figli meravigliosi che ti vogliono bene e che hanno bisogno della loro mamma. Pi aspetterai e peggio sar per tutti le disse con voce supplichevole.
No, Richard! Ti prego, no!
Daphne, te lo sto chiedendo in ginocchio!
La odi cos tanto, dunque?
Non la odio affatto. Voglio solo metterla nel luogo pi adatto per lei e dove so che sar felice. Vedrai, saranno buoni con lei e sapranno come prenderla. Lei non si accorger neppure della differenza. Non  fatta per stare qui con noi.
No.
Lui non smise di farle pressioni e ogni giorno Daphne gli opponeva il suo rifiuto. Dimagr e cominciarono a tremarle le mani. Temeva addirittura che la tensione le provocasse una crisi epilettica. Ogni volta che ripensava a quanto Richard avesse desiderato una piccola Daphne, una copia perfetta della madre, si trovava il viso rigato di lacrime. Aveva ricevuto un dono difettoso e ormai non pensava che a sbarazzarsene. Proprio come aveva fatto con il primo figlio. Aveva avuto ragione a non parlargli mai della sua epilessia. Lui non ci avrebbe pensato due volte a lasciarla. Ebbe paura per il suo matrimonio. Ormai fra lei e Richard non si parlava d'altro se non di fare ricoverare Elizabeth. I bambini cominciarono ad avere comportamenti strani a scuola ed era fin troppo evidente che anche a casa erano diventati difficili e capricciosi. Daphne perdeva spesso la pazienza con loro e urlava. Non sapeva pi che cosa fare.
Chiese a Richard di portarle a vedere il luogo nel quale voleva fare internare Elizabeth. Consisteva in una serie di ridenti dormitori, che non ricordavano affatto un vero e proprio ospedale, nei quali diversi bimbi ritardati vivevano sotto la guida di numerosi assistenti. Era terribilmente costoso. C'era del personale specializzato per nutrire, lavare e vestire quelle inermi creaturine e un gruppo addetto alla supervisione dei giochi di quelle che erano autosufficienti dal punto di vista motorio. Nessuno dei piccoli ospiti sembrava infelice. I locali erano puliti e arredati in modo allegro. Daphne vide un gruppo di bambini mongoloidi. Erano tutti identici: una versione pi vecchia di Elizabeth.
Cos, quando noi saremo vecchi e moriremo, qualcuno si prender cura di lei le fece notare Richard.
I bambini mongoloidi non vivono a lungo ribatt Daphne. Me lo ha detto un'infermiera in clinica. Non posso sopportare il pensiero di saperla sola e che muoia lontano da noi.
Qui trover affetto e amicizia prosegu Richard. Tanto ancora non ci riconosce.
Sembrava cos logico, cos sicuro di s. E lei era tanto stanca e spaventata. Il posto sembrava gradevole e gioioso per quanto possibile. L Elizabeth avrebbe avuto degli amici. Chi mai avrebbe giocato con lei nel mondo reale?
Quando furono di nuovo a casa Daphne firm le carte.
Poi accompagnarono Elizabeth nella sua nuova casa. Daphne le port tutti i suoi giocattoli, sebbene non li usasse mai. Un'infermiera l'attendeva sulla soglia.
La prego, pu stringerla e baciarla qualche volta? la implor Daphne. Le piace tanto!
Glielo prometto disse l'infermiera.
Imperturbabile, Elizabeth permise a quell'estranea di portarla via come se i suoi genitori non fossero mai esistiti.
Da quel momento in poi Daphne, Richard e i bambini ripresero l'esistenza normale e le antiche abitudini. Era come se una cappa di piombo fosse stata improvvisamente sollevata dalla casa. I bambini sembravano pi sereni e Richard torn a essere quello di un tempo. Ai bambini spiegarono che Elizabeth era stata mandata a una scuola speciale perch era nata con un piccolo difetto. Erano troppo piccoli per chiedere quale e Daphne ebbe l'impressione che fossero piuttosto contenti di essersi sbarazzati della sorellina. Quanto a lei, le rest un dolore continuo, una sofferenza che la rodeva nonostante fingesse che tutto fosse esattamente come prima.
Il giorno di san Valentino Richard arriv con un dono speciale per Daphne. Un cucciolo di cocker spaniel biondo, di razza purissima, dal pedigree impeccabile, lo sguardo vispo, la coda sempre in movimento, affettuoso, allegro. Un cane assolutamente perfetto.
Certo che lo era! Richard si liberava sempre di ci che non era perfetto.

5.

Alle soglie della quarantina Max Harding era soddisfatto della sua vita di scapolo. Era molto richiesto in societ e aveva un'infinit di amici, gay e normali, uomini e donne, soprattutto del mondo teatrale e artistico in genere, ma anche di quello del lavoro e delle pi svariate e rispettabili professioni. Non c'erano limiti invalicabili nella vita mondana di New York ed era proprio la mescolanza della gente pi eterogenea a renderla cos interessante. Ormai era produttore e regista, con qualche fiasco alle spalle oltre ai numerosissimi successi. Era soprattutto famoso per i suoi musical e per le commedie tratte da vecchi temi nostalgici, come il suo caro Penrod! I pochi fiaschi li aveva registrati ogni volta che aveva tentato di lanciarsi nell'avanguardia. Proprio l'inverno precedente aveva diretto una commedia senza fondali, se non alcune diapositive proiettate sul nudo palcoscenico. Era stata stroncata dopo la prima sera. I critici ne avevano detto tutto il male possibile e, per la verit, neppure Max ne era stato troppo convinto, ma per una volta aveva voluto seguire le direttive dell'autore. Quanto a lui, era fermamente convinto che, per quanto anticonformista e bizzarro potesse essere nella sua vita di tutti i giorni, seguendo e anticipando ogni moda, in fondo al cuore sarebbe sempre rimasto negli anni Venti, epoca che non aveva mai conosciuto, ma alla quale sapeva di appartenere. Nella parte pi profonda di s era un inguaribile romantico sebbene i partner delle sue numerose quanto brevi relazioni amorose sarebbero stati i primi a meravigliarsene nel venirlo a sapere.
Solo i suoi amici intimi ne erano al corrente. Annabel, la sua migliore amica, lo sapeva e cos pure Emma. Il lavoro di Max era tutta la sua vita e Annabel ed Emma erano la sua famiglia. Emma, che ormai aveva quattordici anni e mezzo, era come una nipotina per lui. L'apparecchio per raddrizzarle i denti le era stato tolto, era diventata addirittura pi alta di Annabel e in certi momenti somigliava talmente a come era stata sua madre a diciotto anni che Max restava senza fiato a guardarla. Aveva gli stessi folti capelli color rame, gli stessi innocenti occhi verdi, il medesimo viso dai lineamenti squisiti anche se ancora un po' infantili. Da Annabel, poi, aveva ereditato lo stesso disprezzo per l'ipocrisia.
Max aveva proposto a Emma di fare l'attrice, certo che un giorno sarebbe diventata una stella del cinema.
Che schifo! aveva esclamato Emma. Io voglio essere dall'altra parte della cinepresa. A me i film piace realizzarli.
A volte cambiava idea e decideva di diventare una giornalista fotoreporter, di viaggiare per il mondo a intervistare personaggi famosi e smascherare corruzioni e malvagit. Si vedeva come un misto di Lois Lane e di Superman. Si interessava molto poco al teatro, per andava a vedere tutti i film che erano in circolazione e adorava recarsi con i suoi amici al New Yorker, dove proiettavano vecchi film fatti prima che lei venisse al mondo. Non perdeva di vista neppure la saletta cinematografica del Museum of Modern Art dove, invece, si proiettavano film girati prima che non solo lei, ma anche i suoi genitori venissero al mondo. Era un miracolo che riuscisse a stare dietro anche ai compiti e alla scuola.
Sapeva che Max era omosessuale e accettava quella diversit con serenit ancora maggiore di quanto accettasse la vita sentimentale della madre. Crescendo Emma aveva cominciato a provare un senso di rivalit nei confronti di Annabel, ma non di Max. Per lei era come uno zio adorato. Se non avevano sue notizie per un po' era Emma stessa a telefonargli.
Salve, zio Max. Come te la passi?
Okay. Bugia.
Di nuovo depresso? Vieni a trovarci che ti tiriamo un po' su.
In certi momenti della sua esistenza Max andava soggetto a terribili depressioni. Accadeva soprattutto quando si trovava fra una produzione e l'altra, con niente altro da fare se non leggere soggetti e copioni alla ricerca di qualcosa che valesse la pena di mettere in scena, oppure quando, trovandosi in un momento di stasi fra i suoi numerosi romanzetti amorosi, si vedeva gi vecchio, solo e abbandonato da tutti. Dopotutto Annabel aveva scelto volontariamente la solitudine e poi aveva Emma. Max, invece, era completamente solo, senza nessun legame. A volte pensava di provare a dare la sua fiducia a qualcuno, a farsi una vita a due, magari con un uomo maturo, della sua et. Conosceva parecchie coppie felici di uomini che sapevano darsi fedelt, appoggio e solidariet senza distruggersi a vicenda. Alcuni di loro erano insieme da parecchi anni come sarebbe successo a lui e ad Alexander se le cose fossero andate diversamente fra loro. Ma Alexander aveva Chris e il loro figlioletto mentre lui, Max, era ancora solo con la sua paura di amare.
In fondo, per, era anche molto attaccato alle sue abitudini e al suo stile di vita. Gli piaceva stare solo, trovare ogni cosa sempre al suo posto, fare quello che gli saltava in mente, e a qualunque ora del giorno e della notte, senza dovere rendere conto di nulla a nessuno n controllare i suoi malumori. Quei momenti di depressione non duravano mai a lungo e ben presto tornava a essere quello di prima: attivo, famoso, adorato, sessualmente soddisfatto. E quando vedeva Alexander e Chris, cos felici insieme, non provava nessuna gelosia.
Una volta al mese Max invitava Emma a colazione. La portava nei ristoranti pi alla moda e famosi in citt e lasciava che fosse lei a scegliere. Emma adorava provare sempre posti nuovi.
Sei il mio unico amico ricco, zio Max.
Solo perch sono il tuo unico amico di mezza et!
Ma tu non sei di mezza et!
Sono contento che tu lo abbia detto, altrimenti per castigo ti avrei portata a mangiare alla tavola calda.
In quella giornata primaverile Emma decise di andare a Chinatown. Era in vacanza da scuola e perci Max l'aveva invitata a pranzo in un giorno feriale anzich di sabato come faceva di solito. Prima di mangiare Emma volle passeggiare per dare un'occhiata alle botteghe di souvenir. Presero un taxi e Max chiese all'autista di farli scendere in una qualsiasi strada molto frequentata, visto che non conosceva affatto il quartiere cinese.
Emma era incantata davanti alle cabine del telefono simili a piccole pagode cinesi, tutte dipinte di rosso, e si innamor di un negozietto che vendeva strane erbe medicinali.
Credi che abbiano un afrodisiaco? volle sapere.
E che cosa te ne faresti di un afrodisiaco?
Cos, tanto per sapere.
Oh, s e molto buono rispose per lui il padrone del bugigattolo indicando un boccale colmo di foglie secche. Buono per signori uomini.
Emma scoppi in una risata irrefrenabile. Pensa un po'! Crede che tu sia il mio amante!
Roba buona per turisti comment Max seccamente. Questa  mia figlia.
Certo, certo si affrett a dire il negoziante con aria poco convinta. Si vede subito la somiglianza!
Max ed Emma si precipitarono per strada e, ridendo a crepapelle, caddero uno nelle braccia dell'altra. Pensa un po', ci somigliamo! esclam affannosamente Max.
Incesto annunci Emma. Ti prego, zio Max, non farmi ridere pi. Mi fa male la pancia.
E io sto morendo di fame. Andiamo a mangiare.
Percorsero la strada alla ricerca di un ristorante invitante, incapaci di decidersi. Prendiamo un taxi e andiamocene da Bo Bo's! propose Max speranzoso. Almeno di quello abbiamo gi sentito parlare!
No. Oggi voglio vivere pericolosamente. Scelgo questo.
Okay.
Le fece strada all'interno. Il locale era quasi vuoto, segno non troppo promettente, pens Max. Sembrava pulito, per, per quanto fosse troppo buio per dirlo con certezza, ma le tovaglie spiccavano candide nella fioca luce ambrata. Il gatto di casa, bianco e grigio, corse loro incontro e si strofin contro la gamba di Emma. Gli occhi della ragazza scintillarono: adorava i gatti. Si chin e accarezz affettuosamente la testa della bestiola.
Fu in quel momento che Max vide Alexander. Era seduto a un tavolino appartato in fondo alla sala e stava pranzando con un ragazzetto piuttosto conosciuto nei giri gay. Alexander, che probabilmente era nell'intervallo di colazione, indossava un completo grigio scuro di ottimo taglio con tanto di cravatta. Il ragazzetto, invece, portava un paio di jeans stinti e un giubbotto di pelle. Aveva i capelli lunghi e biondi e un viso attraente e malizioso da ragazzo di vita. Si stava ingozzando di cibo usando forchetta e coltello mentre Alexander, impeccabile con i suoi bastoncini cinesi, lo divorava con lo sguardo. Quando si hanno quarant'anni suonati e si ha voglia di farsi un diciannovenne  indispensabile dargli prima da mangiare, riflett Max. Lo rattristava l'idea di avere colto Alexander in quella umiliante situazione, ma non era affatto sorpreso.
Il cameriere si avvicin al loro tavolo. Due?
No... mi  appena venuta in mente una cosa esclam Max spingendo Emma fuori dalla porta prima che potesse vedere Alexander. Vieni con me, Emma. Mi sono ricordato che un amico mi ha detto che uno dei ristoranti che abbiamo appena superato  fantastico.
La port in un ristorante del quale non aveva mai sentito parlare e scelse un tavolo sul fondo, lontano dalla vetrina in modo che Emma non potesse scorgere Alexander e la sua conquista nel caso fossero passati da l per andare a letto da qualche parte. Povera Chris, pens Max. Povera, povera Chris!
Ma su questo men non c' neppure una parola di inglese osserv Emma. Credi che abbiano il branzino con la salsa di soia?
Certo che ce l'hanno. Adesso lo chiedo. Non ne avrebbe mai parlato a Chris e neppure ad Annabel, perch loro due si raccontavano tutto.
E con un sacco di aglio dentro precis Emma. Adoro l'aglio!
Avrei dovuto portarti in un ristorante italiano, allora. Probabilmente quella storia andava avanti da un pezzo. Si chiese da quanto. Sembrava proprio che Alexander fosse condannato a vivere una doppia vita.
E poi che cosa ne dici di dividerci una porzione di riso fritto? Cos non ingrassiamo troppo.
Ingrasser ancora meno se te lo ordino e ti sto a guardare. Gli faceva pena anche Alexander. Gli facevano pena tutti e due.
 talmente divertente questo posto esclam Emma. Grazie di avermici portato!
Piacere mio! Le sorrise teneramente chiedendosi perch mai si dovesse preoccupare ancora per l'esistenza di gente che non si curava minimamente di lui quando davanti a s, invece, aveva tutta la sua famiglia!

6.

Quell'estate Chris e Alexander affittarono una casa nel Connecticut nella quale andare durante i week-end. Si trovava ad appena un'ora e mezzo da New York, ma una volta laggi era come vivere in un altro mondo, sereno e pastorale. Un tempo la casa era stata una fattoria e nella costruzione che in origine aveva ospitato le stalle c'era una piscina riscaldata con un tavolo da ping-pong e un distributore di bibite ghiacciate. Attorno alla casa si stendevano diversi ettari di terreno boscoso. Nicholas portava sempre con s almeno un amichetto e la signora Gormley li seguiva per badare a tutti quanti. Chris e Alexander avevano deciso di darsi all'orticoltura ed erano entusiasti dei loro successi, sebbene avessero commesso l'ingenuit di piantare verdure che maturavano tutte alla stessa epoca costringendoli alla ricerca continua di amici ai quali regalare lattuga e pomodori.
Qualche volta invitavano degli ospiti per il fine settimana, ma pi spesso se ne stavano in famiglia, mentre coppie di amici venivano a passare da loro la giornata di sabato per nuotare, rosolarsi al sole, pranzare, fare footing, affittare cavalli a una scuderia non lontana, giocare al volano, nuotare di nuovo e generalmente fare del loro meglio per farsi venire uno strappo muscolare o un infarto prima di sera. Le attivit frenetiche dei loro ospiti divertivano immensamente Chris e Alexander che non erano per nulla sportivi. Chris adorava cucinare di persona la cena del sabato, per quanto non lo facesse mai durante la settimana. In quella grande cucina, antica e spaziosa, con tutto il tempo necessario a disposizione, preparava cene abbondanti, ma relativamente semplici, a base di cibi genuini e per quanto possibile di prodotti del loro orto. Vi crescevano persino gli odori.
Quello era un sabato tipico; alcuni amici, un medico e sua moglie con il loro figlioletto di sei anni, erano arrivati per trascorrere la giornata con loro. Prima di cena, seduti in veranda, avevano bevuto del vino bianco gelato e gustato delle tartine al formaggio, contemplando il tramonto e riempiendosi i polmoni dell'aria fresca e profumata. Sul fuoco in cucina borbottava lo stufato. Davanti a loro, sul prato, i bambini giocavano a rincorrersi; Chris chiacchierava animatamente dei nuovi libri dell'autunno e Alexander la guardava orgoglioso, conscio di tutto ci che si era costruito e della sua conquistata serenit. Poi i bambini ebbero il permesso di mangiare davanti al televisore, cos stavano alla larga dai grandi, e gli adulti cenarono al lume di candela con altro vino, altri aneddoti divertenti, pettegolezzi, indiscrezioni finanziarie di Alexander, ma soprattutto niente di troppo serio o impegnativo perch erano tutti stanchi morti per il sole e le mille attivit sportive di quell'intensa giornata. Gli addii furono alle undici. Il bambino degli ospiti era gi profondamente addormentato fra le braccia del padre che lo caric in macchina senza svegliarlo.
Alexander chiuse la porta, spense le luci e sal di sopra insieme con Chris. Sulle scale le pass il braccio attorno alle spalle.
Sai a che cosa stavo pensando? le disse mentre si spogliava. Per le vacanze di Natale potremmo andarcene in Svizzera. Pare che sia stupendo laggi e Nicholas potrebbe imparare a sciare!
Gi e noi che cosa faremmo, invece? replic Chris. Non penserai di farmi montare su quegli ignobili pezzi di legno, vero?
Ci riposeremo. Ce ne andremo a zonzo ad ammirare il panorama, faremo acquisti e respireremo l'aria di montagna.
Mi sembra un'ottima idea.
Oppure potremmo andarcene in qualche isola tropicale e arrostirci al sole.
Ho sempre desiderato vedere le Hawaii esclam Chris.
Sembra che ormai siano invase dai turisti le fece notare Alexander. Troppa gente, troppa civilt.
Che peccato!
Che cosa ne dici, invece, di un'isoletta dei mari del Sud? Le Figi, per esempio?
Dov' quel posto dove vive Marlon Brando?
Non lo so, ma ci penser. Vorresti andarci?
Non saprei, ma da un'intervista che ho letto da qualche parte sembrava un paradiso terrestre rispose Chris.
Allora scopri come si chiama disse Alexander, e io vedr se esistono alberghi laggi e nel caso prenoto subito i biglietti.
Oppure preferiresti la Svizzera?
Come vuoi tu, non ho preferenze.
Si misero a letto. Alexander la circond con le braccia. Naturalmente c' sempre la Turchia le disse. Sembra che sia magnifica.
Ci fa freddo a Natale?
Potremmo scoprirlo.
Chris rise. Sembriamo proprio due arricchiti!
Non ci hanno mai insegnato come goderci la vita ad Harvard e a Radcliffe osserv Alexander. Ci hanno insegnato le buone maniere, questo s, in modo che tutti sembrassimo ricchi, ma non ci hanno mai detto come spendere i soldi.
Sicuramente tu non hai bisogno che qualcuno te lo insegni disse Chris. Gli accarezz i capelli, ammirando la bellezza da togliere il fiato dei suoi lineamenti. Con la maturit era diventato ancora pi bello di un tempo, pens, e ancora una volta si disse che era stato un vero, stupendo miracolo che lui si fosse innamorato proprio di lei. Non era mai stata capace di dirglielo e probabilmente non lo avrebbe mai fatto. In fondo doveva pur fingere di essere convinta di valere qualcosa anche lei, altrimenti lui avrebbe potuto cominciare a chiedersi perch mai dovesse amarla.
Voglio che la nostra vita insieme sia piena e divertente le disse Alexander. Appoggi la testa sui suoi seni e la strinse pi forte.
 perfetta disse Chris. Ti amo tanto, Alexander. Pi di chiunque altro al mondo. Lo strinse a s, aspettando di capire se si stava eccitando, augurandosi che fosse cos.
Allora lui giacque supino, appoggiandosi contro il cuscino e aspettando le sue carezze. Chris gli si stese sopra, il corpo contro quello di lui, le dita, ormai esperte, che percorrevano lievi il suo corpo indugiando infine sul pene, circondandolo, stuzzicandolo finch lei non sent il lieve turgore... sperando, pregando, preoccupata, come sempre, che lui infine si fosse stancato di lei, la moglie da oltre sette anni, la scarpa vecchia... sentendo il pene diventare grande, pieno, pulsante, trionfante nella rinnovata conferma che tutto andava bene... lui non voleva un uomo, voleva ancora lei, tutto andava bene...
Alexander fece l'amore con lei e ancora una volta Chris non pens pi che alla sua passione. Ogni volta era pi bello per lei. L'amore di Alexander era pi dolce che passionale, ma non appena lui la penetrava Chris prendeva il comando. Quando facevano l'amore impazziva e lui sembrava sempre un po' stupito e compiaciuto di essere la causa di simili reazioni da parte di lei. Dopo aveva sempre lo stesso sorriso, come se avesse riportato una nuova vittoria.
La domenica mattina lessero insieme il New York Times seduti nella veranda assolata, con succo d'arancia, focaccine calde e caff fumante sul tavolino, scambiandosi commenti e citandosi passaggi quando trovavano una notizia particolarmente divertente. Dopo colazione Alexander insegn a Nicholas e al suo amichetto a giocare a baseball. La cosa riemp Chris di divertita tenerezza perch Alexander non aveva la minima idea di come si giocasse a baseball. Ma evidentemente per due bambini di sei anni andava bene anche cos. A pranzo fecero un picnic tutti insieme sul prato, poi, nel pomeriggio, il bagno in piscina e infine presero il sole. Chris non sopportava di vedere finire quei pomeriggi perch significava che era ora di tornare in citt. Era stato un week-end perfetto. I loro week-end lo erano sempre.
L'estate era dolce e serena. Alexander non aveva ancora deciso dove andare per le vacanze di Natale, ma in fondo rientrava nel gioco. Fare progetti e sognare a occhi aperti era eccitante quanto il viaggio vero e proprio. Sapere che al mondo c'erano possibilit infinite e che loro potevano viverle tutte era esattamente ci che volevano dalla vita. Parte del loro progetto era anche la festa di compleanno che avrebbero fatto a Nicholas durante il viaggio. Erano come I Tre Moschettieri. Nicholas cresceva e diventava di giorno in giorno una miniera di sorprese. Chris pensava che l'idea che le famiglie infelici si perpetuassero non fosse altro che una specie di diceria: sia lei, sia Alexander avevano avuto un'infanzia tristissima e invece in et adulta si erano rivelati dei genitori fantastici. Insicura com'era per la maggior parte delle cose che la circondavano, Chris non aveva dubbi su quel fatto.
Poi un giorno, un afoso venerd pomeriggio, Alexander fu trattenuto in citt per una riunione di lavoro, ma la convinse a precederlo comunque in campagna. L'avrebbe raggiunta in serata. Nicholas aveva gi invitato un amichetto, Chris aveva gi fatto la spesa e tutto era stato organizzato.
Non mi va di lasciarti solo disse Chris.
Non essere sciocca. Ti telefono se perdo l'ultimo treno.
Aveva ragione, naturalmente, cos Chris part pur essendo spiacente per lui. Se non altro sarebbe rimasto in ufficio con l'aria condizionata.
Giunti in campagna l'aria aveva un'immobilit minacciosa mentre nel cielo si disegnavano lampi. In lontananza, sulle colline, si udiva il brontolio dei tuoni. Gli uccelli si diedero alla fuga, volando oltre le chiome degli alberi.
Ci sar temporale, stasera osserv la signora Gormley. Aiut Chris a scaricare la macchina, poi frug nella credenza in cucina estraendo candele, fiammiferi e torce elettriche nel caso fosse mancata la corrente. Nicholas, che in vita sua aveva gi cavalcato un cammello, era stato messo in guardia dal bere l'acqua di sei diversi Paesi e dormito in una tenda sugli altopiani africani, era visibilmente eccitato all'idea come davanti a una nuova, esaltante avventura, ma la sua amichetta, una bambina della sua classe di nome Jane, era piuttosto spaventata.
Se manca l'acqua, domani non dovrai farti il bagno le disse Nicholas. Jane sembr un po' rincuorata.
Il temporale dovrebbe rinfrescare l'aria osserv Chris pensando ad Alexander solo nella citt afosa. Si chiese se sarebbe piovuto anche l.
Anzich cuocere sulla griglia all'aperto gli hamburger Chris li arrost sul fuoco del camino del soggiorno e poi per tenere buoni i bambini, fece rosolare i marshmallow su una graticola improvvisata fatta con gli attaccapanni di metallo. Il temporale si scaten, ma, in un certo senso, era rassicurante e piacevole sentirsi al sicuro in quella vecchia casa. Chris diede a ciascun bambino una torcia elettrica da portarsi a letto, dicendo loro che probabilmente non ne avrebbero avuto bisogno, che era solo un temporale estivo e che il mattino dopo sicuramente ci sarebbe stato un sole magnifico. Poi, dopo che li ebbe messi a letto di sopra, riemp pentole e bottiglie di acqua da bere e per prudenza colm fino all'orlo anche la vasca da bagno.
Alle undici, mentre leggeva a letto, il telefono squill. Era Alexander.
Ho perso il treno e sono distrutto. Qui piove a dirotto. Sono a casa e vado subito a letto. Prendo il primo treno domani mattina.
Va bene, amore. C' un temporale con i fiocchi anche qui. Telefonami domani e vengo a prenderti alla stazione.
I bambini stanno bene?
Benone. Ti amo gli rispose con dolcezza.
Anch'io ti amo, Chris. Buona notte.
Riattacc in preda alla depressione. Le sarebbe tanto piaciuto avere Alexander vicino, che la stringeva a s a ogni tuono. Le mancava tanto. Raramente passavano la notte separati. Da quando si erano sposati non era accaduto pi di tre volte che Alexander si fosse trattenuto fuori per qualche impegno di lavoro. Ebbene, prima si addormentava e prima sarebbe giunto il mattino e il momento in cui Alexander sarebbe stato l per trascorrere un week-end incantevole con lei.
Era piombata in un sonno agitato quando il telefono squill di nuovo. Stordita, guard la sveglia accanto al letto. Era l'una e mezzo del mattino. Dall'altro capo del filo ud la voce di sua madre, impastata dall'alcol, ma anche concitata e ansiosa.
Pap ha avuto un infarto.
Oh, no!
 ricoverato all'ospedale, al Mount Sinai. Sar meglio che tu venga subito.  al reparto rianimazione.
Arrivo prima che posso le rispose Chris.
Il cuore le batteva all'impazzata e ormai era completamente sveglia. Si sentiva avvampare. Suo padre non aveva mai sofferto di cuore fino a quel giorno. Ma cose di questo genere succedono quando si  anziani. Grazie al cielo era ancora vivo! Forse se la sarebbe cavata per quella volta. Le venne in mente di telefonare ad Alexander, ma decise che era inutile svegliarlo. In fondo non c'era nulla che potesse fare al momento.
Quando fu vestita e pronta per partire entr in punta di piedi in camera della signora Gormley per avvertirla che andava; quindi usc e part nella tempesta che infuriava. A quell'ora le strade erano deserte, la pioggia torrenziale spazzava il parabrezza e si sollevava in spruzzi violenti dalle ruote posteriori. Chris guidava con prudenza, terrorizzata all'idea di potere avere un incidente sulla strada sdrucciolevole. Intanto pensava a tutte le cose che suo padre aveva fatto per lei: a quella volta che si era occupato della sua roba quando aveva deciso di restare a Parigi, a tutte le menzogne che gli aveva raccontato e che lui aveva bevuto con tanta fierezza, a tutte le occasioni nelle quali si era comportato da amico e confidente. Era stato un padre talmente dolce per lei, ansioso di compensarla della mancanza di una vera madre. Per tutti quegli anni aveva pensato che il fatto che fosse rimasto con quella povera alcolizzata fosse un segno di debolezza. In quel momento, invece, cominciava a credere che fosse stato un segno di forza. Chi poteva conoscere le vie misteriose dell'amore? Per ogni coppia era diverso. Certamente suo padre aveva sopportato parecchie umiliazioni, con pazienza e serenit. Il Signore non poteva permettere che morisse cos, non ancora... Voleva tanto bene a suo padre, sebbene lo vedesse meno di quanto avrebbe potuto. Improvvisamente torn a sentirsi bambina e nella sua mente risuon lo scatto della chiave che girava nella serratura quando lui tornava a casa. Quel suono sembrava propagarsi ovunque nell'appartamento vuoto, potente e gigantesco, riempiendola di gioia e di sicurezza.
Quando, finalmente, arriv all'ospedale non le permisero di vederlo perch era notte. Sedette insieme con sua madre nel salottino di attesa sorseggiando un orribile caff dallo squallido bicchierino di carta e notando per la prima volta quanto fosse invecchiata e avvizzita sua madre sotto quella cruda luce al neon.
 cosciente le annunci sua madre. Pensano che non ci siano lesioni irreversibili al cervello. Pu darsi che se la cavi.
Perch lo hanno portato in rianimazione?
 la regola per gli infartuati.
Notando che sua madre si torceva disperatamente le mani Chris suppose che avesse un bisogno irrefrenabile di bere qualcosa.
Vado a prenderti una tazza di caff.
No. Non ho bisogno di nessun caff.
Non ho detto che ne avevi bisogno. Ho solo pensato che potesse farti piacere.
Mi hai sempre odiato le disse sua madre. Scoppi in lacrime. Chris sent che lo stomaco le si rivoltava.
Non  vero. Non ti ho mai odiato.
Ce l'avevi con me perch bevevo.
 acqua passata ormai le disse Chris. Circond con il braccio le spalle della madre. Il suo corpo sembrava pi piccolo e fragile di quanto ricordasse.
Una volta, a Natale, ho cercato di darti una fetta di panfrutto e tu ti sei messa a urlare e sei corsa fuori dalla stanza perch ti avevano detto che era inzuppato nel whisky.
Avevo sette anni, mamma le fece notare Chris. Adesso ne ho quasi quaranta. Bevo vino tutte le sere, ormai. Dimentica quell'episodio.
Io bevo per rilassarmi, Chris. Non credo che potrai mai capire!
Capisco, invece replic Chris. Capisco davvero. Desiderava dirle che le voleva bene, ma le parole le facevano un groppo in gola. Perch non riusciva a pronunciarle soprattutto in un momento come quello in cui erano cos necessarie? In fondo era vero, voleva bene a sua madre. Ma chi non amava la propria madre? Per le sembrava falso dirglielo in quel momento. Prov compassione per la donna davanti a lei, ma in fondo non poteva nascondere a se stessa che non le andava a genio.
Tu e io dovremmo cercare di diventare amiche le disse sua madre.
S replic Chris e poi cominci a piangere perch era tanto stanca e preoccupata per suo padre. Sua madre interpret quelle lacrime come segno di riconciliazione e sorridendo le strinse la mano.
Finalmente alle sei di quella mattina l'infermiera si impietos e permise loro di entrare a vedere il signor Spark, purch facessero piano e non si fermassero pi di cinque minuti. Lui era sveglio e chiedeva di loro. Prima di entrare la madre di Chris si guard un attimo con aria preoccupata nello specchietto del portacipria e si pass sulle labbra un'ombra di rossetto. Ancora una volta Chris pens ai misteri e alle complessit dell'amore.
Il volto di suo padre era grigio contro il cuscino. Un'infinit di cavi e di tubi collegava il suo corpo a macchine complesse. Chris guard lo schermo televisivo che registrava i battiti del suo cuore con impulsi luminosi e si chiese quale fosse la normalit. Che cosa stavano a indicare quei punti e quelle linee tremolanti? Lui le sorrise vedendola.
Oh, sei venuta dalla campagna.
Come ti senti?
Okay.
Chris lo baci sulla guancia. Ti voglio bene, pap.
Sono contento. Stringeva la mano di sua madre. Mi hanno dato delle pasticche per farmi sentire stupido. In questi posti ti imbottiscono di tranquillanti cos non pianti grane.
Vedrai che si rimetter presto! esclam Chris sollevata.
Mi raccomando, non dare noia alle infermiere lo ammon sua madre.
Noie, io?
Vuoi che ti porti qualcosa? gli chiese Chris.
No, grazie. Una giovane infermiera entr nel spar. Non  carina? L'infermiera sorrise. Guardala, non  carina? ripet lui indicando la figlia.
 in gran forma osserv l'infermiera. Presto star benone. Adesso sar meglio che voi due andiate in modo che possa riposarsi un po'.
Uscirono tutt'e due nel corridoio. Perch non andate a casa a dormire anche voi? sugger l'infermiera. Il dottore passer pi tardi cos potrete parlargli.
S, credo che lo far disse Chris. Improvvisamente la stanchezza la vinse e si sent mancare. Non vedeva l'ora di arrivare a casa e di sdraiarsi sul letto accanto ad Alexander, di farsi stringere da lui finch tutto non fosse andato a posto.
Sua madre volle a tutti i costi riposare sul divano della saletta finch non avesse parlato con il medico di turno e Chris si chiese se in un certo senso non fosse un sistema per stare alla larga dalla bottiglia che, se lei fosse rimasta sola a casa, avrebbe rappresentato una tentazione troppo forte. La tensione sembrava fare emergere il meglio di sua madre; dovevano essere le preoccupazioni quotidiane che la spingevano a bere. Dovrei cercare di essere pi comprensiva, si disse Chris. In fondo ho la mia casa e la mia famiglia e ci che fa mia madre non dovrebbe pi ferirmi cos tanto.
Buona notte, mamma. Ti voglio bene.
Ecco, lo aveva detto e si sentiva meglio. Lo sguardo di sua madre si illumin. Chris mont in macchina e and a casa. Il temporale era finito e il sole splendeva. Le strade della citt erano luminose e pulite. Entr in casa in punta di piedi per non spaventare Alexander e appese l'impermeabile nell'armadio dell'ingresso. Mentre si dirigeva in camera da letto sent la consueta ondata di calore invaderla, immaginandosi Alexander addormentato e vulnerabile che si svegliava confuso e felice di vederla.
Apr la porta. Alexander dormiva nel grande letto matrimoniale stringendo fra le braccia un ragazzo giovanissimo, la testa appoggiata alla spalla di Alexander che a sua volta aveva il viso sepolto nei riccioli biondi del suo compagno.
In un primo momento la scena le sembr assolutamente irreale, come un'allucinazione. Poi un brivido, una specie di orrendo formicolio, part dalla nuca di Chris facendola fremere in tutto il corpo mentre dentro di lei un orribile senso di vuoto urlava tutta la sua disperazione.
Con gesto rabbioso tir la cordicella della veneziana, inondando di luce la stanza in penombra. I due corpi sul letto si agitarono, disturbati dalla luce improvvisa. Poi Alexander guard Chris con occhi increduli e il suo volto si pietrific in un'espressione di orrore e di angoscia, di impotenza.
Questa non  la stanza di Alexander sibil Chris gelida, mandalo via!
Il ragazzo si sciolse dall'abbraccio di Alexander, guard Chris con aria imbarazzata e copr con il lenzuolo le sue nudit. Con un senso di odio Chris si rese conto che era imbarazzato non perch lei era la moglie di Alexander, ma solo perch non voleva che una donna lo vedesse nudo.
 meglio che tu vada gli disse Alexander.
Dille di girare la testa gli bisbigli il ragazzo. Chris sent l'impulso di strangolarlo.
Io non giro un bel niente lo invest. Prenditi quel lenzuolo e va' a vestirti in corridoio, piccolo...
Il ragazzo si avvolse il lenzuolo attorno al corpo e trotterell in bagno, raccattando i suoi indumenti strada facendo. Pieno di vergogna, Alexander si alz e si infil la vestaglia.
Senti, Chris...
Chris non voleva dirgli neppure una parola finch quel ragazzo fosse stato in casa con loro. Aveva l'impressione che la stanza fosse contaminata, appestata. La sua vita era finita, distrutta. Come aveva potuto farle una cosa simile e in casa sua, per di pi? Da quanto tempo la ingannava cos? L'aveva mai amata davvero, oppure era tutta una menzogna, una finzione che lui aveva inscenato servendosi di lei come strumento per conquistarsi la rispettabilit? Ricacci indietro le lacrime e lo fiss con lo sguardo fiammeggiante.
Che cosa ci fai qui? le chiese gentilmente Alexander.  successo qualcosa?
Mio padre ha avuto un infarto lo inform Chris. Adesso sta bene. Sta' tranquillo, non sono venuta fin qui per spiarti se  questo che pensi.
Non ho mai pensato una cosa del genere. Il viso di Alexander aveva un'espressione profondamente addolorata.
Il ragazzo riemerse dal bagno con indosso un paio di jeans e una maglietta di cotone. Aveva un corpo giovane, flessuoso, dai fianchi stretti e un viso stupidamente bello. Non trovo i miei calzini si lament.
Oh, per l'amor del cielo! esclam Alexander irritato. Tir fuori da sotto il letto un paio di calzini verde brillante e glieli lanci. Poi lo sospinse in corridoio, senza dargli il tempo di infilare calze e scarpe che stringeva in mano. Chris ud sbattere la porta di ingresso e solo allora si lasci andare su una sedia e cominci a tremare. Alexander torn e sedette di fronte a lei sul bordo del letto.
Non puoi sapere quanto sia desolato cominci.
Lei non apr bocca. Troppi interrogativi la tormentavano. Non riusciva a smettere di tremare.
Oh, no, Chris, ti prego. Fece per alzarsi poi si ferm esitante, guardandola per vedere se lei gli avrebbe permesso di andarle vicino. Vuoi una coperta?
No.
Posso toccarti, Chris? Per favore?
No.
Non  stato un calcolo, Chris,  stato un puro caso cerc di giustificarsi lui. Ieri sera ho davvero lavorato fino a tardi, poi sono venuto a casa da solo ed ero solo quando ti ho telefonato alle undici. Ma dopo avere riattaccato mi sono sentito cos depresso... lo sai anche tu... non sopporto la solitudine. Cos sono uscito a fare quattro passi.
Sotto la pioggia?
Sono andato in un bar a bere qualcosa.
In un bar gay? Lei stessa si stupiva dell'odio implacabile che vibrava nella sua voce, come se fosse stata quella di una sconosciuta, non la sua.
No. Non  necessario andare in un bar gay per abbordare un ragazzo.
Gi, me ne sono accorta.
Non lo avevo mai visto prima. Non significa niente per me. Non ricordo neppure come si chiami.
Perch lo hai portato qui?
Mi ha detto che vive con un vecchio che lo mantiene. Immagino che la sua idea di vecchio bacucco sia pi o meno uno della mia et. Comunque  per questo che ho dovuto portarlo qui.
Perch non ti sei accontentato di fartelo succhiare nella toilette per signori?
Okay disse Alexander con voce sorda, me lo sono meritato.
Da quanto tempo va avanti questa storia?
Lui strinse i pugni. Chris, io... da circa tre anni. Non di frequente, per. Pressappoco una volta al mese.
Ah, e sarebbe questa la tua idea di non di frequente?
Non posso farne a meno, Chris. Io ti amo, credimi! Sei l'unica persona che amo, oltre a Nicholas, naturalmente. Ma non posso fare a meno di essere quello che sono. Me lo sento montare dentro e poi un bel giorno mi capita di incontrare il soggetto giusto e allora penso: a chi faccio del male se nessuno viene a saperlo? Questi ragazzetti non significano niente per me. Solo sesso e basta. Dopo mi sento colpevole e sporco. Giuro a me stesso che far qualunque cosa per smettere, ma non ci riesco.
S che potresti farcela invece esclam Chris. Io non ti tradisco, io mi controllo.
Siamo diversi.
Hai mai portato qualcuno qui prima di oggi?
No, mai rispose Alexander. Te lo giuro.
Allora dove lo facevate?
Perch vuoi sapere queste cose, Chris?
Perch s sbott lei.
E va bene. Andavo a casa loro.
E il tempo dove lo trovavi?
All'ora di pranzo.
Oh, certo esclam Chris. Avevo dimenticato le lunghe colazioni di lavoro dei giovani dirigenti.  a quell'ora che gli uomini sposati fanno l'amore con le segretarie! Ormai non tremava pi. Ma come hai potuto portarlo qui? ripet sconvolta.
Non lo so neppure io. Forse una parte di me voleva che tu scoprissi tutto per non dovermi pi nascondere e per farti capire e perdonare. Dall'altra parte, a rigor di logica, non potevo sapere che tuo padre avrebbe avuto un infarto e che tu saresti tornata in citt.  stata solo una grossa stupidaggine da parte mia e non ho scuse.
Volevi che io scoprissi tutto?
Gli occhi di Alexander si riempirono di lacrime. Non lo so.
Prima di sposarci mi avevi giurato che dopo il matrimonio avresti smesso. Mi avevi detto che volevi solo me e nessun altro!
Ed  cos si alz e fece per andarle vicino. Chris!
Lei lo fiss. Solo a guardarlo si sentiva struggere: quel suo viso incantevole di nuovo tormentato come non era pi stato da anni. Era lei la causa di tanta sofferenza. Si meritava questo e altro, url dentro di s, perch anche lei stava soffrendo! Eppure, malgrado tutto, non poteva sopportare di fargli del male. Dolcemente Alexander la prese per mano, la tir in piedi e la circond con le braccia. Chris sent il cuore di lui battere contro il suo.
Non lasciarmi, Chris. Te ne prego. Non sono mai stato cos felice in vita mia da quando ti ho sposato.
Meglio che a Parigi quando potevi fare ci che volevi?
Il nostro matrimonio  quello che voglio, Chris. Tu e Nicholas siete quello che voglio. Ti amo, Chris, e non intendo perderti!
Anch'io sono stata felice mormor Chris. Tanto felice. Scoppi a piangere.
Lui la accarezz e le baci i capelli. Vedrai, lo saremo ancora. Mi riscatter ai tuoi occhi. Pensa a me, come... come a una specie di epilettico che ha delle crisi che non pu controllare!
Ma non lo sei, invece! Gli epilettici sono malati. Tu no!
Si stacc da lui. Senza il calore delle sue braccia ebbe freddo.
Torno in campagna annunci.
Prima mangia qualcosa la implor Alexander. Sei sfinita. Dopo ti ci porto io.
Tu resti qui, Alexander.
Ti prego, lasciami venire.
Chris si sent esausta, incapace di connettere. I bambini si spaventeranno se non torno.
Ho paura a lasciarti guidare in questo stato. Sembri prossima a un collasso.
Credo che vomiter. Corse in bagno scossa dai conati, ma c'era ben poco da vomitare. Era svuotata di tutto, una conchiglia. Ma sotto quel torpore sapeva che la sofferenza era in agguato, pronta a esplodere non appena il suo corpo si fosse assuefatto al trauma.
Quando usc dal bagno sent l'aroma del caff appena fatto e di pane tostato. And in cucina. Alexander aveva apparecchiato la tavola e stava cercando di improvvisare una colazione per lei.
Non ho fame disse Chris.
Bevi un po' di succo d'arancia.
Prese il bicchiere di aranciata che lui le porgeva e bevve, cercando di non guardarlo. Se lo avesse guardato tutte le sue difese sarebbero crollate e se lo avesse permesso lui l'avrebbe distrutta. Come poteva accettare di fare l'amore con lui sapendo che intanto continuava ad andare a letto con quei ragazzi? Come potevano tornare ad avere un vero matrimonio? Eppure come poteva lasciarlo? Meglio uccidersi piuttosto che pensare di vivere senza di lui.
Alexander le porse un pezzo di pane abbrustolito. Guarda le disse, questo sono riuscito a non bruciarlo.
Lei lo addent, ma ebbe un nuovo conato di vomito. Mise il pane sul piatto e mand gi un altro sorso di caff bollente. Bel padre che sei lo accus, per un figlio maschio!
Questo non  da te, Chris replic Alexander con voce sorda. Sai bene che sono sempre stato un buon padre.
 vero. Scusami.
Mi sento decrepito, oggi le disse Alexander. Sembrava esausto. Mi sento un fallito.
Anch'io.
Ma tu non sei una fallita! Tu non c'entri nulla in quello che provo.
Lo so. Ma non posso fare a meno di sentirmi cos. Guard l'orologio. Adesso devo andare.
Sarai di ritorno domani sera? Sembrava spaventato.
Non lo so replic Chris. Voglio restare sola per pensare. Dir a Nicholas che sei stato trattenuto per lavoro. Ti prego, telefonagli, gli farai piacere.
Certo. Vuoi che passi a trovare tuo padre?
Sarebbe carino da parte tua. Fammi sapere quando cos evitiamo di andarci contemporaneamente. Non permettono pi di due visitatori alla volta e c' mia madre con lui.
Magari stasera porto tua madre a cena le disse Alexander.
Come preferisci ribatt Chris. Sei libero di portare a cena chi ti pare. Non intendeva essere cos amara. Non voleva infierire su di lui. Era pentito, ormai. Ma era tutto cos assurdo, fuori posto. Alexander...
Che cosa?
Era stata sul punto di dirgli: Alexander, scusami. Chris lo stuoino, la pezza da piedi! Si alz di scatto, afferr l'impermeabile e corse alla porta. Alexander la segu.
Che cosa stavi per dire, Chris? Chris!
Ti amo, pens lei. L'ho dimenticato!
Poi corse via.

7.

Quell'autunno a Los Angeles ci fu la siccit. Un susseguirsi implacabile di giornate torride prese il posto di quella che normalmente era la stagione delle piogge in California. Sulle colline scoppiavano continuamente incendi. Emily preg Ken di bagnare il tetto della casa, sebbene la zona degli incendi fosse piuttosto lontana da loro. Emily non si ritenne nevrotica a preoccuparsi del fuoco, date le circostanze. La casa era costruita in mezzo alla sterpaglia e appena pochi giorni prima un loro amico aveva perso tutto solo perch una scintilla del fuoco acceso nel camino aveva raggiunto il tetto. Tolse la legna dal camino che raramente usavano perch era un traffico pulirlo e al suo posto mise un vaso di rame pieno di fiori freschi.
Continuava a essere in cura dalla dottoressa Page, solo tre volte la settimana, per. Si rendeva conto che non si sarebbe potuta considerare guarita finch non avesse trovato il coraggio di dare una svolta netta alla sua vita, o di accettare i suoi sogni per quelli che erano. Poteva adattarsi al suo ruolo di casalinga e di madre, riconoscerne i meriti e la dignit e rispettarsi. Peter aveva gi dieci anni e Kate dodici. Erano i tipici bambini californiani: alti, forti, robusti. Eppure assomigliavano anche a lei e a Ken, con quei loro visetti attenti e intelligenti. Kate adorava leggere, Peter no. Emily si augurava che facessero strada nella vita, ma si rendeva conto che alla fine sarebbe dipeso solo ed esclusivamente da loro. Lei e Ken potevano solo amarli, farli istruire bene, cercare di inculcare in loro sani principi affinch non fossero n sessisti n eccessivamente consumistici, e poi sperare per il meglio.
Quel pomeriggio Emily rientr dalla spedizione bisettimanale al supermercato, scaric la spesa e mise tutto via, usc di nuovo per andare a prendere Peter alla lezione di lingua ebraica, lo riaccompagn a casa e telefon a casa di Amy, l'amica di Kate, per sapere se doveva passarla a prendere. Fu felice di sentire che la madre della ragazza avrebbe riaccompagnato Kate a casa se si fosse fermata a cena da loro. Poi distolse Peter dal televisore e lo convinse a cominciare i compiti, decise di preparare una cena cinese, tanto per esibire le arti culinarie apprese nell'ultimo corso di cucina esotica, e infine sal di sopra a farsi una rapida doccia e a infilarsi qualcosa di carino per Ken. Era in cucina, occupata ad affettare verdure, quando lui arriv.
Indovina chi ho incontrato alla Polo Lounge? le disse con voce eccitata. Aveva il viso dei momenti migliori.
Chi?
Un signore alto, slanciato, dai capelli sale e pepe entr sorridendo nella stanza. C'era in lui un che di familiare e di estraneo al tempo stesso.
Ricordi Max Harding dai tempi del college? le chiese Ken.
Max... dopo tutti quegli anni... Ma se ne ricordava, e quello spiegava perch mai il suo viso le fosse familiare. Ci che invece c'era di estraneo in lui era l'aria newyorchese mista a quella che ai vecchi tempi aveva giudicato non senza una certa invidia, come una brillante vernice di educazione alto borghese e mondana. Gli calzava come un guanto e balzava agli occhi prima ancora che aprisse bocca. Era il modo in cui era entrato in quella cucina a lui sconosciuta senza un attimo di esitazione, incurante del fatto che lei si ricordasse o meno di lui, dal momento che non lo riteneva determinante per il suo prestigio e per il successo della serata. Emily si chiese se Max si ricordasse di lei e se la trovasse invecchiata.
Ma certo, Max carissimo, che piacere vederti! esclam, rendendosi conto di essere scivolata, senza volerlo, nei vecchi modi mondani di Radcliffe.
Emily... Le and incontro a grandi passi e le prese la mano, poi la ricopr con l'altra e la fiss a lungo in viso con aria di approvazione. Non sei cambiata affatto!
Vorrei che fosse vero! esclam lei in tono leggero. Ma  carino da parte tua dirlo.
Max  qui per affari le spieg Ken.
Gi, sei un famoso produttore adesso osserv Emily. Non facciamo che leggere di te sui giornali.
Sono qui per fare un contratto cinematografico per l'adattamento di La foresta incantata la inform Max.
Gli ho gi detto che l'abbiamo vista in teatro qui all'Ovest disse Ken. Adesso preparo un bel drink rinfrescante per tutti! Tu che cosa desideri, Max, lo stesso?
Emily si un a loro in soggiorno. Max girell per la stanza ammirando il panorama ed elogiando il buon gusto dei padroni di casa. Sembrava entusiasta di tutto. Bevvero vino bianco.
Come va la cara, vecchia New York? chiese Emily. Mi manca tanto!
Sempre meravigliosa le disse Max. Un po' pi sporca, forse, sicuramente pi affollata, cara come il fuoco e piena di delinquenza... eppure non potrei vivere in nessun altro posto!  la citt pi eccitante del mondo!
Magari a Natale facciamo un viaggetto fin l con i bambini propose Ken.  un pezzo che progettiamo di venirci, ma ogni volta succede qualcosa che ce lo impedisce. Sai, i bambini hanno la loro vita qui e ci dispiace sradicarli con la forza, anche per poco.
Quanti figli avete?
Due rispose Emily. Kate e Peter. Kate  fuori da un'amica, ma Peter  di sopra. Sta studiando. Fra un attimo gli dico di scendere a salutarti. Prima, per, rilassiamoci un momento. Voi due avrete avuto una giornata pesante. Signore, se la stava cavando proprio bene! Affascinante e mondana... lui non poteva sapere che aveva le mani gelate per il terrore. Rivedere Max le aveva fatto rinascere le antiche insicurezze del college. E tu niente figli, Max?
No. Non sono sposato.
Mai stato sposato? si stup Ken. Saggia decisione.
Grazie tante esclam Emily.
Oh, stavo scherzando replic Ken. Le pass un braccio attorno alle spalle e sorrise. Emily ricord di avere sentito dire che Max era omosessuale. Decise di cambiare argomento in gran fretta.
Sei fortunato a essere arrivato durante la siccit gli disse. Per noi abitanti non  un bene, ma indubbiamente la stagione delle piogge  piuttosto noiosa per un visitatore. Immagino che sia un sollievo per te ritrovare un po' di caldo.
Non fa ancora freddo a New York le fece notare Max. Sarei dovuto venire in gennaio, ma sfortunatamente gli affari non aspettano.
Emily si sent una piccola provinciale che parla del tempo come tutti i californiani quando incontrano qualcuno che viene da New York.
Che cosa ne dici di Los Angeles? gli chiese Ken.
Magnifica rispose Max.
Dovresti tornare per una vacanza. Qui la vita  davvero rilassante rispetto a New York!
Sono contenta che tu non abbia detto che non la sopporti intervenne Emily. La gente di New York si trasferisce qui e poi non fa altro che lamentarsi.
Gi, ma la gente della costa occidentale, invece, non fa altro che lamentarsi di New York, quindi siamo pari.
Ken riemp i bicchieri di tutti. Disperata, Emily si chiese di che cosa avrebbero parlato. Aveva esaurito tutti i luoghi comuni e cominciava a sentirsi piuttosto a disagio. Che consiglio le avrebbe dato la dottoressa Page in una circostanza simile? Solo un anno fa si sarebbe inventata una scusa qualsiasi e sarebbe corsa a telefonarle. In quel momento, invece, era in grado di gestire la situazione per conto suo, anche se goffamente. Decise di tacere e di lasciare che fossero gli uomini a sostenere il peso della conversazione.
Voglio avervi a cena con me, stasera decise Max. Ho gi appuntamento al La Scala con una donna fantastica, una cara amica, si chiama Charlie Lord ed  dirigente alla Paramount. Ho prenotato un tavolo per le otto. Allora, ci state?
Certo accett Ken. Tu che ne dici, tesoro?
Magnifico! esclam Emily. Si chiese perch mai Max volesse passare con loro il resto della serata quando si erano gi rivelati cos mortalmente noiosi.
Posso usare il telefono? chiese Max. Per cambiare la prenotazione con un tavolo per quattro.
Deve avere un sacco di conoscenze, pens Emily, per potere cambiare prenotazioni al La Scala all'ultimo momento. Noi dobbiamo telefonare con almeno un giorno di anticipo e ci cacciano sempre nei tavoli sul retro.
Vado a cambiarmi disse e corse in camera da letto.
Cose da dire... cose da dire... che cosa raccontava agli uomini che le chiedevano di uscire nei lontani giorni di Radcliffe? Pi che altro un bel niente. Non riusciva a ricordare una sola frase intelligente scambiata con un ragazzo fino al giorno in cui aveva incontrato Ken e aveva provato l'impressione di conoscerlo da sempre. Che cosa poteva raccontare a Max? A lui non interessava l'opinione dei vecchi compagni di scuola sulla versione californiana dei grandi show di Broadway, n sugli ultimi film. E che cosa poteva importargli dell'Associazione genitori? Se davvero era gay magari gli piaceva cucinare. S, potevano parlare di cucina.
Tornando in soggiorno vide che Max aveva fatto la conoscenza di Peter che si stava comportando educatamente, suscitando un'ottima impressione. Dovrai prepararti la cena da solo gli disse Emily. Ho gi affettato un po' di verdure cinesi. Le puoi mangiare crude. Peter  un maniaco del cibo genuino spieg poi rivolta a Max. Nel frigo c' anche del pollo freddo.
Okay disse Peter. Posso andare, adesso?
Certo, caro.
Ragazzino simpatico osserv Max dopo che Peter li ebbe lasciati.
S, siamo fieri dei nostri figli esclam Ken.
Quando sei arrivato a salvarci stavo per preparare una cena cinese disse Emily. Sono una brava cuoca, se posso lodarmi da sola. Ormai conosco alla perfezione la cucina di sette Paesi. Un giorno o l'altro la mia povera famiglia si trover nel piatto uno spezzatino di bue tibetano.
Max rise. Ti invidio. Io non sono capace neppure di cucinare un uovo sodo.
Oh fu tutto quello che Emily riusc a dire.
Vedrete, Charlie vi piacer prosegu Max.  una donna fantastica. All'epoca del diploma  stata Miss Carolina del Nord. Ma ha saputo farsi strada da sola fino a diventare dirigente alla Paramount.  un pezzo grosso nel mondo del cinema,  intelligente, interessante e anche molto divertente.
Quanti anni ha? volle sapere Emily.
Trentacinque, mi pare.
Ed  gi dirigente... Caspita!
Oh, se  per questo sono tutti giovani. Ma si invecchia presto in quel giro.
Gi, lo immagino replic Ken gaiamente.
Ken  cos sicuro di s, si disse Emily con una punta di fierezza e di invidia. Max Harding non lo intimidisce nemmeno un po'.  sempre stato cos con tutti i suoi amici, persino dai tempi del college. Lui era Buchman, quello che dava quei party fantastici. Io, invece, ero solo Emily Applebaum che aveva pi golfini di cachemire di chiunque altra. In un certo senso credo di essere ancora cos, solo che ora, al posto di mio padre  Ken a cacciare i soldi per comperarmeli.
Probabilmente non lo sai esclam Emily precipitosamente, ma dopo la laurea ho lavorato come assistente sociale nel settore psichiatrico a Boston. Mentre Ken finiva medicina io ho preso la specializzazione. Abbiamo un sacco di cose da raccontarci.
E ce le racconteremo disse Max con voce calda.
Oh, Signore, pens Emily, come fa a sopportarci? Se non altro Ken  divertente, tutti lo adorano e persino la gente del teatro pensa che i medici siano importanti! Ma che cosa ci pu trovare Max in una come me? Come fa a sopportare a fronte alta questa insulsa sciarada?
Ricordo che avevi una Stutz Bearcat gialla osserv Ken mentre montavano in macchina.
Al La Scala furono fatti accomodare in uno dei tavoli migliori della prima sala. Emily fu molto colpita e si sent sempre meno all'altezza della situazione. L'amica di Max era in ritardo. Infine arriv, tutta affannata: alta, bionda, slanciata, stupenda. Dimostrava molto meno di trentacinque anni.
Charlie, questi sono i miei amici Emily e Ken Buchman esclam Max alzandosi e cedendole il posto sulla panchetta imbottita.
Scusate il ritardo disse lei. Ero in riunione ed  durata pi di quanto mi aspettassi.
Ordinarono il vino. Emily era gi un po' su di giri, ma non se ne cur. Il vino l'avrebbe aiutata a tenere lontano la timidezza. Max si lanci in una gustosa descrizione di un incontro di lavoro avuto, in occasione di quel viaggio, con un produttore cinematografico che avrebbe preteso di fare un sacco di ridicoli cambiamenti alla sua commedia. Naturalmente non era stato scelto! Max e Charlie conoscevano tutti, citavano come se niente fosse nomi altisonanti e sembravano avere un'infinit di cose in comune. Quanto a Ken, si divertiva come un bambino ai loro pettegolezzi sul mondo dello spettacolo. Sembrava persino che conoscesse molti dei personaggi ai quali si riferivano e quando non era cos, non mostrava il minimo imbarazzo a chiedere delucidazioni.
Come ha fatto a trovare il suo lavoro? chiese Emily a Charlie.
Oh, mi sono fatta strada un passo alla volta rispose lei senza scomporsi. Il segreto  di non restare mai per pi di tre anni nello stesso posto. Per un po' sono stata a New York, poi mi  stato offerto questo lavoro se fossi stata disposta a trasferirmi; allora ho deciso di prenderlo al volo. Bisogna pur essere disponibili!
Oltre che bravi! soggiunse Max. Charlie  troppo modesta per dirlo.
Immagino che non sia sposata osserv Emily. Altrimenti non si sarebbe potuta trasferire cos facilmente.
Sono divorziata.
Figli?
No.
Ah.
Voi due avete figli, vero? domand Charlie.
S rispose Emily. Due. Immagino che nella vita non si possa evitare di fare delle scelte.
Non direi, oggigiorno non  pi cos replic Charlie. Si possono fare entrambe le cose. Quando ci siamo sposati mio marito e io abbiamo deciso di aspettare ad avere figli. Poi il matrimonio  andato a rotoli e cos quella decisione si  rivelata provvidenziale. Pu darsi che un giorno decida di risposarmi. Chiss.
Dovrebbe essere un uomo estremamente autonomo.
Se non lo fosse, sarei io la prima a non volerlo fece notare Charlie. Se vuole una serva che se la paghi!
Certo, certo mormor Emily. Mand gi un altro sorso di vino. Arrivarono le ordinazioni ed Emily quasi non tocc cibo, limitandosi a giocherellare con la forchetta per evitare che gli altri se ne accorgessero. Aveva esordito vincendo un concorso di bellezza, pens, e probabilmente a diciannove anni aveva sposato un campione di baseball. Per aveva saputo rifiutare anche quello stereotipo. Emily aveva appena cinque anni pi di quella donna, eppure prov l'agghiacciante sensazione di avere buttato via la sua vita. Sarebbe stato diverso se Ken, quel giorno lontano, fosse partito per l'Europa?
La invidio disse ancora Emily, ormai ubriaca. Si chiedeva se gli altri si rendessero conto che era brilla. Sperava di no. Cerc di muoversi con mille precauzioni per non rovesciare un bicchiere o fare cadere una posata, coprendosi di ridicolo.
Perch non ti trovi un lavoro, Emily? le disse Max.
Nel cinema? ridacchi lei.
Ma no. Nel campo della tua specializzazione. Ma ti rendi conto che con le tue qualifiche potresti fare l'analista?
Con solo la laurea?
Certo! Tutti quelli che conosco vanno dallo strizzacervelli o sono in cura in un modo o nell'altro. Terapia singola, terapia di gruppo, gestalt, discipline esotiche e chi pi ne ha pi ne metta. Ormai questo  un mercato che tira in modo formidabile!
Oh, Max! ridacchi di nuovo. Credi davvero che mi andrebbe di portarmi in casa un gruppo di squinternati?
Vedo che non mi prendi sul serio insist Max. Se questa soluzione non ti va, perch non ti cerchi un lavoro come quello che avevi prima?
Sono troppo occupata dichiar Emily.
Oh ribatt Max in tono leggero, quand' cos!
Voglio dire prosegu Emily soffocando una risata isterica, pi simile a un grido di sofferenza che a una manifestazione di ilarit, che ho sempre un sacco di decisioni cos importanti da prendere. Tu, nel teatro, devi fare scelte creative tutti i giorni, vero, Max? E lei, Charlie, lei  un pezzo grosso e anche lei avr indubbiamente delle scelte importanti da fare, tutti i giorni! Ma anche a me le decisioni non mancano. Per esempio, stamattina ho dovuto aiutare mia figlia a decidere di che colore dovesse essere il nastro sul costume della recita scolastica: verde, giallo o magari niente nastro del tutto? Voi siete nel mondo dello spettacolo e dovreste capire l'importanza di piccoli dettagli come questo. Io sono occupata. Molto, molto occupata!
E sei anche molto ubriaca le fece notare Ken. Non sembrava arrabbiato, per.
Proprio come ai vecchi tempi ad Harvard esclam Max. Gi da allora cercavamo di fare ubriacare le ragazze e di fregarle. E si direbbe che lo facciamo ancora! Strizz l'occhio a Ken e tutti e due scoppiarono a ridere di cuore.
Charlie non  certo ubriaca disse Emily.  come le ragazze con le quali uscivi ad Harvard. Bionda, bella, controllata e mai ubriaca. Come Annabel... a proposito, che cosa ne  stato di Annabel?
Vive a New York, adesso le disse Max. Ha un ottimo lavoro da Bloomingdale's e una figlia deliziosa che si chiama Emma.
E suo marito dov'?
Sono divorziati.
Vedi? esclam Emily trionfante. Non si possono avere entrambe le cose!
Hai forse deciso di barattarmi con la carriera? le chiese Ken.
No gli prese la mano e gliela strinse. Mai.
Sono felice di sentirtelo dire le disse Ken ricambiandole la stretta.
Si stava comportando in modo davvero carino con lei. Emily si chiese come mai non sembrasse irritato mentre si rendeva ridicola davanti a tutti. Forse non le dava troppa importanza perch capiva come si sentisse e quanta paura dovesse avere di gente come quella. Guard Ken e si sent montare dentro un'ondata di amore cos forte e rasserenante che la risata che le gorgogliava minacciosa in gola si spense prima di trasformarsi in pianto. Ken non avrebbe sopportato di essere sposato con una donna come Charlie, pens Emily. Lui mi ama per quello che sono. Anche Ken, al college, era uscito con ragazze come Charlie prima di conoscermi. Per  me che ha sposato. Guardala adesso: bella, autosufficiente, brillante e affermata, ma con chi  ridotta ad andare in giro? Con uno come Max che per lei non potr mai essere niente pi che un amico. Sono fortunata!
Ci nonostante si sent affondare nella depressione. Doveva essere colpa del vino.

8.

Emma aveva diciassette anni. Pensava gi al college e progettava di iscriversi a Radcliffe. Annabel non riusciva a decidersi se trattarla come una bambina o come un'adulta. In certi momenti si comportava da donna sofisticata, intellettuale, distaccata; in altri da bambina giocherellona e infantile. Casa loro era perennemente assediata dai ragazzi. Quell'estate Max le aveva trovato un lavoro come trovarobe in un film girato in Italia. Oltre a costituire un'ottima credenziale per ottenere l'ammissione al college quel film era anche la cosa pi eccitante che le fosse mai capitata in vita sua.
Annabel trascorse un'estate tranquilla nell'appartamento finalmente tutto per s, senza il trambusto causato dagli ammiratori e dagli amici di Emma, ma fu felice quando la figlia rientr in autunno. Le era mancata. Quello sarebbe stato l'ultimo anno di Emma al Dalton, poi avrebbe preso il volo per il college e probabilmente non sarebbe pi tornata da lei. Annabel si rallegr di avere un lavoro interessante, molti amici e una vita sua. Doveva essere terribile vivere in funzione dei propri figli, come accadeva a tante donne.
Quanto a lei, era in un momento di passaggio fra un boy-friend e l'altro. Non sapeva pi come chiamarli. Corteggiatori, amanti erano termini troppo antiquati, troppo romantici. Amici implicava un'intimit e un livello di comunicazione che non esisteva. Aveva l'impressione che la qualit dei maschi disponibili si facesse sempre pi scadente, o forse era lei che cominciava a essere stanca del gioco. Gli uomini che aveva incontrato negli ultimi tempi mancavano di fantasia, della capacit di creare qualcosa dal nulla, di trasformare in un'avventura eccitante una serata qualsiasi. La maggior parte di loro era squallida e noiosa. Non le dispiaceva restare sola per un po'. Sapeva che non appena ne avesse sentito il bisogno si sarebbe trovata qualcuno e lo avrebbe rivestito delle qualit esaltanti che gli mancavano trasformando la relazione in un ardente romanzo d'amore.
Era in cucina a preparare la colazione del sabato mattina quando il campanello suon. Emma, che generalmente a quell'ora dormiva ancora profondamente, si precipit fuori dalla sua stanza vestita di tutto punto con i capelli lavati e asciugati.
Chi ? chiese al citofono.
Io.
Sali.
Emma apr la porta a un ragazzo di circa diciannove anni che sembrava il ritratto in giovane di Bobby Kennedy. L'ospite trascinava due enormi valigie.
Mammina, questo  Jake O'Hara. Questa  mia madre; Jake star da noi per il fine settimana.
Il ragazzo strinse educatamente la mano di Annabel. Felice di conoscerla, signora Jones. Oh, Signore, pens Annabel, com' compito.
Oh, sono felice anch'io di incontrarti, Jake. Hai gi fatto colazione?
S, grazie, ma prender volentieri un po' di caff. Le lanci un sorriso disarmante mentre Emma sospingeva lui e le valigie in camera sua.
Non vorr dormire con lei, pens Annabel. And nell'armadio della biancheria e tir fuori due lenzuola pulite, una federa, il cuscino di riserva e una coperta che di proposito pos in bella vista sul divano del soggiorno.
E quelle a che cosa servono? le chiese Emma in piedi sulla soglia della sala.
Per il tuo amico.
Non essere sciocca le disse Emma con voce calma. Lui dorme con me.
Tanto per cominciare, si pu sapere chi ?
Sss... ti sentir.
E come mai si  portato dietro quelle enormi valigie?
Sta andando al college le spieg Emma.  stato ammesso a Yale. Cos gli ho detto che strada facendo poteva passare a farci visita. L'ho conosciuto questa estate in Italia.
Ah. Nel film?
S. Era uno schiavo come me. Abbiamo tutti e due la passione del cinema. Ti piacer, vedrai,  molto intelligente.
 anche molto educato, ma non permetter che dorma in camera tua sentenzi Annabel.
E perch no? Abbiamo dormito insieme tutta l'estate.
Dunque finalmente la vita sessuale di Emma usciva allo scoperto. Annabel si era fatta un sacco di domande in proposito, ma non aveva mai osato fare pressioni sulla figlia. In cuor suo fingeva che Emma fosse ancora vergine e non farle domande era un modo per non affrontare l'inevitabile realt. Le parole di Emma furono casuali, ma Annabel la conosceva abbastanza da intuire la nota sotterranea di sfida. Emma le stava dicendo: se ti va  cos, altrimenti...
Questo non lo sapevo le disse Annabel.
E tu che cosa avresti fatto al posto mio? le bisbigli Emma. Ma guardalo, non  stupendo?
Immagino che non sia il caso di chiederti se sia stato il primo.
Gi, non  proprio il caso e non te lo dir ribatt Emma con un sorriso.
In quel momento lui usc dalla camera da letto: Jake il mostro, il defloratore di sua figlia! Annabel dovette fare uno sforzo sovrumano per comportarsi in modo civile con lui: Spero che non ti manchi nulla gli disse.
Niente, grazie. Guard le lenzuola sul divano, poi il suo sguardo corse verso Emma.
Non preoccuparti lo inform Emma. Mia madre pensava che fossi solo un amico.
Se non altro lui ebbe la sensibilit di mostrare un minimo di imbarazzo. Ma fu un attimo. Poi sorrise caldamente ad Annabel. Emma me lo aveva detto che lei era fantastica ed  vero!
Andarono in cucina e Annabel vers il caff per tutti. Decise di mostrarsi di mentalit aperta e di non fare storie, ma nella sua testa si agitavano mille angosciosi interrogativi. Emma era innamorata di quel ragazzo? E lui la ricambiava? L'avrebbe piantata brutalmente un giorno, l'avrebbe ferita? Stava partendo per Yale, dunque non c'era futuro per loro. Sweet William balz in grembo a Jake.
Invece Emma non mi ha raccontato molto di te esord Annabel in tono allegro. Perch non mi dici qualcosa?
Che cosa vuole che le dica?
Voglio che tu mi dica che cosa provi per mia figlia, pens. Oh, uhm... Voglio che tu mi dica se vai a letto con tutte oppure solo con quelle che per te significano qualcosa. Voglio che tu mi dica se sei della stessa pasta di quegli schifosi ipocriti dei quali continuavo a innamorarmi quando avevo pi o meno la sua et. Raccontami quello che preferisci.
Mi piacerebbe scrivere e fare il regista disse lui.
Sembra che oggi sia la grande passione, non  vero? osserv Annabel.
Gi. In fondo siamo figli di questa cultura. Non conosciamo altro. Per non mi sento per niente attratto dalla TV.
Certo che no si affrett a concordare Annabel.
Adoro il cinema disse Jake.
Ne segu una discussione sulla differenza tra cinema e televisione e, alla fine, Emma esclam rivolta a Jake: Ehi, ti va di andare al museo?
Certo!
Okay. Torniamo pi tardi, mammina.
Sarete a casa per cena?
Si guardarono. Non ci conterei rispose Emma.
Vi lascio qualcosa di pronto nel caso dovessi uscire disse Annabel.
Quando se ne furono andati telefon a Max. Sei libero stasera?
Potrei esserlo.
Non  molto importante, ma...
Sono libero.
La port al La Goulue, una specie di bistrot belle poque sull'East Side che avrebbe dovuto rievocare i tempi di Toulouse-Lautrec e in effetti ci riusciva. Max aveva prenotato un spar sul fondo, dove sarebbero stati pi tranquilli. Ordin champagne.
Che cosa stiamo festeggiando? gli chiese Annabel.
Il fatto che siamo insieme.  un pezzo che non usciamo pi a fare follie.
Lo so. Sei stato in California e prima io avevo... come diavolo si chiamava?
Gi, come diavolo si chiamava? domand Max.
Non voglio pensarci pi. Si guardarono affettuosamente e alzarono la coppa per brindare.
All'amicizia.
Emma ha un ragazzo sbott Annabel.
Allora vedi che qualcosa stiamo festeggiando, in fin dei conti?
Perch devo sentirmi come una mamma leonessa che vuole sbranarlo? gli disse con un sorriso tirato.
Tu?
Non mi va di ammetterlo, ma  proprio cos confess Annabel. Sono terrorizzata. Non voglio che cominci a fare l'amore con i ragazzi e che soffra.
Soffrire  parte dell'esistenza le ricord Max con dolcezza.
Ma hai in mente anche tu il college? Non facevo che spezzarmi il cuore. Non voglio che succeda anche a lei!
Non succeder.
 figlia mia, Max.  romantica come me.
Vive negli anni Settanta. Quello di oggi  un mondo diverso.
Oh, so bene che non la prenderanno per una puttana, questo s... oppure mi sbaglio?
Perch dovrebbero, quando sappiamo che non  cos?
Neppure io lo ero.
Ma lo erano gli uomini con i quali andavi a letto le disse Max. Non se ne rendevano conto, ma era proprio cos. Davano il loro corpo, mai il loro cuore. Se questo non  essere puttane, che cosa lo ?
Emma sar ferita. Se si innamora non potr evitare di soffrire, se al contrario diventer dura sar questo a farla soffrire.
L'amicizia  un dono del cuore disse Max.
Il migliore...
E, conoscendo Emma, ci scommetterei qualunque cosa che questo ragazzo  anche suo amico.
S, in un certo senso si comporta come un amico, non so se buono.
Raccontami di lui.
 un vero mistero per me. Ha parlato di cinema e di televisione.
Quanti anni ha?
Diciannove.
La stessa et di come-diavolo-si-chiama.
Ma lui non era affatto un mistero, era solo limitato osserv Annabel. Era un bambino.
E anche l'amico di Emma lo . Dove lo ha trovato?
Lavorava in quel film dove l'hai mandata tu. Non le sfugg il tono accusatore della sua voce e scoppi a ridere. Oh, Max, possibile che dopo tutti questi anni salti fuori che mi comporto come una madre rigida, ottusa e bigotta?
Dimmi di lui disse Max con interesse.
Sta per andare a Yale. Vuole fare il regista.  molto bello.
Dunque Emma e lui hanno parecchie cose in comune.
Pi di quante ne abbia mai avute io con quegli idioti dei quali mi innamoravo pazzamente al college.
Pensi che voglia sposarlo?
Sposarlo? Dio santo, no! Emma vuole andare a Radcliffe e poi diventare la pi grande regista che sia mai esistita sulla faccia della terra e vincere tre Oscar come minimo!
Perch sei cos preoccupata, allora?
 cos giovane esclam Annabel.
Andr tutto bene le disse Max. Io mi fido di Emma. Tu no?
S, s, certo. Anch'io!
Dunque vedi di non fare la leonessa che protegge i suoi cuccioli. Mi rendo conto che ne senti l'impulso, ma non devi. Sarebbe un errore. Emma far quello che vuole qualunque cosa tu dica. Per lei  infinitamente meglio sapere che le vuoi bene comunque e che hai fiducia in lei.
Non ha mai voluto troppo bene a suo padre osserv Annabel. Spero che questo non influisca.
Non influir.
Mi chiedo perch non si sia mai confidata con me sul sesso.
Vuoi dire sui suoi boy-friend?
S.
Probabilmente perch lo ritiene un fatto intimo.
Hai ragione disse Annabel. S, hai proprio ragione. Rise sollevata. Perch, noialtri adulti, non ci facciamo ancora un po' di champagne?

9.

Finalmente le vacanze di Natale e dell'anno nuovo finirono. La gente si mise tranquilla a leggere il giornale e a respingere la tentazione degli ultimi saldi invernali, a pagare i conti e ad attendere l'arrivo della primavera. Le lettere inviate dall'amministrazione alle ex allieve di Radcliffe con l'allettante proposta di partecipare al ventesimo raduno di classe si fecero sempre pi aggressive. Stiamo provvedendo agli ultimi dettagli organizzativi, fate le vostre prenotazioni subito, prima che sia troppo tardi. Mandateci denaro, le foto di vostro marito e dei vostri figli per il cartellone murale e per il registro di classe. Entro e non oltre il... presto, fate presto!
Alcune ex allieve che avevano gettato via senza pensarci due volte gli inviti precedenti, prive dopo tutti quegli anni del necessario spirito di classe, lanciarono una seconda occhiata all'invito e invece di stracciarlo lo misero insieme ai conti da pagare. Per quelle persone una riunione di classe assumeva un'importanza tutta particolare. Per Chris, che ormai viveva in aperto conflitto con Alexander, il college era il luogo nel quale il loro rapporto era iniziato. Nella sua mente cominci a farsi strada l'idea che tornare l potesse essere un modo per indagare a fondo nel suo passato e scoprire che cosa fosse accaduto in lei. Forse se ce l'avesse fatta a risalire alla fonte della sofferenza e dell'incantesimo, sarebbe riuscita a liberarsene una volta per tutte.
In certi momenti si diceva che doveva abbandonare Alexander, in altri si rendeva conto che non ci sarebbe mai riuscita. Era stato lui a lasciarla, anche se in quel periodo cercava in tutti i modi di tenerla legata a s e alla famiglia.
Si era decisa a tornare dalla casa in campagna nell'appartamento in citt insieme con lui e Nicholas, ma da allora aveva sempre dormito in soggiorno. Alexander era rimasto nella loro vecchia stanza a dormire da solo nel letto contaminato. Chris gli aveva detto che poteva fare quello che preferiva e dormire con chi gli pareva purch non portasse pi nessuno a casa loro. Gli aveva lasciato la sua libert perch ormai sapeva che lui l'avrebbe tradita ugualmente e quindi lei aveva usato l'onest come scudo contro il dolore. Uomo avvisato mezzo salvato, si diceva. Quanto a lei, desiderava Alexander pi che mai, ma fingeva che non fosse cos. Aveva deciso che avrebbero continuato a essere amici e a fare i genitori di Nicholas: due realt che non potevano essere cambiate.
Alexander e Chris fecero grande attenzione a non ferirsi a vicenda. Furono cortesi e attenti, ma non risero mai pi insieme. Come avrebbero potuto quando Chris non sapeva neppure se sarebbe riuscita a restare? Se alla fine fosse stata costretta ad andarsene meglio cominciare subito a essere forte e autonoma. A volte provava l'impulso di correre a gettarsi fra le sue braccia e di scoppiare in lacrime, di dirgli che lo adorava e che niente altro contava. Sapeva, per, che se lo avesse fatto non sarebbe pi stata in grado di rimangiarselo. In fondo era una donna adulta che stava cercando di prendere una decisione, non una sadica torturatrice.
Tuttavia sembrava che ad Alexander non mancassero i modi per torturarla a sua volta. Quando squillava il telefono ed era lui a rispondere, si ostinava a non dirle chi aveva chiamato. Le aveva chiesto di fidarsi di lui e, bench fosse impossibile, aveva ripreso a comportarsi come prima di essere colto in flagrante, aspettandosi che per lei fosse la stessa cosa. Naturalmente prima non le aveva mai riferito la sua giornata minuto per minuto, e quindi continuava a non farlo.
Un eccesso di giustificazioni  sintomo di colpevolezza, le aveva detto. Voleva una vita normale. Ma come faceva ad aspettarsi che per Chris tornasse tutto come un tempo?
Nicholas era diventato ombroso e capriccioso da quando Chris e Alexander avevano cominciato a dormire in camere separate. Aveva captato al volo la tensione che c'era nell'aria ed essendo un bambino intelligente la usava.
Perch non fai i compiti? chiedeva Chris sorprendendolo a guardare la televisione di nascosto in camera sua.
Ho una vita familiare infelice.
Chris non sapeva se ridere o sgridarlo.
Posso avere un aumento nella paga settimanale? aveva chiesto un giorno.
No, caro. Ne hai gi avuto uno da poco. Altrimenti come imparerai ad amministrarti?
Ma le cose adesso sono diverse. La vita  cos difficile aveva replicato lui.
Dobbiamo imparare tutti a convivere con l'inflazione gli aveva detto Chris.
Oh, non intendevo quello. Assumeva un'espressione addolorata, i capelli spioventi sugli occhi, accoccolato in una patetica posizione rannicchiata. Ho una vita familiare infelice.
Quella volta Chris aveva riso. Ma poi si era sentita male per lui. Era solo un bambino e usare quel campo di battaglia nel quale viveva per ottenere piccoli privilegi era evidentemente l'unico modo che aveva a disposizione per affrontare la paura che lo attanagliava.
Nicholas era l'unico argomento sicuro da potere affrontare con Alexander. Perch non torni a dormire in camera aveva detto Alexander in tono indifferente, non ti toccher neppure con un dito se tu non vuoi.
Perch non essere onesti fino in fondo? Restava loro cos poco. Perch sarei io a volerti aveva confessato Chris. Io ti amo. Non soffrirei se non ti amassi come ti amo.
Che posso fare, allora? Dimmi che cosa devo fare!
Lasciali perdere una volta per tutte, pens Chris. Non guardare mai pi i ragazzi. Eppure sapeva che era impossibile. Forse un giorno sarebbe diventato troppo vecchio per quelle cose, ma in quel momento? Che cosa fare?
Non lo so gli rispose.
Chris e Alexander smisero di accettare inviti in societ. Non ce la facevano a fingere davanti a degli estranei. I soli inviti che ormai accettavano erano quelli di amici intimi che capivano che stavano passando un brutto momento, pur essendo troppo discreti per fare domande. La gente immaginava la cosa pi ovvia: il loro matrimonio traballava, uno dei due era annoiato, uno dei due aveva incontrato un altro. Chris si confid con Annabel che le consigli di tornare comunque con Alexander. Nessun altro era al corrente della verit, sebbene Chris sospettasse che Max avesse indovinato tutto. Non riusciva a convincersi a parlare del suo matrimonio con Max. Che cosa avrebbe potuto dirle, d'altronde? Ti avevo avvertito! Anni e anni prima, a colazione da Sardi's, Max l'aveva esortata a lasciare perdere Alexander. Mia cara Chris, credi forse di essere l'unica persona a questo mondo che  stata piantata in asso?
A giugno di quell'anno avrebbero dovuto festeggiare il decimo anniversario delle loro nozze. Dieci anni prima, a Parigi, alle soglie della primavera Chris era stata sola, perdutamente innamorata di Alexander e ben decisa a fare qualunque cosa, convinta che nulla sarebbe mai cambiato. Signore, con quanto impegno ci avevano provato, finch lo sforzo comune si era tramutato in vero amore e in un modo di vita. Possibile che fosse stata tutta una finzione? Come fare a scoprirlo?
Poteva forse sperare, nel caso fosse riuscita a restare alla larga da Alexander rafforzando cos le sue difese contro di lui, di diventare abbastanza forte e autonoma da decidersi a lasciarlo? Si tolse la fede e si sent come se le avessero strappato via l'unico puntello valido della sua esistenza. Si sentiva emarginata, respinta, infelice e abbandonata. Se la rimise.
Suo padre stava bene. Si era ripreso completamente dall'infarto e insieme con sua madre era andato a trascorrere tre mesi in Florida. Nei pomeriggi del sabato, se Nicholas non aveva qualche impegno con i suoi amichetti, Chris e Alexander lo accompagnavano a turno a visitare musei o gallerie d'arte. Era come se stessero sperimentando la vita da divorziati. Quel Natale non andarono n in Svizzera n in nessun altro posto. Erano entrambi in lutto per il loro matrimonio. Spiegarono a Nicholas che in fondo sarebbe stato divertente per lui trascorrere il primo Natale a New York e Chris lo iscrisse a un corso quotidiano di pattinaggio sul ghiaccio al Rockefeller Center. Nicholas disse che era orribile. La pista era zeppa di turisti e il ghiaccio molliccio. Chris si rendeva conto che in quello stato d'animo non gli sarebbe andato bene niente. Era colpa sua, ma non poteva evitarlo.
No. Non era colpa sua, era colpa di Alexander. Non era stata lei a spingerlo a tradirla. Durante i pasti si costringevano a un'animata, quanto insulsa conversazione a beneficio di Nicholas e dopo cena guardavano la televisione tutti insieme in sala, sul nuovo televisore che avevano acquistato, perch la sala era diventato il luogo di ritrovo della famiglia da quando Chris aveva occupato il soggiorno.
Alexander leggeva i giornali della sera e dei documenti di lavoro. Chris leggeva manoscritti che aveva preso l'abitudine di portare a casa. Era lavoro che avrebbero potuto benissimo sbrigare durante il giorno, ma lo usavano come un paravento contro il silenzio. Il loro matrimonio si era trasformato in un matrimonio qualunque e loro due erano diventati due coniugi insoddisfatti come ce ne sono in tutto il mondo. L'unica differenza era che non fingevano. Aspettavano qualcosa, nella paura di affrontarla, fingendo con se stessi che stessero aspettando insieme. Entrambi sapevano che non c'era attesa pi solitaria della loro.

10.

Quella primavera Daphne e Richard decisero di andare al ventesimo raduno di classe del college. Richard era stato talmente parte dei suoi anni a Radcliffe che Daphne non poteva neppure concepire quel raduno senza di lui. I mariti erano i benvenuti. Richard sped l'assegno per coprire la loro quota di spese e prenot un appartamento al Ritz-Carlton di Boston. Daphne mand le foto di famiglia: Matthew, undici anni, Samuel, dieci, Jonathan, nove, Theodore, sette; tutti e quattro in piedi davanti ai genitori sorridenti, con indosso la divisa del loro sport preferito. Una specie di foto da boy-scout, pens Daphne, per era divertente. Era sempre stata al centro dell'attenzione al college e indubbiamente quella foto si sarebbe fatta notare in mezzo a tutte le altre del grande tabellone.
Naturalmente nell'immagine non compariva Elizabeth. Sembrava che Daphne fosse l'unica che, di tanto in tanto, pensasse ancora a lei. Richard si limitava a spedire la retta mensile per il suo mantenimento con la stessa indifferenza e puntualit con cui pagava tutti gli altri conti di casa.
Presto avrebbe compiuto i quattro anni. A volte trascorrevano giornate intere senza che Daphne pensasse a lei e ci la rattristava pi di quando continuava a pensarci. La neve si sciolse e l'erba cominci a spuntare sulle colline. I fiori erano in boccio e gli alberi scintillavano del verde tenero delle foglie nuove. Le oche sguazzavano con goffe movenze e buffi suoni gutturali nel laghetto artificiale che Richard aveva fatto costruire e si presentavano, impettite e in fila indiana, alla porta sul retro per reclamare la loro razione di pane. Daphne pens a quanto si sarebbe divertita Elizabeth nel vederle. Non le andava che la piccola fosse sola il giorno del suo compleanno. Sarebbe andata a trovarla.
Non disse nulla a Richard dei suoi progetti. Lui aveva chiarito una volta per tutte quello che pensava sull'opportunit di andare a fare visita a Elizabeth. Ci che mette a disagio va evitato a tutti i costi. Del resto le era pi facile andarci senza dirgli nulla. Aveva la sua macchina, Richard era in ufficio in citt e i ragazzi tutti a scuola. Telefon per avere indicazioni perch aveva dimenticato la strada, poi comper una grossa bambola morbida che apriva e chiudeva gli occhi, sorrideva e parlava quando la si stringeva nei posti giusti. La bambola aveva un vestito azzurro e Daphne ne comper uno uguale per Elizabeth. Poi si mise in strada.
Giunta a destinazione l'edificio le sembr pi piccolo di quanto ricordasse. Le avrebbero portato Elizabeth nel salotto del ricevimento e, dopo essere stata un po' insieme con lei per fare amicizia, Daphne avrebbe potuto assistere alla festa di compleanno che la piccola avrebbe avuto insieme con gli altri bambini. Daphne si sent rinfrancata notando che non avevano dimenticato il compleanno di Elizabeth. Attese fumando nervosamente.
Una donna minuta e dai capelli scuri arriv sorridendo e tenendo per mano una bambina. Mentre si avvicinavano Daphne ebbe la stessa sensazione che aveva provato all'ospedale quando aveva visto Elizabeth per la prima volta: Portatela via, non  mia! Per quanto con gli occhi della fantasia non avesse fatto che vedere sua figlia e immaginare come potesse essere, non si era avvicinata neppure lontanamente alla realt. Elizabeth era alta quanto una normale bambina di quattro anni e i capelli erano biondo rossicci anzich neri; tutta la somiglianza con la sua famiglia finiva l. Vedendo Daphne sorrise felice con appena l'estremit della grossa lingua puntuta che spuntava fra i denti e gli occhi obliqui vagamente divertiti. Daphne le ricambi il sorriso e le corse incontro.
Ciao, tesoro! le disse dolcemente.
Elizabeth sorrise.
Non parla la inform la donna. A proposito, mi chiamo Jane Baldwin. Mise la manina di Elizabeth in quella di Daphne. Questa  la tua mamma, Elizabeth. Dille ciao.
Pensa che sia... cominci Daphne.
Non capisce la prevenne l'istitutrice, ma sa quando ci si occupa di lei e le si vuole bene. Persino un neonato capisce queste cose.
Crede che le faccia paura se l'abbraccio?
No, no, anzi!
Daphne si inginocchi e circond con le braccia la bambina... la sua bambina, sua figlia Elizabeth. Il corpo della piccola era minuscolo e sodo. Elizabeth emise un gorgoglio di piacere, ma non ricambi la sua stretta. Daphne cap che quella bambina sarebbe stata disposta ad accettare chiunque, che era totalmente priva di sospetti e di difese. Ti ho portato una bambola le disse Daphne. Si alz e condusse Elizabeth verso la bambola che aveva sistemato su una poltrona. Guarda.  per te.
La manina di Elizabeth si protese a toccare il vestito della bambola. Daphne scart il pacco del vestito e porse l'altro dono alla figlia. Anche questo  per te, tesoro.  un vestitino.
Elizabeth tocc il vestito celeste, poi la gonna di Daphne. Capisce! esclam Daphne.
Jane Baldwin sorrise scuotendo la testa. Sta solo facendo la sua conoscenza.  una bambina dolce e di buon carattere. Sorride sempre, tranne quando  bagnata o ha fame e noi non permettiamo che duri a lungo.
Bagnata? Istintivamente il dito di Daphne corse alla mutandina di plastica che Elizabeth portava sotto la gonna. Vuole dire che ancora si bagna?
Ha appena quattro anni replic Jane Baldwin con calma. Con certi bambini ci vuole pi pazienza che con altri. Perch non andiamo a vedere la camera di Elizabeth, adesso?
Si recarono nel padiglione nel quale viveva Elizabeth e Daphne mise la bambola sul letto della bambina. Posso metterle il vestito nuovo per la festa di compleanno?
Certamente! Vuoi mettere il tuo bel vestito nuovo, Elizabeth? Su, che ti aiuto a infilarlo.
Daphne guard quell'estranea sfilare l'abitino dalle spalle della figlia e infilarle quello nuovo, mentre la bambina restava inerte a osservarla interessata con l'eterno sorriso felice sulle labbra. Il vestito le andava benissimo. Se Elizabeth fosse a casa, pens tristemente Daphne, potrebbe averne uno diverso ogni giorno. Ma a lei importerebbe?
Sopra il letto di Elizabeth c'erano due grandi fogli di carta impiastricciati di vernice colorata. I fogli erano appesi esattamente nel modo in cui lei, a casa, avrebbe appeso le opere d'arte della sua bambina.  stata lei a fare questi?
S, con le dita. Ha mangiato pi colore di quanto non ne abbia messo sulla carta, ma siamo tutti fieri di lei. Alla mamma piacciono i tuoi quadri, Elizabeth, vedi?
Elizabeth sorrise e Daphne si chiese a che cosa stesse pensando.
Ha... ha avuto crisi epilettiche? volle sapere.
No. Per il momento sembra che sia a posto.
Ringraziamo il cielo almeno per questo, povera bambina.
Jane Baldwin guard l'orologio.  quasi l'ora della festa. Perch non andiamo nella sala di ricreazione?
La sala di ricreazione era ampia e luminosa, come in un asilo. Bambini di tutte le et sedevano ai tavoli intenti a dipingere con le dita oppure a infilare perline colorate, aiutati da assistenti. Alcuni bambini erano accoccolati per terra e giocavano con dei giocattoli, ma la maggior parte di loro si limitava a starsene seduta e a dondolarsi monotonamente avanti e indietro senza nessuna occupazione. La cosa che sgoment maggiormente Daphne fu che nessuno di loro era bello o, almeno, grazioso. Lei li aveva sempre immaginati fisicamente perfetti, ritardati solo nella mente, come apparivano certi bambini affetti da mutismo in alcune foto che aveva visto da qualche parte. Ma quei bambini erano effettivamente perfetti, vivevano in un mondo diverso tutto loro. I piccoli mostri che aveva davanti, invece, erano ritardati e minorati in tutti i sensi. Si guard attorno spaventata, implorando in cuor suo di potere credere ancora nel suo sogno, anzich affrontare quell'atroce realt. Finalmente, in un angolo, scorse una bella ragazzina di circa sedici anni.
E quella che cos'ha? chiese.
Lesioni cerebrali.
Sembra normale.
Qui sono tutti normali perch non esiste una norma. I nostri bambini non devono misurarsi con cose pi grandi di loro. Vogliamo che apprendano pi che possono, per quanto poco sia, e che siano felici.
Mentre camminavano fra i tavoli alcuni bambini guardarono Daphne, videro che era una nuova venuta e cercarono di attirare la sua attenzione. Mani si protesero a toccarla, a tirarle la gonna, a misurarla. Daphne cerc di non ritrarsi. Elizabeth, con la manina nella sua, la seguiva docilmente, palesemente fiera di quella grande visitatrice tutta per lei. A parte la ragazza nell'angolo, pens Daphne, la mia bambina  la pi bella di tutti.
Uno dei tavoli era stato allegramente apparecchiato con una vivace tovaglia di carta colorata e aveva un festone di palloncini sospeso sopra. Dalla cucina usc una donna con una grande torta di compleanno. Ecco la torta! annunci con voce cantilenante. Alcuni bambini si precipitarono a prendere posto a tavola.
Tanti auguri, tanti auguri a te cantarono la donna, Jane Baldwin e Daphne. Alcuni bambini si unirono al coro. Tanti auguri, cara Elizabeth, tanti auguri a te!
Elizabeth sorrise ed emise un gorgoglio felice.
Le assistenti fecero sedere quasi tutti i bambini a tavola e diedero loro la torta su piatti di carta e del latte in bicchieri pure di carta. Elizabeth giocherell con la torta, la appiatt con la mano, la colp e poi rise. Poi cacci un pezzo di quella poltiglia in bocca e soddisfatta guard Daphne. Daphne si sent chiudere la gola con un groppo di lacrime. Era come una povera neonata, una promessa per il futuro, una creatura malleabile che aspetta di essere plasmata tranne... tranne che per lei non c'era futuro. Sarebbe diventata solo pi grossa.
Crede che sar mai in grado di parlare? bisbigli Daphne.
Lo spero rispose allegramente Jane Baldwin.  gi in grado di indicare le cose che vuole. Certo, ci vorr tempo. Ma noi abbiamo tutto il tempo di questo mondo.
S mormor Daphne.
Le farebbe piacere imboccarla?
Oh, s! Tir una seggiolina accanto a quella di Elizabeth e cominci a imboccarla. Una forchettata di torta, un sorso di latte. Mmm, buona, vero? chiese Daphne. Buona torta, eh?
Ga disse Elizabeth.
Ha parlato! Ha sentito? Ha parlato! Ha cercato di dire torta.
Ga  la sua parola preferita spieg Jane Baldwin. Conosce due parole. L'altra  Ah! Spero che con il tempo si renda conto che i suoni che emettiamo hanno un significato, in modo che impari a usarli per esprimere i suoi bisogni.
A me  sembrato che dicesse torta insist Daphne.
Dopo che Elizabeth ebbe finito la torta e il latte Daphne le diede un palloncino, stringendole le piccole dita tozze attorno alla cordicella. Elizabeth osserv il palloncino e poi lo lasci volare via. Daphne guard l'orologio. La strada fino a casa era lunga e lei doveva rientrare prima che i ragazzi si chiedessero che cosa le fosse successo, costringendola a mentire. Accompagnami alla porta, tesoro. Devo andare a casa, adesso, non posso fermarmi ancora.
Il terzetto si spost nel salottino visitatori. Daphne torn a inginocchiarsi e strinse Elizabeth fra le braccia. La baci sulla guancia.
Ti amo disse all'inespressivo visino eternamente sorridente. Ti amo con tutto il cuore.
Elizabeth si infil in bocca la punta della sciarpa di Daphne e cominci a succhiare.
Grazie, Jane soggiunse poi Daphne. Grazie di essere cos buona con lei.
 facile. Questa personcina non ha un grammo di cattiveria in tutto il corpo.
E ha bisogno di essere guardata a vista minuto per minuto, termin Daphne per lei.  talmente dipendente per ogni cosa... Proprio come aveva previsto Richard. Si alz e accese una sigaretta aspirando avidamente il fumo nei polmoni.
Non dovrebbe fumare, davvero! le disse Jane Baldwin.
Lo so.
Gi, non dovrei dirglielo proprio ora. So bene che  stata una giornata difficile per lei.
 stato diverso da come me l'aspettavo le disse Daphne.
Si sente un po' meglio, adesso?
Pi o meno.
Tornando a casa ripens a quella giornata. Le assistenti erano cos pazienti, proprio come sarebbe stata lei se... Per loro avevano la comprensione senza la sofferenza. In fondo per loro era facile essere infinitamente pazienti, lasciando che ogni giorno fosse la ricompensa di se stesso. Richard aveva avuto ragione. Non era stato un mostro senza cuore, dopotutto. Elizabeth sembrava felice e sana, i ragazzi erano sicuri e tranquilli. Avevano una famiglia normale. Era stata ingiusta con Richard a portargli tanto rancore per averla costretta a mettere Elizabeth in quel luogo cos gradevole e adatto a lei. Non si trattava solo di un posto nel quale nascondere i propri errori e le proprie vergogne. Come aveva potuto provare tanto risentimento nei riguardi di Richard quando conosceva tutto l'amore che lui aveva per lei e per i loro figli?
Schiacci il mozzicone della sigaretta e immediatamente sent il bisogno di fumarne un'altra. Se solo fosse riuscita a smettere... Un giorno o l'altro si sarebbe uccisa con quella roba e i suoi figli sarebbero rimasti senza madre e Richard sarebbe stato solo. Ma che cosa le prendeva?
Fu in quel momento che desider raccontare a Richard della sua epilessia. Mettere tutto in chiaro, finalmente. Era stata stupida a fingere per tanti anni di essere perfetta per paura che lui la respingesse. Si erano costruiti una vita insieme, ormai! Gliene avrebbe parlato, lui l'avrebbe accettata e poi avrebbero vissuto in armonia. Per la prima volta lui l'avrebbe amata davvero per quella che era, difetti e tutto quanto.
Gliene avrebbe parlato al raduno di classe. Laggi, in quel college, oltre vent'anni prima aveva avuto inizio il suo inganno. Dunque tornare l, alle origini, era la cosa giusta da fare per chiarire le cose una volta per tutte. Daphne sorrise. Gliene avrebbe parlato nel soggiorno di Briggs Hall, dove lui si era presentato quella prima volta per convincerla a uscire con lui.
Dal momento che aveva deciso non vedeva l'ora di parlargliene e farla finita una volta per tutte.

11.

Quella primavera Max compiva quarantun anni. Si era preparato spiritualmente ai quaranta perch tutti dicevano che rappresentavano un giro di boa deprimente, l'ingresso nella mezza et, cos il quarantesimo compleanno non era stato certo un problema per lui. Nessuno, per, lo aveva avvertito che il quarantunesimo sarebbe stato peggiore con quel piccolo, insignificante anno in pi che ti aggrediva proditoriamente quando credevi di essere al sicuro. Ne aveva parlato con Annabel che immediatamente aveva deciso di dare per lui un fantastico party di buon compleanno a casa sua.
Compilarono insieme la lista degli invitati. Annabel, Emma, l'ultimo boy-friend di Emma, Gary, un musicista. Quella primavera Annabel e Max non erano innamorati di nessuno, dunque avrebbero fatto i fidanzatini. Chris e Alexander sempre nei guai e sempre alla disperata ricerca di non farlo capire a nessuno. Quattro vecchie conoscenze di Max che lavoravano con lui da moltissimi anni: colleghi o amici? Come si faceva a distinguere? I colleghi di lavoro finivano per diventare amici quando il lavoro era tutta la tua vita. Tre di loro avevano un amante. Quello avrebbe portato il totale degli invitati a tredici, ma Annabel decise che Sweet William sarebbe stato il quattordicesimo, cos il numero non avrebbe portato sfortuna.
Avrebbero bevuto Dom Perignon e gustato vero caviale iraniano che quell'anno costava una fortuna. L'abito da sera sarebbe stato di rigore. Avrebbero suonato solo musica degli anni Venti, con un'eccezione per quella degli ultimi successi di Max. Emma e Gary avrebbero fatto i disc jockey. Max inond la casa di fiori bianchi. Ripens alla fortuna di avere degli amici cos fantastici e si immagin come sarebbe stata la vecchiaia insieme con loro. Quel pensiero lo depresse di nuovo, tanto che decise di pensare solo al presente. Forse quello era il segreto per essere felici nella vita. Dopotutto, dieci anni dopo, ripensando a quel compleanno, avrebbe pensato a quanto era stato giovane.
Le giornate ormai si erano allungate e c'era ancora luce quando i primi ospiti fecero il loro arrivo. Annabel aveva tirato tutte le tende e illuminato l'appartamento nel pi romantico dei modi. Nella penombra scivol regalmente incontro a Max, avvolta in un vestito di chiffon nero con i capelli rossi tirati su e Max pens che pi che la madre sembrava la sorella maggiore di Emma. Lo baci.
Buon compleanno, Max.
Buon compleanno, zio Max! Davanti a lui c'era Emma. In suo onore si era tolta i jeans stracciati, ai quali sembrava essere tanto affezionata, e si era messa un vestito, e addirittura gli orecchini: due sottili cerchietti d'oro. Gary, il suo ragazzo, era in giacca e pantaloni. Come tutti i boy-friend di Emma era molto bello e l'unico difetto che gli si poteva imputare era una massa di incolti capelli biondo stoppa che lo facevano somigliare a un pulcino arruffato. Ma Annabel aveva spiegato che era per la sua immagine professionale. Max si augurava che presto avrebbe portato altrove, on the road, come si diceva allora, la sua immagine professionale. Se un musicista rock fallito non era certo l'ideale per Emma, ancora meno lo sarebbe stato uno di successo.
Non credi che Gary somigli un po' a Rod Stewart? gli bisbigli Emma.
S.
Oh... vedo che non ti piace.
Ti preme tanto la mia opinione?
Per niente! gli sorrise.
Dagli amplificatori dello stereo usciva la voce morbida di Nol Coward, un fantasma del passato. Gli ospiti, intanto, avevano cominciato ad arrivare e tutti bevevano champagne. Annabel aveva ordinato il buffet e la cena a una ditta specializzata e un giovanotto in giacca bianca scivolava compito e silenzioso in mezzo alla folla, porgendo caviale nelle coppe piene di ghiaccio tritato e poi tornando a scomparire nella cucina per occuparsi della cena.
I doni di Max, festosamente avvolti in carta colorata, erano ammonticchiati su un tavolino. Chris e Alexander furono gli ultimi ad arrivare, portando nuovi doni e i loro sorrisi di circostanza. Per un attimo Max fiss Alexander in fondo agli occhi e vi lesse la paura. Ci lo rese triste. Alexander doveva avere il dono di rovinare la vita degli altri. In quel momento, per, sembrava che finalmente avesse rovinato la propria. Annabel aveva confidato a Max che Chris aveva colto Alexander in flagrante, ma che assolutamente doveva fare finta di niente. Max aveva sempre saputo che un giorno o l'altro sarebbe successo.
Prima di ubriacarci apriamo i doni propose allegramente Annabel. Gli porse una scatola lunga e piatta avvolta in carta d'argento. Questo  il mio. Felice compleanno a te, caro Max, e cento di questi giorni insieme con noi.
Lui la baci e apr la scatola. Conteneva una lunghissima sciarpa di cachemire bianco con la frangia ai bordi. L'aveva vista da Bendel's e ci aveva lasciato il cuore, ma non avrebbe mai speso centoventicinque dollari per una sciarpa per s. Solo Annabel era capace di scegliere un oggetto cos stravagante, cos sciocco e cos assolutamente giusto.
Come la sciarpa che avevi al college gli disse Annabel. Solo che questa non l'ha sferruzzata Emily Applebaum facendo cadere le maglie.
Max rise. L'adoro! Grazie, tesoro.
E adesso il mio. Emma si fece avanti porgendogli un pacco avvolto in una carta dai disegni bizzarri e legato con un filo di lana rosso.
Dentro c'era una fotografia di Annabel e di Emma in una cornice d'argento. Era una foto di qualit professionale e l'unica che Max avesse mai avuto di loro due.  magnifica! esclam Max.  perfetta per il pianoforte. Chi l'ha fatta?
Io rispose Emma. Ho messo l'autoscatto e sono saltata accanto alla mamma. Che cosa te ne pare?
Dico che se diventerai regista il mondo perder una fotografa molto dotata dichiar Max.
Oh, non adularmi rispose Emma felice e imbarazzata. Sentiamo che cos'altro hai da dire, piuttosto.
Fra gli altri regali ci furono libri e dischi da Chris e Alexander; un portafoglio di Gucci da Sylvia, l'attrice scoperta da Max quindici anni prima e che ormai era una star affermata; una confezione regalo di cioccolatini di Krn dal suo ultimo amante; cravatte e ancora libri; un altro portafoglio, di Mark Cross, e un altro ancora di Hunting World. Si vede che la gente pensa che tu abbia un sacco di soldi osserv Chris con tono ironico, ma naturale e affettuoso.
Oppure un portafoglio da pezzente disse qualcun altro. Risero tutti.
Hai intenzione di partecipare al raduno di Harvard? gli chiese Chris.
Per usare le immortali parole di Emma replic Max, ti dir soltanto: Che schifo!
Io, invece lo inform Chris, ho deciso di andare alla riunione di Radcliffe.
E tu, Alexander? chiese Max sbalordito.
Ah, no, io no! rispose Alexander. Gi non lo potevo sopportare allora, figurati adesso!
Davvero odiavi il college? chiese Emma.
Nessuno  perfetto replic Alexander in tono mondano.
Ebbene, se ci vai tu, Chris, ci vengo anch'io dichiar Annabel. Potrebbe essere divertente, per quanto anch'io odiassi il college.
Anche tu, mamma? Guarda invece che bella riuscita avete fatto tutti quanti!
Io, invece, al college ci sono stato proprio bene dichiar Max.
Sono felice di constatare che almeno per qualcuno sia stato bello osserv Emma, dal momento che presto anch'io andr a Radcliffe.
Oh, ma adesso  diverso disse Annabel. Sono sicura che ti piacer!
A me, invece,  piaciuto intervenne Chris.
La cena  servita annunci il giovanotto in giacca bianca.
La cena consisteva in un grosso branzino con una salsa speciale, con contorno di insalata mista, pane casereccio francese dalla crosta croccante, formaggi vari e ancora champagne. Per dessert c'era la gigantesca torta di compleanno accompagnata da quelle speciali formelle di gelato a forma di animaletti cos famose un tempo e che Max non vedeva da quando era bambino.
Voglio che tu sappia che abbiamo dovuto girare tutta Brooklyn per trovartele lo inform Annabel. Servono per ricordarti che le cose buone, come noi, non muoiono mai e anche che sono difficili da reperire proprio come noi. E con questo brindiamo.
Ci fu un applauso generale. Il cameriere port un bricco di caff bollente e una bottiglia di brandy. Gary, il pulcino arruffato, mise prontamente una pigna di dischi sul piatto. Max diede a Sweet William un pezzo di torta di compleanno e un bocconcino di gelato. Ormai era un vecchio gattone di oltre quattordici anni, grosso e pigro, con un'aria sorniona e compassata. Se anch'io potessi diventare pigro e compassato, pens Max, forse potrei accettare la mia vita. Non  poi cos terribile essere soli. Mi trovo qui con tutti i miei pi cari amici e anche quelli che sono con qualcuno non possono avere la certezza che durer per sempre.
Guard senza eccessivo interesse il giovane cameriere in giacca bianca. Non si sarebbe mai sognato di andare a caccia di ragazzi in casa di amici, per giunta il ragazzo non sembrava avere tendenze omosessuali. Gli sarebbe piaciuto avere l qualcuno con cui andare a casa. Nessuno deve essere solo il giorno del suo compleanno. Forse aveva fatto male a non invitare un amico, ma in quel momento non c'era un ragazzo di cui gli importasse abbastanza da volere dividere con lui l'intimit di quella serata. Quarantun anni era un'et balorda. Cominciava a sentirsi depresso.
Matine domani esclam Sylvia. Diede a Max il bacio della buona notte. Il prossimo anno il tuo compleanno cadr di sabato e mi auguro che Annabel dia un altro party favoloso cos potr restare fino alle quattro del mattino.
Certamente disse Annabel.
Per il resto della compagnia che il giorno dopo non doveva lavorare inizi la fase dei discorsi seri, delle reminiscenze e delle bevute. Sembrava che i compleanni conciliassero i ricordi e tutti avevano un sacco di aneddoti divertenti da raccontare. Lo champagne era finito da un pezzo ed era il momento del brandy. Il giovane cameriere in giacca bianca scivol via silenzioso lasciandosi dietro una cucina immacolata e un bricco di caff fresco sul fornello. Alle due Chris e Alexander se ne andarono. Chris era pallida, con delle profonde occhiaie. Gary si era stancato della collezione di dischi anni Venti di Annabel ed era passato ai Beatles, basandosi sul principio che per quella sera tutto quanto fosse vecchio andasse bene. La depressione di Max aument, mescolandosi a un'inquietudine vicina alla claustrofobia. Pi si addentravano nei ricordi del passato pi si sentiva vecchio.
Infine, verso le tre, il party si sciolse. Quasi troppo rapidamente la sala si vuot delle poche persone assonnate che erano rimaste. Max aveva bisogno di uscire per respirare un po' d'aria fresca e nello stesso tempo, per, non voleva andarsene. E dove sarebbe potuto andare? Nel suo appartamento vuoto oppure in un bar gay? Perlomeno il bar sarebbe stato ancora pieno di gente, se si fosse affrettato. Gli sembrava quasi scorretto precipitarsi in un bar qualsiasi per trovarsi compagnia, ma sarebbe stato il regalo di compleanno che si sarebbe fatto da solo. Il party era stato meraviglioso, perfetto, con l'unico neo che lui si era sentito vecchio e finito, ma quello non era colpa di nessuno. Si sforz di non fare capire ad Annabel il suo stato d'animo. Perch rattristarla?
Dopo che tutti se ne furono andati tranne Max, Emma e Gary, Annabel mise i doni in due capaci borse di plastica.
Non so dirti quanto sia stato importante per me questo party disse Max.
Ne sono felice. Annabel lo baci affettuosamente. Quando compir io i quarantun anni potrai ricambiare.
E quando sarebbe?
Oh, fra non molti anni, te lo garantisco! Rise. Diciamo che l'anno prossimo compiremo entrambi trentasei anni. Credo che potremmo darla a bere a tutti, che cosa ne pensi?
Tu certamente, ma io no!
Ma non dire sciocchezze. Puoi eccome, se lo vuoi. Io, comunque, penso che tu sia perfetto cos come sei.
Buona notte a tutti disse Max. E grazie ancora...
Buon compleanno, zio Max esclam Emma dandogli un bacio affettuoso.
Annabel circond le spalle di Max con il braccio e lo accompagn alla porta. Felice compleanno al mio migliore amico disse Annabel. E sogni d'oro!
Max prese un taxi e and a casa. Apr tutti i pacchetti, mise la foto di Annabel e di Emma sul pianoforte, i libri sul tavolino, i dischi sul giradischi per ascoltarli con calma durante il week-end e i tre portafogli sul cassettone. Li avrebbe cambiati la settimana seguente. Il senso di claustrofobia lo assal di nuovo, sempre pi opprimente. Non si preoccup di cambiarsi. Avrebbe preso un taxi fino allo Harry's Back East. Non ci sarebbe pi stato molto movimento a quell'ora, quasi le quattro del mattino, solo gli ultimi nottambuli che non si fidavano ad andare nei gabinetti o per le strade; forse per avrebbe trovato qualche ragazzetto giovane e attraente e, in tal caso, il suo abito da sera lo avrebbe aiutato a fare colpo. Sarebbe stato qualcuno che ha appena lasciato un party chic, il che era vero, un signore di mezza et che conduceva una brillante vita mondana, un uomo di successo, forse un po' misterioso. No, via quel signore di mezza et! Lui non aveva quarantun anni, era senza et! Si precipit fuori nella frizzante aria notturna.
Il locale chiamato Harry's Back East aveva sul davanti un lungo bancone, un juke-box, alcuni flipper, un tavolo da biliardo e altri giochi sul retro. Sopra il bancone troneggiava una scultura costruita dalle molle di un letto legate fra loro con festoni natalizi accesi tutto l'anno. Dal soffitto pendevano gli oggetti pi assurdi: una carrozzina per bambini, finti polli di plastica, mutandine di pizzo, vibromassaggiatori vaginali da pornoshop. Le decorazioni messe su per qualche occasione particolare non venivano pi tolte e restavano a ricordare festivit ormai trascorse e dimenticate: lontani Giorni del Ringraziamento, Halloween e St. Patrick's Day. L'arredamento era del tipo che Max e i suoi amici definivano mortalmente volgare eppure continuavano ad andarci, come sempre. C'era molto movimento, nel locale, ci si trovavano bene. Per quanto riguardava Max, quella pacchianeria gli procurava una sensazione di irrealt che gli andava a genio.
Ballare era proibito, sebbene di tanto in tanto qualcuno contravvenisse alla regola. L'attivit principale era passare in rassegna la fila interminabile di ragazzetti disponibili in attesa di infilarsi nel gabinetto per signori. Ma quella sera era troppo tardi e la fila non c'era. I ragazzi avventori rimasti al banco sembravano soli e disperati. Max sedette su uno sgabello, ordin una Coca e si guard attorno. C'era un ragazzo accanto al juke-box. Aveva lunghi capelli neri, jeans attillati, un giubbotto di pelle nera. Sembrava un teppistello preso di peso dagli anni Cinquanta, ma non poteva avere pi di diciannove anni. Not lo sguardo di Max e gli sorrise.
Max lo ricambi. Ancheggiando il ragazzo gli and vicino: evidentemente aveva copiato quel modo di camminare da Fonzie in TV. Dunque questo sar il mio regalo di compleanno, pens Max. Lo voglio oppure meglio rimandarlo al mittente?
Hai una sigaretta? chiese il ragazzo. Aveva copiato persino l'accento di Fonzie. A Max non sembrava neppure vero. Pareva innocuo e in lui c'era una vena di disperata sensualit che lo affascin.
Non fumo, ma posso offrirti da bere, se vuoi.
S? Okay.
Il ragazzo sedette sullo sgabello accanto a quello di Max. Frankie Scandoli si present.
Io sono Max.
Max che cosa?
Harding.
Nessun segno di riconoscimento. Prendo un Seven and Seven gli disse Frankie con naturalezza.
Ma certo, pens Max. Fece un cenno al barista.
Furono in strada in pochi minuti. Pi indugiavi su un drink pi dovevi parlare e pi parlavi e peggio ne uscivano quegli squallidi soggetti. Meglio tenersi l'emozione del mistero e supplire con la fantasia a tutti gli elementi mancanti. Presero un taxi diretti all'appartamento di Max. Il portiere di notte era ormai abituato a vederlo rientrare alle ore pi strane in compagnia di tipi dall'aria sospetta, quindi si limit a fargli un discreto cenno del capo fingendo di essere mezzo addormentato. Guardando furtivamente Frankie nella cruda luce dell'atrio, Max si accorse con sollievo che i capelli del ragazzo non erano unti. Brillavano freschi di shampoo, corvini, folti e sani. Generalmente Max preferiva i biondi, ma che cosa puoi pretendere alle quattro del mattino? E poi nel ragazzo c'era quel groviglio di energia repressa che tanto l'aveva attratto a prima vista, una specie di inquietudine che in quel momento era pari solo alla sua.
Salirono di sopra e Max apr la porta di ingresso. Mettiti comodo gli disse indicandogli la camera da letto.
Con espressione compiaciuta Frankie lasci correre lo sguardo sull'ampio soggiorno. Poi entr in camera da letto e Max lo segu, sentendo il familiare rimescolio dell'eccitazione in arrivo.
Guarda guarda esclam Frankie con un fischio. Hai nientemeno che un copriletto di pelliccia. Ci avrei scommesso che avevi un copriletto di pelliccia. Si aggir per la camera da letto come una scimmia troppo cresciuta. Max si tolse la giacca, l'appese, si liber della cravatta. Intanto lanciava a Frankie occhiate espressive per esortarlo a spicciarsi. Il ragazzo era ancora completamente vestito, giubbotto e tutto quanto. Era davanti al cassettone e toccava tutto. Apr un cassetto.
Ehi! esclam Max.
Ehi che cosa? Ehi si dice ai cavalli. Ah, ah! Aveva afferrato il portagioie di Max e lo stava aprendo con un sorriso malvagio. Agguant i gemelli, gli orologi di Max e se li cacci nella tasca del giubbotto.
Max fece per avventarglisi contro, ma il ragazzo fu pi rapido di lui e lo fronteggi con la lunga lama di un coltello a serramanico che, con gesto esperto, aveva estratto dalla tasca dei jeans e fatto scattare. Max si arrest di botto.
Pensi ancora che sia una piccola checca graziosa, caro? gli disse Frankie sarcastico. Agit la lama con un gesto eloquente in direzione di Max che era rimasto pietrificato, con il cuore che gli batteva all'impazzata.
Cos era successo, dunque! Tutte quelle serate nei bar gay, tutti quei ragazzini raccattati qua e l. Si rendeva conto che quella volta era incappato in un delinquente. Non c'era di che stupirsi data l'ora avanzata, ma lui era talmente disperato.
Non te l'aspettavi che nei jeans ci avessi questo, vero? prosegu Frankie. Troppo occupato a pensare a che cos'altro ci tenevo! Dove sono i soldi? Fuori!
Max estrasse del denaro dalla tasca dei calzoni e glielo porse.
Posalo l, idiota.
Max lasci cadere banconote e monete sul cassettone e Frankie se le cacci in tasca.
Dov' il resto?
Non ho altro denaro.
Con il cazzo che non ce l'hai. Hai una cassaforte?
No.
Frankie stava frugando nei cassetti gettando la roba per terra. Alla fine tolse i cassetti e butt in terra anche quelli. Trov un golf di cachemire che gli piaceva e se lo mise sulle spalle. Di tanto in tanto lanciava un'occhiata di traverso a Max per accertarsi che non si muovesse. Quella, dunque, era la tensione che Max aveva scambiato per sessualit repressa al bar: la violenza in agguato che aspettava solo di esplodere, la disperata determinazione del ladro.
Portami una valigia ordin Frankie. Con la testa indic l'armadio, mentre i capelli corvini ondeggiavano. Teppista, pens Max. Non si mosse. Frankie and verso di lui descrivendo piccoli cerchi minacciosi con la lama del coltello. Una valigia, ti ho detto!
Max and verso l'armadio a muro e tir fuori la valigia di Vuitton, rallegrandosi in cuor suo che la porta non avesse chiave e che il ragazzo non potesse chiudercelo dentro. Mise la valigia per terra nel punto indicatogli. Frankie vi cacci dentro il golf di cachemire e quindi cominci a riempirla con tutto ci che gli capitava a tiro: la radiosveglia, vari pezzi collezionati da Max, capi di abbigliamento. Tutte cose tanto care a Max, ma che in fondo erano solo cianfrusaglia che quel vermiciattolo avrebbe potuto impegnare o vendere per quattro soldi. La scena gli sembr talmente irreale. Cose che succedono agli altri. Che idiota era stato! Non vedeva l'ora che quel ragazzo se ne andasse con il suo bottino liberandolo della sua presenza. Rest assolutamente immobile, respirando appena, terrorizzato, ma anche intimamente furioso. Ebbe l'idea di saltare addosso al ragazzo e di disarmarlo, ma cap che sarebbe stata una sciocchezza. Non era in condizioni di fare a botte.
Dammi un'altra valigia.
Hai intenzione di uscire di qui con due valigie? Non ce la farai!
Con il cavolo che non ce la faccio. Ti lascio, baby. Una lite fra innamorati! Fece una risatina amara. Sei troppo vecchio per me.
Max gli port la seconda valigia. Il ragazzo non sarebbe andato lontano. A meno che... a meno che non intendesse fargli qualcosa per impedirgli di chiamare il portiere nell'atrio. Si sent gelare.
Frankie afferr la coperta di pelliccia e la cacci nella seconda valigia. Questa piacer tanto alla mia ragazza gli spieg con la stessa voce piena di sarcasmo. Fece scattare la serratura della valigia. Voialtre checche siete tutte uguali. Disgustose. Capisci che cosa voglio dire?
 pazzo, decise Max.
Mi fate vomitare prosegu Frankie. Qualcuno dovrebbe tagliarti la gola. Davvero pensavi che mi potevi comperare con un bicchierino e farmi venire a casa con te solo perch mi piacevi? Pensi di essere cos sexy? Ma lo sai che cosa  davvero sexy? La fica  sexy. Non una vecchia checca vomitevole come te che vuole farmi fare cose disgustose.
La voce del ragazzo era salita fino a uno stridulo squittio nel dire vomitevole. Max sent una rabbia sorda, corrosiva quanto l'odio, montargli dentro. Che diritto aveva quello squinternato di andare nei suoi bar a spiarlo, di entrare in casa sua a derubarlo, minacciarlo, insultarlo? A chi aveva dato fastidio, lui?
Il ragazzo non poteva portare le due valigie e contemporaneamente tenere il coltello in modo da difendersi. Se le avesse prese Max gli sarebbe saltato addosso. A meno che...
Frankie estrasse due cravatte dall'armadio, poi fece per andargli vicino con le cravatte in una mano e il coltello nell'altra. Max afferr la lampada sul comodino e gliela scagli sulla testa.
Il colpo non lo stord neppure e la lampada di porcellana and in pezzi. Dalla fronte del ragazzo usc un rivoletto di sangue che sembr renderlo ancora pi furibondo. Si lanci su Max che si gir e se la diede a gambe.
Attraversarono correndo la camera da letto e poi il soggiorno, rovesciando mobili e suppellettili. Max pensava solo a come fare a raggiungere la porta di casa, e lanciarsi gi per le scale antincendio e fuori al sicuro. Gli sembrava di avere le ali ai piedi, non sentiva la minima stanchezza, solo una specie di torpore. Per qualche strano motivo pensava che se solo fosse riuscito a chiudersi alle spalle la porta dell'appartamento con il ragazzo dentro, quello sarebbe rimasto l, rinunciando a inseguirlo.
Arriv alla porta, la spalanc e sent il dolore bruciante alla schiena. Non era nulla, solo una puntura di insetto. Ma ce ne furono altre, uno sciame di insetti, e improvvisamente si sent debole e pesante. Le gambe non gli obbedivano pi. Non riusciva a correre. Dimentic perch fosse successo tutto quello. Gli sembrava cos assurdo.
L'assassinio di Max Harding fece scalpore perch si trattava di un famoso regista e produttore di Broadway e perch era avvenuto in un lussuoso appartamento della Quinta Strada. Il coroner dichiar che la vittima era stata uccisa da trentadue ferite da arma da taglio. Fu il primo di una serie di orribili delitti che quella primavera colpirono il mondo degli omosessuali e che svuotarono quasi del tutto i bar gay... Agli altri omicidi non fu data tanta pubblicit perch le vittime non erano famose. Alcuni sostennero che Max non era stato neppure il primo.
Stupefatta e inconsolabile Annabel si sent come se le fosse stata tolta un'ancora di salvezza. Sapeva che Max le sarebbe sempre mancato moltissimo, che non lo avrebbe mai dimenticato. Ricordava l'ultima cosa che gli aveva detto quando era uscito da casa sua quella sera e le sembr un'ironia della sorte che non fosse nulla di importante. La vita non ti avvertiva della fine in agguato permettendoti di uscire da questo mondo con un'adeguata frase di commiato. Rimpianse di non avergli confessato quanto lo amava, ma lui lo sapeva. Era lei, piuttosto, che aveva bisogno di essere rassicurata del suo amore. Glielo disse in quel momento, dal profondo del cuore, chiedendosi se i morti si trasformassero in atomi che ruotavano attorno a coloro che amavano. Doveva esserci qualcosa oltre la parola fine.
Per Emma, Max fu la prima persona cara che vide morire. Era cos giovane. Quella morte la atterr. Per lei era stato pi che un padre e lo aveva amato. Si sent come un'orfana e per la prima volta si rese conto che non si poteva dare nulla e nessuno per scontato perch tutto poteva finire in un attimo. Non avrebbe mai pi guardato alla vita allo stesso modo.

Epilogo. Ritrovarsi.

1.

Un raduno di classe  pi che un viaggio sentimentale.  anche un modo per rispondere all'interrogativo celato nel profondo di tutti noi: se la sono cavata meglio di me? Nella vita si presentano sempre delle alternative, delle strade da prendere, persino per coloro le cui esistenze sono state tracciate in anticipo dalle regole di un'epoca. Ciascuno si chiede che aspetto avranno gli altri dopo tanto tempo, temendo di vederli invecchiati e, quindi, di constatare che tutti quegli anni sono veramente passati. Ci si sente estranei da ci che si  stati un tempo, da quei bambini atterriti e avventati che hanno preso decisioni in base alle quali ancora oggi si vive.
Per Daphne, diretta al raduno insieme con Richard, quella sarebbe stata finalmente l'occasione per liberarsi del suo segreto. Si rendeva conto di essere stata vittima del mito della perfezione degli anni Cinquanta, eppure una parte di lei era consapevole del fatto che in fondo recitare il ruolo della Ragazza d'Oro le era piaciuto. Altrimenti perch mai avrebbe comperato quel vestito d'oro che aveva in valigia, un vestito che modellava il suo corpo ancora snello e slanciato e che richiamava l'oro dei suoi capelli, ormai tinti, se non per ricordare a tutti quanti il suo antico soprannome? Aveva vissuto nel timore di essere rifiutata per la sua malattia e nel bisogno continuo di riconoscimento e di adulazione. Era stata un idolo. In quel momento, dopo vent'anni, era una moglie e una madre riuscita e soddisfatta, cosa piuttosto fuori moda, ormai, e della quale molte addirittura si scusavano. Si augurava che la maggior parte delle altre ragazze fosse come lei e che non dovesse sorbirsi troppi di quegli insopportabili discorsi femministi. In caso contrario era ben decisa a evitarli.
Per Chris, che in quel momento stava viaggiando da sola in treno, come la prima volta in cui era andata a Radcliffe, e che aveva deciso di alloggiare in pensionato, quel raduno aveva un significato quasi mistico. Le dispiaceva di non poter dormire a Briggs Hall, nella sua vecchia stanzetta di studentessa, ma era stato deciso di alloggiarle alla Currier House perch era pi nuova, pi grande e pi confortevole. Non aveva importanza. Avrebbe comunque visitato gli antichi luoghi, ritrovato antichi sentimenti e forse sarebbe riuscita a decidere che cosa fare di se stessa. Nicholas era rimasto a New York con Alexander. Poteva fingere che il figlio non fosse ancora nato e che ancora dovesse incontrare Alexander. Dalla banchina della stazione lo spettro di sua madre le sventol il fazzoletto, non la vecchia con la quale ormai aveva trovato pace e armonia, ma la donna ancora giovane, perennemente ubriaca, carica di dolore, di segreti e odiata da una giovane Chris a sua volta carica di dolore e di segreti suoi.
Per Annabel, ancora in lutto per Max, quel raduno era importante perch costituiva un legame con Emma. Non era soltanto un modo per tornare nel passato, ma soprattutto un modo per guardare al futuro, diventando parte di una catena senza fine. Si rendeva conto che Max sarebbe stato ad attenderla a ogni angolo e non sapeva se ci l'avrebbe rattristata oppure se avrebbe risvegliato in lei ricordi lieti con i quali riempire il suo senso di vuoto. Ci nonostante era convinta che la vita era bella e che probabilmente si sarebbe divertita. Si augurava che tutte quelle piccole ipocrite che le avevano fatto dannare l'anima durante i suoi anni di college si fossero trasformate in vecchi pipistrelli raggrinziti e che fossero scontente delle loro piccole vite meschine e rispettabili. Si sentiva pi parte di Emma e delle forze del futuro che di tutte loro e del passato. Eppure non poteva evitare di essere un po' nervosa. Prese l'aereo, occup un appartamento al Ritz e subito ordin una bottiglia di champagne.
Per Emily, quel viaggio dalla California senza Ken e i bambini era la prima cosa che faceva da sola da quando era nata tranne, naturalmente, impazzire. Era molto fiera di s. Ken aveva rifiutato di accompagnarla con il pretesto che si sarebbe annoiato a morte, ma era sembrato davvero felice che lei volesse andarci comunque. Le aveva detto di fermarsi anche a New York, se ne avesse avuto voglia, per fare spese, vedere qualche spettacolo e visitare musei e gallerie. Se poi si fosse sentita sola non avrebbe dovuto fare altro che telefonargli e lui l'avrebbe raggiunta immediatamente. Non la stava forzando a starsene per conto suo, piuttosto le aveva lasciato la strada aperta allettandola con cose che sapeva l'avrebbero divertita. Se lei lo avesse chiamato avrebbe lasciato a casa i bambini. Erano ormai abbastanza grandi da badare a loro stessi, tanto pi che c'era la governante fissa con loro. La scuola era finita ed erano capaci di sopravvivere benissimo qualche giorno senza essere accompagnati in macchina a destra e a sinistra, oppure potevano attaccarsi al telefono e trovare la madre di qualche amico disposta a fare loro da autista. Emily si sentiva deliziosamente libera, senza il minimo senso di colpa.
Aveva deciso di scendere al Ritz. Non riusciva a immaginare per quale motivo si potesse desiderare di stare in pensionato, a meno che, naturalmente, non si avessero problemi economici. Aveva una stanza grande e luminosa con le finestre sui Common di Boston. Gli alberi rigogliosi dello storico parco erano carichi di foglie, frotte di bambini giocavano sulle rive del laghetto e le coppiette passeggiavano o si godevano il fresco sull'erba. Il primo evento del raduno sarebbe stato la cerimonia di apertura congiunta di Harvard e di Radcliffe la mattina seguente. Le ex allieve sarebbero sfilate tutte insieme, divise per gruppi, poi sarebbe seguito un picnic sul prato di Harvard Yard, quindi i discorsi e infine, nel pomeriggio ci sarebbe stato il ricevimento nel cortile di Radcliffe accompagnato poi da una cena fredda. Emily decise di farsi portare la cena in camera, di fare un bel bagno e di andarsene a letto presto. Il lungo viaggio in aereo l'aveva stancata e voleva riposarsi bene per essere in splendida forma il giorno dopo.
Guard di nuovo il programma. Il giorno successivo ci sarebbero stati dibattiti, discorsi, un'altra colazione all'aperto, una tavola rotonda e un cenone di gala. Ogni istante della giornata sarebbe stato pieno di avvenimenti. Malgrado l'emozione Emily era nervosa. Si sarebbero ricordati di lei? L'avrebbero trovata cambiata? Moriva dalla voglia di vedere con i suoi occhi Daphne Leeds e Richard Caldwell. Con una punta di malignit si augurava che fosse diventato calvo.
Osserv attentamente il trucco nello specchio illuminato del bagno prima di toglierlo delicatamente con il latte detergente. Decise che il giorno dopo si sarebbe truccata accanto alla finestra, in modo che il make-up risultasse perfetto e invisibile alla luce naturale. La luce, l all'Est, era molto pi pietosa dello sfolgorante riverbero californiano. Le sottilissime rughe che la segnavano erano sparite quasi completamente. Sorrise come per dare il benvenuto a un'amica. Non potevano non ricordarsi di lei. Non era pi la piccola Emily, certo, per non era cambiata al punto da essere irriconoscibile. Aveva ancora la stessa espressione civettuola e accattivante. Armeggi con la fede nuziale e il grosso brillante che aveva al dito. In fondo era stata scelta da uno dei migliori partiti del college. Era qualcuno! Nessuno, ormai, avrebbe pi osato guardarla dall'alto in basso! Trovarsi l era come essere improvvisamente risucchiate dal tunnel del tempo! Da quando era arrivata non aveva pensato una sola volta a se stessa come a una ricca madre di famiglia. Per giunta, quante di quelle ragazze erano riuscite a fare meglio di lei? Non molte, sicuramente.
Si chiese se quelle smorfiose dell'alta societ fossero ancora antisemite. In tal caso sarebbe stato colpa loro, non certo sua! La vita era diversa. Non era forse vero che proprio il grande Maxwell Harding III li aveva invitati a cena, quando, dopo tanti anni, era venuto a Los Angeles? Era rimasta sconvolta e addolorata nel leggere della sua orribile morte sul New York Times. Sembrava che al mondo tutti avessero scoperto un segreto, persino coloro che in apparenza erano i pi fortunati.

2.

Chris si incammin verso Harvard Yard, felice che in quella stagione dell'anno il sole tramontasse cos tardi. Ma non aveva ancora varcato il cancello che fu assalita da un senso di delusione: una squadra di operai con un grosso camion parcheggiato proprio davanti alla statua di John Harvard si dava da fare a montare una tenda gigantesca che conferiva a ogni cosa una nota stonata. Rapidamente Chris volt le spalle e si incammin verso la biblioteca Widener, dove lei e Alexander avevano trascorso insieme tante serate.
Appena entrata, il consueto odore di polvere e di muffa la riemp di nostalgia. Rivide la nuca di Alexander china sui libri e se stessa, accanto a lui, occupata a lanciargli occhiate furtive ogni volta che lui non guardava. Era talmente folgorata, incantata da lui che le parole del libro che teneva davanti non erano altro che incomprensibili segni neri da imparare a memoria, mentre il suo cuore batteva all'impazzata e lei si chiedeva se finalmente quella sarebbe stata la sera in cui lui si sarebbe spinto pi in l del consueto, casto bacio.
Eppure, in un certo senso, ricordare l'espressione infelice del suo viso fu diverso perch finalmente lei poteva leggergli nella mente. Che ingenui erano stati! Alexander era stato un mistero insondabile per lei, ma lo aveva sempre considerato il suo pi caro amico. Sedette al lungo tavolo al quale di solito studiavano insieme e chiuse gli occhi. Ricordare esattamente che aspetto avesse Alexander a diciotto anni era difficile almeno quanto ricordare se stessa: le immagini di ci che erano stati e di ci che erano si sovrapponevano continuamente. Ancora pi difficile, tuttavia, era pensare di avere passato tanti lunghissimi anni a dare la caccia a un estraneo. Eppure era stato proprio cos, come se il suo tenace inseguimento fosse pi importante degli stessi protagonisti. Quello era stato amore, dunque.
Riapr gli occhi e fiss le file interminabili di tavoli nel locale cavernoso dall'altissimo soffitto che un tempo le aveva fatto pensare alla Grand Central Station. Sebbene fosse semivuoto Chris rivisse l'istante di sacro terrore di quando vi era entrata per essere la compagna di Alexander, per dividere con lui il suo tempo, la sua vita. Che cosa aveva pensato di lei, allora? Non avevano mai parlato davvero, non avevano mai confessato di pensare a qualcos'altro che non fosse lo studio, i compiti e la vita sociale del college. Lei aveva scherzato e lanciato battute. A quei tempi era cos importante per tutti quanti far credere di avere il controllo completo della propria esistenza, di essere perfettamente integrati, che poche chiacchiere mondane bastavano a farti sentire al sicuro. Schiacciati dalle loro paure avevano finto entrambi e da l erano passati a inscenare il rapporto che avevano avuto. Chris si chiese chi mai fosse il ragazzo che aveva amato allora.
Alexander era stato come un'ombra per lei. C'erano voluti gli ultimi dieci anni per stanare il vero essere umano.
Usc dalla biblioteca e si incammin verso l'appartamento di Alexander, ripensando all'emozione che la soffocava tutti i sabato sera mentre percorreva lo stesso tragitto. Tremante indugi davanti al portone, poi suon.
Dopo un'attesa interminabile un uomo and ad aprire. Sembrava disorientato.
Sono venuta a vedere le stanze gli disse Chris. Sa, in memoria dei vecchi tempi. Capisce?
Ma le stanze sono occupate replic l'uomo. Per, se vuole provare, pu bussare e vedere se la fanno entrare.
Chris sal su per le scale e percorse il corridoio fino all'antico appartamento di Alexander. Buss, ma nessuno venne ad aprire. Probabilmente erano tutti fuori per la cena. Improvvisamente si sent avvilita, come se dietro quella porta ci fosse Alexander in persona che ancora una volta le impediva di avvicinarsi troppo. Si disse che in fondo era solo una vecchia stanza. Chiss quanta gente ci aveva dormito da quando Alexander l'aveva lasciata! Lui stesso le aveva raccontato che la sua stanza ad Harvard non aveva niente a che fare con la sua vera personalit. L'aveva odiata con tutto il cuore, anzi! Si diresse verso le scale con passo lento, a testa bassa.
L'uomo che l'aveva fatta entrare era ancora nell'atrio.  venuta sola? le chiese.
Perch?
Perch  pericoloso girare da queste parti di notte. Le cose sono cambiate dai vostri tempi. Sar meglio che prenda un taxi ad Harvard Square. Non vada in giro a piedi da sola. Parlo sul serio!
Vuole dire che nei Common c' Jack lo Squartatore?
Non scherzi replic lui. Prenda un taxi, dia retta a me.
Grazie.
Prese il taxi e guard i luoghi familiari sfrecciare fuori del finestrino scomparendo prima ancora che avesse il tempo di vederli; provava un senso di frustrazione. Ma le restavano altri tre giorni. Avrebbe ritrovato il fantasma di Chris e quello di Alexander e sarebbe riuscita a vederli per quelli che erano stati realmente. I ragazzi che erano stati un tempo non esistevano pi, sostituiti da due adulti che avevano vissuto troppe esperienze, che erano arrivati a conoscersi fino in fondo e che, proprio per quello, si erano amati ancora di pi. Si erano imprigionati a vicenda in una tenerezza reciproca. Chris prov compassione per entrambi.

3.

Annabel era irrequieta. Non se la sentiva di cenare da sola al Ritz. Lo champagne l'aveva mandata su di giri, cos prese un taxi e si fece portare alla Currier House di Cambridge per cercare Chris, ma l'amica era uscita. Immagin che avesse gi cominciato il suo pellegrinaggio alla ricerca del passato e si augur che ci che avrebbe trovato, qualunque cosa fosse, la inducesse a restare con Alexander. Quando si ama qualcuno a quel modo bisogna accettarlo, difetti e tutto quanto. Un sacco di uomini tradivano le loro mogli con altre donne e le mogli li accettavano ugualmente. Non lei, certamente, ma in fondo lei non aveva mai amato nessuno con l'intensit con la quale Chris amava Alexander.
Che costruzione gigantesca e impersonale era quel nuovo pensionato! Nell'atrio c'era un grande banco per il ricevimento con una guardia giurata e lungo una parete era stato sistemato un tavolone perch gli ospiti potessero registrarsi per il raduno. Si capiva a prima vista che le donne presenti provenivano da tutte le classi sociali; parecchie erano accompagnate dai mariti. Doveva essere piuttosto eccitante per loro fare l'amore legalmente nel pensionato. Immagin che ormai i ragazzi lo facessero quando e come preferivano perch non esistevano pi i ferrei regolamenti di un tempo e ormai i pensionati erano misti. Vide alcune donne che le parve vagamente di riconoscere e che le sorrisero salutandola. Nessuna di loro fu particolarmente cordiale o affettuosa, ma del resto Annabel non se lo aspettava. Alcune di loro la guardarono timidamente, quasi di sfuggita, forse chiedendosi se avesse avuto la vita eccitante che desiderava oppure quella miserabile e infelice che secondo loro meritava. La cosa la divert. Signore, quanto avrebbe voluto che Max fosse l con lei a dividere quei momenti...
In fondo al cuore aveva temuto che tornare a Radcliffe la facesse ripiombare nella sua antica infelicit, cio nella condizione di chi si sente respinta, emarginata; fino a quel momento, per, era andato tutto bene. Aveva l'impressione che quelle vicende fossero accadute a un'altra persona. Prov compassione per la ragazza che era stata un tempo; eppure ormai, non poteva pi soffrire per questo. Le poche donne della sua classe che aveva incontrato fino a quel momento erano diventate vecchie quanto lei sperava, ma in fondo la cosa non le dava poi troppa soddisfazione. Aspettava di vedere che cosa sarebbe accaduto l'indomani, alla cerimonia di inaugurazione, quando le antiche nemiche di Briggs Hall sarebbero uscite allo scoperto in formazione compatta.
Annabel and al pensionato per vedere la sua vecchia stanza. Era vuota. Avevano ridipinto l'atrio principale e le scale di un orribile verde pallido e la sua stanza era ancora peggio di quanto ricordasse. Che cosa non si doveva sopportare in nome della cultura! Aveva sentito dire che i nuovi pensionati erano migliori e se lo augurava con tutto il cuore. Non c'era da meravigliarsi che il college e le universit fossero il regno dei giovani; chi altri avrebbe potuto sopportarli?
Oh, sono proprio viziata, pens Annabel. A Emma tutto questo  sembrato un paradiso, persino dopo aver vissuto in case tanto belle e comode.
Nella luce romantica del crepuscolo si incammin verso Harvard Yard. Il tragitto dal pensionato agli edifici dove si tenevano le lezioni era piuttosto lungo. Non riusciva a credere di averlo fatto d'inverno con la neve e il ghiaccio. Fece un giro per ritrovare la sua stradina preferita, quella che in primavera era piena di fiori dai colori smaglianti piantati nei giardinetti privati, ma non la trov. O non c'era pi, oppure lei si era smarrita. Ricordava cos bene il profumo dei fiori in boccio che impregnava l'aria all'arrivo della primavera. Forse l'aveva passata senza rendersene conto, ingannata dal fatto che probabilmente il ricordo era pi vivido della realt stessa. Il Window shop aveva cambiato nome e anche altri angoli che tanto aveva amato erano scomparsi. Harvard Square non somigliava neppure lontanamente a quella di un tempo a eccezione della cooperativa nella quale acquistava i libri di testo, dell'ingresso della metropolitana, dell'edicola per giornali sul suo isolotto in mezzo al traffico e del cinema. C'erano tanti negozi nuovi, tanti ristoranti e tanta gente...
Salve! Un avvenente giovanotto dai capelli ricci e rossi, con baffi e occhiali, le sorrise. Somigliava a un tenero orsacchiotto fulvo.
Salve gli rispose Annabel.
Lui le si affianc  qui per il raduno?
S.
Che anno?
Ventesimo.
Sembr sbalordito. Non posso crederci!
Credici, invece. Mia figlia verr qui quest'anno. Matricola.
Davvero? Le strizz l'occhio e adatt il passo a quello di lei. Rendendosi conto che si trattava di un abbordaggio in piena regola Annabel scoppi a ridere di cuore. Oh no, non l!
Che cosa c' di cos divertente? chiese lui di buon umore.
 cos bello trovarsi di nuovo qui esclam Annabel.
Che cosa gliene pare dei vecchi luoghi?
Sono diversi. Eppure uguali. Tu sei qui per il raduno oppure per la cerimonia di laurea?
Sono laureando in economia e commercio spieg lui. Mi chiamo Jonathan Engel.
E io sono Annabel Jones. Lavoro a New York, da Bloomingdale's.
Mi piacerebbe lavorare a New York osserv lui. Per un po', almeno. Avevo pensato di mettermi nelle pubbliche relazioni perch sono molto bravo a sparare cazzate.
Direi che  un ottimo punto di partenza.
Le va di venire a bere un caff con me? chiese lui, pi sicuro.
Perch no?
Percorsero una stradina laterale. Anche l tutto era cambiato.
Dov' finito Cronin's? chiese Annabel.
E che cosa sarebbe?
Era un locale dove si andava a bere birra e a dire scemenze. Non dirmi che non c' pi!
Mi sembra di averne sentito parlare replic Jonathan. Ma immagino che non ci sia pi, visto che non lo conosco.
Oh, caro!
Entrarono in un localino greco e sedettero a un minuscolo tavolo dal ripiano di formica. Un giovane cameriere port loro il caff in grosse tazze di coccio. Com'erano le cose quando era qui? le domand Jonathan.
Annabel gli raccont dei regolamenti, delle punizioni, del registro delle entrate e delle uscite, dei tribunali speciali. Lui trovava tutto terribilmente divertente.
Non posso crederci continuava a ripetere ridendo forte. E voi li lasciavate fare?
Non ci  mai neppure passato per la testa di ribellarci.
Ma  roba da matti!
Lo so.
Gli raccont che i ragazzi dovevano telefonare alle ragazze con almeno una settimana di anticipo per chiedere un appuntamento per il sabato sera, che era d'obbligo andare a ballare al Fife and Drum Room e che esistevano regole ferree su come comportarsi al primo appuntamento e su quando dare il primo bacio. Annabel si chiedeva se per caso non la vedesse come una vecchia nonna che narra storie del passato, seduta accanto al caminetto, o se invece si sentisse attratto da lei. Alla fine decise per la seconda ipotesi. Peccato non averlo incontrato a New York dove avrebbe potuto dedicargli un po' di tempo!
E adesso dove andate quando avete un appuntamento con una ragazza?
In genere io vado al cinema oppure al ristorante cinese, o tutti e due.
Ti piace la cucina cinese?
Costa poco.
Gi replic Annabel. E a ballare dove andate?
A dire il vero non ci andiamo rispose lui.
Hai mai sentito parlare del Fife and Drum Room?
No. Per a Boston c' una discoteca.
Oh, santo cielo! E magari vivi con una ragazza?
No. E lei ... legata a qualcuno?
No.
Si guardarono. Annabel non aveva mai avuto un orsacchiotto da abbracciare. Lui le sorrise. Che cosa ne diresti di uscire con un harvardiano dei nostri giorni? le disse completamente rinfrancato. Ti piace la cucina cinese?
Costa poco lo scimmiott Annabel. Si sorrisero.
Cos alla fine, cenarono insieme. Presero la metropolitana per Boston e andarono in un ristorantino cinese chiamato Lotus garden dalle tovaglie piene di buchi e dalla cucina sorprendentemente buona. Bevvero vino, non troppo, lui perch non beveva mai, lei perch era vino scadente e alla fine divisero il conto a met. Annabel pass in rassegna l'abbigliamento di lui: giacca sportiva, camicia, jeans, stivaletti e decise che era abbastanza rispettabile da invitarlo a salire al Ritz.
Io sto al Ritz gli disse. Ti andrebbe di venire a bere qualcosa da me?
Credevo che non ti saresti mai decisa a chiedermelo.
Pi tardi, a letto con lui, Annabel pens a quanto era bello essere ancora a Radcliffe e non dovere fare l'amore in uno di quegli orribili lettini a una piazza oppure sul sedile posteriore di qualche macchina.

4.

Il sole splendeva radioso, la mattina non si era ancora fatta afosa e gi una gran folla di gente gremiva Harvard Yard, dall'ampia scalinata di pietra della biblioteca Widener fino alla cappella, premendo contro la cancellata di ferro battuto che cintava il vasto cortile. Erano presenti le ex allieve di Radcliffe dal primo anniversario, quello del quinto anno, fino a una vecchia che era andata l per celebrare il settantacinquesimo. C'erano anche mariti, figli adulti, genitori dei laureandi e i laureandi stessi, in tocco e toga. Le ex allieve dovevano radunarsi nei pressi del Johnson Gate, ai margini di quella confusione, trovare le loro compagne di corso e quindi sfilare, classe per classe, annunciate dal Maestro delle cerimonie di Harvard. Decine e decine di donne vagavano alla ricerca delle vecchie amiche, riconoscendosi fra mille richiami e saluti.
Chris trov Annabel sotto un albero. Dove ti eri cacciata? le chiese. Ti ho telefonato ieri sera e poi anche stamattina presto!
Non oso dirtelo le rispose Annabel.
Su, spara, sai che a me puoi dire tutto.
Ero in camera, solo che non ho risposto al telefono!
Chris scoppi a ridere. Oh, Annabel, sei unica! Lo hai portato con te?
Figurati, certo che no! Non volevo fare divertire troppo quelle l!
Hai rivisto la tua vecchia stanza? le domand Chris.
Gi. Non sono orribili?
Orribili davvero rispose Chris prendendola sottobraccio.
Pare che dovremmo trovare commovente questa cerimonia osserv Annabel guardandosi attorno. Io non la trovo per niente commovente. Pensi che dovremo metterci sull'attenti e cantare: Radcliffe sorgiamo a porgerti il saluto? Credo proprio che non lo sopporterei, mi verrebbe da vomitare. Da vera signora, naturalmente.
Io non mi ricordo neppure le parole replic Chris. Sorrise a facce che aveva conosciuto vagamente ai tempi del college e che in quel momento non conosceva affatto. Sembravano tutte cos vecchie. Eppure Annabel non sembrava proprio vecchia, forse perch era abituata a vederla. Non le era mai passato per la testa che anche lei sarebbe sembrata invecchiata e, pensandoci, si rendeva conto che in fondo non le importava.
Guarda esclam Annabel. C' Emily.
Emily Applebaum... Chris la riconobbe subito. Il viso si era fatto pi affilato e gli zigomi risaltavano di pi. Era ancora pi graziosa di quanto Chris ricordasse. Sorrise nel vedere lei e Annabel e corse loro incontro.
Tu sei Chris! E tu sei Annabel! Sono Emily!
Si strinsero la mano sentendosi sciocche e alla fine si abbracciarono tutte, sebbene non fossero state grandi amiche al college. La cosa fece sentire Chris ancora pi sciocca. Ma era bello.
Annabel, sei pi splendida che mai esclam Emily. E tu, Chris, sei talmente fantastica che in un primo momento non ti ho neppure riconosciuta!
Ero proprio terribile, vero? disse Chris.
Oh, certo che no. Ma ti ricordi che eravamo sempre l a cercare di farti bella per aiutarti a conquistare Alexander English?
E lo ha conquistato disse Annabel.
Gli occhi di Emily si spalancarono per lo stupore. Lo hai sposato?  ancora cos bello e cos sexy?
Ancora di pi rispose Chris. Si sentiva soffocare. Si pentiva di avere partecipato al raduno. Probabilmente il picnic sarebbe stato ancora peggio. Avrebbe dovuto spettegolare tutto il santo giorno con quella gente piena di buone intenzioni che non avrebbe fatto che riaprire antiche ferite.
Io ho sposato Ken continu Emily ignara. Ricordi Ken?
Ma certo rispose Annabel.
Abbiamo due figli e viviamo a Los Angeles. Ken  diventato dermatologo. Ho sentito che anche tu hai una figlia, Annabel.
S. In autunno sar qui a Radcliffe.
Ma che cosa magnifica! Oh, Chris, ricordi quelle buffe caricature che facevi per tutte noi? Le ho ancora nel mio album dei ricordi. Le ho tenute tutte, proprio tutte!
Santiddio! esclam Chris sorpresa e un po' imbarazzata. Erano secoli che non pensava pi a quelle caricature.
Erano quotatissime, non lo sapevi? prosegu Emily. Avevi la lingua pi affilata e la penna pi veloce di tutto l'Est. Con il tuo spirito potevi stendere al tappeto chiunque in un secondo. Non dimenticher mai tutte le risate che ci hai fatto fare.
Grazie rispose Chris. Non sapeva che cos'altro dire.
Alexander  qui con te?
No.
Neppure Ken  venuto. Non  il tipo da raduni. Emily abbass la voce fino a un bisbiglio. Ho sentito dire che sei divorziata, Annabel.  successo a un sacco di compagne della nostra classe. Si sono sposate troppo giovani, ecco perch.
Mi stupisce che tu sia riuscita a salvare il tuo matrimonio.
Non  stato certo facile. Ken ha dovuto sopportare un sacco di brutte cose. Sorrideva, ma nel suo sguardo Chris lesse che diceva la verit.
Oh, non dire cos la consol Chris.
Gi, per te  facile ribatt Emily. Tu sei sempre stata cos interessante.
Ma di che cosa diavolo sta parlando, pens Chris, se dopo il primo anno non le ho rivolto quasi mai la parola?
Tu e Annabel siete fra le poche persone che ancora ricordi afferm Emily. Non entr nei dettagli di quell'affermazione, ma, guardando Annabel, Chris si rese conto che stava soffocando una risatina. Entrambe sapevano bene perch fosse cos facile ricordarsi di Annabel.
Signore, quella deve essere Bunny Glickstein esclam Emily. Scusatemi, ci vediamo dopo.
Che cosa te ne pare? domand Annabel non appena Emily si fu aperta un varco nella calca, scomparendo alla loro vista.
Non saprei. Che cosa si pu dire a qualcuno che non si vede da vent'anni?
A me  piaciuta replic Annabel pensosa. Era una di quelle fra noi che ci avrei giurato sarebbe finita tronfia e soddisfatta di s. Invece non  affatto cos.
No. Mi ha soltanto sbavato addosso come un cucciolo.
Quello non era sbavare, testona, era genuino entusiasmo!
In quel momento videro Daphne Leeds con una strana espressione sul viso. Chris strinse il braccio di Annabel. C' Daphne le bisbigli, pi bella che mai.
Credi che si sia portata dietro quel verme di Richard Caldwell?
Andiamo a scoprirlo propose Chris.
Spero solo che sia diventato grasso e vecchio ribatt Annabel. Se lo meriterebbe pi di chiunque altro.
Si avvicinarono con aria oziosa e sorridente a Daphne. Tu devi proprio essere Daphne osserv Annabel.
Annabel? Chris?
Si strinsero la mano. Non sei cambiata affatto, Annabel le disse Daphne. E tu, Chris, sei addirittura uno schianto!
Se qualcuno mi dice un'altra volta quanto ero orribile... sbott Chris.
Eppure dovrebbe essere una tale soddisfazione sapere di essere migliorate, non ti pare? Si guard in giro e prosegu in un sussurro. Una buona met della gente qui in giro  talmente invecchiata da farmi venire i brividi. Mi chiedo che razza di vita debbano avere fatto per essersi ridotte in quello stato.
Nulla che un po' di trucco non sarebbe in grado di nascondere! ribatt pronta Annabel.
Richard ci raggiunger pi tardi annunci Daphne.  andato a fare un piccolo pellegrinaggio sentimentale per conto suo. Sai, Chris, non dimenticher mai quell'anno in cui sei riuscita a trovare il tempo di aiutarmi a preparare gli esami, nonostante avessi anche tu un sacco da studiare e prendessi sempre il massimo dei voti!
Io?
Ma non ti ricordi che tremarella spaventosa avevamo tutte, tranne te, e quanto ti preoccupassi di farci coraggio? Allora non sono mai riuscita a dirti quanto ti fossi grata.
Ma perch continuate tutte a ripetermi che ero fantastica? esclam di nuovo Chris. Parlate come se fossi morta!
Ma se hai appena finito di lamentarti che non hanno fatto che dirti quanto eri sciattona! le fece notare Annabel.
Immagino che sia perch di ogni persona ci resta impresso un particolare osserv Daphne. Di Chris mi  rimasto impresso che era terribilmente intelligente e tanto gentile!
E di me? le chiese Annabel.
Che tiro mancino, pens Chris.  venuto il momento della verit, adesso vedremo di che pasta  fatta Daphne.
Per un interminabile istante Daphne fiss Annabel negli occhi. I loro sguardi si incrociarono trascinandole entrambe indietro negli anni. Poi sul volto di Daphne si impresse la levigata maschera dell'impeccabile padrona di casa. Di te ricordo che eri molto popolare disse in tono mondano. E che avevi la stanza pi disordinata che abbia mai visto. E che prima che lo incontrassi sei stata per un po' la ragazza di Richard.
S rispose Annabel, pi o meno le cose stavano proprio cos. Sai, invece, che cosa ricordo io di te?
No disse Daphne. Che cosa?
Gli anelli di fumo. Facevi gli anelli di fumo pi perfetti che avessi mai visto.
Risero tutte quante. Poi Daphne si accese una sigaretta e fece un perfetto anello di fumo. Li faccio ancora disse.
Al di sopra del frastuono della folla, dall'estremit opposta di Harvard Yard, le raggiunsero le note di una banda. Daphne agit la mano in direzione di una donna con un vestito grigio. Ci giurerei che quella  Helen Peabody esclam. Ci vediamo pi tardi, ragazze. Ci scommetto che quando sapr che siete qui, Richard morir dalla voglia di salutarvi. E corse via.
Chris e Annabel restarono a guardarla. Gi, ci scommetto anch'io comment Annabel.
Sembra tutto cos buffo, a ripensarci adesso osserv Chris. Tutte quelle cose che allora ci sembravano cos importanti al punto da farci piangere. Siamo persone diverse, ormai.
Non sei poi cos diversa, Chris. E neppure io.
Invece s che lo sono. Proprio non riesco a capire che cosa ci abbia visto Alexander in me.
Sentimi bene esplose Annabel. Piantala di comportarti come il beato cavallo, capito?
Che cosa?
Il beato cavallo. Conosci Shakespeare, vero? Ricordi che in Antonio e Cleopatra a un certo punto Cleopatra dice: Beato te, cavallo, che reggi il peso di Antonio! Perch non la finisci di comportarti come se Alexander fosse Antonio e tu fossi il cavallo? Possibile che non ti rendi conto che da un pezzo sei Cleopatra e non il cavallo, come ti ostini a credere tu?
Oh certo, certo ribatt Chris irritata.
Alexander ha un bisogno disperato di te, pi di quanto tu abbia bisogno di lui.  sempre stato cos.
Sei talmente romantica, Annabel.
Gi, per ho anche ragione, non puoi negarlo!
Intanto i partecipanti si erano disposti in file ordinate. Il Maestro delle cerimonie aveva cominciato ad annunciare le classi che al suo ordine sfilavano nel grande cortile e andavano a prendere posto sulle sedie pieghevoli. Poi i laureandi congiunti di Harvard e di Radcliffe si alzarono in piedi. Sono un'infinit, pens Chris sgomenta. Vide volti scuri, volti neri e volti orientali e poi ragazzi con barbe, baffi e capelli lunghi. Molte fra le ragazze somigliavano a quella che lei era stata un tempo: capelli tirati indietro, niente trucco, occhiali, nessun tentativo di rendersi attraenti, di farsi notare. Nessuno fra i ragazzi somigliava ad Alexander, ma era certa che fra loro ci fossero degli omosessuali, proprio come ce n'erano sempre stati, con l'unica differenza che ormai si mostravano apertamente, alla luce del sole. I laureandi erano talmente numerosi che il Maestro delle cerimonie dovette annunciarli per gruppi accademici anzich per nome, come invece avveniva ai suoi tempi. Poi si alz un ragazzo, uno dei laureati dei corsi di specializzazione, e attacc un discorso in latino.
Mi sta venendo sonno bisbigli Annabel.
Credevo che capissi il latino.
Proprio per questo ho sonno.
Poi un altro laureato, una ragazza, si alz e tenne un discorso in inglese. Com' intelligente, pens Chris. E matura... Eravamo cos anche noi? Io no di certo, ma forse fra noi qualcuna c'era. Oppure no? Tutto quello che riusciva a ricordare della cerimonia della sua laurea era la terribile angoscia per il futuro con Alexander. Probabilmente se si fosse abbattuto su di loro il Giorno del Giudizio lei avrebbe esclamato: Oh, santo cielo, il Giorno del Giudizio! Finir per arrivare tardi all'appuntamento con Alexander.
E dov'era Alexander in quel momento? Fuori con Nicholas oppure a caccia di efebi? Non sarebbe stata mai pi sicura di nulla. Ogni cosa doveva essere nuovamente valutata. Non ce la faceva a vivere cos, ma non riusciva neppure a vivere senza di lui.
Lanci un'occhiata furtiva ad Annabel e si chiese se stesse pensando a Max. Quella doveva essere una giornata dolorosa anche per lei.
Finalmente la cerimonia termin. Gli ospiti si alzarono e cominciarono a gironzolare per la piazza, alcuni diretti verso l'uscita, altri verso le tende nelle quali era stato preparato il buffet freddo. Per la modica cifra di due dollari si potevano avere un piatto di insalata di pollo e una birra. Una sala ritrovo era stata allestita a Greys Hall a disposizione delle ex allieve di Radcliffe che l potevano bere un bicchiere di vino e ritrovare le loro amiche se non ci fossero riuscite sul piazzale. Mogli e mariti, momentaneamente separati per la cerimonia, gironzolavano qua e l cercandosi. C'era un po' meno confusione, ma comunque troppa per i gusti di Chris. Al di sopra della folla che gremiva il piazzale scorgeva a malapena la testa della statua di John Harvard.
Che cosa avresti voglia di fare? le chiese Annabel.
Tanto vale che ci mettiamo in fila per mangiare.
Attorno a loro molti invitati sedevano ai tavoli o per terra, tenendo in precario equilibrio piatti di carta pieni di pollo e bicchieri colmi di birra. Stai scherzando replic Annabel, sono troppo vecchia per queste cose!
Non hai il minimo spirito di classe.
Gi, non l'ho mai avuto.
Di comune accordo cominciarono a farsi largo tra la folla per andarsene. Guarda laggi! esclam a un tratto Annabel. C' Wink o Binky, non sono mai riuscita a ricordarmi chi fosse uno e chi l'altro.
In realt sembravano due corpi con un'anima sola rincar Chris sarcastica.
Gi, ma i corpi erano talmente intercambiabili. Eccolo l, con quella stessa faccetta idiota, ma con i capelli grigi, adesso. Si vede che ha sposato una ragazza di Radcliffe. Fece un sorriso acido. La mia vecchia fiamma. Ancora un paio di queste reminiscenze e il passato sar sepolto per sempre per me.
Vorrei che fosse davvero cos semplice disse Chris.
Lo .
Si avvicinarono al cancello, sorridendo a qualunque volto fosse vagamente noto. Dove vuoi che mangiamo? chiese Chris.
Io voto per il Ritz. Offro io.
Okay.
Una donna magrissima, con i capelli grigi e una bocca tirata si fece loro vicino e pos una mano sul braccio di Annabel, scrutandola in viso. Sei Annabel Jones le disse.
Annabel le sorrise educatamente senza riconoscerla.
Annabel Jones esclam la donna. Sapevo che ti avrei riconosciuta anche in capo al mondo!
E tu sei?...
Ti ricordi di me.
Annabel continu a guardarla con un'espressione di cortese disagio, nello sforzo di ricordare e con la speranza che la donna dissipasse quell'istante di imbarazzo per entrambe decidendo di presentarsi.
Gi, probabilmente non ti ricordi di me prosegu la donna. Sono cambiata, molto cambiata. Ma scommetto che ricordi bene Skip.
No rispose Annabel, sinceramente confusa. Chris non aveva la minima idea di che cosa stessero parlando.
Tu sei uscita con Skip le spieg la donna. Aveva la voce tesa, quasi sorda. Una sera che era venuto a cercarmi e non mi ha trovato. Cos tu sei uscita con lui. Non dirmi che non te lo ricordi.
Non ricordo nessun ragazzo di nome Skip le disse Annabel, mi dispiace.
Da allora non mi ha pi cercato prosegu la donna. Puttana! Mi hai rovinato la vita. Mio marito mi ha piantato, sono stata operata di isterectomia e adesso sono ridotta a campare con il sussidio di disoccupazione...
Il viso di Annabel si era fatto pallido come un cencio. Chris, intanto, l'aveva presa per un braccio e cercava di trascinarla via. Improvvisamente la donna gett il contenuto del bicchiere che aveva in mano, in faccia ad Annabel e le si avvent contro, cercando di strapparle i capelli. Annabel url.
La gente attorno a loro si precipit in soccorso di Annabel e un uomo distacc da lei la povera pazza, in un accavallarsi confuso di frasi di commiserazione. Alcune persone che apparentemente la conoscevano portarono via la donna ancora urlante.
Tutto bene? chiedeva la gente ad Annabel toccandola, rassicurandola. Helen Peabody che ai tempi del college era stata una delle sue pi acerrime nemiche, le stava detergendo teneramente la birra dal viso e dal vestito.
Santo cielo, che cosa terribile continuava a mormorare. Guarda come ti ha conciato, povera cara.
Ma chi diavolo era? chiese Annabel, con il viso bianco come un lenzuolo e le labbra cianotiche malgrado il rossetto.
Ah, ricordo, adesso disse poi. Ma non ho mai conosciuto nessuno Skip.
 stato fortunato a non sposarla osserv Chris. Vuoi una birra?
No. Voglio una vodka rispose lei con voce malferma.
Qui c' solo birra disse qualcuno porgendole un bicchiere pieno. Annabel ne mand gi qualche sorso poi sorrise al piccolo assembramento che si era formato attorno a lei. Oh esclam con aria noncurante, non pensiamoci pi adesso!
Ma che cosa le ha fatto perdere le staffe? domand un uomo.
Sembra che incolpasse me di tutti i fallimenti della sua vita replic Annabel. Decisamente certa gente ha bisogno dell'ospedale psichiatrico.
Risero tutti divertiti perch non sapevano cos'altro fare. Annabel si incammin verso la strada e Chris la segu. Massachusetts Avenue era gremita di gente e di macchine.
Ma non esistono taxi in questa citt? chiese Annabel contrariata.
 anche lei una vittima degli anni Cinquanta mormor Chris.
Se ce la facciamo a trovare un taxi in questa confusione forse riusciremo anche a fare colazione in pace in un posto decente.
Incredibile...
Che cosa c' di tanto incredibile? prosegu Annabel. Un sacco di gente  rimasta vittima degli anni Cinquanta. In un certo senso persino tu. Beato cavallo.
Gi, avrebbe dovuto farci un pensiero.
La sera prima Richard aveva visto l'articolo sul giornale di Boston: Richard Caldwell, candidato alle elezioni amministrative comunali, e il suo diretto avversario, Michael Curry, avrebbero tenuto un dibattito aperto nei Common di Boston, a mezzogiorno. Bench la foto fosse molto sgranata, not subito la somiglianza con se stesso quando aveva ventiquattro anni e seppe che quel giovane era suo figlio. La concisa biografia gli conferm fatti a lui gi noti circa l'educazione scolastica di Richard e altri che non conosceva sul suo lavoro nella pubblica amministrazione. Naturalmente il ragazzo non si faceva chiamare Richard Caldwell Jr., non lo aveva mai fatto. Improvvisamente prov la curiosit di vedere che riuscita avesse fatto. Quella mattina Daphne non aveva letto il giornale e quando Richard le spieg che aveva voglia di stare un po' per conto suo per ricordare i vecchi tempi, lei lo baci e gli disse che lo avrebbe aspettato per il picnic.
Gli sembr un buon segno potere rivedere suo figlio dopo tutti quegli anni, sebbene non provasse nessun sentimento nei suoi riguardi. Ci nonostante, l'esistenza del ragazzo era stata talmente importante durante la sua permanenza ad Harvard, e anche dopo, che la sua presenza a Boston proprio quel giorno costitu per lui un richiamo irresistibile. Fu quasi come se nella presenza di Richard Caldwell Jr. quel giorno, lui potesse scorgere un disegno divino che inesorabilmente lo spingeva a compiere quel viaggio nel suo passato. Si chiese se ci sarebbe stata anche Hope e, nel caso, se l'avrebbe riconosciuta. Decise di mescolarsi anonimamente alla folla, di guardare, di ascoltare e di andarsene senza farsi riconoscere.
Il dibattito si teneva in un'atmosfera quasi festosa. Nel prato era stato eretto un traballante palco di legno, coperto di manifesti e di striscioni. C'era anche un impianto di amplificazione. Ai margini del prato, accanto al marciapiede, c'era un camioncino con delle bandiere e un manifesto enorme di Richard Caldwell. Sembrava quasi la foto di Richard sul registro annuale di Harvard, ma il ragazzo del ritratto aveva un'espressione pi decisa e i capelli appena pi lunghi che si arricciavano discretamente sul collo. Il sorriso era lo stesso incantevole sorriso rubacuori dei Caldwell, del quale, ai suoi tempi, Richard si era servito per sedurre le ragazze di Radcliffe. C'era qualcosa di inquietante nel fissare quel volto cos simile al suo e nel rendersi conto che l'uomo del manifesto, a lui totalmente sconosciuto, era stato generato dai suoi cromosomi. Era l'unico dei suoi figli che avesse preso da lui. Peccato! In un certo senso gli avrebbe fatto piacere che uno degli altri ragazzi gli somigliasse, pens Richard con una punta del solito narcisismo. Ramment il goffo ragazzetto in partenza per il collegio Le Rosay e si chiese se le sue maniere fossero migliorate quanto il suo aspetto. Si ferm ai margini della folla e attese.
L'avversario, Michael Curry, era un focoso ragazzo irlandese dal colorito roseo. La folla applaud quando lo vide apparire sul palco. Il giovane ringrazi salutando con la mano. Poi apparve Richard Caldwell, alto, biondo, in giacca e cravatta, con il sorriso di famiglia sul volto. L'apparecchio per raddrizzargli i denti aveva funzionato, quello era certo. Sul palco era stata sistemata una fila di sedie pieghevoli e in quel momento apparvero un uomo calvo in compagnia di una donna dai capelli scuri, ovviamente tinti, seguita da due ragazze e da un ragazzino sui quindici anni. Curry li present come suo padre, sua madre, le sue sorelle e il fratellino. Al giorno d'oggi in politica si usano tutte le armi possibili, pens Richard divertito. Oggi genitori e fratelli. L'anno prossimo la moglie e l'anno dopo ancora sarebbe stato il figlio appena nato. Intanto una donna robusta e dai capelli grigi arrancava su per la scaletta mentre Richard Caldwell (chiss perch riusciva a pensare a lui solo per nome e cognome, come se fosse stato un vero estraneo, un politicante sconosciuto) le tendeva la mano per aiutarla.
Vorrei presentarvi mia madre.
Applauso. Hope sedette. Signore, quanto era invecchiata! Ma perch almeno non si faceva una leggera tintura ai capelli, come Daphne? Aveva appena quaranta, quarantun anni, non ricordava pi quanti, esattamente, e ne dimostrava gi cinquanta. Portava un vestitino patetico, di qualit scadente, di tessuto sintetico a fiorellini e con un taglio che la rendeva pi goffa e grassa. Si vedeva benissimo che sotto aveva il busto. Non portava ombra di trucco. Come se cercasse deliberatamente di rendersi pi vecchia e stanca di quello che era.
Sono molto fiero di mia madre diceva intanto Richard. Ha lavorato duramente tutta la vita come cameriera per mantenermi agli studi. Hope sorrise.
Richard si fece piccolo per l'imbarazzo. Si guard attorno, ma il pubblico, formato per lo pi da operai modestamente vestiti, sembrava approvare apertamente. Che cosa diavolo intendeva dire, il ragazzo? Che razza di imbroglione! Era stato suo nonno, non sua madre a mantenerlo agli studi! Non ci voleva certo molto a controllare e a scoprire che suo nonno era un uomo ricchissimo. Che cosa significavano quelle cazzate da proletario? Per non era escluso che lo credesse sul serio, che non fosse solo un'abile manovra politica.
I due giovani candidati si lanciarono nel dibattito. Richard non provava il minimo interesse per le faccende politiche, di amministrazione locale per di pi, ma la personalit e il carisma del giovane lo impressionarono subito. Richard Caldwell era troppo a sinistra perch potesse mai trovarsi d'accordo con lui, in fondo c'era da aspettarselo, ma il suo modo di esprimersi rendeva le sue idee estremamente affascinanti e persino logiche. Curry era abile e armato di quella che a Richard sembr una lista interminabile di fatti inconfutabili ma, qualunque appiglio cercasse, Richard lo sovrastava come un gigante, chiaramente vittorioso. La folla beveva le sue parole, sottolineandole con scoppi di risa e applausi. Era evidente che esprimeva l'opinione dei presenti. Era come se quel giovanotto biondo, dallo sguardo sereno e dal fisico slanciato e atletico fosse una specie di cavaliere che non si limitava a guidare i suoi seguaci in battaglia, ma che addirittura combatteva per tutti loro. Richard si guard in giro. L'et dei presenti variava enormemente e a un esame pi attento non era pi cos sicuro che i giovani appartenessero alle classi lavoratrici. I ragazzi ormai vestivano tutti come soldati, campeggiatori o operai comunisti qualunque fosse la loro provenienza sociale. Scorse la luce sui loro volti, l'entusiasmo e si rese conto che i pi giovani fra loro erano pronti a scendere in battaglia a fianco di Richard Caldwell. Se era in grado di ottenere risultati simili con quella misera e oscura carica politica della quale quasi nessuno si curava, che cosa non sarebbe riuscito a fare se si fosse candidato per il senato, o addirittura per la presidenza?
Presidente... suo figlio. E perch no? Era intelligente, preparato, attento, impegnato e bello come un dio. Se l'orientamento politico del Paese restava liberale come era in quel momento...
Pens a quanto gli sarebbe piaciuto avvicinare il ragazzo alla fine del suo discorso, congratularsi con lui, farsi riconoscere e magari invitarlo a pranzo, oppure accordarsi per rivedersi pi tardi. Ma era impossibile. Se fosse salito sul palco, quel giovane estraneo lo avrebbe accolto con la stessa vigorosa stretta di mano e lo stesso caldo sorriso che dedicava a tutti i suoi sostenitori presenti in quella folla ma se si fosse presentato come Richard Caldwell sarebbe stato sicuramente respinto. E perch mai il figlio avrebbe dovuto accoglierlo con simpatia? Non era mai stato un padre per lui, e neppure una vaga conoscenza. In quella situazione avrebbe finito per fare la parte del cattivo, del padre snaturato che riappare per partecipare della notoriet del figlio.
Soltanto a pensarci Richard rimase senza fiato.
Richard Caldwell Jr. si era trasformato nel figlio che lui avrebbe sempre voluto avere, ma ormai era troppo tardi. Prov per entrambi il dolore di quella perdita.
E proprio perch la vita di Richard era passata di successo in successo dovette riconoscere con amarezza che suo figlio lo respingeva nel momento in cui lui avrebbe voluto conoscerlo. Il dibattito era terminato. La folla si stava stringendo attorno al palco. Lentamente Richard si gir e si allontan.
Daphne fu felice di vederlo arrivare prima del previsto perch moriva dalla voglia di esibirlo in giro. Dalle espressioni delle sue vecchie amiche capiva che formavano ancora una splendida coppia. Passeggiarono pigramente tenendosi per mano e assaporando la loro soddisfazione. Ma dopo che ebbero rivisto tutti e che si furono fatti vedere da tutti, dopo che la colazione sull'erba fu terminata, Daphne prov l'impulso irresistibile di portare subito Richard a Briggs Hall per rivelargli il suo segreto. Se non si fossero affrettati sarebbero ricominciati i discorsi e sarebbero rimasti intrappolati. Il pomeriggio era diventato caldo e afoso e ai margini della folla il figlio di qualcuno stava vomitando. Richard rise.
Stesso cibo schifoso di un tempo osserv.
Che sciocchezza portarsi dietro un bambino cos piccolo comment Daphne. Dovr annoiarsi a morte. Non mi va di sentire i discorsi. Andiamo a Briggs Hall, okay?
Attraversarono i Common, sotto la volta verde degli alberi, e si fermarono a osservare la statua e il cannone, pieni di nostalgia per le poche cose che non erano cambiate negli anni. I vasti giardini erano pieni di gente stesa sull'erba, occupata a mangiare e bere o semplicemente a passeggiare. Infine raggiunsero il piazzale di Radcliffe. Davanti a loro, per niente cambiata, c'era Briggs Hall. Salirono la gradinata, attraversarono la terrazza ed entrarono nell'edificio di mattoni rossi.
Adesso ti mostro la mia vecchia stanza che allora non hai mai potuto vedere esclam Daphne trascinandolo per le scale.
Tutto sembrava pi piccolo, pi sciatto. Sulle porte c'erano chiavistelli e lucchetti. Questa? esclam Richard incredulo.
Questa.
Ti immaginavo sempre come una principessa nella sua torre le confess lui. Ma questa, invece, sembra la stanza della servit!
Era un po' meno squallida quando era tutta sistemata disse lei.
Certo, certo.
La presenza di Richard riempiva l'angusto cubicolo che improvvisamente le sembr un po' meno estraneo. Il passato era passato e gli ultimi residui stavano finalmente per essere spazzati via. Daphne prese Richard per mano e lo guid di sotto. Sembravano entrambi spinti da un segreto pensiero quando si diressero senza parlare verso il spar accanto al caminetto del soggiorno. Sedettero.
Ricordi la prima volta in cui hai accettato di uscire con me? le disse Richard.
Eravamo seduti proprio qui. Sono stata cos acida con te!
Non potrei proprio negarlo. Le sorrise. Per ti sei ampiamente rifatta con il tempo.
Lo spero proprio gli disse Daphne. Abbiamo avuto una vita felice insieme, non credi?
Si tenevano ancora la mano. Richard gliela baci. Allora non avrei mai creduto di poterti amare di pi, invece  proprio cos.
Anch'io ti amo di pi.
Siamo fortunati.
La gente aveva cos tanti segreti, allora osserv Daphne. Volevamo essere tutti talmente perfetti, all'altezza delle aspettative. C'erano codici e regole per ogni cosa. Essere diversi era un peccato.
Ma tu eri diversa, Daphne le disse lui. Eri di gran lunga migliore di tutte le altre. E lo sei ancora.
Eppure ero convinta di essere peggiore.
Sembr sorpreso. Tu?
Non ho avuto il coraggio di dirtelo al nostro primo appuntamento... temevo che non mi avresti pi voluta. E quando abbiamo cominciato a conoscerci meglio e mi sono accorta di amarti tanto ho temuto di perderti. Poi, dopo un po', non sapevo pi come dirtelo... era passato troppo tempo. Non  una cosa cos terribile. Solo che allora pensavo che fosse...
Che fosse che cosa? Di che cosa stai parlando?
Il cuore di Daphne batteva all'impazzata. Io... io ho l'epilessia, Richard.
Tu hai che cosa?
L'ho sempre avuta. I miei genitori non sanno come l'abbia presa. Potrebbe essere stata una lesione cerebrale al momento del parto, come pure un fatto ereditario. Ma i nostri figli non ce l'hanno, sono perfettamente sani, lo sai anche tu.
Lui la fissava allibito. Ma se non ti ho mai visto avere convulsioni!
Crisi lo corresse lei automaticamente. Ne ho avute quando ero ancora bambina. Parecchie. Poi si sono fatte sempre pi rare finch la malattia  diventata latente. Io non cado per terra con la schiuma alla bocca e contorcendomi come si vede nei film. Mi limito a perdere i sensi per qualche secondo. Ma adesso sono anni che non mi succede pi.
Non posso crederci esclam Richard. E perch mai hai avuto paura di dirmelo?
Perch ero stupida e perch eravamo negli anni Cinquanta.
Per mi hai sposato nel Sessanta.
Temevo che non mi avresti considerata pi alla tua altezza e...
Cristo! esclam Richard lasciandole la mano.
Daphne cominci a sentire il terrore strisciarle sotto la pelle. Che cosa c'?
Lui non rispose. Daphne vide il suo viso cambiare. Non lesse quell'espressione di orrore alla quale da anni si stava preparando, ma vide qualcosa di peggio: Richard aveva l'aria di un uomo tradito. Poi, quando infine si decise a parlare, la sua voce fu impercettibilmente diversa.
E che cos'altro c' che ancora non mi hai detto?
Nulla.
Lui scuoteva la testa e la fissava come se improvvisamente fosse diventata un'altra persona mascherata da Daphne. Ma come hai potuto vivere vent'anni con me senza parlarmene?
Sono una nevrotica, vuoi dire?
Credevo di conoscerti, Daphne. Credevo che ci fidassimo l'uno dell'altra. Ti amo cos tanto, ma tu non hai mai avuto fiducia in me.
Non  stata colpa tua.
Lo so bene che non  colpa mia esplose lui. Ed  proprio questo che mi uccide. Per tanti anni... quando sono nati i bambini... devi essere stata preoccupata a morte che la prendessero. Eppure hai preferito soffrire da sola. Non hai mai avuto fiducia in me.
Scusami.
Credevo di capirti, Daphne. Non eri soltanto mia moglie, il mio amore, la madre dei miei bambini, eri anche la mia migliore amica e la mia confidente. Credevo che quello che avevamo fosse perfetto.
Detesto questa parola! esclam lei.
Hai sempre guidato la macchina... devi avere fatto delle cure speciali per questo. Gli... gli epilettici prendono delle pillole, vero?
In certi periodi non era necessario.
E in altri invece s. Che cos'altro c' che non mi hai detto, Daphne? Ci sono altri segretucci come questo nella tua vita che non mi hai rivelato perch mi ritenevi troppo egoista per comprendere?
No rispose lei. Sai tutto di me. Te lo giuro.
Dovr fare uno sforzo enorme per poterti credere disse infine lui. Si alz. Andiamo, se non vuoi perderti il ricevimento del presidente. So che ci tieni.
Al diavolo il ricevimento! Richard, aspetta... Dovette quasi mettersi a correre per stargli al passo, poi si appese al suo braccio finch non lo costrinse a rallentare. Ti prego, Richard, non essere cos arrabbiato.
Non sono arrabbiato disse lui.
Era vero e Daphne lo sapeva. Era ferito ed era ancora peggio. Per anni lo aveva ingannato e finalmente lui sapeva. Aveva aperto uno squarcio nel tessuto della loro unione e chiss quanto tempo ci sarebbe voluto per rammendarlo.
Moriva dalla voglia di una sigaretta, ma sapeva che a Richard non piacevano le donne che fumavano per strada. Avrebbe cercato di rimediare al dolore che gli aveva appena dato, ma aveva paura. Per tutti quegli anni aveva continuato a comportarsi come se lui fosse ancora il ragazzo immaturo e arrogante del college, come se non fosse affatto cambiato. Ebbe la dolorosa sensazione che il loro matrimonio non sarebbe stato mai pi quello di prima. Ed era tutta colpa sua.

5.

Quel venerd mattina Emily si alz presto per correre a vedere la sua vecchia stanza a Briggs Hall prima che ad Harvard iniziasse la tavola rotonda. In quel momento se ne stava sbalordita in piedi sulla soglia della sua squallida cameretta chiedendosi come avesse fatto a viverci per tanto tempo. C'era ancora il vecchio campanello per chiamare le ragazze al telefono o nell'atrio per i visitatori, ma su ogni porta c'era anche un catenaccio con tanto di lucchetto. Era come un albergo di quart'ordine. Ma sul serio si era servita di quel minuscolo bagno in fondo al corridoio? E come erano riuscite a farsi tutte la doccia? Aveva sentito dire che ormai Briggs Hall era mista. Significava forse che ragazzi e ragazze usavano gli stessi gabinetti? In fondo non potevano evitarlo.
La sala da pranzo non c'era pi. Al suo posto era stata allestita una specie di mensa gigantesca dove i pasti venivano portati precotti dall'enorme cucina. Il soggiorno le sembr gigantesco, scuro e terrificante. Nessuna meraviglia che ne avesse avuto tanta paura. Il centralino c'era ancora, ma il registro delle entrate e delle uscite era scomparso da un pezzo e anche il bancone sembrava inutilizzato. Gli studenti potevano avere il telefono privato, se lo volevano. Accanto al portoncino di ingresso c'era una grande bacheca con annunci e messaggi attaccati con le puntine da disegno e rimasti l dall'ultimo trimestre.
ATTENZIONE: la polizia ci ha pregati di fare il seguente annuncio, leggete e tenetene conto!
A causa dei recenti episodi di stupro e di violenza a Cambridge si sconsiglia vivamente di circolare da soli. Se dovete arrivare all'angolo fatelo in due o meglio ancora in gruppo. ATTENZIONE: chiudete la vostra camera con il catenaccio. A causa dei rinnovati episodi di furto con scasso si consiglia agli ospiti di chiudere bene la stanza ogni volta che la lasciano, anche per pochi minuti.  stato riferito che nei pensionati sono stati visti aggirarsi degli sconosciuti e gente del posto.
Furto con scasso... ricord quella volta che tutte al pensionato avevano pensato che Annabel Jones avesse rubato. Non avevano mai pi saputo se davvero fosse stata lei o qualcun'altra. Ormai erano sconosciuti che venivano da fuori. Roba da pazzi! Se ai suoi tempi un estraneo fosse stato visto a Briggs Hall sarebbe stato dato l'allarme in pochi secondi. E chi mai aveva pensato allo stupro? Certo nei Common, in primavera, c'erano degli esibizionisti, ma gli unici uomini capaci di molestarti erano i tuoi corteggiatori. Invece, malgrado tutta la libert sessuale, le ragazze continuavano ancora a non potere uscire sole la sera. L'unica cosa che Emily ricordava chiaramente dai vecchi tempi di Radcliffe era la piacevole sensazione di camminare per la strada godendosi quel senso di spazio e di sicurezza tipico delle cittadine di provincia. Purtroppo era diventata come una citt e tutto sembrava anonimo. Se anni prima, come matricola, era stata terrorizzata, figuriamoci che cosa dovevano provare i poveri ragazzi che in quei giorni arrivavano freschi freschi all'universit. Si rallegr di non dovere tornare l come matricola. Consult la piantina e trov la Currier House, la costruzione nella quale le avevano detto che si trovava il tabellone con le foto di famiglia di tutte le ex allieve. Voleva accertarsi che la sua fosse bene in vista. Sul tabellone not molte donne che non riconosceva e altre che era certa di non avere mai conosciuto. Non le era mai venuto in mente che in fondo conosceva pochissime allieve di quella immensa universit. Vide subito la foto di gruppo che aveva mandato. La sua famiglia le sembr cos adorabile e vicina che prov una fitta di nostalgia.
Si sentiva ancora come una ragazzina sperduta in quell'enorme, ostile complesso, ma le persone della foto le appartenevano. Erano sue, le amava. Kate cominciava a essere proprio come era stata lei nella prima adolescenza: delicata, occhi luminosi, fragile, graziosa. Ma Kate era forte. Se avesse deciso di andare a Radcliffe, a condizione che raggiungesse il punteggio necessario, anche lei si sarebbe sentita sola e spaventata, ma non certo quanto sua madre. E poi non si sarebbe dovuta scontrare con gli antisemiti. Quei tempi ormai erano finiti. Magari Kate sarebbe stata persino eletta presidentessa della sua classe.
E poi c'era Ken, cos caldo e rassicurante. Le mancava. Quella sera gli avrebbe telefonato. Il motivo per cui non conosco quasi nessuno qui, decise improvvisamente Emily,  che passavo quasi tutto il mio tempo con lui. Possibile?
Si affrett verso Harvard Yard, felice di avere giocato tanto a tennis negli ultimi tempi e di essere in forma per quella lunga passeggiata. Le tavole rotonde si tenevano alla Societ delle scienze, un altro edificio nuovo che ancora non aveva visto, pieno di calcolatori elettronici e di altre cose da togliere il fiato. La prima tavola rotonda era sull'argomento: Donne e governo. Emily prese appunti. Si guard in giro, ma non vide nessuno che conosceva, ormai per la cosa non la stupiva pi.
La tavola rotonda successiva aveva per titolo: Funzione del museo nell'istituzione universitaria. Prese gli appunti sebbene, a essere sinceri, quel secondo argomento cominciasse ad annoiarla. Non si era aspettata di incontrare Annabel e neppure Daphne. Nessuna delle due era un'intellettuale, ma aveva pensato che almeno Chris ci sarebbe stata. Soffoc uno sbadiglio. Attendeva con ansia il discorso su: Donne e successo che sarebbe stato tenuto dalla dottoressa Sarah Margolis, pediatra, ex allieva della sua classe. Stentava a credere che una ragazza che era andata all'universit insieme con lei fosse riuscita a realizzare il suo sogno segreto. Emily si chiese che genere di vita potesse avere quella donna, se fosse sposata, se avesse figli, se non fosse divorziata.
Infine le tavole rotonde terminarono e giunse il momento del discorso. La dottoressa Sarah Margolis era una donna attraente, sicura di s, cordiale e dalla voce gentile. Una pediatra, pens Emily... proprio quello che volevo essere io. Ed  pure carina. Present suo marito, il dottor Alan Pressman, anche lui medico, e i loro figli, una ragazza e un maschio che sembravano avere pi o meno l'et di Kate e Peter. Quando cominci a parlare, Emily prese appunti poi, a poco a poco, smise. Quelle parole erano troppo importanti perch potesse scriverle; le avrebbe ricordate senza bisogno di appunti perch sembrava che quella donna stesse parlando apposta per lei, per i suoi pensieri, le sue paure, i suoi interrogativi, le sue insicurezze.
Ho sempre desiderato essere medico disse Sarah Margolis. Fin da quando avevo sei anni e giocavo al dottore con i miei amichetti io facevo sul serio.
Risata fra il pubblico.
A quei tempi prosegu come forse ricorderete, se una donna si sentiva attratta dalla medicina veniva considerato logico che facesse l'infermiera, oppure che diventasse la moglie di un medico e vivesse di luce riflessa.
Emily rabbrivid ricordando le parole della consulente accademica.
La maggioranza dei miei insegnanti al liceo stava dicendo intanto la dottoressa Margolis, era sposata e pensava che le mie aspirazioni fossero troppo alte... che fossi troppo esigente perch pretendevo di diventare un buon medico e una buona moglie. Tuttavia per me era troppo importante avere un lavoro mio ed ero disposta a fare tutti i sacrifici necessari per ottenerlo. Sono stata fortunata perch mio padre mi ha mantenuto durante gli studi e il tirocinio, mentre mia madre mi teneva i bambini tutti i pomeriggi finch non sono diventati abbastanza grandi da andare a scuola. Ho anche avuto una governante fissa, cosa non facile da trovare di questi tempi. Mio marito, che  un chimico e lavora nella ricerca, ha capito fino dal primo momento che genere di persona fossi perch abbiamo avuto la fortuna di incontrarci alla facolt di medicina. Avevamo le stesse ambizioni e lo stesso bisogno di renderci utili alla societ, sebbene le nostre carriere abbiano preso direzioni leggermente diverse.
Allora era difficile per le donne, ma lo  tuttora, a meno che non si tratti di donne particolarmente tenaci. Realizzare le proprie aspirazioni deve essere un ideale, lo scopo della vita.  troppo facile prendersela con il ruolo subalterno della donna o con i condizionamenti infantili per giustificare eventuali insuccessi. Sono convinta che una donna debba essere abbastanza fortunata per avere aiuto economico e sostegno dalla famiglia, ma in fondo questo vale anche per gli uomini. Gli uomini che aspirano a diventare medici hanno mogli che li aiutano e che allevano i loro figli. In settori diversi da quello medico probabilmente le cose sono un po' pi facili, ma la volont di riuscire deve essere forte in qualunque campo.
Io stessa ho dovuto rinunciare a parecchie cose per avere successo nel mio lavoro. Ci sono state molte occasioni nelle quali avrei preferito starmene con la mia famiglia, i miei amici, oppure semplicemente a leggere un libro. Sono sempre stata una persona molto disciplinata e presto ho capito che nella vita bisogna avere una scala di valori. Ci comporta delle rinunce. Devo ammettere, per, che in fin dei conti i sacrifici non sono mai stati pesanti come potevano sembrare perch il mio lavoro mi procurava un piacere enorme e mi dava uno scopo nella vita che  anche la mia ragione d'essere.
Il pubblico applaud. Alcune donne si alzarono e andarono al palco per congratularsi con Sarah Margolis e rinverdire l'antica amicizia. Emily rest al suo posto, in attesa. Quella donna dalla voce dolce aveva parlato come un gigante, ma quanto aveva detto era la pura verit. La gente che otteneva il successo nella vita era diversa da quella che si limitava a parlarne. Doveva essere diversa fin dall'inizio. Emily dubitava che avrebbe mai trovato il coraggio di fare tanti sacrifici. Il sogno di diventare dottore, per lei, era come quello di diventare ballerina o attrice famosa; il suo sogno, per, non includeva mai n il sacrificio necessario, n il duro lavoro. Ken aveva lavorato fino a trentasei ore di fila, aveva guardato sezionare un cadavere, vomitando, ma stringendo i denti. Lei, invece, aveva sognato a occhi aperti uno studio pieno di deliziosi bimbetti con il raffreddore. Era il sogno del balzo leggiadro della ballerina senza i piedi doloranti e le punte escoriate.
La sala ormai era vuota. Sarah Margolis stava cercando di liberarsi degli ultimi ammiratori e di tornare alla sua famiglia in attesa. Emily si alz e and verso di lei.
Sono Emily Applebaum Buchman. Non ci siamo mai conosciute a Radcliffe, ma posso farle una domanda?
Certamente. Un sorriso accattivante. Erano sorelle, dopotutto, compagne di college.
In che pensionato stava? le chiese Emily.
Whitman.
Il pensionato delle sgobbone. Emily non aveva mai conosciuto nessuna ragazza che vi abitasse. Si  trovata bene a Radcliffe?
Benissimo.
E che cosa le  piaciuto di pi?
L'opportunit di imparare tante cose.
Naturalmente... Sarah Margolis studiava mentre lei, Emily, usciva con Ken. Spero che non mi trovi maleducata, ma... qualche volta ci andava alle partite di pallone?
Sarah Margolis rise. Ma certo che ci andavo!
Immagino che suo padre fosse medico anche lui.
Perch? le chiese con una punta di stupore.
Oh, non so... per una questione di ruoli e di modelli, forse.
Era pellicciaio.
Vorrei ringraziarla per il suo discorso concluse Emily imbarazzata. Avrei voluto conoscerla allora.
 molto gentile da parte sua dire queste cose.
Emily usc e attravers Harvard Yard. Alcuni facchini stavano terminando di smontare le tende e di caricare le sedie pieghevoli su un camion. Sedette sui gradini di pietra davanti alla biblioteca Widener, dove aveva studiato tante sere insieme con Ken. Rimase l a lungo a riflettere, dimenticando di mangiare e di partecipare al programma pomeridiano. Per anni aveva portato rancore a Ken e ai bambini solo perch non aveva la minima idea di che cosa fosse e di che cosa volesse essere. Ma loro l'amavano, avevano ancora bisogno di lei ed erano felici di averla. L'avevano sempre accettata per quella che era, mentre lei era troppo occupata ad autocommiserarsi. Ma che cosa c'era di cos terribile nell'essere normali? A molte persone, in fondo, lei poteva sembrare straordinaria. La normalit era un fatto relativo. Persino trovarsi l, in quel momento, era un fatto fuori dell'ordinario. Non appena fosse tornata a Los Angeles si sarebbe cercata un lavoro. Se si fosse sentita troppo insicura avrebbe potuto frequentare qualche corso di aggiornamento in psicologia. E se il lavoro scarseggiava, oppure se era rimasta fuori del giro troppo tempo per ispirare fiducia a coloro che contavano nel suo campo, avrebbe fatto del volontariato. Non era certo il genere di volontariato che sarebbe piaciuto a sua madre, quell'eterno susseguirsi di pranzi e di cene di beneficenza con distinte signore impellicciate. Avrebbe aiutato i bambini handicappati. In quel campo non mancava certo il lavoro. Non aveva bisogno di farlo per denaro e a quei bambini, invece, occorreva la sua esperienza. Avrebbe chiesto a Ken di indicarle qualcuno a cui rivolgersi per fare domanda di assunzione. Non per una questione di dipendenza infantile, ma di puro e semplice buon senso. Lui conosceva tanta gente nel suo lavoro. La dottoressa Margolis non aveva forse detto che tutti avevano bisogno della collaborazione della famiglia? Magari avrebbe potuto insegnare artigianato e arti manuali in qualche ospedale. Finalmente tutti quegli anni di inutili lezioni sarebbero serviti a qualcosa.
Gli occhi di Emily si riempirono di lacrime, ma erano lacrime di gioia. Le sembrava di volare. Alla fine avrebbe avuto la vita che desiderava. E quello era bello. No, non bello, magnifico!

6.

Il gran cenone di gala per il ventesimo raduno di classe si teneva al Centro laureati, un altro edificio che trovarono con difficolt. La cucina sarebbe stata cinese. Ogni classe poteva decidere che genere di intrattenimento avere per la serata. Una classe aveva chiamato un animatore da un night-club; un'altra aveva invitato un professore a tenere un discorso. Fu tipico dell'eterogeneit della loro classe decidere di fare a meno di qualsiasi intrattenimento. Nell'ampia sala erano state sistemate lunghe tavole coperte da tovaglie con decorazioni floreali. I mariti non erano in abito scuro, ma le mogli indossavano tutte vestiti da sera.
Prima di cena fu servito l'aperitivo a base di vini. In un certo senso Chris si era aspettata che servissero dello sherry. Lo sherry le ricordava la Radcliffe di un tempo: quella discreta bevanda che aveva gi il gusto delle cose passate quando loro erano matricole, tanti anni prima. Gi allora lo sherry era stato simbolo delle famose buone maniere cos importanti a quei tempi, della vita raffinata e dell'aristocratica classe intellettuale di Boston che lei non aveva mai conosciuto n capito.
A cena prese posto accanto ad Annabel. Era splendida. Da due giorni la gente non faceva che dire loro quanto fossero magnifiche. Dissero a Chris che balzava agli occhi che era felice, che era evidente che per lei tutto andava nel migliore dei modi. Un'ulteriore dimostrazione, riflett Chris, di quanto fossero ingannevoli le apparenze. Eppure la sua vita era stata felice e forse poteva tornare a esserlo, dipendeva solo da lei. Fin dal suo primo incontro con Alexander aveva lasciato a lui il peso di prendere decisioni che la riguardavano; poi si erano sposati e avevano cominciato a risolvere insieme tutti i problemi pi importanti. Quella era la prima volta in cui toccava a lei, e a lei sola, tenere fra le mani il futuro di entrambi. La meravigliava il pensiero di possedere tanto potere. Non aveva mai guardato le cose da quel punto di vista, fino a quel momento.
Poco prima, quando era salita in camera per cambiarsi per la cena, aveva telefonato ad Alexander tanto per sapere se tutto andava bene. Lui le aveva risposto con una voce talmente avvilita! Chris si era chiesta se quella sera, dopo che Nicholas si fosse addormentato, sarebbe uscito a caccia di ragazzetti oppure se sarebbe rimasto a casa. Il sesso, soprattutto quello clandestino, occupava uno spazio talmente irrisorio rispetto alle altre cose della vita. Se avesse abbandonato Alexander, sapeva che lo avrebbe lasciato a mani vuote, con soltanto quei fugaci momenti di sesso senza amore. Alexander dipendeva almeno quanto lei dalla loro vita insieme. Erano pari ed era un pezzo, ormai, che lo erano. La vecchia Chris non esisteva pi. Forse in quel momento era proprio lei la pi forte.
Annabel le diede un colpetto sul braccio e le porse un libro non troppo voluminoso. Guarda un po' che cosa ha portato Joanne Hollis! Un vecchio registro di classe! Guardati e fallo girare.
Chris sfogli le pagine. Quelle fra loro che gi lo avevano visto stavano ridendo e commentando le vecchie foto. Eccola l. Giovane, vulnerabile e immatura nello sforzo disperato di essere dignitosa, con l'eterna, severa camicetta bianca dal colletto abbottonato e lo sguardo risoluto. Quella persona era un'estranea. Non aveva nulla a che fare con lei, non pi. Chiuse il volume e lo pass al marito di qualcuna.
Di fronte a lei sedevano Daphne e Richard. Daphne indossava un vestito di lam d'oro e nel momento in cui reclin il capo per accostare la sigaretta alla fiamma dell'accendino d'oro che Richard galantemente le porgeva, Chris pens che erano ancora la coppia d'oro degli anni del college.
Lanci un'occhiata a Emily, seduta a pochi posti di distanza da lei, alla sua sinistra. Chiacchierava animatamente e sembrava felice: Riprender a lavorare e... Gli occhi di Emily scintillavano alla prospettiva del futuro. In quel momento Chris ricord che qualcuno una volta le aveva raccontato di Emily: pareva che avesse avuto un terribile esaurimento nervoso. Evidentemente era passato e sepolto. Ascoltando frammenti di conversazioni incrociate coglieva qua e l notizie della vita delle sue compagne di classe. Cos non appena i bambini saranno un po' pi grandi lo renderemo ufficiale stava dicendo a bassa voce una donna all'amica che le sedeva accanto. Le nostre vite sono talmente diverse, ormai.
Per non credo che il divorzio influisca pesantemente sui bambini moderni, non ti pare?
Non  per loro. Sono io che non sono pronta.
Chi lo avrebbe mai detto che avrei finito per avere un'azienda tutta mia? stava dicendo un'altra voce che copr con il suo suono squillante quella sorda confessione. E sono anche brava, pensa un po'!
... talmente felice di essere venuta! Non solo perch ho rivisto le vecchie amiche, ma anche...
Com' che l'Associazione delle ex allieve chiamava quel sentimento? Il Vincolo Perpetuo. Immagin che si riferissero al vincolo universitario. Eppure per la prima volta Chris vide se stessa e le altre come anelli di una catena generazionale: accanto a lei c'era Annabel la cui figlia si sarebbe iscritta a Radcliffe quello stesso autunno, poi c'era il suo fantasma che veniva anche lui a Radcliffe per la prima volta, bruciante di vergogna perch Emily Applebaum aveva visto sua madre ubriaca alla stazione. Ricordava ancora che cosa aveva pensato di suo padre mentre correva in ospedale dopo che aveva avuto l'infarto: un uomo che era rimasto a fianco della moglie tutti quegli anni non per debolezza, ma per vera forza. L'aveva amata, difetti e tutto quanto. Se fosse tornata da Alexander, a quel rapporto basato sull'amore che li aveva uniti fino a quel giorno, lo avrebbe fatto con la convinzione di non essere pi la povera schiava innamorata e insicura che era sempre stata, ma una donna nuova abbastanza forte da accettarlo con i suoi problemi. La sua debolezza non aveva nulla a che vedere con la loro vita a due. Avevano costruito un matrimonio magnifico e lui l'amava e aveva bisogno di lei pi che di chiunque altro al mondo.
Gli mancava terribilmente. Non ce la faceva a restare l neppure un istante di pi. Voleva essere a casa con Alexander, per dirgli che sarebbe tornato tutto come prima. Sfior la spalla di Annabel.
Io vado. Ciao.
Gli occhi verdi di Annabel si fissarono nei suoi: Vai a casa?
S. Andr tutto bene le rispose sorridendo.
Oh, sono cos felice! esclam Annabel con il viso illuminato dalla contentezza. Chris si protese verso di lei e la baci.
Poi corse fuori e si precipit in camera a fare i bagagli. Non si preoccup di cambiarsi. Chiam un taxi, and all'aeroporto, prese il primo volo in partenza e presto vide le luci di New York scintillare sotto di lei. C'era sempre la possibilit che Alexander non fosse in casa. Ma lo avrebbe aspettato. Quella era una cosa che doveva ficcarsi bene in testa. Alexander sarebbe sempre tornato da lei.
Quando il taxi si arrest davanti al portone, dovette fare uno sforzo per restare calma. Ricordati, si disse, se non  in casa non ha importanza. Prese l'ascensore e apr la porta senza suonare.
L'appartamento era immerso nell'oscurit. La lucetta da notte di Nicholas illuminava appena il corridoio davanti alla porta della sua cameretta. Preferiva tenerla l che dentro. Lo faceva sentire pi adulto. Presto avrebbe potuto farne a meno del tutto, ma se non fosse stato cos non avrebbe avuto importanza. Tanta gente aveva paura del buio, pur vergognandosi di ammetterlo.
Entr in camera di Alexander, nella loro camera, portando la valigia. Alexander dormiva nel letto matrimoniale, solo. Chris fiss il ritmico alzarsi e abbassarsi del suo petto, lo ud sospirare e lo vide girarsi inquieto. Poi si spogli e si infil nel letto accanto a lui.
Sono tornata gli disse.
Lui la prese fra le braccia e la strinse cos forte da mozzarle il fiato. Sentiva la solitudine uscire a fiotti da lui, come un fiume in piena, mentre l'amore, il calore della sicurezza tornavano a riempirlo come se la sua semplice vicinanza lo stesse riportando alla vita.

7.

Quel settembre Emma Buchanan, diciotto anni appena compiuti, fece i bagagli per il suo primo anno a Radcliffe. Prese tutti i vestiti nuovi che sua madre, a forza, le aveva fatto comperare, i suoi libri preferiti, i dischi, lo stereo portatile e l'attrezzatura fotografica. Era piena di paure, di tremori e di aspettative. Aveva bisogno della cultura universitaria per imparare le cose che l'avrebbero aiutata nella sua professione, ma soprattutto aveva bisogno del tempo di crescere che il college le avrebbe concesso. Si rendeva conto che avrebbe potuto decidere di andare subito a lavorare, ma sapeva che cos si sarebbe privata di qualcosa che desiderava molto. Era pi della laurea, che tuttavia stava diventando indispensabile. Era... non sapeva neppure lei che cosa. Indubbiamente per lei l'universit avrebbe avuto un significato diverso che per sua madre, eppure in un certo senso sarebbe stata la stessa cosa. Sapeva che le avrebbe cambiato la vita. Da Radcliffe avrebbe preteso qualcosa che le sviluppasse la fantasia e le stimolasse l'intelligenza, ma sapeva anche che Radcliffe avrebbe preteso molto da lei. Temeva che avrebbe dovuto studiare troppo, che le classi sarebbero state eccessivamente numerose per permetterle di far tutte le domande che voleva. Doveva essere terribilmente difficile riuscire a preservare la propria individualit in una grossa universit come quella. Ma in fondo non era che la prova generale per la lotta che avrebbe dovuto affrontare nel mondo esterno. Emma non sapeva bene quanta della cultura accademica le sarebbe stata di utilit pratica per il lavoro che avrebbe svolto. Non c'era che da aspettare e vedere. Una buona educazione non era mai sprecata. Educo, dal latino e-duco, conduco fuori. Era stata sua madre a dirglielo. Quando Annabel era al liceo le avevano fatto studiare il latino. Quando era toccato a lei andare al liceo, aveva scelto fotografia e cinematografia. Bisognava sapersi preparare per il futuro.
Quando fosse arrivato il momento, Emma sarebbe stata pronta.
...
.
...
FINE.